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Disintossicazione: un Approccio Scientifico

Il Metodo Gerson - La Nutrizione per Guarire - Anteprima del libro di Kathryn Alexander

L'uso della dieta a fini terapeutici

In questa sezione, salvo indicazione diversa, le citazioni inserite nel testo sono state prese dal libro A cancer therapy Results of fifty cases del dottor Max Gerson.

La disintossicazione, ovvero l’uso della dieta a fini terapeutici, è un principio base che in Europa ha rappresentato l'orientamento dei trattamenti naturopatici nel corso del Diciannovesimo e del Ventesimo secolo. Se cerchiamo di risalire alle origini delle cure disintossicanti, immediatamente ci vengono in mente diversi nomi famosi, il più lontano dei quali è probabilmente quello del professor Arnold Ehret, che non si limitò a curarsi così la malattia di Bright (glomerulonefrite cronica), ma si spinse fino a fondare un sanatorio in Svizzera e poi svariati ambulatori, in tutto il mondo, dedicati alla cura delle malattie incurabili. Ogni singolo aspetto delle sue indicazioni dietetiche fu quindi sperimentato e valutato in termini di efficacia su se stesso e su migliaia di altri individui.

Nel 1914, Ehret pubblicò il suo libro Mucusless diet healing system (trad. it. Il sistema di guarigione della dieta senza muco, Juppiter Consulting Publishing Company, Milano 2007), nel quale affermava che la causa fondamentale comune agli stati patologici era il muco generato all’interno dell’organismo da organi e tessuti in risposta a qualunque tipo di offesa (infezione, trauma), oltre che a un’alimentazione eccessiva o basata su cibi biologicamente lontani dal loro stato naturale. «Quando i normali organi di secrezione non sono più in grado di gestire l’eliminazione del muco in eccesso, questo penetra nel circolo sanguigno causando calore, infiammazione, dolore e febbre nelle aree in cui il sistema vascolare si contrae, come potrebbe essere in risposta a un raffreddore». Prima o poi, questo muco (o accumulo di tossine) interno ostruisce i tessuti e le arterie e si consolida. Secondo il professor Ehret, quanto maggiore è il grado di intossicazione, tanto più l’individuo diventa vulnerabile nei confronti delle proliferazioni virali e batteriche, e tanto meno è in grado di combatterle.

Il suo duplice scopo era quindi di: smaltire questa sostanza generatrice di malattia, e interrompere la produzione (di muco).

Ehret si fece promotore della dieta antimuco: eliminazione di tutti i cibi artificiali o cotti, degli alimenti ricchi e grassi, dei cereali lavorati, dei latticini. Scoraggiò l’uso di tutti gli alimenti morti, per la loro carenza di enzimi. Dimostrò anche che, quando un individuo cessava di assumere tali alimenti, l’organismo cominciava ad attaccare il “muco” e il “pus”, e quindi a smaltirli. Fondamentalmente promuoveva una dieta vegana crudivora.

Norman Walker

Il nome che lo segue immediatamente è quello di Norman Walker. Ammalatosi gravemente per superlavoro, nel 1910 fondò a New York il Norwalk Laboratory of Nutritional Chemistry and Scientific Research. Famoso per la pressa idraulica Norwalk (a tutt’oggi il più raffinato estrattore di succhi esistente) e per i suoi testi sui succhi, sosteneva che, a meno che il paziente non accettasse di assumere 2 1 al giorno di succhi freschi di ortaggi, non era possibile alcuna remissione delle malattie.

Dottor Christopher è il nome che sale alla mente immediatamente dopo. Famoso naturopata ed erborista americano, si è fatto un nome con le ricette a base di piante officinali, con la dieta rigenerante e con il programma depurativo di tre giorni. L’obiettivo del suo programma consiste nel sostituire tutta la linfa carica di tossine presente nell’organismo con un uguale volume di succhi di frutta o verdura alcalinizzanti. Il paziente si sottopone a un digiuno a base di soli succhi (nel quale è permesso un unico tipo di frutto o di verdura) in seguito al quale sperimenta l’eliminazione del muco.

Il dottor Bernard Jensen, un naturopata altrettanto celebrato, deve la sua fama alla depurazione dei tessuti ottenuta con l’igiene intestinale. Il suo protocollo dietetico è simile e il risultato finale è l’espulsione delle sostanze tossiche attraverso il colon, seguita dalla guarigione. Il metodo del dottor Jensen ha riportato alcuni significativi successi.

Il dottor Max Gerson

Il nome successivo è sicuramente quello del dottor Max Gerson, che ha sviluppato ulteriormente i principi della disintossicazione e della terapia nutrizionale nella cura delle patologie croniche degenerative, ivi comprese quelle tumorali. Vedendo il fegato come organo primario della disintossicazione, collocò il sostegno e la rigenerazione di quest’organo in cima alle priorità del suo approccio. Con il lavoro di questo grande uomo abbiamo raggiunto le vette della comprensione, e dalla sua morte in poi abbiamo fatto solo piccoli passi avanti, ostacolati soprattutto dall’aumento della tossicità ambientale e dall’approfondirsi delle carenze nutrizionali all’interno della catena alimentare, che si riflettono in una popolazione umana con una resistenza alle malattie ridotta rispetto a quella sulla quale potevamo contare cinquant’anni fa.

Grazie alla grande capacità del dottor Max Gerson di estrapolare dati scientifici dal lavoro che svolgeva con i pazienti terminali di cancro, cosa che ha fornito una base di appoggio alle sue osservazioni cliniche portando di diritto i principi della disintossicazione nell’arena scientifica del Ventesimo secolo, sono in molti, oggi, a utilizzare i suoi studi come punto di riferimento per la terapia nutrizionale e disintossicante. E dal suo lavoro che abbiamo cominciato a comprendere i criteri da soddisfare per avviare la guarigione spontanea dellorganismo e per sostenerla.

Max Gerson ha fornito al mondo uno schema semplice e basato su criteri specifici. Ogni terapia olistica dovrebbe puntare a soddisfare questi criteri in quanto leggi fondamentali per la guarigione:

  • disintossicare l’organismo, perché la guarigione non può avere luogo in un ambiente inquinato;
  • riempire le cellule di nutrienti;
  • ripristinare le funzioni del sistema immunitario, in modo che il corpo possa mettere in campo un’infiammazione terapeutica.

In base a questo schema è possibile valutare qualunque cura accessoria e determinare fino a che punto (e soprattutto se) il trattamento scelto sia destinato ad assistere il processo di guarigione o a comprometterlo. Una volta compresi fino in fondo questi criteri, diventerete molto più selettivi nellutilizzo delle cure accessorie e più abili a riconoscere i progressi del paziente e ad adattare il suo trattamento in modo estremamente personalizzato.

Nel valutare i progressi dei pazienti, troverete sicuramente preziosa l’equazione che segue. L’unico vostro obiettivo sarà assicurarvi di portare la persona che assistete al punto in cui:

La resistenza dell'organismo è maggiore della resistenza della malattia.

Questo testo è estratto dal libro "Il Metodo Gerson - La Nutrizione per Guarire".

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