SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 8 min

Dialogo sottile con l'Arcangelo Michele

Dialogo sottile con l'Arcangelo Michele

Scopri la stupefacente modalità di contattare dell'Arcangelo Michele leggendo l'anteprima del libro di Alba Sali.

Il dialogo sottile

Ho scritto Verso Michele in 21 giorni, anzi in 21 notti, in un periodo in cui lavoravo più di dieci ore al giorno, per impegni presi fuori Roma, che è la città dove abito.

Chi mi conosce sa quanto il sonno sia importante per me che d’abitudine mi sveglio piuttosto presto la mattina e di solito dopo aver viaggiato nei miei sogni. Comunque, malgrado in quelle settimane non abbia dormito più di tre o quattro ore per notte, ancora oggi sono sorpresa di come la carica per affrontare il lavoro non solo non ne avesse risentito ma, anzi, fosse addirittura aumentata.

Ho scritto di getto, ho scritto emozionata e commossa, ho scritto rivivendo nel mio cuore e con i brividi sulla pelle l’esperienza che mi ha portato verso Michele. Parola dopo parola, ho potuto godere di nuovo delle carezze spirituali delle sue ali, continuando a espandere lo spazio del mio dialogo sottile con lui.

Il dialogo sottile non è quello interiore di una persona che parla con se stessa, riflettendo o contemplando la vita, e neanche ha nulla a che vedere con l’essere veggenti, sensitivi o dotati di poteri straordinari, anche se straordinario è il modo naturale con cui il dialogo accade.

Il dialogo sottile ha la bellezza stupefacente delle cose semplici, quelle che non richiedono elaborazioni, manipolazioni, alterazioni e altro non è che l’inevitabile e incessante scambio tra mondi eternamente connessi tra loro, oltre ogni spazio e oltre ogni tempo.

È il linguaggio di un Universo infinito, visibile e invisibile, che nel suo continuo divenire trova ogni volta un vocabolario per essere in relazione con tutto ciò che intimamente lo riguarda, esattamente come fa ogni paese che trova la sua lingua, come ogni uomo che trova la sua voce anche se sordo o muto. Vita e comunicazione sono come il creato e i suoi colori, come i fiori e le loro essenze, come la poesia e l’ispirazione, come gli angeli e le loro ali.

Per spiegare meglio cosa intendo per dialogo sottile, propongo di immaginare per un solo momento di scoprire con certezza che Dio vi stia parlando da quando siete nati. Guardando indietro nel passato, dove pensate di poter riconoscere le sue parole se non in continui segni, “Dioincidenze”, sincronicità, emozioni, variazioni del sentire e tanto altro ancora dello scorrere naturale e misterioso della vita?

Se siete di quelle persone che credono che l’unico modo di parlare con Dio sia raggiungere la santità dei mistici che affermano di averlo fatto, allora state riducendo Dio a un essere limitato e scorbutico che fa preferenze. Se, invece, pensate di non essere capaci, meritevoli, degni di questa considerazione, allora state offendendo l’Universo, riducendo voi stessi a una creatura priva di divinità, lontana da Dio.

Quindi, “tutto ciò che è” comunica intensamente e continuamente, anche se, ahimè, per questa musica non c’è sempre un orecchio pronto ad ascoltare.

La mia esperienza è frutto di un volume di ascolto e di consapevolezza aumentati nel corso degli anni soprattutto grazie a pratiche spirituali e, sicuramente non ultima, grazie alla fedeltà al mio sentire.

L’ascolto, come il sentire, deve essere protetto, coltivato, allenato; al pari di un bambino che ha bisogno di crescere, prima di intendere quanto si dice nel mondo degli adulti, allo stesso modo devono crescere le nostre anime in cammino su questa terra prima di entrare nel mondo musicale del dialogo sottile.

È importante non tradire mai il proprio sentire

È importante non tradire mai il proprio sentire, perché questa è la strada maestra, anche se non è affatto priva di ostacoli e di insidie.

Non mancheranno le persone che vi faranno vacillare, instillando dentro di voi quelle insicurezze e quei dubbi che, se ascoltati, hanno il potere di far rinunciare ai propri sogni. Non mancheranno neanche coloro che, temendo la loro stessa libertà e creatività, attaccheranno la vostra, magari gettandovi addosso il fango calunnioso della loro ignoranza.

Oltre all’invidia di quelli che cercheranno di scoraggiarvi in tutti i modi, non si può poi non considerare un fatto assolutamente reale da tenere presente: non è possibile essere certi della bontà di quello che si sente fino a quando non matureranno i frutti della pianta che si è coltivata.

Bisogna fare in modo, però, che tutte le difficoltà che si incontrano mentre si difende il proprio sentire non siano una ragione per chiudersi, astenersi o diminuire il proprio potere interiore; piuttosto devono essere l’insegnamento per imparare a migliorare, perseverare e ponderare molto bene.

Se vi accorgerete di avere sbagliato, farete meglio la volta successiva e, pronti ad assumervi le vostre responsabilità, resterete liberi di essere e di fare quello che desiderate, arrivando così a raggiungere obiettivi che neanche vi sareste immaginati.

L’affidarsi alle proprie percezioni è qualcosa che va allenato con un buon senso anche più grande del sacrificio che è puntualmente necessario.

Quando non siete sicuri di voi stessi, benedite la vostra titubanza perché vuol dire che siete delle persone sagge e non degli sconsiderati e, senza dimenticare di chiedere aiuto all’Alto, con attenzione e premura per voi e per gli altri, prendete dunque una decisione e procedete per entrare nella magia della vita, restando lontani dalla truffa del rimpianto.

Se le vostre azioni si scollegano da quello che sentite nel vostro cuore, chiedetevi allora da cosa e, soprattutto, da chi saranno guidate. Per di più, poiché ogni azione ha sempre una direzione, chiedetevi, ancora, dove si incanalano e quali scopi serviranno.

E infine, quando malgrado la rinuncia a voi stessi commetterete comunque errori o non sarete felici, con chi ve la potrete prendere?

Ero molto giovane quando un giorno ho imparato che se c’era un rischio da correre o una decisione da prendere che riguardava la mia vita, dopo considerazioni, confronti e consigli, alla fine contava solamente il mio sentire e quello di nessun altro. L’aderenza a me stessa, da molto tempo, è il filo conduttore della mia vita.

Anche quando ho incontrato i maestri, non ho mai e poi mai fatto nulla di cui non mi fossi assunta la totale responsabilità e per questa ragione, in caso di fallimento, la mia mente non ha mai potuto attaccarli: la responsabilità personale disarma le frecce avvelenate della propria mente che cerca sempre un nemico contro cui combattere o un capro espiatorio per giustificare la sua imperfezione.

I sogni, i segni e le farfalle

Per tornare al racconto di questo libro, i sogni, i segni e le farfalle che mi hanno guidato non sono altro che il vocabolario di un essere di Luce, in questo caso dell’Arcangelo Michele, che un giorno, senza nessuna ragione apparente, io ho cominciato ad ascoltare restando stupefatta dalla sua forza comunicativa.

Dopo aver parlato con diverse persone di “fede micaeliana” ed essermi confrontata con loro, mi sono convinta che Michele abbia una sua propria modalità di contattare, che arriva a essere tanto chiara da poter risultare disarmante: è quasi impossibile parlare di lui senza che non capitino coincidenze che lo riguardino e che, spesse volte, sono legate alla comparsa puntuale della sua immagine dove meno la si potrebbe aspettare. Personalmente, come racconto in questo libro, l’ho visto comparire sul retro di un tir in autostrada proprio mentre stavo seguendo la “scia” dei suoi segni, ma questa è soltanto una delle infinite coincidenze di cui potrei parlare.

Infine, desidero dire che considero il mio vissuto verso Michele come ciò che capita naturalmente quando un’anima è silenziosamente in ascolto; quando è permeabile alla conoscenza, morbida davanti alle variazioni imprevedibili della vita; quando si sforza di essere disponibile alla volontà superiore, tentando la sua resa a Dio.

Esperienze come quella che sto per raccontare, come tante altre che ho vissuto, sono dei doni grandissimi, immensi, ma quello che vorrei arrivare a trasmettere, con le parole che ho appena scritto, è che la loro straordinaria specialità sta proprio nel non essere affatto straordinarie.

Spero che il mio racconto possa essere d’ispirazione, che possa spronare le persone a trovare a ogni passo la presenza di quei sostegni superiori, che non solo ci aiutano e ci confortano, ma anche ci insegnano, ci illuminano e ci guidano nelle nostre azioni, sempre che sia dato loro lo spazio per farlo.

Auguro a tutti voi sufficiente libertà interiore per sperimentare la vostra vita e la vostra fede in piena e oculata fiducia in voi stessi e nel vostro dialogo sottile.

Data di Pubblicazione: 25 giugno 2019

Caricamento in Corso...