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La Gioia è la Soluzione Non la Ricompensa

Un Tocco di Gioia - Anteprima del libro di Nayaswami Jyotish e Devi Novak

Le comunità di Ananda

Sul finire dell’estate del 1967, visitai per la prima volta la distesa di terra che sarebbe poi diventata Ananda. Agosto è un mese caldo alle pendici delle montagne della Sierra Nevada nella California settentrionale, e noi avevamo passato l’intera giornata a lavorare duramente. Facevo parte di un gruppetto di allievi di Swami Kriyananda che lo stavano aiutando a costruire la prima struttura di Ananda, una piccola cupola geodetica che fungeva da tempio.

A quell’epoca, le comunità di Ananda erano solo un sogno futuro per Swamiji. In quel primo anno, stava soltanto cercando di creare un ritiro nella foresta, dove la gente potesse rifugiarsi e allontanarsi dalla vita frenetica per imparare e praticare gli insegnamenti di Paramhansa Yogananda. Avevamo passato la giornata nel tentativo di innalzare la cupola con sottili pilastri di legno ricoperti di plastica, ma a breve avremmo scoperto che il materiale usato era troppo leggero per un edificio di quelle dimensioni. Poco prima del tramonto, la cupola cominciò ad afflosciarsi e poi crollò ai nostri piedi in un mucchio di macerie. Non c’era più niente da fare se non consumare una leggera cena, meditare e poi stendere i sacchi a pelo sulla terra nuda e infine andare a dormire.

Al mattino sentii Swamiji mormorare tra sé e sé e immaginai che stesse cercando di accettare il disastro del giorno prima. Ma quando ascoltai più da vicino, lo sentii ripetere più volte: «Ah, gioia! Ah, gioia!».

E la sua esclamazione mi colpì profondamente, perché in quel momento capii che Swami Kriyananda viveva sul serio le verità che insegnava. I nostri stati d’animo possono essere controllati dalla nostra mente. La gioia non dipende da circostanze piacevoli. Come l’aria che respiriamo, la gioia è semplicemente là, e noi possiamo scegliere di sentirla o ignorarla.

Circa nove anni più tardi, un incendio distrusse praticamente tutte le abitazioni della nostra giovane comunità. Come unica reazione, Swami Kriyananda e un gruppo gioioso di seguaci visitarono tutti gli Stati Uniti portando in giro quelli che noi chiamiamo i “tour della gioia”: programmi ricchi di musica, lezioni e risate. Uno degli slogan usati durante quei tour recitava: “La gioia è la soluzione, non la ricompensa”. Ancora una volta, fu una dichiarazione importante: possiamo scegliere di reagire alle disgrazie espandendoci nella gioia o ritirandoci nella sofferenza.

La semplice frase, “La gioia è la soluzione, non la ricompensa”, custodisce la chiave per una vita felice e piena di successi. Vivi con gioia. Rivendicala come tuo diritto di nascita divino. Non aspettare che sia qualcuno o qualcosa a renderti felice. Se cedi quel potere a qualcuno o a qualcosa all’esterno di te stesso, gli cedi anche il diritto di renderti infelice. O preoccupato. O arrabbiato. O qualsiasi altra cosa tu non desideri.

Imparai una grande lezione quella mattina d’estate nel 1967, e anche dopo l’incendio. La gioia è una scelta. È qualcosa che cerco di scegliere alla fine di ogni meditazione, e ogni qualvolta che posso durante la giornata. Quando lo faccio, ho la forza di sorridere ai problemi e ridere assieme alla vita.

In gioia, Nayaswami Jyotish

Cinque passi essenziali per la felicità

Paramhansa Yogananda ha raccontato questo aneddoto: «Una volta incontrai un uomo ricco e di successo, il quale mi disse: “Sono disgustosamente sano e disgustosamente ricco”. “Però” risposi “lei non è ‘disgustosamente felice’, vero?”. Ammise che era così. Dopo qualche tempo, diventò studente di questo sentiero».

La felicità è qualcosa che cercano tutti, ma che solo pochi riescono a trovare. Ti voglio illustrare cinque passi fondamentali che conducono alla felicità permanente:

  1. Dobbiamo desiderare di essere felici.
  2. Dobbiamo accettare di essere guidati per raggiungere la felicità.
  3. Dobbiamo esercitare l’autodisciplina per seguire la guida.
  4. Dobbiamo spostare la nostra attenzione sui cambiamenti interiori e non esteriori.
  5. Dobbiamo sinceramente accettare che tanto la felicità quanto l’infelicità sono nostre scelte.

Analizziamo più da vicino questi cinque passi. Non desiderano tutti essere felici? Sì e no. A livello più profondo, naturalmente, tutti vogliono la felicità. Paramhansa Yogananda ha affermato che, in realtà, questo desiderio è la motivazione fondamentale di ogni essere vivente. Ma, a livello conscio, solo poche persone cercano la felicità. Piuttosto, cercano quelle cose che, secondo il loro giudizio, li renderà felici: soldi, averi, relazioni, potere, fama, ecc. Questo tipo di pensiero, tuttavia, presenta una grossa limitazione: niente al di fuori di noi stessi può renderci veramente felici. Solo noi ne abbiamo il potere. Perché, allora, non cerchiamo la felicità, invece di inseguire i fuochi fatui che la società ci sventola davanti? La felicità è custodita dentro di noi.

Dobbiamo cercare la felicità nel modo giusto. All’inizio, molti degli ingredienti ci sembreranno contro-intuitivi, se non proprio controproducenti: il non-attaccamento; il servizio agli altri; il lasciare andare schemi istintivi come le reazioni giudicanti, la rabbia, la gelosia e le emozioni simili. Per trovare la felicità, in effetti, bisogna trascendere lo stesso sé che sta compiendo la ricerca. Abbiamo bisogno di una guida che sia più avanzata di noi e che ci conduca lungo il sentiero. Il bisogno di autodisciplina è ovvio, ma non è affatto facile allenare la nostra volontà. Paramhansa Yogananda ha scritto: «La vera libertà è l’abilità di fare ciò che è buono e giusto». La madre di Swami Kriyananda, una volta, descrisse un parente indulgente nei confronti di se stesso come uno con il “capriccio di acciaio”.

Il bisogno di cambiare noi stessi, ancora una volta, dovrebbe essere ovvio, ma la maggior parte della gente investe molta più energia nel tentativo di cambiare gli altri o l’ambiente circostante, invece di dedicarsi ai cambiamenti interiori. Inizierai a migliorare solo dopo aver accettato che il miglioramento che stai cercando comincia all’interno di te stesso. Ed è là dove anche finisce. Al massimo, potrai esercitare una lieve influenza sugli altri. Ricordati, essi hanno il diritto, conferito da Dio, di esercitare il libero arbitrio. Non devi mai far dipendere la tua felicità dal comportamento degli altri.

Esiste una gioia appropriata a ogni genere di situazione, persino quelle che riteniamo spiacevoli o disastrose. Se, anche solo per una volta, riuscirai ad afferrare pienamente il concetto che la felicità è una scelta, avrai imparato una delle lezioni più importanti di tutta la tua esistenza.

Infine, la vera felicità è una ricerca spirituale e deriva dall’espansione della coscienza. Dobbiamo espandere il cuore e la mente finché non spezziamo le catene dell’ego. Questi ceppi ci tengono prigionieri e ci condannano alle onde vacillanti dell’illusione che mantengono la vera felicità sempre al di fuori della nostra portata.

Nella felicità divina, Nayaswami Jyotish

Questo testo è estratto dal libro "Un Tocco di Gioia".

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