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Identità e Affermazione

Il Libro della Maestria - Anteprima del libro di Paul Selig

Secondo Giorno

Ora ti rivolgeremo alcune domande su cosa significhi essere te stesso e su come ti identifichi nel mondo in cui vivi. “Cammino per strada. Vedo me stesso in tutto quello che vedo. Mi vedo riflesso in ogni persona che incontro”. Questo è un concetto nuovo per molti di voi, ma, poiché avete ereditato moltissime informazioni su cosa significhi essere in questo mondo, fate molte congetture. Vedi le cose che vedi e le interpreti basandoti su quanto ti è stato insegnato. Quindi, di conseguenza, tutto quello che vedi e che interpreti lo fai con gli occhi di chi conosce se stesso attraverso le informazioni, attraverso l’identificazione di una coscienza che hai ereditato.

Adesso questo lo spieghiamo a Paul, che sta già opponendo resistenza all’insegnamento. Essendo un uomo, hai delle aspettative su cosa significhi essere un uomo e nella vita che fai conosci te stesso con il filtro di queste aspettative. Di conseguenza tutto quello che vedi e di cui sei testimone è informato da un’idea del sé creata nella presunzione e, sì certo, in comune accordo con chi c’era prima di te. E quindi, la conseguenza di tutto ciò è che molto, molto semplicemente, quando cammini per la strada tutto quello che vedi è, di fatto, legato al passato e ai frutti dei pensieri e delle decisioni di altri.

Ora, conoscendoti in un modo nuovo, “Io sono colui che dice Io sono”, “Io sono l’uomo che dice questo o quello”, ti trovi di fronte a te stesso in modo diverso. Quando ti identifichi come persona cosciente e ti affermi come un sé nel mondo, lo scopo del sé è decidere il significato delle cose, l’importanza che le cose hanno. Come capisci te stesso, per molti aspetti, viene stabilito da te in modi di cui non sei consapevole. In un certo senso è veicolato dalla ma vibrazione. Le tue paure ti dicono una cosa, la ma vibrazione si muove in sintonia con la paura e, di conseguenza, quello che vedi sarà informato da quello di cui hai paura.

Tu sei influenzato da molti fattori e la difficoltà che affronti adesso, come ti abbiamo insegnato, è che per molte ragioni hai già deciso molte cose su chi e cosa sei e disimparare questo, o decodificarlo se preferisci, è quello di cui ci dobbiamo occupare per portare fuori l’essere che tu sei.

L’essere che sei, il Vero Essere che tu sei, non ha storia. È un Sé Infinito. Comprende chi e che cosa è in una sfera superiore che non è informata da una crisi che puoi aver avuto quando avevi due anni, o da quello che mo marito può aver detto su di te la settimana scorsa.

Il Sé Divino

Il Sé Divino, o Vero Sé se preferisci, che sarà affermato da te per mezzo di questo testo, è, effettivamente, un essere infinito e tutte le cose che vedi che potrebbero insozzarti, che corromperebbero chi sei, o che ti deturperebbero, a dire il vero non sono reali. Sono le cose su cui hai investito e che hai deciso fossero tali e, mentre cammini per strada, il mondo che vedi è in accordo con quello che pensi che ci dovrebbe essere.

Questo non è un insegnamento astratto e questo lo diciamo per Paul, che è già preoccupato per il lettore. Ma cosa state dicendo? Capiranno quello che volete dire?A malapena lo capisco io.”

Adesso lo ripetiamo: l’insegnamento che ti stiamo dando ora è estremamente semplice, ma devi capire che fino a quando non riuscirai a percepire che il Vero Sé che tu sei, l’infinito Sé Divino che tu sei, non ha una storia passata, non ha la percezione delle conseguenze, non capirai che l’Essere Divino che tu sei non può essere manipolato.

Qualunque cosa ti sia accaduta quando eri un bambino, oppure dieci vite fa, qualunque cosa il mo terapeuta ti abbia ,etto che era sbagliata, di fatto, può essere qualcosa con cui ti devi cimentare nella tua coscienza, ma non è reale. Sotto molti aspetti è la parabola del figlio che lascia il Creatore: fa investimenti su molte cose, viene tradito dal mondo e poi torna al Sé Divino, al Vero Sé, al Sé Cristico, se preferisci, che sa chi è. E una volta che il sé ritrova se stesso nell’Essere Divino che è, tutti i rifiuti, tutto il fango accumulato durante il difficile viaggio viene lavato via.

Vedi, quello che hai fatto è credere che tu fossi la ma stona. Hai creduto di essere quello che ti è capitato. Identifichi te stesso attraverso le cose che vedi nel mondo, l’oggettivazione della famigli^ della vita, come fossero le cose che fanno di te quello che sei. In realtà la ma vita è molto di più, ma se continui ad avere la vista corta e a mantenere una visuale ristretta avrai molte difficoltà con l’insegnamento che stiamo per darti.

Ecco l’insegnamento che ti diamo ora: niente è reale.

Non è reale

Non è reale. Tutto quello che vedi davanti a te è una creazione della coscienza. Della ma coscienza, sì, ma anche della coscienza di tutti quelli che sono venuti prima di te e che hanno condiviso l’accordo su come dovrebbero essere le cose e, di conseguenza, tutti voi avete investito su una creazione condivisa e avete costruito identità che operano in comune accordo: cosa significhi essere un uomo, cosa significhi essere una donna, cosa significhi essere un padre, un giudice, o un criminale, o qualsiasi altra cosa. Per molti versi sono tutte cose soggettive, ma, quando un costrutto comune è condiviso da molti e prende forma, lo vedrai come una cosa, come una cosa reale che non può essere cambiata. Tanto investi nella tua realtà - e intendiamo le cose che vedi come solide e immutabili - altrettanto sarai legato a quelle cose.

Come fai a staccarti da una identificazione del sé che si basa su quello che vedi davanti ai tuoi occhi? E Paul chiede: “Se k nostra vita è un riflesso della nostra coscienza, dove altro possiamo guardare.

Allora, noi non stiamo dicendo: Non guardare alla ma vita. Quello che stiamo dicendo è che la vita che vivi quando ti elevi al di sopra di quello che vedi, viene testimoniata da te in modo completamente diverso. Quello che oggi definisci una calamità, domani la chiamerai una lezione e fra cinque anni forse la considererai un dono. Ma non puoi vedere il quadro completo fintanto che guardi alle “cose”, le cose fondamentali che vedi davanti a te e che credi siano immutabili.

Quello che ti stiamo insegnando è davvero molto semplice. Così semplice infatti, che trovare le parole per aiutarti a superare questo insegnamento potrebbe risultare difficile. Se sei su un sentiero e passa una macchina, presumi che sia una strada. Se siete lì in cinque e passa una macchina, magari siete tutti d’accordo che quella sia una strada e che ai lati di quella strada potete costruire negozi e case e piantare alberi; ed ecco che adesso avete una strada importante, perché qualcuno un giorno ha deciso che quella era una strada. Se togli la macchina, hai la campagna. E può accadere di tutto. Per molti versi lo scenario è stato deciso da te perché qualcuno ha visto una macchina.

Quello che ti stiamo insegnando ora è di vivere la vita che è la ma vita, senza oggettivare il sé e tutte le altre tue creazioni. Sì, forse hai un figlio, magari sei una madre, conosci te Noi insegniamo molto bene e questo è un insegnamento molto semplice sull’identità; il capitolo potrebbe essere proprio questo: “Identità e affermazione”.

Noi ti diciamo questo: quando, proprio in questo momento, affermi “Io sono preoccupato', richiami nel tuo campo energetico mette le cose e gli esiti possibili che sono in accordo con la tua preoccupazione. Il tuo potere è così grande. Quando vai oltre il sé e i suoi limiti, “Io sono l’uomo che sa che cose”, vai oltre il sé inferiore.

Dunque, colui che sa chi è, o colei che sa chi è, non si lega alle proprie creazioni cioè quelle cose che vede davanti a sé e che sono impresse nella sua coscienza “ Questo significa quella cosa, perché una volta mi è stato detto che significava quello”. La donna che sa chi è, anche se può aver accesso a tutte quelle informazioni, sa chi è al di là del sé limitato e di conseguenza la sua visuale, quello che vede davanti a sé, sarà benedetto dalla consapevolezza della propria verità.

La verità di chi siete tutti voi, come abbiamo detto nei libri precedenti, è che siete il Sé Divino, il Sé Cristico, se volete. E la definizione che usiamo, e che abbiamo usato precedentemente per il Cristo, è che il Cristo è un aspetto del Creatore che si può realizzare nella forma in te e attraverso di te.

La re-identificazione del sé

La re-identificazione del sé, quello che va oltre le piccole affermazioni, è il lavoro che abbiamo fatto nei libri precedenti e la realizzazione di questo lavoro, cioè andare oltre le strutture alle quali tutti voi avete aderito e che vi tengono sottomessi alla vostra vita sul piano fisico, sarà l’argomento di questo insegnamento.

Come conosci te stesso in questa ma vita dipende da diverse cose: chi dici di essere, con quali cose sei in accordo e cosa ti è stato insegnato. La violazione del sé con cui tutti vi state cimentando ora è che vi è stato insegnato a credere che dovreste avere paura di chi siete veramente e che non avete nessun diritto di affermare la vostra divinità, né di realizzarla in pienezza, e che il mondo che vi circonda non vi sosterrà se cercate di elevarvi al di sopra delle strutture alle quali avete aderito tutti.stessa come madre con bambino, ma se credi che quello sia tutto ciò che sei ti stai limitando. Il tuo campo, quello che vedi davanti a te, sarà informato solo dal sé dell’essere madre, “Io sono la donna che ha un figlio’’. Se vai oltre quel senso del sé e incorpori altri aspetti del sé, “Io sono una donna che ha un figlio e insegna, le piace la creta e le piace anche lavorarla”, “lo sono una donna a cui piace giocare a bridge e fare torte” oppure “a cui piace correre”, stai inserendo altri aspetti del sé che si basano su quello che vedi e sulle cose che preferisci. Non c’è niente di sbagliato in questo, ma in realtà tu sei così tanto più grande di tutte queste cose che non tieni in considerazione chi sei in verità e ti occupi solo delle cose che puoi vedere manifestate davanti a te.

E adesso vorremmo parlare un attimo con Paul, che si sta disperando seduto in un angolo: “Non capisco questo insegnamento. E se non lo capisco io, non lo capirà nemmeno il lettore. ”

Questo testo è estratto dal libro "Il Libro della Maestria".

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