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Caffè Verde per un'azione dimagrante

Dall’Australia, con furore, è arrivata la moda del caffè verde, perché aiuta a dimagrire ed è un ottimo antiossidante.

La tradizione italiana del caffè

Prendete un chicco di caffè, annusatelo, gustatene l’aroma, osservatene la friabilità e poi riponetelo. Prendete un chicco di caffè verde, provate a fare la stessa cosa…vi sarà impossibile: fragranza e gusto totalmente anonimi, consistenza cartilaginosa. Allora perché sceglierlo?

Per noi italiani, il caffè non è soltanto la bevanda conclusiva di un pasto o la molla che ci fa scendere dal letto; il caffè è un’esperienza che ci accompagna più volte al giorno, un rituale che inizia con le parole: “…pausa caffè”,” …ti offro un caffè”, “…ho bisogno di un caffè”.

Un cifra come 90 milioni di tazzine al giorno, solo in Italia, ci fa capire come questo chicco tostato riesca a far girare l’economia internazionale: dai campi coltivati in tutto l’emisfero tropicale fino ad arrivare nelle nostre cucine, nei supermercati di fiducia o nel bar accanto alla sede di lavoro.

 

Caffè particolari

Per diversificare il prodotto, sono state create molte varietà di caffè, per alcuni un abominio, per altri una curiosità da assaporare: caffè deca, caffè al ginseng, caffè d’orzo, caffè al guaranà, caffè verde

Occhio all’ultimo, perché non è una tipologia di caffè…è il chicco di caffè non soggetto a torrefazione. 

 

Caffè verde VS caffè nero

Molti di noi sanno che il caffè nero è il risultato di una particolare procedura di lavorazione chiamata torrefazione, ma non tutti sanno come si arriva al prodotto finale.

La pianta del caffè (detta coffea), per poter crescere, ha bisogno del clima giusto: una temperatura annua media di 25°C, senza grandi sbalzi termici, e un terreno ricco di sostanze nutritive, leggermente acido. Proprio per questo la zona ideale per le piantagioni di coffea è la fascia che si estende lungo l’Equatore per 5000 km: Etiopia (nazione d’origine della pianta del caffè), Costa Rica, Guatemala, Ecuador, Colombia, Brasile, Kenya e Vietnam sono alcuni Paesi che coltivano le piantagioni di Coffea.

Esistono molte varietà di piante di caffè, le più note e coltivate sono l’arabica e la robusta: la prima è più aromatica, la seconda presenta un contenuto di caffeina due volte più alto.

I frutti della pianta sono chiamati drupe o ciliegie e si presentano piccoli, tondi e dal colore rosso scuro. Poiché ad ogni pioggia si avvia un nuovo ciclo di fioritura, fiori e frutti crescono contemporaneamente ed il raccolto è continuo. 

Dopo la raccolta, la ciliegia viene privata di buccia, polpa ed endocarpo (la parte legnosa che racchiude il seme): inizia la torrefazione che trasformerà il caffè verde in caffè nero.

Con il termine torrefazione si intende il processo di arrostimento, che sottopone una sostanza a temperature elevatissime, per poterle disidratare, ossidare e in qualche caso carbonizzare parzialmente. Per il caffè esistono due metodi di torrefazione differenti: “a letto fluido”, in cui i chicchi vengono inseriti nella camera di tostatura e sottoposti, per pochi minuti, a temperature comprese tra 300°C e 400°C; ed “a tamburo rotante”, in cui la tostatura avviene per contatto diretto dei chicchi sulle pareti di un tamburo rotante, riscaldato a fiamma e attraversato da aria calda, per un tempo di 15-20 minuti.

Proprio per le alte temperature a cui è sottoposto, il caffè nero perde tutte le proprietà nutritive ed il suo peso diminuisce, poiché gran parte dell’acqua che lo compone evapora; il colore scuro è la conseguenza della caramellizzazione degli zuccheri e la carbonizzazione della cellulosa.

Le proprietà presenti invece nel caffè verde sono:

  • Antiossidanti

  • Dimagranti

Un’analisi del pH evidenzia un’acidità minore del caffè verde rispetto al nero: intorno al 5 il primo, 3/3.5 nel secondo; quindi un minor effetto nocivo sulla mucosa gastrica, in quanto il caffè verde si avvicina alla neutralità, che equivale a 7 nella scala dei valori da 0 a 14. 

 

Azione antiossidante

Il caffè verde presenta un alto contenuto di polifenoli: acido ferulico, acido tannico, acido clorogenico. L’acido ferulico e l’acido tannico sarebbero in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi e l’invecchiamento della pelle, l’acido clorogenico si distingue, invece, per altre proprietà come quella dimagrante.

 

Il caffè verde fa dimagrire?

L’acido clorogenico sembrerebbe ridurre la quantità di glucosio prodotto dal fegato, e limitare l’assorbimento dei carboidrati da parte del nostro organismo. 

Ci si domanda quindi, se il caffè verde faccia dimagrire veramente.

Alcune indagini hanno riportato risultati positivi: è stato coinvolto un gruppo di donne a cui è stato chiesto di assumere per una settimana estratti di caffè verde, mentre ad un secondo gruppo soltanto un placebo. I risultati hanno dimostrato una perdita di peso superiore nei soggetti sottoposti ad acido clorogenico del chicco di caffè verde.

A tal riguardo, è opportuno chiarire che non ci sono approfondimenti scientifici in grado di dimostrare la funzione ipocalorica del caffè verde ed è ovvio che nessun integratore dimagrante è efficace, se non è unito ad una dieta ipocalorica e una quotidiana attività fisica. 

L’azione lipolitica delle molecole del caffè verde, cioè la liberazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo, è inefficace, se non è associata ad attività ad alto consumo calorico; in caso contrario, gli acidi grassi liberati torneranno nuovamente ad occupare gli adipociti.

 

Effetti dell’acido clorogenico

Gli effetti benefici dell’acido clorogenico sembrerebbero non finire qui; alcuni ricercatori hanno evidenziato una diminuzione in percentuale del rischio di cancro: al seno per le donne (una diminuzione del 57%), alla prostata (meno 18%) negli uomini.

L’acido clorogenico, metabolizzato dall’intestino e trasformato in acido caffeico, risulta essere non solo un antitumorale, ma anche un antinfiammatorio.

Il caffè verde sarebbe in grado di contrastare il declino cognitivo nelle persone in età avanzata e favorirebbe una diminuzione di casi di diabete di tipo 2.

 

La caffeina nel caffè verde

Un ruolo importante nel caffè verde è svolto anche dalla caffeina, non libera ma legata all’acido clorogenico. A differenza del caffè nero, la caffeina presente nel caffè verde è assorbita dal corpo più lentamente e con maggior lentezza metabolica viene espulsa. Pur avendo un ridotto quantitativo della molecola attiva, il caffè verde ha un effetto migliore rispetto al caffè nero: permette una prolungata concentrazione e una maggiore resistenza per chi lavora, studia, si allena.

Controindicazioni del caffè verde

Non ci sono controindicazioni nell’uso di caffè verde, ma per una questione d’ipersensibilità è vietata l’assunzione alle donne in gravidanza e ai bambini.

E’ opportuno limitare la dose nei soggetti che soffrono di disturbi d’ansia, diabete, diarrea, glaucoma, pressione alta, osteoporosi (la caffeina aumenta la quantità di calcio che viene scaricata con le urine). Si consiglia di consultare un medico a tutti coloro che hanno intrapreso dei trattamenti terapeutici, poiché il caffè può interferire con i farmaci e peggiorare alcuni sintomi.

La caffeina del caffè verde non presenta effetti collaterali dovuti invece all’abuso di caffeina del caffè nero: insonnia, nervosismo, disturbi di stomaco o aumento del battito cardiaco. 

 

Come si assume il caffè verde

Il caffè verde biologico si può acquistare in erboristeria, in farmacia, nei negozi on-line e in alcuni supermercati; anche i formati disponibili sono vari.

Chi predilige assumerlo attraverso integratori, deve seguire attentamente la posologia e le modalità di utilizzo riportate sull’etichetta: la dose consigliata è 200/400 mg giornalieri che equivalgono a 2 capsule al giorno, mezz’ora prima dei pasti.

Per chi è amante della tradizione, il caffè verde può essere gustato come un classico caffè nero: si possono sostituire i chicchi neri macinati con quelli verdi, all’interno della moka; anche per le macchine espresso esistono cialde di caffè verde biologico in commercio.

Un’altra versione pratica e di facile utilizzo è il caffè verde solubile in bustina: si fa sciogliere il contenuto in una tazza piena d’acqua calda e si zucchera a piacere.

Chi vuole sorseggiare tisane davanti il camino, seduti in poltrona, può assaporare tisane al caffè verde biologico ad azione tonica, depurante e digestiva. 

Per chi ama il fai-da-te, si possono tritare manualmente i chicchi e poi filtrare il composto dopo averlo lasciato in infusione. 

Il prezzo del caffè verde biologico è variabile a seconda del tipo di prodotto e del tipo di lavorazione subita dalla materia prima.

 

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