SALUTE E BENESSERE

Il Metodo Wahls: un nuovo approccio per il trattamento delle malattie autoimmuni

Il Metodo Wahls: l'origine della salute

Scopri i fattori che permettono all'organismo di neutralizzare la predisposizione genetica alle malattie leggendo l'anterpima del libro di Terry Wahls.

La scienza della vita, la malattia e voi

Il medico pronuncia quelle due parole, sclerosi multipla, e d’istinto vi chiedete se la vostra vita sarà mai come prima. Magari neppure avete un’idea precisa della malattia, ma la mente vi si affolla di immagini di persone su una sedia a rotelle che dimenticano le cose e faticano persino a usare le mani. O forse è la vostra stessa mobilità a essere ormai compromessa o apparentemente perduta. Forse pensate di star scendendo lungo una ripida china, senza più alcuna possibilità di risalita. Non nelle vostre condizioni, almeno.

O forse soffrite di un altro tipo di malattia autoimmune, come l’artrite reumatoide o il lupus. Forse siete afflitti anche da obesità o gravi allergie, intolleranze alimentari o celiachia, diabete o patologie cardiache. Forse siete alle prese con la depressione e/o disturbi d’ansia o da deficit di attenzione. L’unica certezza che avete è che i giorni in cui stavate bene ed eravate voi stessi sono un lontano ricordo, e che il vostro corpo e la vostra mente hanno smesso di funzionare come dovrebbero.

Probabilmente vi siete rivolti a un medico e magari avete ricevuto una diagnosi. Un medico cura i sintomi, ma non può curare malattie croniche come la sclerosi multipla, la depressione, l’ipertensione, il diabete, e se è per questo, neppure l’obesità. Può darsi che il dottore vi abbia prescritto alcuni farmaci per alleviare i sintomi, ma gli effetti collaterali e l’ulteriore perdita di sostanze nutritive dovuta al loro impiego prolungato potrebbero persino peggiorare la situazione. I farmaci normalmente in uso per le patologie autoimmuni non curano la malattia. Hanno il solo scopo di farvi stare un po’ meglio (e potrebbero riuscirci) ed eventualmente rallentare il decorso della malattia. E potrebbero riuscire anche in questo. Oppure no.

Forse avete perso ogni speranza.

Ed è proprio questo il punto: io voglio ridarvi la speranza.

Questo libro parla di speranza!

Il messaggio che veicola non potrebbe essere più chiaro di così: non dovete necessariamente essere delle vittime. Anche se la patologia o il disturbo di cui soffrite è già in atto, esistono svariate misure che potete attuare per rallentare, fermare o addirittura far regredire i sintomi. I farmaci non possono guarirvi dalla malattia autoimmune, ma il vostro organismo può guarirsi da solo, se gliene darete modo.

La malattia non è una condizione lineare, regolata da principi di causa ed effetto, ma una combinazione complessa di fattori, tanto genetici quanto ambientali. Per nostra fortuna, il fattore ambientale gioca un ruolo più importante di quello genetico ed è in nostro potere modificarlo. Lo stile di vita che adottate può davvero compensare gli eventuali squilibri biochimici e rimettervi in salute. E questa è davvero una grande notizia per chiunque soffra di una patologia autoimmune o di qualsiasi altra malattia cronica. Spetta a voi dare una svolta alla vostra vita. Non al medico né al farmacista e nemmeno a un flacone di pillole, ma a voi. Il potere è nelle vostre mani.

Quando la malattia cronica è il risultato di una carenza, le medicine non risolvono il problema. Come immaginerete, la sclerosi multipla non è causata dal bisogno di assumere gli ultimi ritrovati farmacologici per la malattia (come il Copaxone), così come la spossatezza non è causata da carenza di stimolanti (come il Provigil o la caffeina) né la depressione dal bisogno di antidepressivi (come il Prozac). No, questi disturbi non si devono a una carenza di farmaci, ma a carenze cellulari che hanno prodotto degli squilibri biochimici che impediscono la corretta comunicazione cellulare. Considerando le malattie croniche da questo punto di vista, diventa prioritario compensare le carenze cellulari che ne favoriscono l’insorgenza, anziché intervenire sui sintomi come la maggior parte dei trattamenti farmacologici tradizionali.

In ogni caso, per prendere decisioni sensate dovete conoscere nel dettaglio cosa occorre all’organismo per funzionare al meglio e guarire. Potreste essere tentati di seguire i consigli dietetici di qualcuno, che potrebbe spronarvi a dimagrire o a rimettervi in forze in totale buona fede o per ragioni politiche, ambientali, religiose o etiche. Se non conoscete le reali esigenze del vostro organismo, non saprete quale consigli seguire e quali ignorare. Non saprete quali alimenti preferire. Non saprete qual è la dieta giusta per la vostra malattia. Non saprete come nutrire le vostre cellule per massimizzarne lo stato di salute.

Non fidatevi ciecamente di tutto ciò che vi dicono o che leggete. Studiate un po’ di biologia e biochimica così da poter decidere con la vostra testa. Esistono numerosi studi scientifici che indagano la nutrizione dal punto di vista cellulare. In questo campo resta tanto da scoprire, ma già sappiamo come indurre molte delle compensazioni biochimiche che vi servono. La scienza ha dimostrato che fornendo alle cellule più del loro fabbisogno, queste restano in salute o addirittura guariscono, mentre se vengono private dei nutrienti essenziali, si deteriorano. Non è detto che muoiano, almeno non immediatamente, ma la loro funzionalità ne risulta compromessa ed è così che iniziano i problemi.

Come scienziata, come medico e anche come paziente, decido per la mia salute e per quella altrui basandomi sulla scienza. Non chiederei mai a qualcuno di credermi sulla fiducia. Voglio che vi siano ben chiari i motivi per cui il Metodo Wahls è concepito in questo modo. Se non comprenderete a fondo le ragioni per cui vi invito a effettuare determinate modifiche alla vostra dieta e al vostro stile di vita, sarete meno propensi ad adottarle. Chiaramente, i successi ottenuti da chi segue il Metodo Wahls parlano da soli, ma un paziente informato e proattivo è un paziente più motivato. E io desidero proprio questo: voglio che siate motivati il più possibile, perciò, prima di iniziare a dirvi cosa dovreste mangiare, bere o fare, è opportuno soffermarci sulle dinamiche attualmente in atto nel vostro organismo.

L'origine della salute

Siete composti da cellule. La cellula è l’unità di base degli esseri viventi. Alcuni organismi sono costituiti da un’unica cellula, come le amebe. Altri, come gli esseri umani, ne contano migliaia di miliardi. Le cellule possono avere varie forme e dimensioni e svolgere diverse funzioni, ma, in sostanza, sono i mattoni di cui è fatto il nostro corpo.

Le cellule, però, funzionano solo in date condizioni: per mantenervi in vita e in buona salute, necessitano di determinate sostanze nutritive, senza le quali iniziano a funzionare male e a morire. Da dove derivano queste sostanze nutritive? Dal cibo che mangiate, e solo da lì. Se non fornite alle cellule un ambiente adeguato e i giusti nutrienti, non funzioneranno correttamente ed eventuali malfunzionamenti potrebbero ripercuotersi sul vostro organismo e, di conseguenza, sulla vostra salute: in base alle predisposizioni genetiche, infatti, potrebbe insorgere qualche problema, spesso anche più di uno.

Ci si interroga molto sull’importanza della genetica per la salute, e cioè se le cellule funzionino più o meno correttamente in base al dna, ma se tutto dipendesse unicamente dai geni, lo stile di vita e l’alimentazione non avrebbero il peso che hanno.

Vivo in Iowa, nel Midwest, dove si discute spesso di granoturco, così lo userò come esempio per spiegare l’importanza di cosa forniamo ai mitocondri, e, per estensione, alle cellule, agli organi e a tutto il corpo, cervello compreso. I semi di mais di un sacchetto potrebbero avere tutti lo stesso dna, ma se ne piantiamo alcuni nella fertile terra scura dell’Iowa e altri sotto uno strato di sporcizia, in un cumulo di rifiuti tossici, nasceranno piante assai diverse fra loro. Quelli seminati nel ricco terreno dell’Iowa diventeranno piante alte, forti e rigogliose, piene di belle spighe di grano. Quelli seminati nel mucchio di spazzatura, se mai riuscissero a germogliare, non avendo ricevuto abbastanza nutrimento, diventeranno piante esili, smorte, quasi del tutto prive di spighe. Stesso dna, ma risultati opposti.

Voi e le vostre cellule siete come quel granoturco.

Se non fornite alle cellule i nutrienti necessari per funzionare correttamente e le esponete a tossine nocive, finirete per deperire. I mitocondri non produrranno abbastanza energia o non lo faranno nella maniera giusta e ciò rischia di innescare una serie di squilibri biochimici che, un giorno o l’altro, potrebbe culminare nell’insorgenza di una patologia cronica.

Non fraintendetemi: la genetica è importante. Le cellule dipendono dagli enzimi per svolgere i processi relativi alla chimica della vita e sono proprio i geni, e quindi il dna, a regolarne la produzione. Alcune variabili fondamentali (quali funzionalità enzimatica, efficacia ormonale, produzione di neurotrasmettitori, capacità di arginare le infiammazioni, gestire le tossine o assorbire le sostanze nutritive) sono influenzate da centinaia di geni, forse anche più, ciascuno dei quali può contribuire ad aumentare la probabilità di sviluppare la sclerosi multipla.

Tuttavia, sono davvero rare le malattie la cui insorgenza si deve esclusivamente a una singola mutazione genetica. La maggior parte delle malattie sono il frutto dell’interazione di più geni, a volte anche 50 o addirittura 100, che concorrono a minare l’efficienza enzimatica nel reagire ai fattori esterni, come le carenze nutrizionali o l’esposizione alle tossine. Lo stato dei geni (quali restano silenti, o “spenti”, e quali invece diventano “attivi”, o “accesi”) è determinato in larga misura dall ambiente.

Si potrebbe avere, per esempio, la predisposizione genetica a sviluppare il cancro, ma se l’organismo è ben alimentato e non esposto a un eccesso di tossine, è improbabile che ciò avvenga, pur essendovi geneticamente predisposti. Se si sviluppasse, i globuli bianchi potrebbero riuscire ad annientare le cellule tumorali a uno stadio così precoce da non accusare alcun sintomo, così che la malattia neppure sarebbe diagnosticata. Oppure, a fronte di una diagnosi di questo genere, si avrebbero maggiori possibilità di sconfiggere la malattia. Adottando il giusto stile di vita, potrete mantenere silenti i geni più pericolosi e attivare quelli che favoriscono un buono stato di salute.

Lo stile di vita

In ultima analisi, il dna contribuisce solo in minima parte all’insorgenza di malattie come la sclerosi multipla, pur se la patologia è presente in famiglia. È l’epigenetica a stabilire quali geni si attivano e quali no e, dunque, anche la vostra percentuale di rischio. La scienza sostiene che dal 70 al 95 per cento del rischio di sviluppare malattie autoimmuni, obesità, patologie cardiache e disturbi mentali si debba all'ambiente, intendendo con questo termine tutto ciò che mangiamo, beviamo, respiriamo e in cui siamo immersi, nonché come agiamo, cosa pensiamo e come interagiamo con gli altri. In altre parole: lo stile di vita.

Ciò che conta davvero è il modo in cui i geni interagiscono con la somma delle nostre scelte quotidiane.

È questo a determinare se si rimarrà in salute o se, invece, si svilupperà una malattia cronica. Il trucco sta nell’aumentare le probabilità di restare in buona salute con il corredo genetico che si ha in dotazione, rendendo l’ambiente interno (il vostro ambiente cellulare) il più favorevole possibile.

C’è ancora tanto da capire sul modo in cui fattori quali lo stile di vita, le infezioni pregresse, l’alimentazione, le sostanze inquinanti presenti nell’ambiente, la quantità e la qualità di esercizio fisico, lo stress, i livelli di vitamina D, l’equilibrio ormonale e persino l’atteggiamento nei confronti della vita riescano ad attivare i geni pericolosi e a creare disfunzioni nelle nostre centrali biochimiche, nell’assorbimento dei nutrienti, nella produzione di ormoni e nella funzionalità dei neurotrasmettitori. Sappiamo, però, che se l’organismo è sano e ben alimentato, le predisposizioni genetiche possono rimanere silenti, mentre potrebbe bastare una disfunzione cellulare dovuta alla mancanza di nutrienti adeguati e/o alla presenza di tossine (comprese quelle prodotte dall’organismo durante i periodi di stress eccessivo) per far scattare l’interruttore genetico.

In altre parole: il vostro destino non è scritto nei geni. Siete voi a decidere come vivere, e ciò significa che avete almeno un po’ di controllo sull’attivazione dei geni. Anche qualora abbiate già sviluppato una malattia cronica come la sm, non è troppo tardi per intervenire. Correggere lo stile di vita attuale può fare ben di più che rallentare il decorso della patologia. In molti casi, potrebbe persino farla regredire. Adottando scelte salutistiche potreste spegnere i geni dannosi e attivare quelli che vi rimettono in salute.

Data di Pubblicazione: 7 gennaio 2019


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