SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 7 min

Esplora la legge del Tre di G.I. Gurdjieff

Esplora la legge del Tre di G.I. Gurdjieff

Scopri quali sono gli otto principi fondamentali che la contraddistinguono e i maggiori esponenti del Lavoro leggendo l'anteprima del libro di Cynthia Bourgeault.

Esplorare la legge del Tre

Come ho già accennato, la Legge del Tre è una nozione che fino a pochissimo tempo fa rimaneva totalmente sconosciuta al di fuori delle cerchie interne del Lavoro di Gurdjieff. La presentazione iniziale da parte di Gurdjieff di questo concetto ai suoi seguaci era di tipo orale ed esperienziale, e ancora oggi è così che l’insegnamento viene trasmesso nel modo più efficace nelle cerchie del Lavoro. Nondimeno, a quasi un secolo da quando i primi gruppi in Russia si riunirono attorno al misterioso “maestro danzatore” dell’Asia Centrale, il Lavoro ha sviluppato un proprio corpus letterario e degli esponenti riconosciuti, ed è a essi che mi rivolgerò per arricchire la presentazione della Legge del Tre appena introdotta.

Lasciate quindi che vi presenti i miei testimoni esperti.

Sebbene Gurdjieff ovviamente rappresenti il massimo giudice cui appellarsi, e i suoi scritti siano disponibili alla consultazione, molti neofiti del Lavoro trovano il suo libro - mi riferisco alla poliedrica, magnifica e irriguardosa opera I racconti di Belzebù a suo nipote — semplicemente troppo formidabile come punto di partenza, con il suo linguaggio arcano e l’inimitabile mistura di verità cosmiche e mere chiacchiere. Il portale d’accesso al Lavoro normalmente è Frammenti di un insegnamento sconosciuto di P.D. Ouspensky, il quale era già un affermato autore e filosofo quando incontrò Gurdjieff nel 1914, e la sua opera, in parte biografica e in parte riguardante l’esposizione di principi dell’insegnamento, è chiara e meticolosa, nonostante il temperamento accorto e controllato dell'autore sia tanto diverso dall’esuberanza e dalla spavalderia mistica di Gurdjieff, al punto da suscitare talvolta l’impressione che fondamentalmente a Ouspensky sia sfuggito il cuore pulsante del Lavoro. I due si separarono nel 1922, e i loro distinti lignaggi contemplano ancora delle sfumature nettamente diverse dell’insegnamento di Gurdjieff.

Il secondo commentatore principale al quale farò ricorso è Maurice Nicoll (morto nel 1953), la cui imponente opera in cinque volumi Commentari Psicologici. Dagli insegnamenti di Gurdjieff e Ouspensky non è meno corposa dei tomi di Gurdjieff e Opuspensky messi insieme. (In tutta franchezza, bisogna dire che Nicoll non si è mai messo a tavolino a scrivere questi tomi, il testo di più di millesettecento pagine è stato assemblato ricavandolo dai discorsi settimanali che teneva durante il suo incarico di araldo del Lavoro in Gran Bretagna.) Medico e psichiatra (per un certo periodo fu anche allievo di Jung), e per tutta la vita studioso della tradizione mistica cristiana, Nicoll fu un insegnante attento e impegnato. I suoi commentari offrono un approccio equilibrato ed eminentemente pratico all’applicazione dei principi del Lavoro alla vita quotidiana e ancora oggi vengono letti da numerosi studiosi del Lavoro, incluso il mio insegnante eremita.

Mi rammarico di non essere riuscita a inserire in questa breve indagine alcune citazioni tratte dalle opere di un altro notevole interprete del Lavoro: J.G. Bennett (morto nel 1974), che ha avuto un’influenza particolarmente forte in Nord America. Questo non va inteso come una mancanza di fiducia o di rispetto nei suoi confronti, ma semplicemente il riconoscimento che l'intricata originalità della concezione del Lavoro da parte di Bennett lo rende un universo a sé stante, non necessariamente il punto di partenza più accessibile per un neofita, in particolare alla luce degli scopi assai circoscritti e specifici del presente libro. Alcune delle opere principali di Bennett sono elencate nella bibliografia, e raccomando caldamente di leggerle. In particolare, la sua concezione dell’enneagramma, come pure la sua presentazione delle fonti mediorientali e sufi dell’insegnamento di Gurdjieff, rimangono insuperabili.

A questo corpus consolidato di letteratura sull’insegnamento di Gurdjieff, negli anni recenti si sono aggiunti alcuni nuovi e graditi contributi. Ora raccomanderei Gurdjeff. Anatomia di un mito di James Moore come canonico punto di partenza per la maggior parte dei neofiti del Lavoro, ancor prima di accedere a Frammenti di un insegnamento sconosciuto. Figura di grande rispetto nelle cerchie del Lavoro in Gran Bretagna, dotato di discernimento e di un sagace senso dell’ironia, Moore offre una panoramica magnificamente completa del Lavoro e alcuni astuti commenti su materie delicate, che troppo spesso vengono glissate dai devoti dalla mente meno autonoma.

Da quando Jacob Needleman, da tempo una voce di rispetto sulla scena intellettuale nord americana, si mostra sempre più pronto a “rivendicare” pubblicamente il proprio lungo coinvolgimento nel Lavoro, una corrente di intuizioni completamente nuova sta iniziando a emergere. Nel suo recente What Is God? Needleman evidenzia alcuni punti e intuizioni di eccezionale interesse sulla Legge del Sette, ai quali attingerò a tempo debito.

La recente pubblicazione di La realtà dell’essere, discorsi tenuti da Madame Jeanne de Salzmann, a lungo compagna di Gurdjieff e sua erede, ci offre un’altra prospettiva ricca di intuizioni sugli insegnamenti del Lavoro.

Ad ogni modo, in questo capitolo è mia intenzione concentrarmi sulla Legge del Tre. Non intendo fornivi un’introduzione formale al Lavoro di Gurdjieff, ma semplicemente risparmiarvi la fatica di dovervi districare in un impegnativo e nutrito corpus letterario, offrendovi un distillato dei punti principali riguardanti il tema di cui ci occupiamo. Mi interessa semplicemente che comprendiate la sottile differenza tra la Legge del Tre e altri sistemi che descrivono procedimenti e cambiamenti, e - cosa ancor più importante - che arriviate a interessarvi del modo in cui sia possibile applicare questa legge alle situazioni della vostra vita e valutarne i risultati. Non so se potremmo definire questa sezione del libro come un compendio di “La Legge del Tre per negati”, ma comunque ho riassunto otto punti centrali che coprono le basi e le premesse iniziali dell’argomento. Prima elencherò questi principi fondamentali, accompagnati dagli autori e dai titoli delle opere citate, dopodiché ci ritorneremo per svilupparli uno a uno.

La Legge del Tre: principi fondamentali

  1. In ogni nuova manifestazione sono coinvolte tre forze: affermativa, negativa e riconciliatrice (o affermante, negante e neutralizzante).
  2. L’intrecciarsi delle tre forze ne produce una quarta in una nuova dimensione.
  3. Affermazione, negazione e riconciliazione non sono punti fissi o attributi permanenti dell’essenza, ma possono cambiare e devono essere considerati in base a ogni situazione specifica.
  4. Una nuova triade emerge sempre nel punto neutralizzante.
  5. Non tutte le serie composte da tre elementi costituiscono una trinità, ma soltanto quelle in cui i tre costituenti possono considerarsi dinamicamente interconnessi secondo le condizioni della Legge del Tre.
  6. Le soluzioni a dei momenti di stallo generalmente arrivano imparando a scoprire e mediare la terza forza, che è presente in ogni situazione ma di solito rimane nascosta.
  7. Secondo la Legge del Tre, le nuove manifestazioni generalmente continuano a progredire in base alla Legge del Sette.
  8. L'idea di una terza forza in religione si trova nella nozione di Trinità.

Data di Pubblicazione: 12 aprile 2019


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