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Finalità, Portata e Promessa

Guida alla Consapevolezza e alla Quiete Profonda - Anteprima del libro di William Samuel

Note speciali per lo studio di questo libro

Lettore, ho scoperto una quiete e una pace interiore che vanno oltre ogni credere, e con questa scoperta è arrivata anche la capacità di comunicarle ad altri!

Per “pace interiore” non intendo l’altalenante “felicità” estatica della religione. Ho scoperto un senso di benessere permanente, stabile e immutabile, che trascende ogni concetto umano. Io la chiamo Quiete Trascendente.

Non è nulla di nuovo. È la pace oltre ogni comprensione di cui hanno parlato i santi e i saggi nel corso della storia. No, non è proprio nulla di nuovo, ma io l’ho trovata; e, miracolosamente, nel trovarla ho acquisito anche la capacità di donarla ad altri. In effetti, con le poche persone speciali che la desiderano e sono disposte ad ascoltare, mi ritrovo a saper parlare di questa Consapevolezza Trascendente in modo tale che riescono a comprenderla per se stessi, che riescono a esserla!

Ascolta: lo scopo di questo libro è donarti la Consapevolezza della Quiete. Inoltre, si intende dimostrare che il risveglio alla Realtà e la relativa esperienza di Pace, contrariamente alla credenza diffusa tra gli studiosi di metafisica, non richiede i difficili processi sequenziali di metafisica, istruzione, esperienza e “sviluppo interiore”. Le sue note dominanti sono piuttosto semplicità e sincerità. Tenera, infantile semplicità e sincerità è ciò che caratterizza la Quiete della Realtà.

Se questo suona presuntuoso, ti dirò di più: la pratica quasi senza sforzo dei soavi insegnamenti contenuti in quest’opera ti aprirà la porta di una Quiete talmente tangibile, pratica, concreta e stabile che niente di ciò che il mondo ha da offrire potrà sopraffarla!

Non si tratta dell’ennesima vaga promessa di felicità di un idealista, né di un altro sistema metafisico o fantasia filosofica costruita per dare un senso alla disperazione, alla malattia e alla morte! Non è l’ennesima teoria campata in aria. Queste parole sono scritte in modo tale che tu possa metterle alla prova e verificare di persona se dicono il vero.

La Quiete – chiamala Equanimità, Serenità o Pace, se preferisci – ha poco a che fare con l’istruzione e ancor meno con la religione. Anche la metafisica, quella stimata (e denigrata) religione superiore dell’intellighenzia che si sta ora affermando nei massimi luoghi dell’autorità umana – persino la cosiddetta “metafisica dell’Assoluto” – ha poco a che fare con l’Identità Trascendente destinata a sopravvivere alla rivoluzione già in atto; eppure, la Realtà che ne costituisce la trama è accessibile senza sforzo alle persone semplici e innocenti, proprio qui e ora.

Come lo so? Perché l’ho trovata! Io sono la Realtà! La Realtà sono io!

Sono già iniziati i giorni in cui vedremo il mondo come ora lo percepiamo crollare ai nostri piedi in preda a uno strano malessere e a un’insondabile follia. Se concepiamo l’io in termini personali, sarà inevitabile vedere una sorta di misteriosa pazzia della mente erodere le parti vitali di una società che si tiene distinta e separata dalla Realtà. Infatti, sotto l’etichetta ammaliatrice della libertà individuale e collettiva, farà presto la sua comparsa una rivoluzione metafisica feroce, narcotizzante, disinibita e pressoché incontrollata, di proporzioni masochistiche tali da spogliare, smembrare e divorare tutto ciò che è familiare e convenzionale.

È nostro ineluttabile obbligo aiutare quanti sono disposti a scoprire, svelare ed essere la Quiete immune dal tumulto: una quiete accessibile senza sforzo come la nostra stessa Identità. Chi la trova riesce a essere un passante che cammina a testa alta senza lasciarsi sfiorare dal mondo.

Chi la trova è guarito.

È questa la portata del libro che stai leggendo. Fanne ciò che vuoi.

Metodi e procedure

Molti hanno chiesto un metodo e una procedura per “lavorare con l’Assoluto”. Il cercatore sollecito vuole qualcosa in cui affondare i denti. Vuole una serie di regole da seguire, una procedura dettagliata che lo conduca fino alla “coscienza cosmica”, all’“illuminazione” o alla soluzione del suo problema.

Be’, chi potrebbe scrivere questa serie di regole? Un simile tentativo equivarrebbe a dichiarare che l’Assoluto non è assoluto, che la Realtà non è reale e la perfezione non è perfetta; insomma, che Dio non è Dio. Una “procedura” implica di fatto l’ammissione che all’interno della Perfezione Finita esista un ego ignorante e arrogante che ha bisogno di qualcosa per poter comprendere la Realtà.

Come al solito, per argomenti di questo tipo il problema sembra essere come insegnare ciò che non può essere insegnato, come definire l’indefinibile, come raccontare l’inenarrabile. Ci ritroviamo a dire: «Come illustreremo il Regno di Dio, o con quale parabola lo descriveremo?» (Marco 4:30). Non è davvero possibile effettuare un’analisi dettagliata dell’Assoluto presentandola in forma didattica, pertanto quella racchiusa in queste pagine è solo una delle tante presentazioni possibili. Contiene molte ripetizioni perché le stesse idee vengono presentate da varie angolazioni nel tentativo di renderle assolutamente chiare.

All’interno di ciascuna conversazione riguardo alla Verità si trova una frase o un’idea, qualche volta solo una parola o due, che sembra essere la scintilla di tutto il discorso. Può essere un’immagine, o solamente il ritmo delle parole e l’intensità dell’espressione; in ogni caso, però, la conversazione di successo possiede un “qualcosa” di specifico in cui la comprensione erompe con nuova luce, nuova consapevolezza, nuova illuminazione. Quando accade, lo sentiamo dentro di noi e lo vediamo negli occhi degli altri. Negli anni mi sono ripromesso di notare questi momenti di speciale comprensione che ho dato o ricevuto, e ho registrato le parole esatte che sembravano averli innescati. Sono proprio tali parole a costituire il corpo di quest’opera.

“È importante che si legga questo libro dall’inizio, perché altrimenti è probabile che non venga compreso. Non c’è da allarmarsi se non si capisce subito ogni paragrafo all’interno di ciascun capitolo. Senza sforzarsi troppo, conviene passare al brano successivo. L’argomento diventa più facile, e non più complesso, man mano che il libro accompagna il lettore fuori dal labirinto mondano della metafisica e dentro la soave semplicità della Consapevolezza Trascendente.”

Le parole

Si dice che l’Assoluto dovrebbe essere espresso senza ricorrere a parole o esempi “dualistici”, ma dall’esperienza ho imparato che ciò non ha senso. Scrivere in quel modo sarebbe come se un ingegnere utilizzasse un linguaggio tecnico comprensibile solamente da altri ingegneri, o un poeta scrivesse solo per altri poeti. Limitare a tal punto la portata di un discorso riguardante l’Infinito appare poco saggio.

Coloro che sono giunti a sapere chi e cosa sono non si lasciano ingannare dalle parole! Il vecchio saggio Lao Tze ha detto: «Chi è veramente saggio lavora diligentemente senza prestar fede alle parole», che dopotutto non sono altro che segni di inchiostro o suoni. Dal momento che mi sembra di avere un’ampia scelta di parole da poter utilizzare, scelgo la frase semplice e non pretenziosa – il suono felice – perché il suo rumore è una melodia comprensibile, il rumore gioioso che preferirebbe Davide.

Nota finale

Nessuna di queste parole intende scuotere o sconvolgere, ma ciò non significa che non susciteranno una controversia tra il cuore e l’intelletto. Spesso ci vuole un potente calcio nel di dietro per porre fine al nostro rapporto di schiavitù con il sogno del mondo. Secondo un vecchio detto, un fiore deve rompere il bocciolo per poter fiorire, fiorire per poter spargere i semi e spargere i semi al vento d’estate per poter riposare.

L’artista che si trova davanti a un’alba spettacolare potrebbe provare a dipingerla su tela affinché altri la vedano e ne gioiscano, ma il dipinto non è l’alba, è confinato dai limiti della tela e dei colori. Se ha uno scopo, non è che quello di esistere. Nell’esistere, dicono alcuni, sembra avere la capacità di distogliere lo sguardo del passante da scenari che ritiene meno belli, e indicargli la bellezza sovrastante che di solito non vede perché troppo occupato a guardarsi i piedi. Ad ogni modo, questo libro è solamente una tela. Stolto l’artista (o l’osservatore) che dimentichi che il valore risiede nell’Alba reale, non in un mero tentativo zoppicante di raffigurare la Realtà Divina.

La perfezione assoluta è a portata di mano! La Quiete Divina, come il principio della musica o dell’aritmetica, è eternamente onnipresente; pertanto, si trova proprio qui e ora, diffusa su tutta la superficie della terra! Colui che vede e comprende questo – che sente questo nel proprio cuore – non è più tentato di credere alla propria putrida immagine di povertà, in cui la pace è presente solo in misura parziale, ma è in grado di “essere un passante”, ripulirsi i piedi dalla polvere e tornare alla casa del Padre in cui esistono molti aspetti della perfezione... e da cui, in realtà, non si è mai allontanato.

Il Cuore non parla di infelicità; parla di perfezione. Il Cuore ci dice che tutto va bene. Il Luogo Tranquillo dice: «La Quiete è la vera natura del nostro Essere!» La Vocina Silenziosa sussurra: «È così! È vero! Dio è tutto, Dio è Bene!»

Questo è un dato di fatto. È un dato di fatto che la Perfezione Assoluta sia fin da ora l’unica presenza esistente, il che comporta la fine di ogni apparente negatività nella nostra esperienza!

Sono stato esortato a scrivere queste verità, a rappresentarle, a raccontarle a tutti! È stato detto: «Scrivi la visione e mettila in chiaro sulle tavolette, perché si possa leggere speditamente».

Queste pagine costituiscono il mio felice e gioioso tentativo.

Questo testo è estratto dal libro "Guida alla Consapevolezza e alla Quiete Profonda".

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