SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 6 min

Il Minimalista: perché meno cose = meno stress?

Il Minimalista: avere meno oggetti vuol dire meno stress

Hai mai pensato a quanto del tuo stress deriva da tutti gli oggetti che possiedi? Leggi l'anteprima del libro di Francine Jay per scoprire come mai avere meno cose equivale ad essere meno stressati, e dunque più felici.

Pensate a quante energie può assorbire ogni oggetto che decidiamo di avere

Programmarne l’acquisto, leggere re­censioni, cercare la migliore offerta, guadagnare (o farsi prestare) il denaro necessario, andare in negozio per acqui­starlo, trasportarlo fino a casa, trovargli un posto, imparare a usarlo, pulirlo, tenerlo in buone condizioni, acquistare parti di ricambio, assicurarlo, proteggerlo, cercare di non romperlo, aggiustarlo quando succede e qualche volta continuare a pa­garlo anche se non c’è più. Ora moltiplicate tutto questo per il numero degli oggetti che avete in casa. Impressionante, vero? Anche piuttosto estenuante, aggiungerei.

Prendersi cura di tutti i nostri oggetti può diventare un lavoro a tempo pieno

E infatti sono spuntate vere e proprie industrie per assisterci in questo lavoro. Ci sono aziende che fanno una fortuna semplicemente vendendoci accessori speciali per la puli­zia di qualsiasi cosa (detersivi specifici, lucidanti per l’argenteria, cere per i pavimenti, spray anti polvere per dispositivi elettronici, trattanti per gli arredi in pelle). L’intero mercato assicurativo è fondato sulla possibilità che la nostra auto, le nostre opere d’arte o i nostri gioielli possano essere danneggiati o rubati. Aziende che producono serrature, sistemi di allarme e di sicurezza si of­frono di proteggere le nostre cose dai furti. Eserciti di tecnici sono pronti a riparare i nostri oggetti guasti e basta chiamare una ditta di trasporti per trasferirli da una parte all’altra.

Se pensiamo a tutto il tempo, il denaro e le energie che tut­to questo richiede, potrebbe venirci il sospetto che non siamo noi a possedere gli oggetti ma è esattamente il contrario.

Quanto del nostro stress può essere attribuito agli oggetti che possediamo?

Proviamo a esaminare la questione più da vi­cino. Per cominciare, parliamo dello stress provocato dal non avere qualcosa. Vi è mai capitato di vedere qualcosa in un ne­gozio o in uno spot pubblicitario e pensare improvvisamente «Come ho fatto finora a vivere senza? Il vicino ce l’ha già, mia cognata ne ha ricevuto uno in regalo e il mio collega ne ha comprato uno proprio la scorsa settimana... Siamo davvero gli unici a non averlo ancora?» Una fastidiosa sensazione di privazione inizia a impossessarsi di noi.

A questo punto iniziamo a preoccuparci di come faremo ad avere questo oggetto. Sfortuna vuole che non c’è nessuno pron­to a regalarcelo, quindi dovremo comprarcelo da soli. Giriamo per negozi o passiamo da un sito all’altro per confrontare i prez­zi, sperando che almeno sia in offerta. Sappiamo bene di non potercelo permettere in questo momento, ma lo vogliamo ora. Così troviamo il modo di recuperare la somma che occorre, ma­gari facendo qualche ora di straordinario o usando il fido della carta di credito, nella speranza di riportarlo presto in attivo.

E finalmente arriva il grande giorno in cui possiamo com­prarlo. Alla fine, è nostro! Il sole risplende nel cielo, gli uccellini cantano e lo stress scompare per magia. E proprio così? Non esattamente. Visto che abbiamo speso una cifra del genere per comprarlo, ora dobbiamo averne cura. Non abbiamo acquistato solo un nuovo oggetto ma anche un bel carico di responsabilità.

Dobbiamo pulirlo regolarmente, perché polvere e sporco potrebbero comprometterne il funzionamento o la durata. Dobbiamo tenerlo fuori dalla portata di bambini e animali do­mestici. Dobbiamo usarlo con estrema cautela per non romper­lo o danneggiarlo o macchiarlo. Non vi sembra folle? Quante volte avete girato e girato per trovare un parcheggio più sicuro per l’auto nuova di zecca o una semplice ammaccatura vi ha rovinato la giornata? Come vi sentite quando uno schizzo di sugo atterra dritto sulla vostra costosa camicia di seta?

Semmai il nuovo oggetto dovesse avere un problema (com’è inevitabile che sia), si scatena la preoccupazione per risolverlo. Ci mettiamo a studiare manuali d’istruzioni o a cercare consi­gli sul web, usciamo a cercare gli strumenti adatti o le parti di ricambio per la riparazione e, se non ne veniamo a capo, portia­mo il nostro oggetto da un tecnico. In qualche caso, semplicemente rimandiamo l’incombenza perché non sappiamo come fare o, tutto sommato, non c’interessa davvero.

L’oggetto finisce per restarsene in un angolo, chiuso in un armadio o in garage, trasformandosi in un peso inutile. E se anche non dovesse rom­persi, a volte lo accantoniamo semplicemente perché ci ha stan­cato. Quello che resta in ogni caso è un leggero, fastidioso sen­so di colpa per averci investito tanto tempo e denaro. Qualche tempo dopo, un altro spot cattura la nostra attenzione: si tratta di qualcosa di completamente diverso, ancora più intrigante dell’ultima volta. Inutile dirlo, ci siamo cascati di nuovo...

Ci sembra di non avere mai abbastanza tempo: ma forse dipende proprio da ciò che abbiamo

Quante ore preziose ab­biamo sprecato per portare i nostri indumenti in lavanderia, quanti fine settimana abbiamo sacrificato per cambiare l’olio all’auto, quanti giorni di ferie abbiamo speso per sistemare i nostri oggetti o per aspettare il servizio di assistenza? Quante volte ci siamo infuriati o abbiamo rimproverato i nostri figli per un vaso rotto, un piatto sbeccato o una macchia di fango sul tappeto? Quanto tempo abbiamo perso a cercare e acqui­stare detersivi, parti di ricambio e accessori per i nostri oggetti?

Fermiamoci un attimo a riflettere e pensiamo a quanto eravamo spensierati e felici da ragazzi. Non è una coincidenza se quel periodo della nostra vita è stato probabilmente quello in cui avevamo ben poco di nostro. La vita era così semplice: niente mutuo, niente rate dell’auto, niente assicurazione sulla barca a vela. Imparare cose nuove, vivere e divertirsi erano de­cisamente più importanti di qualsiasi oggetto. Il mondo inte­ro era la nostra casa e tutto sembrava possibile! È esattamente questa la gioia che possiamo ritrovare con il minimalismo. Non dobbiamo fare altro che riportare ogni cosa al suo posto, in modo che non possa più fare la parte del leone nella nostra vita.

Questo non significa che dobbiamo vivere in un monolocale in affitto o arredarlo con cassette della frutta e divani di seconda mano. Per ora, proviamo soltanto a immaginare di avere solo la metà di tutto ciò che possediamo. Wow, sarebbe già un grande sollievo! Il 50% del lavoro sarebbe fatto! Pulizie, manutenzione e riparazioni dimezzate, dimezzato anche il rosso in carta di cre­dito! Cosa potremmo fare con tutto il tempo e il denaro in più che improvvisamente abbiamo? Intuizione perfetta. Il prossimo passo sarà scoprire la bellezza di diventare minimalisti.

Data di Pubblicazione: 31 maggio 2019

Caricamento in Corso...