SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 8 min

Essere in forma emozionalmente e mentalmente

Essere in forma emozionalmente e mentalmente

Scopri i sostegni giusti a cui appoggiarti durante il tuo percorso di trasformazione leggendo l'anteprima del libro di Mark Freeman.

L'esercizio fondamentale per una buona forma emozionale

Ci sono molti modi per migliorare la salute cardiovascolare: correre, andare in bicicletta, nuotare, giocare a ping-pong, fare interval-training, sollevamento pesi, jazz aerobica e così via. Tutti gli esercizi utili all’apparato cardiovascolare hanno un effetto specifico: aumentano la frequenza del battito cardiaco. Il sollevamento pesi è anche un modo per mettere in tensione i muscoli: si va avanti finché non diventa difficile continuare, e poi si cerca di andare avanti un altro po’.

Esistono dei principi fondamentali per migliorare la forma fisica, indipendentemente dal tipo di esercizio. Si tratta di arrivare al momento di disagio, prenderne coscienza, pensare che non riusciremo ad andare oltre e che dobbiamo fermarci, per poi insistere e superare quel momento. Questo è da tenere a mente anche per la buona forma emozionale.

Per “buona forma emozionale” intendo la capacità di provare emozioni continuando a fare scelte in linea con i nostri valori. Il concetto è analogo a quello della salute cardiovascolare. È un indicatore della nostra capacità di fare passi avanti per raggiungere i nostri obiettivi, vivendo ogni emozione che si presenta. Non si tratta di evitare le emozioni o di controllarle. Anzi, si tratta di sentire molto di più.

Quando lavoriamo a una buona forma emozionale, è essenziale che ci alleniamo ad accettare qualsiasi tipo di esperienza interiore o esteriore per poi approfondirla facendo qualcosa che per noi ha valore. Praticamente significa sforzarsi di vivere esperienze che troviamo difficili abituandoci a essere noi stessi. Per continuare con l’analogia, invece di aumentare la frequenza del battito cardiaco insistendo con un esercizio, amplifichiamo le nostre emozioni continuando ad agire.

Mentre mettete in pratica le abilità e i concetti che trovate in questo libro e li adattate alla vostra vita, tenete sempre a mente questo esercizio fondamentale.

Gli insuccessi

Come per l’allenamento fisico, gli insuccessi fanno parte del processo di raggiungimento di una buona forma emozionale. Se trovate che gli esercizi di questo libro siano difficili, fantastico! Se non riuscite a farli, ottimo! Non mollate. È proprio nei momenti in cui ci sembra impossibile andare avanti che avviene il cambiamento. In un certo senso, è impossibile affrontare qualsiasi sfida mirata al benessere con il cervello o il corpo che abbiamo, ma sforzarci in modo sano ci cambia, permettendoci di sviluppare il cervello e il corpo di cui abbiamo bisogno per poterle superare.

Avete mai fatto dei burpee? Dal nome, sembrano esercizi semplici. Per fame uno, dovete stendervi con il petto a terra, sollevarvi nella posizione del plank, con un salto portare i piedi in avanti all’altezza delle mani, poi fare un salto verso l’alto, battere le mani sopra la testa, tornare nella posizione del plank e riportare il petto a terra. Nella palestra che frequento, a volte l’allenamento giornaliero inizia con cinquanta burpee come riscaldamento. Ne facciamo cinque serie di dieci, con trenta secondi di recupero tra una serie e l’altra.

All’inizio pensavo che cinquanta burpee fossero un allenamento completo, non un riscaldamento. Se avessi provato a farli tutti, non ci sarei riuscito. Mi sarei ritrovato con la testa tra le ginocchia, nel tentativo di riprendere fiato e di non vomitare. Ma proprio per il fatto di non aver portato a termine molti allenamenti con i burpee, ora riesco a farli. Tutti i miei insuccessi mi hanno aiutato ad arrivare al punto in cui cinquanta burpee per me sono un riscaldamento. Questo vale per la forma fisica così come per la salute mentale e la buona forma emozionale. Persino quando si praticano tecniche come la meditazione o la mindfulness, che approfondiremo nella prima parte del libro, vi capiterà spesso di fallire se vi sono nuove. La capacità di fare qualsiasi cosa si trova dall’altra parte del fallimento.

Le esperienze fallimentari possono diventare un modo per valutare i vostri progressi se, invece di evitarle, le andate a cercare. Invece di permettere all’ansia e all’incertezza di condizionarvi la vita, potete trasformarle in indicatori che vi mostrano la direzione da prendere per realizzare ciò che vi sta veramente a cuore.

Se evitate di sudare, alla fine tutto vi farà sudare. Se evitate l’ansia, alla fine tutto vi renderà ansiosi.

I sostegni di cui avrete bisogno

Quando intraprendete un percorso di trasformazione profonda, è importante che abbiate dei sostegni a cui aggrapparvi lungo il percorso. Ne elenco alcuni che potranno aiutarvi a mettere in pratica i cambiamenti che approfondiremo.

Il sostegno degli altri:

Entrate in contatto con persone che hanno intrapreso percorsi simili al vostro. Potrebbero averlo fatto in un momento diverso o aver preso una strada leggermente diversa, ma conoscono bene le sfide che avete davanti e, soprattutto, sanno come superarle.

Anche se pensate di essere gli unici ad avere certi problemi, molti hanno superato le vostre stesse difficoltà, e molti altri ci stanno lavorando proprio in questo momento, tutto intorno a voi. Entrate in contatto con loro.

L’alimentazione:

Per funzionare, serve energia. Che siate esseri umani, robot o piante di pomodori, avete bisogno di energia per fare qualsiasi cosa. Se poi si tratta di un’attività faticosa, avete bisogno di più energia. Introdurre cambiamenti nella nostra vita è estremamente faticoso, e richiede carburante. Non c’è salute mentale senza cibo.

Spesso l’alimentazione viene annoverata tra i comportamenti che peggiorano la salute mentale. Mentre analizzeremo questi comportamenti, chiedetevi se tra loro rientra il modo in cui mangiate. Cercate di non usare il cibo come una pillola magica per risolvere i problemi di salute mentale. Quando credete di aver scoperto una dieta “troppo bella per essere vera” che promette di liberarvi da ansia e depressione, è molto più probabile che abbiate appena trovato un potenziale disturbo alimentare che andrà a sommarsi ai problemi già esistenti.

Mangiate per alimentarvi, senza smettere di essere voi stessi e di fare ciò che vi sta a cuore.

L’attività fìsica:

L’attività fìsica è un altro tipo di sostegno che, come l’alimentazione, può favorire o meno la vostra salute mentale a seconda di come viene usata. Non deve essere considerata un sostituto dei cambiamenti di cui avete bisogno. Possiamo essere fisicamente in forma smagliante e allo stesso tempo avere grossi problemi di salute mentale. Se pensiamo di riuscire a sistemare le cose facendo semplicemente più attività fìsica, stiamo cadendo nella solita trappola: stiamo di nuovo cercando una pillola magica che risolverà tutti i nostri problemi.

Il sonno:

Dovete dormire abbastanza. Non solo è fondamentale per il normale funzionamento del corpo, ma lo è in particolare quando stiamo facendo qualcosa come cambiare il cervello, che è quello che vogliamo fare qui. Dormire permette al cervello di liberarsi da tutte le tossine accumulate durante il giorno, di creare nuove connessioni e di assimilare ciò che stiamo imparando. Aiuta anche a gestire meglio le emozioni: avrete reazioni meno eccessive di fronte alle cose che normalmente vi danno fastidio. Quando ci eserciteremo ad accettare emozioni o pensieri che in passato avreste evitato, dormire a sufficienza vi aiuterà a semplificare le cose.

Il vostro respiro:

È il sostegno più importante di cui avrete bisogno in questo percorso. Il respiro è il nostro legame indissolubile con il presente. Spesso ce ne dimentichiamo, ma lo possiamo sempre ritrovare esattamente dove l’abbiamo lasciato. Quando dovete affrontare una sfida, quando vedete qualcosa di bello, oppure quando state per compiere un passo, concentratevi sul vostro respiro. Se capite che vi state perdendo nel passato o nel futuro, seguite il vostro respiro: vi riporterà sulla giusta strada.

Un analista orientato alla guarigione

È estremamente importante che l’analista che vi segue abbia un approccio orientato alla guarigione e vi aiuti a fare ciò che volete fare nella vita. Se l’analista dice che avete una malattia cronica che vi dovete abituare a gestire, è come se un personal trainer che vi sta allenando per una maratona vi dicesse che non ce la farete mai e che dovete solo provare a gestire i sintomi della vostra pessima forma fisica, magari con delle pillole dimagranti.

Personalmente, non vi consiglierei di farvi seguire da quell’allenatore. Allo stesso modo, non vi consiglierei un analista con un approccio negativo. Se decidete di farvi seguire da uno specialista per raggiungere un qualsiasi obiettivo, assicuratevi che possa dimostrare di aver aiutato altri pazienti a raggiungere ciò che vi siete prefissati.

Data di Pubblicazione: 24 febbraio 2020

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