SALUTE E BENESSERE   |   Tempo di Lettura: 7 min

L'Equilibrio di Yin e Yang nel Corpo

L'Equilibrio di Yin e Yang nel Corpo

Anteprima del libro "Il Libro della Medicina Orientale" di Clive Witham

Il concetto di QI

Nel concetto di qi è racchiuso un sistema di bilanciamento così semplice, nella sua perfezione, da poter essere applicato ad ogni cosa, dall’illimitato universo alla più minuscola molecola. Sto parlando della teoria dello yin e dello yang.

Fiumi di opere — antiche di millenni — sono state dedicate a questa teoria. Essa ha avuto origine da un’attenta osservazione della natura e dell’ambiente e ha dato vita a una serie di concetti dinamici estremamente rilevanti ai fini della salute.

Molte persone hanno una conoscenza dello yin e dello yang piuttosto semplicistica. Secondo questa visione, yin e yang sarebbero la rappresentazione degli opposti: il nero e il bianco, la notte e il giorno, il bene e il male, Luke Skywalker e Darth Vader, e così via. Nonostante il concetto degli opposti sia vero, ciò che c’è da sapere su yin e yang è molto più di questo, e spesso non è facile fornirne una spiegazione immediatamente comprensibile.

Comprendere lo ying e lo yang

Per comprendere lo yin e lo yang, il punto di partenza più ovvio è la loro classica rappresentazione grafica.

Questo simbolo, simile a una palla da tennis, è immediatamente riconoscibile, e lo vediamo comparire su una serie infinita di oggetti, tra cui anelli, T-shirt e orecchini. E anche facile trovarlo nelle palestre in cui si praticano le arti marziali. Di solito il colore più chiaro è associato allo yang, quello più scuro allo yin. Yin e yang hanno forma e dimensione identiche, e da un punto di vista simmetrico si completano perfettamente.

A dispetto dell’opinione comune sui relativi “meriti” dell’uno contro quelli dell’altro, yin e yang non sono implicitamente né positivi né negativi. Considerateli come le due facce di una moneta: “testa” da un lato e “croce” dall’altro. Se non ci fossero entrambi i lati, la moneta non sarebbe una moneta, ma soltanto un pezzo tondo di metallo. Perché la moneta esista, testa e croce devono essere ambedue presenti. Il simbolo (yin e yang) ci mostra questo concetto in modo solo apparentemente semplice.

Oltre a non essere soltanto degli opposti, yin e yang non sono neppure reciprocamente esclusivi, nel senso che lo yin può tramutarsi in yang, e viceversa. Per fare alcuni esempi, la febbre alta a volte può dare i brividi, un vivacissimo pargoletto può addormentarsi alPimprowiso, e il contatto con il ghiaccio può provocare ustioni; allo stesso modo, l’aspetto estremo di yin è anche l’aspetto estremo di yang.

Forse, il modo migliore per comprendere lo yin e lo yang è paragonarli a qualcos’altro. E cosa c’è di meglio di un pesce palla per rendere l’idea?

Me ne sono reso conto nel periodo in cui ho lavorato come pescatore a bordo di un peschereccio giapponese nel Mar Cinese orientale. Tutta la vicenda si basa sull’errato presupposto che, per capire veramente come applicare i concetti riguardanti la natura, bisogna innanzitutto viverli di persona. Quindi, a dispetto di ogni buonsenso, per sei mesi lavorai con i pescatori giapponesi affrontando tutti gli elementi che la natura e il capitano del peschereccio riuscivano a scatenarmi contro.

Per chiunque non abbia familiarità con la pesca al pesce volante, dirò che, in attesa che le reti si riempiano, c’è ben poco da fare se non starsene accasciati approfittando del briciolo di ombra offerto dall’albero dell’imbarcazione e lasciar vagare i propri pensieri, cullati dal movimento dell’oceano. La peculiarità stessa di quel lavoro prevedeva momenti improvvisi di estrema fatica seguiti da lunghi periodi di attesa. Credo fosse inevitabile che, a un certo punto, yin e yang sarebbero comparsi all’orizzonte.

Le reti pescavano ogni genere di pesce: pesci volanti, pesci “delfino” (no, non il mammifero), pesci freccia, sgombri, i bizzarri cavallucci marini e, di tanto in tanto, quella che sembrava una rimbalzante palla munita di punte.

Questa “palla” perfettamente tonda e di colore giallo aveva grandi occhi e una bocca sporgente, tanto da assumere una sorta di espressione costantemente stupita. Il pesce in questione, il fugu, è talmente brutto da risultare in realtà davvero carino, ed è talmente pericoloso (superato in questo soltanto dalla rana dorata della foresta amazzonica) da vantare il primato di vertebrato più velenoso al mondo.

Il motivo per cui il fugu può aiutarci a comprendere lo yin e lo yang sta nel fatto che questo pesce non ha sempre l’aspetto che ho appena descritto. Normalmente è di piccole dimensioni, blu, liscio e poco appariscente (se escludiamo gli occhi sporgenti). Come nel caso di yin e yang, il fugu presenta aspetti diametralmente opposti, uno è aggressivo, gonfio e spinoso (yang), l’altro è calmo, piccolo e sgonfio (yin).

Tuttavia, ciò che conta veramente è l’interno. Quando il nostro lento e puntuto amico è “rilassato” e si aggira per le profondità marine guizzando di qua e di là alla vista di microscopico cibo, ha l’aspetto contratto di yin. Ma quando si espande, con tutto il calore e l’energia necessari a pompare acqua nello stomaco e piegare la spina dorsale in una forma che ha quasi dell’impossibile, assume l’aspetto totalmente opposto di yang.

Dopo che il fugu si è espanso, la grande concentrazione di energia di cui si è servito si esaurisce; quindi, mentre all’esterno è yang, in realtà all’interno è yin. E quando è blu e inerte, tutta quella potenza che gli serve per gonfiarsi è sempre lì in attesa di manifestarsi; quindi, in quel caso è yin all’esterno e yang aH’interno. Anche quando giace senza vita sul ponte di un peschereccio, il fugu ha un numero di neurotossine sufficiente a uccidere trenta persone.

Dunque, dentro yin c’è yang e dentro yang c’è yin. È per questo motivo che nel simbolo sono compresi due punti - uno chiaro e l’altro scuro — che rappresentano un aspetto all’interno dell’altro.

Questo concetto è essenziale per comprendere come funziona il corpo umano, visto che non è solo yin o solo yang. Come nel fugu, molto avviene al di sotto della superficie.

Nel corpo (inteso come un tutt’uno), yin e yang possono essere in equilibrio, ma l’atto stesso di vivere assicura che ciò duri soltanto per poco. Normalmente questo equilibrio oscilla più verso l’uno o l’altro aspetto. Se yang è debole possono esserci sintomi di raffreddamento e stanchezza, e se yin è debole i segnali sono calore e agitazione.

Se yang è troppo forte possono esserci segni di calore che sale verso la testa, se yin è troppo forte si avvertono sintomi di raffreddamento e ritenzione idrica.

Questo equilibrio non è così stabile come si potrebbe pensare, ed è paragonabile a un pendolo che oscilla costantemente da un lato all’altro. Soltanto quando la differenza tra i due aspetti si fa pronunciata - manifestandosi sotto forma di indebolimento o malattia — possono prevalere le caratteristiche di uno o dell’altro.

L’equilibrio dell’intero organismo

Questi stessi schemi di ascesa e discesa o di aumento e diminuzione di yin e yang si riscontrano esaminando il corpo umano in profondità. Sangue, qi, vene, arterie e organi possiedono un loro equilibrio yin/yang, che può o meno contribuire all’equilibrio dell’intero organismo.

Ad esempio, una persona spossata può soffrire di dolori alla zona lombare dovuti a uno yang debole nei Reni. Potrebbe anche avere mal di testa (localizzato alle tempie) a causa di un eccessivo stress da lavoro, il che a propria volta indebolirà lo yin del Fegato. In questo caso, yin e yang risultano entrambi indeboliti in differenti parti del corpo. Secondo la teoria dello yin e dello yang, questo stesso schema sarà riscontrabile fino al più microscopico livello cellulare, infatti anche qui troveremo uno squilibrio di yin e yang.

Quindi, su molti livelli diversi e da un istante all’altro, il corpo è in un costante equilibrio yin/ yang. Quando invece si verifica uno squilibrio e uno dei due aspetti prende il sopravvento sull’altro, spesso compaiono dei segnali fisici che ci forniscono un indizio su quale punto del corpo ne è colpito e in quale misura.

Troverete questo tema dell’equilibrio in tutto il corso del libro; per il momento prendete nota di alcune utili e comuni associazioni di yin e yang nella tabella qui accanto.

Questo testo è estratto dal libro "Il Libro della Medicina Orientale".

Data di Pubblicazione: 1 febbraio 2018


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