Frammenti di un Incontro Sconosciuto - P.D. Ouspensky
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Frammenti di un Incontro Sconosciuto

Il Simbolismo dei Tarocchi - Anteprima del libro di P.D. Ouspensky

Leggere i tarocchi

"L’immagine letta, cioè l’immagine nell’ora della conoscibilità, porta in sommo grado lo stampo di questo momento critico e pericoloso che sta alla base di ogni lettura."
W. Benjamin

Fai una domanda ai Tarocchi.

Mescola le carte, taglia il mazzo, pesca.

Di fronte a te hai ora delle arcane figure, frammenti che hai appena estratto da un tutto, il mazzo.

Queste figure sono lì per rispondere alla tua domanda.

Che nesso causale c’è tra la tua domanda e le carte appena estratte? Perché queste carte dovrebbero dire qualcosa di te?

Un nesso c’è, ma non è causale: questo nesso si chiama contingenza. Hai scelto queste carte, e non altre. Potevi sceglierne altre. Hai scelto queste. Il nesso tra te e le carte estratte è questo attimo presente, presente come te in questo momento che hai appena pescato queste carte, e non altre: contingenza.

“Contingenza” viene da tangere, toccare. Il nesso che c’è tra te e le carte che hai scelto è il fatto che le hai toccate, è il contatto tra te che le hai scelte toccandole e loro che ti sono toccate in sorte. Le hai scelte coperte, e adesso si sono svelate: il mistero si manifesta, ma il senso di questo sorteggio resta misterioso - così come le carte hanno sempre un lato che non vedi. Il senso del contatto non ha altra ragione che l’accadere stesso. Il mistero resta in sé mentre entra in contatto con te nell’incontro.

Due cose, opposte, sono inutili: rimproverare ai Tarocchi scarsa attendibilità scientifica perché la lettura poggia su una pesca “solo” contingente, mentre ad esempio l’analisi del sangue si basa su un prelievo che segue criteri necessari e, in secondo luogo, dedurre dalla contingenza della pesca, quando questa si converte in una lettura affidabile, una legge che, sebbene non causale, sia qualcosa di più di una metafora.

I Tarocchi sono il regno del possibile. Ciò che ti rivelano è possibile, ma non è necessario. Se ciò che emerge dalle carte combacia con te e con la tua vita, questa coincidenza ha l’urgenza di un bacio, non la necessità di un’equazione. Può essere ineluttabile e fatale, ma come ogni momento della tua vita, passata presente e futura: può esserlo, e basta.

Ti basta?

L’incontro tra il tuo gesto volontario - la tua coscienza - e il tutto, l’ignoto, il mistero, produce solo dei frammenti, solo qualche carta, non tutte. Altre restano nel mazzo, altri frammenti restano possibili. I frammenti che estrai non possono dirti tutto, perché tu non sei il tutto, e non puoi pretendere di sapere tutto. Nemmeno di te. Però possono corrisponderti.

Può darsi che i Tarocchi siano i messaggi di un altro mondo misterioso, dove ciò che ti riguarda è già scritto. Sta di fatto che tu abiti questo mondo, dove lo scrivere, l’infinito del Verbo, eccede infinitamente qualsiasi scritto. Non solo tra te e le carte che hai scelto vi è una contingenza, ma anche tra te e il tuo mondo vi è una contingenza, una contingenza infinita, un contatto o un incontro infinito. Infinito perché non si lascia iscrivere del tutto in «una parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe»; è infinito perché non smetterai mai, rispetto al mistero che abiti e che ti abita, di essere tu stesso contingente, non necessario. Eppure sei meravigliosamente possibile, e puoi sempre di nuovo combaciare con questo mistero che è l’incontro con l’Altro, l’Infinito, lo Sconosciuto.

I Tarocchi sono frammenti di questo incontro sconosciuto.

Fai una domanda ai Tarocchi.

Mescola le carte, taglia il mazzo, pesca.

Di fronte a te hai ora delle arcane figure, frammenti che hai appena estratto da un tutto, il mazzo.

Queste figure sono lì per rispondere alla tua domanda.

Eppure esse non significano, ma rivelano, manifestano. Sono più simili all’evocazione di una parola poetica che alla denotazione di un discorso ordinario.

Sono simboli che ti parlano di te, che ti combaciano, possono risponderti e corrisponderti, ma devi sapere che la Verità che ti svelano è come un sussurro tra due innamorati, che postulano l’eternità dell’amore a cui, da sempre e per sempre, sarebbero destinati. Eppure non vi è altra ragione oltre quei sussurri, non vi è altra ragione oltre il loro amore, meravigliosa contingenza che eccede di senso combaciando l’infinito.

Questo testo è estratto dal libro "Il Simbolismo dei Tarocchi".

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