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Guarigione Quantica - Anteprima del libro di Deanna M. Minich

Gli strumenti della guarigione quantica

Gli strumenti della guarigione quantica

Prima di passare all’elenco completo dei sintomi, delle malattie e dei suggerimenti per favorire la guarigione quantica in ciascuno di noi, vorrei fornirti una panoramica degli strumenti che questa tecnica utilizza, illustrandoti come vengono descritti nel libro. Si tratta, secondo me, degli approcci più potenti che si possano utilizzare quando si lavora con i sette raggi della ruota di guarigione quantica. Infatti vale la pena sottolineare che alcuni raggi sono maggiormente soggetti di altri alle nostre condizioni fisiologiche e ai corpi fisici, ed è possibile quindi che rispondano meglio ai cibi e agli integratori. I raggi che agiscono su livelli di vibrazione e di energia più impercettibili in genere hanno bisogno di purificazione emotiva e di nutrimento spirituale. Se desideriamo favorire i cambiamenti tipici della guarigione quantica, è importante che per ogni raggio ci dotiamo degli strumenti giusti, adattandoli anche al particolare tipo di guarigione necessaria.

Strumenti per il corpo (chakra della radice): nutrimento (Alimenti e integratori)

Abbiamo accennato al fatto che il corpo fisico rappresenta la mani estrazione di tutti i nostri pensieri, emozioni, convinzioni, opinioni e azioni. Ciò che vedi nello specchio ti dice chi sei; il corpo fisico e il prodotto finale, per così dire. Dal momento che possiamo vedere le cose alle quali il corpo reagisce, di solito è più facile iniziare da qui e tornare poi indietro, addentrandosi nei livelli più nascosti del nostro essere.

E sono molti modi per occuparsi del corpo fisico, e uno dei più efficaci e il nutrimento. Non solo facciamo milioni di scelte in mento a cosa e come mangiare nel corso della nostra vita, ma ingeriamo anche centinaia di migliaia di chili di cibi e bevande, arebbe assurdo pensare che il nostro rapporto con il cibo e l’alimentazione non influisca sulla nostra salute! Infatti, gli alimenti e gli integratori alimentari, come le vitamine, i minerali e le piante medicinali che assumiamo in aggiunta a quelli che ricaviamo dalla dieta, possono guarire i nostri corpi. Innumerevoli ricerche e riviste mediche si dedicano allo studio dei benefici che è possibile trarre dagli alimenti e dagli ingredienti alimentari.

Alcuni studi demografici e di intervento hanno rilevato l’esistenza di un legame tra il consumo di determinati alimenti e l’insorgere di una malattia. In qualità di ricercatrice nel campo della nutrizione, trascorro molto tempo ad analizzare la letteratura scientifica e posso pertanto riassumerne per te le scoperte più recenti, risparmiandoti la fatica di leggerle per conto tuo. Ecco alcune linee guida generali sulla nutrizione che si sono più volte rivelate utili per la salute:

  • abbondanza di alimenti vegetali come la frutta e la verdura;
  • elevate quantità di fibre;
  • apporti ridotti di grassi saturi di origine animale e apporti relativamente superiori di grassi insaturi, come quelli contenuti nell’olio d’oliva, di lino e di pesce;
  • basse quantità di sodio;
  • quantità limitate di alimenti trasformati che contengono zucchero raffinato e grassi transgenici.

Si potrebbe anche prendere in considerazione la possibilità di assumere degli integratori, che devono essere adattati in maniera specifica ai sintomi e alle malattie di cui si soffre. Assumere un integratore di vitamina D può essere utile in una serie di condizioni, dal cancro agli sbalzi d umore. La manifestazione di sintomi quali il gonfiore dopo i pasti a volte suggerisce che è possibile migliorare la digestione integrando nella dieta alcuni enzimi supplementari e/o incrementando la secrezione di succo gastrico. Il funzionamento del sistema immunitario può essere ulteriormente ottimizzato nei mesi invernali attraverso l’assunzione di un integratore di zinco.

La maggior parte delle persone ritiene che l’unica funzione del cibo sia quella di fornire al corpo le calorie di cui ha bisogno per produrre l’energia necessaria a svolgere un compito fisico; in base a questa ipotesi, gli effetti fisici del cibo si fermano qui. L’idea che il cibo sia un combustibile è assolutamente corretta! Tuttavia, quando ci rendiamo conto delle enormi potenzialità dell’alimentazione, e dei suoi legami con il nostro complesso organismo, ottimizziamo quello che mangiamo e il modo in cui lo facciamo. In quest’ottica, il cibo e le sostanze nutrienti possono avere effetti che vanno al di la del corpo. Oltre a creare dei cambiamenti nel corpo, i cibi hanno anche un impatto sugli aspetti più profondi del nostro essere: lo stato d’animo e i pensieri. Per esempio, la quantità di grassi omega-3 (che si trovano nel pesce, nelle verdure a foglia verde, nei semi e nella frutta secca) di cui dispone il nostro corpo, in particolare il cervello, influenzerà in una certa misura anche il nostro comportamento. Bassi livelli di grassi omega-3 nell’organismo sono stati associati allo sviluppo della depressione.

Il processo alimentare può inoltre alterare la nostra capacità di rimanere connessi a un tutto più grande. Se mangiamo in presenza di altre persone, è più probabile che l’interazione nel suo complesso, intesa sia come esperienza alimentare che come momento di compagnia, ci soddisfi. Oppure, se osserviamo il contenuto del piatto prima di mangiare e rendiamo grazie a tutti gli aspetti della natura che hanno partecipato alla realizzazione del cibo, la consapevolezza di quanto sia stupefacente l’interconnessione esistente potrebbe lasciarci esterrefatti.

In questo libro il corpo viene trattato in due modi. In primo luogo, viene fornita una breve descrizione dei diversi disturbi affinché tu possa comprendere come questi ultimi si manifestino sul solo piano fisico o corporeo. Inoltre ti sarà utile avere una conoscenza elementare del corpo e dei suoi meccanismi di base, soprattutto nel momento in cui ti verrà richiesto di concentrarti sui tuoi organi durante la visualizzazione. Per questa ragione, nell’Appendice D troverai una raffigurazione del corpo umano.

In secondo luogo, viene fornito un elenco di alimenti e integratori che possono essere utili per la condizione in cui ti trovi. Si tratta di linee guida generali valide per tutti, ma che in alcuni casi è necessario ottimizzare adattandole alla biochimica individuale. Sarebbe meglio lavorare con un operatore sanitario specializzato nel campo dell’alimentazione, che si preoccupi di fissare per te le giuste dosi di integratori e di creare un regime alimentare adatto alle tue esigenze. Se questo non è possibile, utilizza i suggerimenti del libro come punto di partenza e osservare come seguirli ti aiuterà a sperimentare dei cambiamenti nei sintomi di cui soffri. Tieni presente che questi consigli non sono stati concepiti per sostituire i suggerimenti del tuo medico.

Strumenti per le emozioni(chakra sacrale): Identificazione emotiva

Da qualche tempo è stato riconosciuto il ruolo delle emozioni nei sintomi e nelle malattie. Per esempio, la principale causa di morte nel mondo occidentale, le malattie cardiovascolari, in genere è associata a una personalità del tipo A, e cioè a una persona che si stressa, si irrita e si innervosisce facilmente. È stato rilevato che i soggetti affetti da malattie coronariche che soffrono anche di ansia corrono un rischio molto elevato di avere un attacco di cuore o di morire. Studiando le cause che provocano questi eventi cardiaci, i ricercatori hanno stabilito che le esperienze emotive negative o la rabbia sul lavoro precedono generalmente tali stati di alterazione nel cuore.

Pertanto, tenendo conto del fatto che le emozioni influenzano direttamente la nostra salute fìsica, il rilascio emozionale può essere un modo per promuovere una salute migliore.

Ti sei mai accorto che il pianto è un’attività salutare perché promuove il rilascio emozionale? Un interessante studio dei ricercatori della Nippon Medical School in Giappone ha rivelato che le persone affette da artrite reumatoide che mostrano una maggiore propensione al pianto, in realtà controllano meglio i loro sintomi rispetto a coloro che non hanno la tendenza a piangere. È stato inoltre dimostrato che i soggetti che manifestano la loro rabbia, a volte sperimentano miglioramenti nel dolore cronico di cui soffrono. Quando gli individui affetti da lombalgia inibivano la rabbia che provavano, mostravano una maggiore tensione muscolare, dalla quale facevano più fatica a riprendersi rispetto agli individui che invece esprimevano la loro rabbia. È logico pensare che le emozioni che tratteniamo e che non esprimiamo debbano andare da qualche parte. Spesso, le emozioni rimangono all’interno dell’organismo, e nei casi sopra descritti, sembravano essersi depositate nelle articolazioni e nei muscoli. Quando le emozioni si accumulano, “sentiamo” qualcosa anche nel nostro corpo!

Esprimere le emozioni è un modo per prevenirne l’accumulo nel corpo. Questo concetto è stato illustrato in uno studio condotto su pazienti affetti da tumore al seno allo stadio iniziale. Lo studio prevedeva che le pazienti tenessero giornalmente un diario. Le donne che hanno messo per iscritto i loro pensieri e sentimenti più profondi riguardo al tumore, o che hanno condiviso riflessioni e sensazioni positive sulla loro esperienza di cancro al seno, hanno visto i loro sintomi fisici diminuire; si sono inoltre sottoposte a un numero inferiore di visite mediche per la cura del tumore rispetto al gruppo di pazienti che si è limitato a descrivere i fatti relativi alla malattia anziché esprimere i sentimenti provati.

Una volta che avrai intrapreso il cammino di guarigione, ti esorterò a prendere confidenza con le tue emozioni al meglio delle tue capacità. Se pensi che questo sia un compito facile, sappi che ogni volta che chiedo alle persone che cosa provano in un momento particolare, ce ne sono sempre alcune che non hanno assolutamente idea di come rispondere a questa domanda. Tendono a filtrare le emozioni con la razionalità per dare loro un senso. In altre parole, intellettualizzano le emozioni per contrastare la sensazione di disagio o per giustificare razionalmente le emozioni provate in modo da poterle controllare. Altre persone, quando viene loro posta questa domanda, si limitano a esprimere la loro incertezza stringendosi nelle spalle. Altre ancora danno risposte che non si riferiscono al loro stato emotivo, ma a qualche altro tipo di stato, come una condizione fisiologica (“Ho fame”, “Ho sete”) o un’attività intellettuale (“Mi sto concentrando”, “Sono focalizzato”).

Quanto più riesci a identificare con precisione l’emozione che provi, tanto più riuscirai ad affrontarla e a trovare il modo di trasformarla, se questo e quello che vuoi. L’importanza della capacità di identificare le emozioni è stata dimostrata da un’indagine sulle emozioni e il disturbo da alimentazione incontrollata condotta su seicentonovantacinque studenti universitari. I risultati hanno mostrato che la difficoltà a identificare e comprendere gli stati emotivi, associata all’insufficienza di strategie di gestione delle emozioni, contribuisce notevolmente all’insorgere del disturbo da alimentazione incontrollata. Se non riusciamo a dare un senso alle nostre emozioni, e non ci prendiamo il tempo per identificarle, non riusciremo a trovare le soluzioni giuste nel momento in cui le affronteremo.

Il primo passo per scalfire l’iceberg emotivo dentro di noi consiste nell’identificare le emozioni che lo costituiscono. Ci sono diverse scuole di pensiero su come classificare le emozioni. Ritengo che il modo più semplice e più utile sia suddividerle in due categorie: l’amore e la paura. Queste categorie danno origine a diverse manifestazioni.

  • Amore: gioia, felicità, cura, fiducia, compassione, verità, appagamento, soddisfazione.
  • Paura: ansia, rabbia, controllo, tristezza, depressione, inadeguatezza, confusione, dolore, solitudine, colpa, vergogna.

Questo testo è estratto dal libro "Guarigione Quantica".

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