Guarisci - Grazie al Tuo Impegno - Jason Wachob

Guarisci - Grazie al Tuo Impegno

Vivi (Wellth) - Anteprima del libro di Jason Wachob

Yoga, il riposo e l’alimentazione

Ovviamente, considerata l’importanza della salute nella wellth, dobbiamo impratichirci nel guarire ciò che non va nell’organismo. Talvolta possiamo guarirci dedicando a noi stessi cure quali lo yoga, il riposo e l’alimentazione, altre volte dobbiamo ricorrere all’aiuto degli esperti.

Quando manca la salute, la conoscenza non si può rivelare, l’arte non si può manifestare, la forza non può lottare, la ricchezza diventa inutile e l’intelligenza diventa inapplicabile. Erofilo

Nell’autunno del 2012 cominciai a sentirmi molto affaticato e ansioso. Dapprima pensai che il mio tedio fosse correlato allo stress, poiché l’uragano Sandy aveva appena colpito New York. Sotto molti aspetti, quel disastro aveva fatto riemergere in me le emozioni dei giorni seguiti all’11 settembre. La città era bloccata e l’atmosfera era tetra.

Decisi di combattere lo stress riprendendo la mia pratica yoga, meditando di più e aumentando il mio consumo di succhi verdi. Ma nulla di tutto ciò servì. Stavo ancora malissimo ed ero perennemente stanco. Facevo un sonnellino di due ore a metà giornata, anche dopo aver dormito una notte intera. Non riuscivo proprio a capirci niente. Pensai che forse avevo bisogno di una vacanza, quindi Colleen e io prendemmo un volo per Miami per rilassarci qualche giorno al mare. Ma neanche questo servì a lenire i miei sintomi.

Alla fine mi feci visitare dall’amico medico Frank Lipman, che pensò che potessi avere un parassita ovvero un “baco”, come lo chiamava lui. Fui molto felice che avesse intuito che cosa c’era che non andava, perché stavo cominciando a preoccuparmi che non ci fossero soluzioni per le cause del mio malessere. Frank mi suggerì di consultare Kevin Cahill, un dottore in medicina tropicale che esercitava nell’Upper East Side di Manhattan ed era specializzato in quel genere di diagnosi.

Alzò la cornetta, chiamò l’ufficio di Cahill e insisté affinché potessero ricevermi il mattino seguente. Mi diedero un appuntamento e Frank mi disse che sarei stato bene. Un grande medico sa che le parole “Starai bene” possono essere di grande aiuto per far sentire molto meglio qualcuno.

Nel mio caso, sortirono l’effetto. Mentre uscivo dal suo studio, lui aggiunse: «Cahill è un personaggio». Annuii e mi avviai, entusiasta alla prospettiva di poter finalmente ottenere delle risposte.

Il mattino dopo arrivai allo studio del dottor Cahill, situato al piano terreno lungo la Quinta Avenue, in orario per il mio appuntamento delle 8:00. Mi chiese se di recente mi fossi recato in qualche Paese del Terzo Mondo e io risposi di no. Disse che i viaggi oltremare possono portare a una maggiore incidenza di parassiti, ma disse anche che qui da noi, negli Stati Uniti, sono molto più presenti di quanto non si pensi o si voglia ammettere. E aggiunse: «È sempre la stessa storia: in qualche ristorante c’è sempre un sous chef alle prime armi che si dimentica di lavarsi le mani». Io avevo recepito il concetto, ma non era un’immagine sulla quale avevo voglia di soffermarmi.

Il dottor Cahill mi fece un prelievo e mi disse che mi avrebbe ricontattato l’indomani mattina per comunicarmi la diagnosi completa. Gli risposi che per me andava bene. Dopo quasi un mese di terribili sofferenze, stavo per ricevere delle risposte.

Il mattino successivo chiamai il suo studio per avere notizie dei risultati del mio esame. In effetti avevo una sindrome denominata amebiasi (trasmessa da un parassita noto come Entamoeba histolytica). Mi fu detto di prendere degli antibiotici e un antimicotico che di solito veniva somministrato alle donne contro le infezioni da lieviti. Poiché sono un po’ scettico rispetto ai farmaci, specialmente gli antibiotici, chiamai Frank e gli riferii la diagnosi. Prima ancora che arrivassi a fargli la domanda sulle medicine, mi disse: «Devi prendere gli antibiotici».

Frank mi disse che presto avrei cominciato a sentirmi meglio. Poi aggiunse che avrei dovuto aggiungere alle pillole delle erbe e dei probiotici, nel tentativo di impedire ai parassiti di tornare e per risanare l’intestino. Non è facile liberarsi dei parassiti, poiché tendono a spostarsi lungo il tratto intestinale e il microbioma. Se non avete familiarità con il termine “microbioma”, dovreste informarvi, poiché rappresenta il futuro della medicina ed è una vera e propria fusione di pensiero orientale e occidentale.

Microbi e batteri

Nel nostro intestino albergano miliardi di microbi e batteri, che collettivamente prendono il nome di microbioma. Gli scienziati stanno raggiungendo la conclusione che questa è letteralmente la chiave della nostra salute. Siamo fatti di più di 100 trilioni di batteri, sia innocui sia patogeni. Il nostro corpo è costituito da microbi per il 90 per cento, e il microbioma influenza ogni aspetto della salute. E indovinate che cosa influisce sul microbioma? La dieta e lo stato di salute dell’intestino.

Un antibiotico uccide non solo i batteri patogeni ma anche quelli innocui. Ecco perché dovreste sempre prendere un probiotico per un periodo da tre a sei mesi dopo l’assunzione di antibiotici. Ma c’è ancora molto che ignoriamo: per esempio, come interagisce esattamente il microbioma con gli altri apparati fisiologici per influenzare la digestione e il metabolismo. Aziende quali “Ubiome” vendono dei kit per analizzare il microbioma mediante l’invio di campioni di saliva e di feci, che forniranno informazioni sul quadro microbico intestinale. Questa branca scientifica, tuttavia, non si è ancora perfezionata, perciò non sono certo di quanto possa essere stato utile questo test fino a oggi.

Presi le pillole per due settimane, insieme ai supplementi di erbe e ai probiotici. Da un lato, la medicina occidentale avrebbe nuclearizzato il mio intestino nel tentativo di ammazzare i cattivi, mentre dall’altro la medicina orientale avrebbe nutrito e ripristinato la mia salute intestinale. Per la prima volta mi ero reso conto di quanto fosse potente la fusione di medicina orientale e occidentale.

Cominciai a riflettere più a fondo su questa fusione e sulle volte in cui l’avevo già sperimentata. Mi tornò in mente il mio mal di schiena. Grazie a una risonanza magnetica (occidentale) avevo appreso che due dei miei dischi intervertebrali erano affetti da discopatia. Tuttavia era stato grazie allo yoga (orientale) che ero riuscito a guarire il mio mal di schiena. Poiché una mescolanza delle due filosofie aveva guarito la mia colonna vertebrale, speravo che l’unione di due saperi avrebbe risolto anche il mio problema intestinale.

Il medico del futuro non prescriverà medicine, ma s’interesserà dei suoi pazienti, dando importanza all’aspetto umano, alla dieta, alle cause e alla prevenzione delle malattie. Thomas Edison

I rimedi erboristici

Continuai ad assumere i rimedi erboristici e decisi inoltre di purificare la mia dieta. Cominciai a bere succhi. Molti appartenenti alla comunità del benessere giuravano sui benefici di salute dell’idroterapia del colon, perciò decisi di provare anche quella.

Dopo qualche settimana di succhi e di idrocolonterapia avevo ancora alti e bassi. Cominciavo di nuovo a essere affaticato e mi sentivo sempre più frustrato. Ritenevo di aver colpito nel segno, ma non mi sentivo ancora bene al 100 per cento. Tornai a farmi visitare da Frank, che mi propose di fare un test delle intolleranze alimentari, con lo scopo di individuare qualunque tipo di sensibilità: dai cibi alle erbe, ai cosmetici e molto altro. Una settimana dopo Frank mi disse che ero allergico al sedano e che ero anche molto intollerante alle noci del Brasile, ai fertilizzanti e alla liquirizia. Questo spiegava un sacco di cose; eccomi lì, impegnato a trangugiare succhi verdi ricchi di sedano nel tentativo di purificare il mio organismo: la maggior parte di essi usa il sedano come riempitivo, e io ne bevevo a litri. Non c’era da stupirsi che mi sentissi uno straccio! Da bambino odiavo l’odore di fertilizzante con tutto me stesso e anche l’aroma di liquirizia. Forse le mie allergie erano il motivo per cui detestavo quegli odori?

Quell’esame del sangue aveva segnato un altro punto per la medicina occidentale. Nel corso dei due anni successivi ebbi due ricadute che comportarono altri due cicli di antibiotici e di rimedi erboristici. Oggi finalmente ho già trascorso un anno senza avere sintomi. Stavolta spero di averlo realmente debellato.

Questa esperienza mi ha insegnato molto. Tanto per cominciare, non è necessario recarsi in un Paese del Terzo Mondo per beccarti uno di quei parassiti. Ne puoi prendere uno nel tuo bar abituale o nel tuo ristorante di sushi preferito. Sono convinto che milioni di persone abbiano parassiti, ma senza avere la minima idea di averli. È difficile diagnosticarli e i medici che fanno test appropriati per scoprirli sono pochi.

Inoltre, i sintomi della presenza di parassiti possono essere molti e diversi, e la maggior parte dei medici tende a mandarvi a casa con la ricetta di un antiacido. Ci si sente generalmente giù di corda e talvolta si possono provare sensazioni che in termini medici non hanno assolutamente alcun senso. Io sentivo un formicolio a gambe e inguine, due aree che nessuno assocerebbe mai all’intestino. Quando mi formicolavano le gambe sono andato da un neurologo. Non ha trovato niente e mi ha guardato come se fossi pazzo, quando gli ho detto che avevo un parassita e gli ho chiesto se ci fosse qualche collegamento fra le due cose.

Tutto è collegato all’intestino ed è interconnesso

Ma questo è il punto: tutto, e intendo tutto, è collegato all’intestino ed è interconnesso. Ed è qui che il microbioma e la fusione di oriente e occidente entrano davvero in gioco. Io credo che questa combinazione di principi rappresenti il futuro assoluto della medicina. C’è più di un miliardo di batteri in ogni goccia di fluido del vostro colon, un ambiente denominato microbioma. È una miscela talmente personalizzata da far sì che la vostra costellazione individuale di batteri sia un identificatore più specifico del vostro stesso DNA. Robynne Chutkan, gutbliss La mia amica, la dottoressa Terry Wahls, in pratica ha curato la sua sclerosi multipla debilitante per mezzo della dieta e guarendo il suo intestino. Nel giro di pochi anni è passata dalla sedia a rotelle a correre di nuovo, solo grazie alla dieta e ai cambiamenti di stile di vita.

Terry essenzialmente ha abbracciato la dieta Paleo, eliminando cereali e legumi. Ha mangiato verdure, vegetali ricchi di zolfo, vegetali dai colori intensi, bacche, carne di animali allevati al pascolo, pesce selvatico e alghe marine. Poi c’è il mio amico, il celebre chef Seamus Mullen (un altro paziente di Frank), che aveva una grave e dolorosa artrite reumatoide che quasi gli impediva di camminare, e che ora percorre centinaia di chilometri in bicicletta. Seamus ha adottato una dieta simile a quella di Terry. Entrambi sono venuti in aiuto a se stessi per mezzo della guarigione del proprio intestino. Un paragone fra medicina orientale e occidentale

SONO UN GRANDE TIFOSO DELLA MEDICINA ORIENTALE (agopuntura, shiatsu, reiki, coppettazione, erbe e chi più ne ha più ne metta: io l’ho provata). Ma sapete una cosa? La medicina orientale non è perfetta. Inoltre credo che saremmo tutti d’accordo nell’affermare che anche la medicina occidentale prevede un margine di miglioramento. La medicina occidentale è fantastica quando si tratta di diagnosticare e di eseguire terapie intensive. La guarigione orientale fa meraviglie nella gestione dei sintomi e va molto a fondo nella ricerca delle cause che stanno alla radice della malattia. Se credete che siamo esseri spirituali che vivono esperienze umane , allora dovete far caso a ciò che sta accadendo nella vostra vita sul piano spirituale. La depressione, lo stress e la tristezza potrebbero avere un ruolo nel disturbo che vi affligge. Stiamo attraversando un momento particolarmente entusiasmante e interessante in cui si assiste all’incontro fra il pensiero orientale e occidentale. Molti medici, come i miei amici Frank Lipman, Mark Hyman e Robin Berzin, oggi applicano questa miscela di “medicina funzionale”. Se entrate nel loro studio tratteranno voi, non i vostri sintomi. Vi ascolteranno veramente quando descrivete i vostri sintomi, la vostra dieta, i vostri livelli di stress e così via.

Queste persone vanno ben al di là delle solite analisi che normalmente si fanno durante un checkup, quali misurare la pressione sanguigna e il colesterolo. In base a ciò che vi sta accadendo, probabilmente vi faranno alcune analisi più sofisticate che la maggior parte dei medici non fa, come quelle per le intolleranze alimentari e per l’esposizione ai metalli pesanti. E qui sta il bello: una volta ricevuti i risultati, è possibile che vi prescrivano dei farmaci, ma è molto più probabile che vi dicano di apportare dei cambiamenti alla dieta. Potrebbero dirvi di mangiare più vegetali e di eliminare gli zuccheri e il glutine, e forse di praticare la meditazione per alleviare lo stress che ha scatenato la vostra mente-scimmia (quel continuo chiacchiericcio interiore riferito a elenchi di cose da fare e commissioni da sbrigare, oppure agli scenari del tipo “che cosa può andare storto” che si ripetono all’infinito nella mente). Questo è ciò che sembra non permettervi mai di sperimentare il puro stato dell’essere e di godervi il momento presente.

Bilanciare abilmente il potere della diagnostica occidentale con i metodi orientali è un’operazione entusiasmante. Non solo minimizza la “cultura delle pillole”, che sottopone a trattamento solo i sintomi, ma restituisce anche alle persone il potere di fare scelte alimentari e di stile di vita che trattano concretamente le cause profonde. Se dovessi predire il futuro della medicina, direi che si baserà sulla prescrizione di una dieta personalizzata che soddisfi il quadro batterico di ciascun individuo, in quanto essere unico. E per quanto concerne il presente? Nelle parole della dottoressa Robynne Chutkan: «Vivi “sporco” e mangia “pulito”».

Questo testo è estratto dal libro "Vivi (Wellth)".

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