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HECS - Il Sistema della Coscienza Energetica Umana una Luce nelle proprie Mani

Anteprima del libro "Light Healing" di Barbara Ann Brennan

Il Sistema della coscienza energetica umana (HECS)

"L’amore esiste prima della vita.

L’amore è il respiro della vita e precede il primo respiro spirituale o fisico.

L’amore esiste prima della luce.

Lituo essere si radica nel nulla o nell'assenza.

L'amore sorge dal vuoto come energia creativa."
Heyoan

Per arrivare all'essenza di luce per la guarigione, prima di tutto è necessario studiare il Sistema della coscienza energetica umana (HECS), così da comprenderne la struttura e il funzionamento. Ne ho parlato dettagliatamente nei miei primi due libri. Adesso voglio rivedere brevemente questo argomento e aggiungere qualche informazione in più.

Oltre il mondo fisico tridimensionale

Cominciò tutto quando ero bambina e vivevo nel Wisconsin. Per molti anni non fui in grado di riconoscere le realtà in cui entravo e che andavano oltre il mondo fisico. Non capivo che mi trovavo in spazi esperienziali che superavano le tre normali dimensioni cui siamo abituati. Vivevo in una fattoria, per cui ero ben consapevole dell’esistenza dei cicli della vita. C'erano la semina stagionale, la nascita dei cuccioli in primavera, la raccolta autunnale e così via. Il mondo naturale sembrava fluire in infiniti cicli, ognuno dei quali era unico e fondamentale per l’esistenza degli altri.

Provavo a camminare nel bosco con gli occhi chiusi, cercando di “vedere” o di “sentire” gli alberi prima di andarci a sbattere contro. Rimasi sorpresa quando mi accorsi che riuscivo a percepire gli alberi molto prima di avvicinarmi a loro.

In estate, e con gli occhi chiusi, gli alberi mi apparivano come grandi involucri di luce verde. In autunno gli involucri viravano al rosso. Poi, l'autunno si trasformava in inverno e c'era molto fermento: il verde si riassorbiva all’interno, mentre nubi scintillanti si spandevano dolcemente nell'aria intorno. L’inverno portava un involucro di quiete, con un leggero luccichio. Sembrava di guardare in una goccia d’acqua, ma senza le naturali capacità che ha l’acqua d’ingrandire gli oggetti.

In primavera gl’involucri intorno agli alberi fremevano nuovamente di attività, attirando a sé brillanti punti di luce dall’aria circostante. Il chiaro contenitore scintillante formatosi in inverno traeva una lieve luce verde dal proprio interno e cambiava colore, passando dalla chiara quiete invernale a un’esplosione di verde.

Dopo un po’ mi abituai a vedere tutto questo con gli occhi aperti, e pensai che fosse così anche per le altre persone. Per me non era niente di speciale. Riuscivo a vedere se gli alberi erano felici o tristi, assetati o affamati, malati o sani.

Conoscevo i quattro venti e ciò che portavano alla Terra mentre soffiavano nei diversi momenti dell’anno. Sedevo immobile nel bosco, senza far rumore, e osservavo piccoli animali camminare fino ai miei piedi. Parlavo con loro silenziosamente. Li consideravo miei amici, soprattutto i rospi e le tartarughe. Avevo trovato il modo di far rimanere un rospo seduto sul mio naso per lungo tempo. Ci guardavamo a vicenda negli occhi. Meditavo su come fosse la vita dal suo punto di vista. Loro rimanevano in silenzio. Erano semplici esseri viventi.
Il mondo naturale intorno a me mutava di continuo, si evolveva e si riorganizzava. Cercai indizi da cui capire come ciò accadesse. I cambiamenti erano ritmici, naturali, e si manifestavano, prima di tutto, con il movimento della luce e dell’energia intorno e attraverso ogni cosa. Poi seguivano i fenomeni fisici. Ovviamente non sapevo che si trattava di luce e di energia. Era il naturale flusso della vita, niente di diverso da ciò che conoscevo. Mi accorsi che questi cicli esistevano ovunque, dentro, intorno, tra e in correlazione a qualunque cosa.

Da adulta continuai le mie osservazioni e compresi che i fenomeni di coscienza energetica precedono sempre il mutamento fisico. Questo è molto importante. Ne dedussi che probabilmente il flusso energetico organizzava le forme. Ma in che modo? Si trattava forse di un tipo di energia naturale che conteneva anche una qualche sorta di codificazione o intelligenza, o persino un qualche tipo di coscienza sconosciuta? Se era così, allora i campi energetici che osservavo dovevano avere una specie di coscienza.

Nacquero in me molte domande: perché la maggior parte degli scienziati non si occupa di questo aspetto profondo della vita? Perché di solito la coscienza non è oggetto di studio di chi voglia comprendere il funzionamento del mondo? Perché non è un argomento di anatomia e fisiologia? Perché abbiamo accettato tanto a lungo, tacitamente e senza dubitare, l’idea di una separazione?

Dopo aver studiato per anni fenomeni apparentemente inspiegabili, cominciai a realizzare che, dal momento che questi campi energetici sembrano far parte della vita, l’esperienza maturata nel mondo della coscienza energetica non corrisponde esattamente alla vita nel mondo fisico, ma funziona solo all’interno del suo mondo. E i principi fisici che governano questo mondo sono diversi da quelli che regolano la realtà fisica.

Queste esperienze e il sapere che ne traiamo ci offrono una bellissima mappa per navigare nel XXI secolo. Il genere umano sta muovendo i primi passi per spostarsi da una prospettiva del sé e del mondo che è fisica, psicologica e mentale verso una maggiore consapevolezza della coscienza energetica e di come questa crei e influenzi il nostro mondo. Tale movimento ci conduce nel territorio vasto e inesplorato dell’esperienza della vita, o della “vitalità”, come preferisco chiamarla. E richiede che lasciamo andare la maggior parte delle nostre assunzioni di base su “come sono le cose”.

Il Sistema della coscienza energetica umana (HECS)

Desidero presentare il sistema che ho sviluppato a partire dalle osservazioni che negli ultimi quarant'anni ho condotto per comprendere il Sistema della coscienza energetica umana, o HECS in breve. In questo capitolo descriverò sia l’HECS sia i campi energetici umani, o HER È importante notare che nei molti anni in cui ho osservato e imparato qualcosa di più sugli HEF mi è diventato chiaro che l’energia che compone questi campi è, in realtà, coscienza. E per via di questa distinzione, nel libro è stato aggiunto il termine “coscienza” quando si parla di Sistema della coscienza energetica, per ricordarci che l’energia è coscienza.

Descriverò poi come funziona il nostro processo creativo tramite l’HECS e come sia importante per ogni aspetto della nostra vita. È fondamentale comprenderne il meccanismo per ottenere non solo un’ottima salute ma anche per realizzare la vita che desideriamo. Non sottolineerò mai abbastanza il grande valore che ha imparare a utilizzare il processo creativo vitale. Ci permette di comprendere e di regolare la nostra creatività al fine di raggiungere gli obiettivi che abbiamo personalmente scelto, mentre viviamo la vita che vogliamo. Una volta compresi gli effetti della coscienza energetica sulla realtà fisica, al nostro interno si rilasciano grandi forze creative, e nel frattempo apprendiamo nuovi modi di essere e di fare.

In questo capitolo, dopo aver illustrato l’HECS, approfondirò il tema della relazione tra HECS e HEF, fornendo informazioni essenziali per comprendere come funzioniamo nelle realtà di coscienza energetica correlate ai quattro aspetti o dimensioni dell’HECS e a ogni livello degli HEF.

La struttura del Sistema della coscienza energetica umana è piuttosto semplice. Ci sono quattro aspetti o dimensioni principali: la stella nucleo, l’hara, il campo energetico umano e il corpo fisico. Vedo questi quattro aspetti come quattro diverse “dimensioni” del nostro essere. Utilizzo il termine “dimensioni” in mancanza di uno migliore, perché funzionano come se esistessero in diverse dimensioni. Ogni dimensione è molto diversa dalle altre e agisce in maniera differente.

La stella nucleo

La dimensione più profonda del nostro essere è quella principale in cui si trova la stella nucleo. Questa dimensione è la nostra naturale sorgente divina di vita: è la sorgente della vita in noi. Al centro della stella nucleo e al suo perimetro esterno che si allunga all’infinito, c’è quello che chiamo “il vuoto di velluto nero”. Il vuoto di velluto nero brulica di vita non-manifesta. È ricco di una potenza inimmaginabile, la sorgente di ogni manifestazione. Questa vita indifferenziata esiste al nostro interno e intorno a noi. È il fondamento di tutto ciò che siamo soliti chiamare vita a tutti i livelli che conosciamo, incluse le quattro dimensioni. Attraverso la percezione sensoriale superiore lo vedo in movimento continuo, però è fermo. E non-manifesto, però sento più vita al suo interno che in qualunque altra delle quattro dimensioni dei livelli manifesti del nostro essere.

Secondo me ce una relazione tra questo vuoto di velluto nero che brulica di vita non-manifesta e il concetto della meccanica quantistica del campo del punto zero. Dal momento che il vuoto di velluto nero e il campo del punto zero sono le sorgenti di ogni manifestazione, credo che siano l’unica e la stessa cosa. Uno si comprende con l’esperienza spirituale diretta, mentre l’altro con la prospettiva della fisica quantistica. Da un punto di vista spirituale personale, noi entriamo in questo spazio con la chiara intenzione di creare la vita, ciò che desideriamo nella nostra vita e il nostro risveglio. Nella prospettiva della fisica, desideriamo ampliare la nostra comprensione del mondo materiale, sviluppare strumenti che risolvano i nostri problemi energetici, misurare e guarire il nostro HECS e arrivare alle stelle, fisicamente.

La meditazione profonda ci permette di fare esperienza diretta del vuoto di velluto nero che è all’interno della stella nucleo. L’esperienza di retta di questa vita infinita e sconfinata è meravigliosa. E la sorgente in noi e in ogni cellula del corpo, a partire dalla quale costruiamo il nostro Sistema della coscienza energetica umana, i nostri corpi e le nostre vite. Un punto fondamentale riguardo al vuoto di velluto nero è che sembra avere tutte le caratteristiche del “vuoto” spirituale di cui dicono molti saggi nel mondo. Quando parlo di Sistema della coscienza energetica umana (HECS), mi riferisco a tutte le manifestazioni della vita materiale e non solo. Questo include ciò che chiamo “vuoto”, il livello di coscienza in assenza di pensieri e del sé. Ma ce un piccolo tranello. L’assenza di pensieri e del sé non esclude l’esperienza della vitalità o della consapevolezza.

A partire da quest’area centrale di vuoto ce la creazione di luce, il crinale tra la creazione dal vuoto e la manifestazione di luce. La luce sprigionata dalla stella nucleo è la prima manifestazione che l'individualità genera dal vuoto. È come un punto luminoso che irradia da noi in ogni direzione.

E pura luce, ma non necessariamente costituita dai colori come li percepiamo. Questa luce è diversa per ogni singola creatura che vive sulla Terra. È la somma totale di ciò che siamo diventati nel nostro più perfezionato livello dell’essere nel corso di tanti millenni attraverso le molte esperienze e incarnazioni. L’essenza che irradia da questo luogo interiore è unica. È l’essenza distillata dei più alti principi di cui ci siamo imbevuti, che abbiamo imparato e fatto nostri. È la nostra essenza divina, distillata e individualizzata. Si trova oltre le dimensioni, eppure è olografica e appare al centro di ogni cellula fisica del nostro corpo, nel nucleo delle cellule e nel nostro DNA. La stella nucleo è l’opposto del buco nero. Da essa scaturisce la vita manifesta.

Heyoan descrive così la correlazione tra il vuoto di velluto nero e il nucleo essenziale:

Non ce nessun salto tra il vuoto del nucleo essenziale e tutto ciò che costituisce la nostra vita. La nostra energia vitale e le sue manifestazioni emergono da questo profondo vuoto apparente.

Puoi trovare questo profondo vuoto di velluto nero al centro di ogni cellula, nel nucleo di ogni cellula, all'interno del DNA, sempre circondato dall’esplosione energetica del nucleo essenziale.

QUesto testo è estratto dal libro "Light Healing".

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