SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 9 min

Dove va l'anima dopo la morte?

Scopri dove va l'anima dopo la morte

Scopri le varie tappe del dopo-vita che l’anima affronta dopo la morte del corpo fisico leggendo l'anteprima del libro di Diego Giaimi.

Il Ponte e il Parco

«Ma la vita è senza fine, noi non moriamo mai, non siamo mai realmente nati. Noi passiamo solo attraverso diverse fasi».
Brian Weiss

In questo capitolo gettiamo le basi per iniziare un viaggio nei sistemi vibratori e nei passaggi Sequenziali che, in base agli insegnamenti che ho ricevuto, affronterebbe l’anima dopo la morte del corpo fisico. Le varie tappe del dopo-vita sono state descritte con vari nomi da molte culture e da molti studiosi di esoterismo. Non è mio compito né mia intenzione creare un’ulteriore nomenclatura: quindi mi limiterò a descrivere queste tappe così come sono state denominate dal Monroe Institute e come mi sono state descritte dalle guide che ho incontrato nell’esercizio delle loro funzioni relativamente a quello che può essere di interesse ai fini di questo libro.

È naturalmente possibile individuare dei parallelismi tra le descrizioni che proporrò e quelle che ritroviamo nelle varie culture: ho pertanto chiesto alle mie guide come le mie altre nozioni su questioni di carattere energetico si incasellassero nelle nuove mappe che mi venivano mostrate; il capitolo 15 è dedicato a questo tipo di chiarimenti.

Per facilitare un’esposizione razionale del tema, conserverò riferimenti allo spazio, come “su” e “giù”, poiché comunemente in occidente si immagina il regno dei defunti come un aldilà situato lassù, nei cieli, contrapposto al quaggiù, la Terra, dove si incarna l’anima.

Naturalmente, sebbene i riferimenti a spazio e tempo siano sostanzialmente errati, nella nostra esplorazione di questi luoghi bisognerà trovare dei compromessi verbali a beneficio dei nostri sensi e delle nostre percezioni per poterli descrivere.

Iniziamo dalla visione di un’anima singola nel suo viaggio dopo la morte del corpo fisico per poi ampliare lo sguardo alla percezione di più vite parallele e quindi alle interrelazioni tra i vari Io.

Il Ponte (Focus 21)

Quando l’anima abita il corpo fisico ha sempre accesso a una vasta gamma di esperienze vibratorie che possono essere consciamente percepite oppure archiviate insieme ad altre migliaia di input sensoriali ed energetici. Il cervello fisico deve fare una selezione delle percezioni su cui focalizzarsi e per questo potrebbe non accorgersi di importanti aspetti energetici del proprio Io. Questo però non significa che l’anima sia confinata nel corpo fino alla morte, anzi. Nella sua grandezza, l’anima ha accesso a diversi stati di consapevolezza e può fare dei veri e propri viaggi anche a nostra insaputa, specialmente durante il sonno, lasciando spesso pochissime tracce a livello cosciente delle esperienze avute. Questi stati possono essere esplorati più consapevolmente attraverso meditazioni e altre pratiche che consentono l’accesso a stati “alterati” o modificati di coscienza: il termine “alterati” usato in questa sede si intende appunto tra virgolette, poiché l’alterazione non è intesa in senso patologico, ma solo in riferimento alla nostra usuale percezione fisica terrena, a quello che chiamiamo “stato ordinario di coscienza”. Da un punto di vista più ampio, tali stati modificati potrebbero essere definiti “usuali”. Sebbene l’anima abbia accesso a tutti gli stati di coscienza, di consapevolezza e vibratori presenti nell’universo, nel corso del proprio soggiorno fisico la consapevolezza di base dell’anima, e quindi dell’Io, è principalmente focalizzata sulle frequenze terrene dell’esperienza incarnativa a cui partecipa.

In base agli insegnamenti che ho ricevuto, dopo la morte del corpo fisico l’anima attraverserebbe due stadi di passaggio fondamentali: il primo è quello che al Monroe Institute viene chiamato Focus 21: il Ponte. Questo stato di consapevolezza potrebbe essere descritto come “il velo tra realtà fisica e non fisica”. E caratterizzato dall’assenza di tempo e di spazio a cui l’anima accede in maniera naturale dopo la morte del corpo fisico. Le visioni di un tunnel di luce e di figure benevole e accoglienti vissute da alcune persone durante interventi chirurgici o esperienze di premorte potrebbero essere decodifiche e percezioni del viaggio oltre la realtà fisica, nell’assenza di spazio e di tempo, viaggio da cui molti hanno fatto ritorno con una percezione più ampia della vita. Ma questo stato di consapevolezza è un ponte tra due realtà: a mio modo di vedere, si tratta soltanto di un primo passo.

Il Parco (Focus 27)

Il secondo passo che idealmente compie l’anima dopo la morte del corpo fìsico è il raggiungimento di uno stato di consapevolezza che il Monroe Institute chiama Focus 27: il Parco. Dico “idealmente” perché, in base agli insegnamenti che ho ricevuto, ci possono essere alcune soste intermedie durante il percorso, di cui parleremo. Il Parco viene anche chiamato Centro di Accoglienza o Stazione di Interscambio, e rappresenterebbe l’uscita dal tunnel di luce, la prima base da raggiungere, il primo rifugio nel percorso dell’anima dopo la morte del corpo fisico.

Come verrà spiegato più ampiamente, questo “luogo” è un punto di rigenerazione per l’anima che arriva da un’esperienza terrena, ma, come vedremo, è anche uno stato di consapevolezza molto articolato.

Molti film vi si sono ispirati, come per esempio Prossima fermata: paradiso, Nosso Lar, Al di là dei sogni (questi ultimi due ispirati ai libri omonimi) e altri. Da queste trasposizioni cinematografiche è possibile trarre qualche ispirazione circa gli stati di consapevolezza che possono presentarsi dopo la morte, consci del fatto che ogni film riesce a ritrarre soltanto alcune sfaccettature di quella realtà, che dipendono da scelte sul taglio da mostrare, anche in base alle percezioni del regista, e da scelte di natura prettamente cinematografica.

Ricordo che la numerazione a cui facciamo riferimento (per il momento Focus 21 e Focus 27) è solamente una codifica arbitraria elaborata da Robert Monroe ripresa dai corsi esperienziali del Monroe Institute per far accedere gradualmente i partecipanti a specifici stati di coscienza non ordinari.

Per comodità del lettore, mi riferirò prevalentemente a questi due stati di consapevolezza denominandoli “il Ponte” e “il Parco”.

La figura 7 sintetizza graficamente queste prime nozioni: il nostro protagonista Rei, incarnato e immerso nella consapevolezza terrena, con la morte accede a uno stato di consapevolezza che prescinde dallo spazio-tempo (il Ponte) rappresentato in modo semplicistico come una circonferenza esterna vicino alla Terra. Successivamente potrà giungere alla circonferenza esterna alla prima: il Parco.

Sulla Terra si partecipa pienamente alla vita fisica grazie al corpo; si esperiscono emozioni, si tessono legami, si fanno varie esperienze, si pensa e si crea e si accettano credenze in numero e profondità variabile. Gli stati di consapevolezza che presentiamo, seppur slegati dallo spazio-tempo, sono a diretto contatto con le forze creative dell’anima e quindi, sebbene non fisici, sono altrettanto esplorabili in quanto plasmati dalla stessa energia: quella del pensiero.

Vite Parallele - Figura 7
In questo libro partiamo dall’assunto che l’anima crea la propria realtà sia quando è legata a un corpo, sia quando è da esso slegata.

L’anima, prima di dirigersi verso la realtà fisica, vaglia molte variabili terrene e si incarna verso le gioie e i travagli di questa vita con il desiderio e l’intento di adempiere alcuni progetti, di ricreare la propria realtà sul piano fisico e seguire il proprio progetto animico. Potrebbe sembrare che la vita terrena si crei senza sforzo, un po’ per caso, grazie a un susseguirsi di eventi più o meno piacevoli, e un po’ per scelte che più o meno consapevolmente la persona fa. In realtà, sulla base della mia esperienza e degli insegnamenti ricevuti, creiamo il mondo con i nostri pensieri: ogni più piccolo evento è plasmato dal pensiero umano che utilizziamo, spesso inconsapevolmente, per costruirci la nostra vita, per raggiungere determinati scopi e fare determinate esperienze.

La padronanza dei propri poteri creativi nel mondo dovrebbe essere una delle abilità e delle acquisizioni fondamentali per l’anima che prova a metterli in pratica nel Sistema Terreno.

Attraverso varie pratiche, come il sogno lucido, i viaggi astrali o altre modalità finalizzate a un’espansione di coscienza, si possono esperire in maniera chiara le abilità connesse all’energia creativa del pensiero e l’immediatezza dei risultati. È per questo che tali pratiche facilitano l’approcciarsi alla morte: facilitano la disidentificazione dal corpo e dalla realtà fisica e ci pongono in contatto con la forza del pensiero.

È importante capire che con la morte solo il corpo fisico cessa di vivere e quindi le energie creative, le emozioni, le credenze, le esperienze vissute, rimangono parte del bagaglio, influenzando il percorso dell’anima, soprattutto nel viaggio verso quello che abbiamo chiamato “il Parco”.

Aggiungiamo nella figura 8 una trama dell’energia terrena, molto fitta al centro, sulla Terra, a significare la vibrazione fisica e tutte le implicazioni energetiche a essa correlate. Fuori dal livello Ponte, sebbene l’anima viaggi senza il corpo fisico, la trama è comunque presente, seppur meno fitta. Questo espediente grafico serve a sottolineare che, secondo il nostro assunto, tutta l’area tra il Ponte e il Parco è ancora direttamente correlata e plasmata dal pensiero terreno, sebbene venga esperita senza il corpo fisico. Secondo la visione di Monroe, questa interrelazione con il piano terreno, seppur meno intensa, potrebbe condizionare temporaneamente il percorso dell’anima del defunto, almeno fino all’arrivo al Parco. Sebbene dopo la morte le percezioni dell’anima siano “slegate” dal corpo fisico, l’incarnazione da cui arriva e molti aspetti ad essa legati potrebbero influenzarla e mutarne “provvisoriamente” la consapevolezza dopo la morte.

Possiamo immaginare la fitta trama terrena come una sorta di calamita che agisce solo se l’anima conserva dei “sospesi” che l’attraggono in alcune specifiche parti di quell’area. In assenza di sospesi, secondo questo assunto, l’anima arriverà al Parco.

Molti fattori possono influenzare il percorso dell’anima e li tratteremo nei prossimi capitoli.

Vite Parallele - Figura 8

Data di Pubblicazione: 5 aprile 2019


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