SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 6 min

Gli effetti positivi dell'essere positivi

Gli effetti positivi dell'essere positivi

Scopri come trasformare le lamentele giustificate in soluzioni positive leggendo l'anteprima del libro di Jon Gordon.

Una semplice regola con un grande impatto

Non ho inventato io la regola. L’ho scoperta in una piccola azienda di grande successo in rapida crescita, che implementa pratiche semplici con straordinari risultati.

Un giorno stavo pranzando con il mio amico e cliente Dwight Cooper, un ex giocatore e allenatore di basket alto, magro e gentile, che negli ultimi dieci anni ha contribuito a costruire e far crescere un’azienda fino a trasformarla in una delle principali società di fornitura di personale infermieristico del mondo. L’azienda di Dwight, PPR, è stata più volte inserita da Inc. magazine tra le aziende in più rapida crescita, nonché nominata come uno dei posti migliori in cui lavorare in Florida, ed egli ha condiviso con me alcune ragioni alla base di questo.

Dwight mi ha detto di aver letto un libro su come gestire gli stronzi e i vampiri energetici (le persone negative) sul posto di lavoro. Ma dopo averlo letto e averci riflettuto sopra, aveva realizzato che, se voleva costruire un ambiente di lavoro positivo e performante, prima si dovevano risolvere problemi molto più sottili e pericolosi degli stronzi. Si trattava della lamentela e delle altre forme più sottili di negatività e sapeva che Dwight paragonò gli stronzi a un tipo di cancro della pelle: non si nascondono, ma si mostrano e dicono: «Eccomi qui». Di conseguenza, li puoi spazzare via in quattro e quattr’otto.

Molto più pericoloso è quel tipo di cancro interno, sottile, che cresce sotto la superficie, più o meno velocemente, ma in ogni caso se non viene scoperto in tempo si diffonde fino a distruggere il corpo. Per un’azienda, la lamentela e la negatività sono come questo tipo di cancro e Dwight le ha viste rovinare fin troppe imprese. Era determinato a non diventare l’ennesimo dato statistico e così nacque la regola del non lamentarsi.

Io ero un lamentoso professionista

Ora, prima che io condivida una storia su come funziona la regola del non lamentarsi, è importante che ti dica che il fatto che io abbia scritto questo libro non significa che io sia una sorta di “Signor Positivo o Pollyanna”, uno che sorride sempre, un tipo felice che non è mai negativo né mai si lamenta. In realtà, un tempo ero un lamentoso professionista e incolpavo gli altri per tutti i miei problemi. Non mi piacevo né mi piaceva la mia vita.

Mi lamentavo della mia casa, della mia mancanza di successo, di mia moglie, del mio peso, della mia scarsità di soldi e tutto il resto. Infatti, se hai letto il mio libro Energy Bus - un racconto su un tizio infelice, negativo e la cui moglie sta per lasciarlo - dovresti sapere che il personaggio era basato su di me. La mia lamentela e negatività erano talmente peggiorate che mia moglie mi diede un ultimatum: o cambiavo o scendevo dall’autobus. Ero scoraggiato, respinto e stavo per essere buttato fuori!

Il fatto è che la lamentela era una grossa parte della mia vita e della mia educazione e spesso facevo battute sul fatto che provenissi da una lunga stirpe di lamentosi. Sono cresciuto in una famiglia italiana ebrea con tanto cibo e tanto senso di colpa, tanto vino e tanto piagnucolare. Mia nonna era piena d’amore per la sua famiglia, ma anche piena di paura per la sua vita. Aveva così paura di volare che diceva: «So che quando ti dicono che è arrivata la tua ora non puoi farci niente, ma non voglio trovarmi su un aereo quando è arrivata l’ora di qualcun altro». E ogni volta che faceva una conversazione, cominciava elencando ciò che non andava bene nella sua vita. Ancora oggi ricevo da lei delle e-mail in cui dopo «Ciao» elenca tutti i suoi problemi.

Anche i biglietti di buon compleanno ai miei figli riportano: «Tanti auguri, vorrei non dovermi occupare di tutti i miei problemi così potrei godermi la festa insieme a voi». Ma io non biasimo la mia famiglia, come ho detto, provengo da una lunga stirpe di lamentosi. Dopo tutto, i miei antenati hanno camminato per il deserto lamentandosi per quarant’anni. Un viaggio che sarebbe dovuto durare undici giorni, durò quarant’anni. Quando si dice l’inefficienza... Ma è questo che fa la lamentela.

C’è persino un passaggio nella Bibbia in cui gli israeliti vengono liberati dall’Egitto da Mosè. Dopo aver trascorso quattrocento anni da schiavi prigionieri, ora erano liberi. Al principio erano felici ed eccitati, ma dopo un mese e mezzo cominciarono a lamentarsi perché avevano fame, poi perché non avevano abbastanza acqua, dopo perché vivevano nel deserto. Dissero addirittura che sarebbe stato meglio tornare in Egitto a vivere come schiavi, che liberi nel deserto. Trecento anni di schiavitù e non ci volle che un mese e mezzo per ricominciare a lamentarsi. Alla fine, Dio era così frustrato per tutto questo lamentarsi che minacciò la loro stessa esistenza. Pare che Dio sia un grande fautore della regola del non lamentarsi, oserei quasi dire che proprio Dio l’ha inventata.

Gli effetti positivi dell'essere positivi

È venuto fuori che anche mia moglie non era una grande fan della lamentela. Anche se lamentarsi faceva parte del mio DNA e la fortuna non era dalla mia parte, quando lei minacciò l’esistenza stessa del nostro matrimonio non ebbi scelta: dovevo fare un riattento esame della mia vita e rendermi conto che la mia lamentela e negatività si stavano manifestando in tutto quello che non andava nella mia vita. Stavo morendo quotidiamente invece di vivere. Arrivai a convenire con Abraham Lincoln che: «Un uomo è tanto felice quanto decide di esserlo» e così cominciai a ricercare gli effetti positivi dell’essere positivi e quelli dannosi dell’essere negativi. Ciò mi condusse a corrispondere, parlare e consultarmi con aziende e organizzazioni, e così arrivai alla regola del non lamentarsi.

Mi lamento ancora? Ci puoi scommettere, ma molto meno di prima. Mi butto giù? Certo, succede a tutti, ma il segreto sta in come invertiamo la tendenza. Ognuno di noi, lungo la strada per il successo, affronta la negatività, i vampiri energetici e gli ostacoli, ecco perché la cosa più importante che possiamo fare negli affari e nella vita è rimanere positivi con strategie che trasformano l’energia negativa in soluzioni positive. Lo scopo di questo libro non è dunque eliminare ogni lamentela, ma solo quella meccanica e cronica.

L’obiettivo principale è trasformare le lamentele giustificate in soluzioni positive, dopotutto, ogni lamentela rappresenta un’opportunità per trasformare qualcosa di negativo in qualcosa di positivo: usiamo i reclami dei clienti per migliorare il nostro servizio, le lamentele dei nostri impiegati possono fungere da catalizzatore per l’innovazione e la creazione di nuovi processi, le nostre stesse lamentele possono fungere da segnali per indicarci quello che non vogliamo, in modo che possiamo focalizzarci su ciò che invece desideriamo. Con questo spirito, condivido con te una storia sulla regola del non lamentarsi e altri modi positivi per gestire la negatività al lavoro e a casa.

Data di Pubblicazione: 14 ottobre 2020

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