SELF-HELP E PSICOLOGIA

Il simbolo come potente strumento di comunicazione

Il simbolo come potente strumento di comunicazione

Scopri alcuni esempi di Simboli nella vita quotidiana leggendo l'anteprima del libro di Stefano Benemeglio.

Simboli e Simbolismo

Il Simbolo, come abbiamo detto, è una fonte di stimolazione che fa scaturire nel soggetto un carico di tensione emotiva. Tale energia si produce attraverso lo stimolo di un turbamento presente nel soggetto nella dimensione di sintesi. Tutti i turbamenti si compongono di un desiderio non interamente appagato o di un appagamento di un bisogno non interamente desiderato. La distonia di un simbolo rappresenta il grado di coinvolgimento del soggetto nei confronti del simbolo stesso. Un simbolo è tale sino a quando non è stato privato del proprio potenziale di stimolazione energetico o coinvolgimento (distonia).

Il potenziale di Stimolazione Energetica o "Potenziale del Simbolo" è pari al grado di distonia che il soggetto avverte tra l’Immagine Ideale e Reale, tra la pulsione di desiderio e quella di possesso.

La Fonte di Stimolazione definita tecnicamente “Simbolo Funzionale” è uno strumento che permette alla struttura mentale del soggetto di alimentarsi sul piano energetico, perché amplifica la distonia preesistente di un simbolo; in altri termini amplifica un turbamento già presente nel soggetto.

Il potenziale ipnotico di un simbolo; è rappresentato dal grado di coinvolgimento emotivo che si presenta, in funzione dell’intensità distonica. L’annullamento di tale distonia annulla la potenza stessa del simbolo in quanto non sussiste più il Turbamento Relativo.

Esempi di Simboli nella vita quotidiana

A seconda del grado di turbamento prodotto dalla distonia tra come realmente si presentano a noi (Immagine Reale) e come noi vorremo che fossero (Immagine Ideale):

  1. nostra moglie o nostro marito;
  2. la nostra amante o il nostro amante;
  3. le nostre idee ossessive se non ci permettono di essere come desideriamo per avere ciò che si vuole;
  4. la nostra sigaretta, se vogliamo smettere di fumare (desiderio) e, al contempo, prendiamo atto di non riuscirci (possesso);
  5. l’operatore, al termine della fase induttiva, se ha acquisito il potenziale necessario, rendendo il servizio emotivo al Simbolo egemone.

Un simbolo può essere registrato come gratificante o come penalizzante, così come gratificante o penalizzante può risultare ciascun Atto Comunicativo Analogico espresso dall’operatore nei confronti del Soggetto. L’operatore può, attraverso gli Atti Comunicativi della Comunicazione Non Verbale, amplificare o ridurre la distonia del turbamento preesistente all’interno del soggetto, rendendo così il prezioso servizio al simbolo egemone al fine di acquistare il potenziale e farsi riconoscere come simbolo.

L’operatore riconosciuto il simbolo dell’Io Razionale del Soggetto, ovvero, rivestito di potenziale, può iniziare la Fase di Pilotaggio, mirante a condurre il Soggetto verso gli obiettivi prefissati che possono essere di natura fenomenologica o di natura comportamentale.

Che caratteristiche deve avere un Simbolo per essere riconosciuto tale? Deve sicuramente coinvolgere, interessare emotivamente, acquisire un buon potenziale di coinvolgimento emotivo. Una fonte di stimolazione per essere tale deve stimolare un simbolo già esistente nel soggetto e più precisamente il turbamento che tale simbolo gli procura in base alla distonia esistente nella sua Immagine Ideale e nella sua Immagine Reale.

È necessario a questo punto fare una distinzione tra il concetto di simbolo e il termine simbolismo, ovvero la modalità di espressione del simbolo nei suoi rapporti in relazione con altri simboli e con il mondo esterno. Per avere un’idea della varietà dei fenomeni compresi nella parola simbolismo basti pensare ai sistemi espressivi adottati negli atti cerimoniali religiosi o nelle pratiche fideistiche, negli amuleti e nei talismani.

Il simbolismo è l’espressione comunicativa dell’ambiente nei confronti di un simbolo e di questo nei confronti dell’ambiente e ancora di un simbolo nei confronti di altri simboli:

Simbolo - elemento rappresentativo

Simbolismo = espressione comunicativa

Simbolismo Comunicazionale = espressione simbolica gestuale o verbale usata ai fini stimolanti

La Fonte di Stimolazione rappresentata dall’operatore nella prassi analogica non deve fare altro che rendere il servizio al Simbolo egemone del soggetto, pur non conoscendolo, per potere acquisire il Potenziale necessario alla fenomenologia.

Per stimolare l’energia al servizio del Simbolo egemone, l’operatore esperto si serve di tre strumenti di comunicazione:

  • la Comunicazione Non Verbale per stimolare, con il dinamismo prossemico, cinesico, digitale, paralinguistico, durante la Fase Induttiva;
  • la Comunicazione Verbale per informare il soggetto sul tipo di fenomenologia richiesta al termine della Fase Induttiva;
  • il Simbolismo Comunicazionale per stimolare il soggetto con i Referenti Analogici del Simbolismo Comunicazionale.

Il turbamento

Il potenziale riconosciuto alla fonte di stimolazione, ossia all’Analogista, sarà pari al grado di alimentazione prodotta a favore del simbolo egemone, e quindi direttamente proporzionale allo stimolo prodotto nei confronti del simbolo alimentatore (turbamento).

Il turbamento preesistente nel soggetto, che prende nome di simbolo alimentatore, può essere espresso sia tramite gli enunciati verbali come problema, vincolo, impedimento a fare o non fare qualcosa (tramite la gestualità con il segno simbolico) sia con entrambi. Ciò che interessa all’Analogista, in quanto esperto utilizzatore dei linguaggi emotivi, è il segno simbolico e non l’enunciato verbale, dato che la sua azione induttiva è analogica e non logica. Il simbolo alimentatore espresso con la parola e con il gesto del soggetto è sempre il suo simbolo conflittuale (il problema) quindi possiamo affermare che la fonte di alimentazione del soggetto è il suo turbamento.

Il Simbolismo Comunicazionale può essere, quindi, espresso logicamente e analogicamente per questo sussistono sia referenti logici sia referenti analogici. I simboli sono in continua trasformazione in un continuo processo di morte e rinascita dei simboli. Capita che ciò che si desiderava fortemente il giorno prima, oggi non interessa più perché arriva qualcos’altro a colpire l’interesse del soggetto e si crea un nuovo coinvolgimento. La dinamica evolutiva di un simbolo riguarda ogni momento, ogni attimo della vita. La mente umana registra la realtà, sul piano della coscienza, soltanto quando un cambiamento è già avvenuto totalmente, un simbolo non fa più parte della nostra realtà, cessa di esistere e viene sostituito da un altro simbolo. I sistemi di alimentazione energetica non si bloccano mai. L’Analogista, nello svolgimento del proprio lavoro, ha l’esatta visione della realtà e pertanto possiede la lente di ingrandimento con la quale osservare anche le piccole realtà soggettive nell’interlocutore. I simboli/vincoli, definiti anche problemi o turbamenti, in rapporto alla loro struttura, si possono dividere in due mega-classi: simboli o problemi di tipo auto-attributivo e simboli o problemi di tipo etero-attributivo. Essi sono riconoscibili in base al verbo che viene utilizzato negli enunciati:

  • Auto-attribuzioni (simboli dell’essere): oggettivazioni simboliche “Io Sono” interne al soggetto
  • Etero-attribuzioni (simboli dell’avere): oggettivazioni simboliche “Io ho” esterne al soggetto
  • I Simboli auto-attributivi: definizioni negative o positive del proprio essere

Esempio: io sono timido, io sono insicuro, io sono impotente, io sono sfortunato, io sono debole, io sono codardo, io sono cattivo, io sono buono, io sono nell’impossibilità di acquistare, io sono un tipo riflessivo, io sono forte, ecc.

I Simboli Attributivi: sono tutti vincoli alimentatori che il soggetto cerca nel mondo esterno, qualsiasi definizione del proprio avere è quindi un’attribuzione.

Esempio: l’automobile, il padre, la casa, il lavoro, la patria, la moglie, il figlio, le spese, lo stipendio, la miseria, la fortuna, la ricchezza, io ho l’insicurezza, io ho paura, io ho il denaro ecc.

I verbi essere o avere possono precedere la denominazione del vincolo o definire se il vincolo è etero-attributivo o auto-attributivo. Si tratta di informazioni importanti per l’operatore che si troverà a scegliere il ruolo ottimale che dovrà adottare una volta che il soggetto lo avrà riconosciuto come simbolo.

I vincoli a fare o non fare sono composti esclusivamente da simboli attributivi o auto/attributivi in rapporto interdipendente.

I simboli auto-attributivi sono espressi usando generalmente il “verbo essere” quindi si usano le medesime espressioni per definire simboli facenti parte di una o dell’altra mega-classe. La distinzione si effettua in base al verbo che viene utilizzato nell’enunciato e al verbo che può, per logica, essere utilizzato.

Esempi:

Io sono insicuro per l’acquisto (Simbolo auto-attributivo)

Io ho mia moglie che non vuole (Simbolo etero-attributivo)

Oppure

Mia moglie non vuole Simbolo etero-attributivo

La Triade Simbolica

Ricordiamo che i simboli per sopravvivere necessitano di alimentazione pertanto provvedono ad organizzarsi in Triadi Simboliche per sfruttare l’energia che nasce dal loro stesso rapporto. La Triade Simbolica è un insieme di simboli in costante comunicazione tra loro per far fronte alle esigenze energetiche.

Ogni Triade simbolica si compone di tre simboli:

  • Simbolo egemone
  • Simbolo alimentatore
  • Fonte stimolante

Un Simbolo egemone - Il simbolo che riceve il servizio analogico dall’azione della fonte di stimolazione. E il re della Triade. E subliminale, ovvero non viene denunciato dal soggetto o espresso nella comunicazione. Genera malessere nella persona che denuncia il suo problema/ turbamento.

Un simbolo alimentatore - Il simbolo che viene sempre denunciato dal soggetto, verbalmente o tramite il simbolismo, chiamato anche vincolo/problema. Il soggetto fa del suo problema l’oggetto della comunicazione, a prescindere dall’argomento trattato.

Una Fonte di stimolazione - Tutto ciò che stimola l’alimentatore (turbamento o problema). L’operatore stimola il turbamento o problema del soggetto attraverso segni, parole, gesti e/o argomenti.

Chiariamo le relazioni che si attuano all’interno della triade simbolica. Il simbolo egemone è alimentato dal rapporto tra la Tonte stimolante ed il simbolo alimentatore. Esso può essere paragonato a una persona seduta a tavola per il pranzo, il Simbolo alimentatore al cibo e il Simbolo Stimolante al cuoco che prepara il cibo. Facciamo altri esempi. Un frigorifero colmo di cibo rappresenta il Simbolo Alimentatore, il Simbolo egemone ne determina il possesso, e il soggetto che intende prendere del cibo non potrà approvvigionarsi se non trova una Fonte di stimolazione che permetta l’apertura del frigorifero. Altro caso, Francesco ha un simbolo egemone alimentato dall’insicurezza. In presenza di una Fonte di stimolazione che amplifica la sua insicurezza il suo simbolo egemone non può nutrirsi.

Il simbolo egemone cerca sempre un simbolo stimolante che possa aprire la porta del simbolo alimentatore per potersi così nutrire di energia. La Fonte di Stimolazione, quindi, non deve fare altro che “rendere servizio” al simbolo egemone per acquisire il potenziale di persuasione o di affascinazione che le necessita. Per stimolare l’energia a vantaggio del simbolo egemone, la Fonte di Stimolazione può utilizzare i contenuti logici informativi del discorso, ossia la Comunicazione Verbale, e i modelli interattivi logici definiti anche i linguaggi emotivi dell’inconscio, ossia la Comunicazione Analogica Non Verbale e il Simbolismo Comunicazionale. Il potenziale di influenza riconosciuto alla Fonte di Stimolazione sarà pari al grado di alimentazione prodotta a favore del simbolo egemone e quindi, direttamente proporzionale allo stimolo prodotto nei confronti del simbolo alimentatore.

Il simbolo alimentatore è un turbamento presente nel soggetto che si può manifestare nella veste logica di problema/vincolo chiaramente denunciato dalla persona tramite l’enunciato verbale, o nella veste analogica, la persona cioè esprime il Referente Analogico simbolico del proprio problema/vincolo con il segno gestuale durante il dialogo. Il Simbolo Alimentatore espresso con la parola o con il segno è sempre il simbolo conflittuale del soggetto ossia il problema e quindi la fonte della sua alimentazione.

La costante delle problematiche che il soggetto può vivere si può raggruppare in due possibili eventi:

  1. Si desidera ma non si possiede abbastanza ciò che si desidera Distonia conflittuale dell’Essere
  2. Si possiede ma non si desidera abbastanza ciò che si possiede Distonia conflittale dell’Avere

Pertanto, il turbamento che il soggetto vive nei confronti del problema si può manifestare sotto uno di questi due aspetti:

  • Io sono X
  • Io ho X

Dove X indica il simbolo alimentatore del problema.

Ecco perché è molto importante definire il verbo che il soggetto esprime per denunciare il suo problema. L’operatore, una volta divenuto simbolo, grazie alla fase induttiva, saprà come comportarsi o come dovrà gestire la propria disponibilità nel rapportarsi con il soggetto.

Se il soggetto esprime il problema/vincolo con il verbo Essere, vuol dire che il suo simbolo egemone predilige simboli che oppongono delle resistenze ad essere posseduti, mentre se esprime il problema/vincolo con il verbo Avere vuol dire che il suo simbolo egemone predilige simboli che non oppongono delle resistenze ad essere posseduti, ossia che aiutano a soddisfare il senso del possesso. Affinché il lavoro nell’operatore nella fase induttiva sia soddisfacente, è necessario comportarsi nel modo ottimale secondo le esigenze dell’inconscio del soggetto.

Se nel denunciare il problema (vincolo) utilizza:

  • il VERBO ESSERE, il suo inconscio predilige referenti simbolici che creano vincolo al possesso. Tutti coloro che creano i vincoli al senso del possesso sono fonti stimolanti che possono coinvolgere la persona distonica dell’Essere, anche dopo l’esperimento analogico.
  • il VERBO AVERE significa che predilige referenti simbolici che creano vincoli al desiderio lasciandosi possedere senza enormi difficoltà. Tutti coloro che si rendono disponibili sono fonti stimolanti che possono coinvolgere la persona distonica dell’Avere con il loro particolare comportamento a prescindere dall’esperimento analogico.

Data di Pubblicazione: 26 agosto 2019

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