SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 9 min

Il Magnetismo Personale: Nozioni di Base

Magnetismo Personale e Influenza Magnetica

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Paul Clement Jagot e scopri dove nasce l'influenza magnetica e perché non tutti la possiedono in egual misura

Che cosa s’intende per magnetismo personale

L'espressione “Magnetismo Personale” serve a designare quella specie di fascino che alcuni individui producono sui loro simili. Senza che essi sembrino fare alcunché di speciale, questi individui ispirano la simpatia, l’interesse, la considerazione. La loro presenza è gradita, si prova come un bisogno di farseli amici, di conquistare la loro stima.

Né la bellezza, né la ricchezza, né il successo, né le qualità morali possono identificarsi coll'indefinibile e sottile irradiazione che emana l'individuo magnetico. Egli ha qualche cosa di più e di diverso: vi fa l'impressione di un serbatoio di forze la cui vicinanza vi attira, appunto come un campo magnetico attira tutto ciò che di suscettibile d'influenza si trova in sua prossimità.

In che cosa consiste dunque questa misteriosa energia? Perché uno la possiede e un altro no? Perché questi ne possiede poca e quegli molta? E da dove proviene? A quali fonti possiamo attingerla?

Per rispondere con serietà a queste domande è necessario imparare a conoscere un po' più da vicino il mondo e l'uomo.

Materia ed energia

Le più recenti indagini della fisica concludono coll'affermare che la materia non esiste. La materia non è che un aggregato di forze. La materia è supposta essere formata di particelle infinitamente piccole dette atomi: gli atomi formano tra di loro vari raggruppamenti detti molecole. Le molecole non sono mantenute insieme che da una forza, detta forza di coesione. Esse sono separate le une dalle altre da spazi relativamente enormi, nei quali circola l'etere che si suppone essere materia ad uno stato più sottile. Liberi nello spazio gli atomi sono animati da un incessante e rapidissimo movimento, senza posa, modificato da diversi impulsi che provengono dall'esterno.

Gli occultisti e i teosofi considerano l'etere come un quarto stato della materia che si aggiunga ai tre stati ben noti: solido, liquido e gassoso. Poiché l'etere riempie l'Universo, si può affermare che l'Universo è un tutto non discontinuo. “Supponiamo - dice Leadbeather - una cavità qualunque riempita di pietre. Queste pietre vi rappresenteranno la materia nei suoi diversi stati. Ma le pietre non occupano tutto lo spazio che è loro riservato: rimangono fra di esse degli interstizi che possono venir colmati con dell'acqua, e l'acqua rappresenterà qui la materia mentale che penetra la materia astrale. L'acqua lascia ancora fra le sue molecole degli spazi che possono venir colmati con dei gas, ciò che fa comprendere che la materia mentale può a sua volta essere penetrata da una materia a uno stato ancora più sottile”.

Il corpo dell'uomo

L'uomo non è costituito solo dal corpo che cade direttamente sotto i nostri sensi. Le grandi religioni ammettono che noi siamo composti di due corpi: uno materiale e uno immateriale invisibile. Gli occultisti ammettono l'esistenza di tre corpi: un corpo fisico, quello noto e visibile al quale appartengono le funzioni fisiologiche (digerire, assimilare, muoversi, riprodursi); un corpo mentale, sede dell'intelligenza, del pensiero, della volontà; un corpo astrale che serve di unione tra il fisico e il mentale. E nel corpo astrale che si producono l'immaginazione, la sensibilità, il dolore, le emozioni, i desideri, le passioni e i godimenti elevati. E col suo intervento che si spiegano fenomeni della telepatia, delle apparizioni e delle visioni, che abbiamo in sogno.

L'individuo fisico è governato dall'astrale e dal mentale: dall'astrale durante il sonno e dal mentale durante la veglia. Ma poiché il governo di questa parte della nostra esistenza è più difficile, più complicato, il mentale ha bisogno in certa misura dell'aiuto dell'astrale. Noi ci rendiamo conto benissimo che in noi si trovano due individui che comandano, due capi che non hanno la stessa autorità, che non pensano allo stesso modo, che non sono sempre d'accordo, che discutono, lottano spesso l'uno coll'altro, finché il più forte decide.

Quando noi compiamo un atto che la nostra ragione disapprova, per esempio il soddisfacimento di una passione vergognosa o dannosa, ci rendiamo perfettamente conto di questa dualità interiore. Il bisogno di questa soddisfazione prende origine nell'astrale che lo desidera: e il mentale, nonostante vi opponga ogni sorta di ragionamenti, è impotente a impedirne l'esecuzione. I pazzi, gli ossessionati, gli impulsivi sono governati quasi esclusivamente dall'astrale.

Se paragoniamo l'uomo a una carrozza attaccata, la vettura inerte per se stessa rappresenterà il corpo fìsico, il cocchiere che guida il cavallo rappresenta l'anima, cioè il mentale.

Il cavallo (astrale) camminando sotto la direzione del cocchiere (mentale) conduce la vettura (corpo fisico).

Quando si risvegliano le passioni nell'astrale, il cavallo s'imbizzarrisce e non sempre il cocchiere (mentale) è in grado di fermarlo.

Durante il sonno la vettura giace quasi abbandonata perché il cavallo staccato non è più sotto la direzione del cocchiere. In questo stato di libertà apparente una volontà diversa da quella del cocchiere può impadronirsi del cavallo e dirigerlo. E ciò che avviene durante l'ipnotismo.

Quando l'uomo è in punto di morte il cocchiere sonnecchia sul suo sediolo, il cavallo staccato non è più collegato alla vettura se non mediante le redini allentate e che minacciano di rompersi. Il cavallo diventa libero, poi il cocchiere lo raggiunge, gli monta in groppa e lo conduce su un altro piano, abbandonando la vettura che giace infranta. E' la morte.

Il corpo e l'immortalità

La vita è diffusa in tutta la natura, vale a dire la materia; questa, generalmente considerata senz'anima, vive realmente. Lo studio approfondito del magnetismo ci mostra che l'agente magnetico si trova in tutti i corpi, anche in quelli che vengono considerati come corpi bruti. Ora, se i corpi bruti presentano delle tracce di animazione, devono possedere un corpo astrale rudimentale unito al corpo puramente fisico; le piante devono possederne uno più sviluppato, e gli animali, all'infuori di un corpo astrale quasi interamente sviluppato, devono possedere un corpo mentale allo stato rudimentale. L'attrazione e la repulsione di cui sembrano dotati i corpi nei loro reciproci contatti (ed è su queste proprietà che si fonda la chimica), possono essere considerate altrettante manifestazioni di una sorta di desiderio, come il primo rudimento dell'intelligenza.

Le cose e gli oggetti che ci sembrano inerti sarebbero dunque realmente animati e si potrebbero considerare come i primi anelli nella catena evolutiva degli esseri, che parte dal livello della materia per elevarsi nelle più alte atmosfere del pensiero, passando successivamente attraverso i regni vegetale, animale, umano e altri ancora, poiché l'uomo quale noi lo comprendiamo non è certamente l'essere a cui deve arrestarsi il cammino verso la perfezione.

La nostra vita attuale non è che un anello dell'immortalità, e la morte, quale generalmente vien concepita, non è che un mutamento di stato: è la fine della vita fisica, ma non la morte dell'anima, che è indistruttibile.

Nel nostro passaggio attraverso la materia fisica noi evolviamo, e la nostra origine risale ai tempi geologici più remoti, quando la materia si affermava sotto i suoi tre stati: solido, liquido, gassoso. Là, posti ai primi gradini dell'interminabile scala ontologica, noi ci siamo faticosamente elevati attraverso i vari individui del regno vegetale, poi del regno animale, per giungere finalmente all'altezza a cui ciascuno di noi oggi si trova. Non vi è nessun motivo perché tale evoluzione debba arrestarsi. Ma in che senso continuerà? Nel senso che noi le imprimeremo durante la nostra vita.

Nessuno dei nostri pensieri, nessuna delle nostre azioni va perduta. Se noi ci comportiamo male, si forma in noi un'impronta dolorosa o sgradevole, mentre se ci comportiamo bene ne riceviamo bene. Nel primo caso restiamo stazionari o regrediamo, nel secondo ci innalziamo. È questa la teoria di base della legge del karma, basilare nel pensiero filosofico e religioso orientale. Noi agiamo non solo per essere felici o infelici in una vita futura, ma ne approfittiamo largamente in questa, giacché riceviamo quasi sempre, e spesso in breve tempo, la maggior parte di ciò che può dirsi la punizione o la ricompensa dei nostri atti.

Le leggi psichiche

Nel mondo fisico l'armonia risulta dalla legge dei contrari. Gli effetti del magnete e dell'elettricitá costituiscono l'applicazione più evidente di questa legge: i poli o i fluidi di egual nome si respingono; quelli di nome contrario si attraggono. Le leggi psichiche sono inverse: sono i simili che si attirano e i contrari che si respingono. Esse possono formularsi così:

I pensieri e le azioni della stessa natura si attirano e fanno nascere o aumentano la considerazione, la simpatia, la confidenza e l'amore che gli individui sono suscettibili di provare gli uni per gli altri; i pensieri e le anioni di natura opposta si respingono e danno origine all'antipatia, alla diffidenza, all'odio.

Il vocabolo simpatìa significa appunto etimologicamente: “concordanza di sentimento, d'animo”; antipatia significa l'opposto. Quando l'animo non prova né simpatìa né antipatia, abbiamo l'indifferenza, cioè la possibilità teorica di assorbire qualunque idea purché essa ci venga ripetuta un numero sufficiente di volte. Così si spiegano gli effetti della propaganda politica, religiosa, pubblicitaria, i pregiudizi, ecc.

Data di Pubblicazione: 24 luglio 2018


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