Giorni 00
Ore 10
Min. 09
Sec. 08
Leggi le recensioni su IlGiardinodeiLibri.it

+ Donna + Uomo - Anteprima del libro di Franco Bolelli e Manuela Mantegazza

Femminile e maschile: un manifesto vitale

Femminile e maschile: un manifesto vitale

Crediamo al femminile e al maschile.

Crediamo a un femminile e a un maschile più ricchi, più completi, più vitali.

Crediamo alla differenza biologica fra femminile e maschile e anzi, pensiamo che la si debba valorizzare. Il biologico come fondamentale unità di misura. La nostra essenza sessuale, neurologica, biochimica. Il nostro corpo, la danza delle sostanze chimiche nel nostro organismo.

Crediamo a un femminile e a un maschile capaci di ricollegarsi con i grandi archetipi, di reinventarli.

Crediamo che per valorizzare davvero femminile e maschile dobbiamo liberarli da tutti gli stereotipi, i ruoli, le norme, i dover essere, i condizionamenti e le aspettative sociali.

Crediamo a un femminile e un maschile così centrati intorno alla propria essenza da esser poi liberi di abbracciare tutte le sfumature possibili, le infinite opzioni personali, le miriadi di combinazioni fra bias ed eros.

Crediamo che fra femminile e maschile si possano e si debbano costruire forme di relazione più forti e più avanzate.

Crediamo che la costruzione di un femminile e di un maschile di cui si possa essere fieri sia davvero una grande impresa: un’impresa che possiamo compiere in ogni momento della nostra esistenza quotidiana, nelle nostre scelte, nei gesti, nelle azioni, nei modi di pensare.

È questa l’impresa che ora iniziamo: con tutta la forza, la dedizione, la responsabilità e la spinta vitale di cui siamo capaci.

Perché al centro di tutto c’è sempre l’armonia degli opposti

È molto semplice, alla fine.

Il femminile e il maschile.

Il biologico e il tecnologico.

La mitologia e la vita quotidiana.

La natura e i prodotti costruiti dagli umani.

Il senso di responsabilità e il senso del gioco. L’intelligenza e l’eccitazione.

Mio figlio Daniele che fa il professore universitario e scrive libri e poi fa combattimenti di Mixed Martial Arts.

La costruzione del proprio ego — il senso di sé — e la condivisione.

La forza e la sensibilità.

La tua natura, tu che sei iper-responsabile e monella, che hai un carattere fortissimo e sei sempre pronta a servire, che sei dura e soave, che sei assolutamente autosufficiente e poi in tutte le situazioni e le relazioni sociali sei così a tuo agio e faciliti tutto.

La “ricerca&sperimentazione” e l’energia comunicativa.

Prendersi assolutamente sul serio senza prendersi per niente sul serio.

I Radiohead, la combinazione fra melodie cantabili e raffinatissime costruzioni sonore.

Il senso dell’impresa e la scanzonatezza.

Personalmente mi appassiona il molto alto e il molto basso: niente di quello che sta in mezzo.

La magnifica fusione di progetto inventivo e biodiversità del Bosco Verticale di Stefano Boeri.

Al centro di tutto - all’origine di tutto, nel caso del femminile e del maschile - ci sono due poli, due grandi punti di riferimento che danno equilibrio a tutto. Se togliessimo i due poli, tutto sprofonderebbe. Se i due poli li considerassimo immobili e immutabili, tutto diventerebbe statico, devitalizzato. Se mettessimo i due poli in contrapposizione spezzeremmo il metabolismo stesso della vita. Se accettassimo la liquefazione dei due poli, tutto finirebbe sommerso. La loro polarità va costantemente, dinamicamente rigenerata. Esplorare le possibilità che ci sono nel mezzo dei due grandi poli è ineccepibile. Arrivare a sbiadire la differenza biologica porta inesorabilmente a un definitivo errore antropologico. Si devono armonizzare i due poli, le loro diverse nature, spinte, attitudini. Così questi due poli fondanti, essenziali, si rafforzano l’uno con l’altro. Così ognuno di questi due poli fondanti, essenziali, trova nella superiore armonia con l’altro il pieno senso di sé.

Tutta la vita

Tutta la vita — dalle grandi leggi universali alle miriadi di esistenze singolari - è fatta cosi. Più di tutto il femminile e il maschile.

Il femminile e il maschile si mescolano, si sovrappongono, si arrotolano e si srotolano, ma le caratteristiche biologiche che fanno dell’archetipo maschile “il padre” e di quello femminile “la madre” non devono mai essere messe in discussione. E una questione che genera confusione, perché è evidente che una donna è in grado di gestire la sua vita contando unicamente sulle proprie forze, com’è altrettanto chiaro che esistono uomini in grado di prendersi cura dei figli molto meglio di alcune madri: ma qui stiamo cercando di risvelare gli archetipi sfilando uno dopo l’altro un numero smisurato di veli che (come strutture, o sovrastrutture) si sono accumulati in millenni di storia umana e che ne hanno imprigionato l’essenza cancellandone il senso intrinseco. Se vogliamo costruire nuovi modelli umani, non possiamo prescindere dagli estremi. Soltanto conoscendo i confini saremo in grado di definire, senza censure o limitazioni, tutto quello che accoglie l’intero arco del possibile, fino a raggiungere quella che è la meravigliosa essenza di ognuno di noi, un dna individuale e unico per miliardi di persone.

Siamo abituati a riferire la frase della Genesi «crescete e moltiplicatevi» a una coppia e ai figli che essa genera. Naturalmente non fa una grinza, ma credo che debba valere innanzitutto per la coppia stessa in sé: perché in una vera grande unione ci si moltiplica l’un l’altro, si costruisce un proprio linguaggio e una propria chimica, si trova un proprio ritmo; in definitiva si dà vita a un particolare organismo dove fra i due poli, fra femminile e maschile, gli elementi di separazione cedono man mano il posto agli elementi di fusione, e diventa impossibile e anche assurdo tentare di distinguere dove finisce lui e dove comincia lei. Insieme, moltiplicarsi: è questo il senso.

Dal battito al respiro fino alla musica, tutto nell’Universo si muove su note contrapposte che danzano in armonia. Diastole e sistole, inspirazione ed espirazione, ritmo e melodia. La melodia è il pensiero astratto, la ritmica è la biologia. Spesso, quando ascoltiamo la musica ci concentriamo solo sulla melodia trascurando le linee del basso e della batteria, proprio come succede nella vita, perché la biologia è connaturata al nostro essere, mentre il pensiero astratto richiede elaborazione. Come la musica, anche la più complessa, è sempre sostenuta da una scansione ritmica, così il pensiero astratto deve mantenere radici profonde nella biologia.

Questo testo è estratto dal libro "+ Donna + Uomo".

Ti è piaciuto questo articolo? Rimani in contatto con noi!
Gli articoli più letti
Gli ultimi articoli pubblicati
Articolo consigliato:

+ Donna + Uomo

Un manifesto vitale

-15%
+ Donna + Uomo

Franco Bolelli , Manuela Mantegazza

"Crediamo che fra femminile e maschile si possano e si debbano costruire forme di relazione più forti e più avanzate. Crediamo che questa... continua

 

Torna su