SELF-HELP E PSICOLOGIA

Il successo: come ottenerlo in 5 semplici passi

Scopri come ottenere il successo in 5 passi

Scopri i principi innovativi e di comprovata efficacia per ottenere ciò che vuoi dalla vita leggendo l'anteprima del libro di Ray Dalio.

Usate il processo in 5 passi per ottenere ciò che volete dalla vita.

Il processo di evoluzione personale si articola in cinque passi distinti. Se riuscite a fare bene queste cinque cose, quasi certamente avrete successo.

Eccole, in breve:

  1. Prefiggetevi obiettivi chiari.
  2. Identificate e non tollerate i problemi che vi impediscono di raggiungere gli obiettivi.
  3. Diagnosticate correttamente i problemi per individuarne le cause di fondo.
  4. Elaborate un piano per aggirare i problemi.
  5. Fate il necessario per implementare il piano in modo da ottenere risultati.

Nel loro insieme, questi cinque passi compongono un circolo come quello nella pagina a fronte. Osserviamo più da vicino questo processo.

Anzitutto dovete scegliere i traguardi da raggiungere: gli obiettivi. La scelta degli obiettivi determinerà la direzione da prendere. Procedendo verso gli obiettivi incontrerete problemi. Alcuni di questi problemi vi metteranno di fronte ai vostri punti deboli. Il modo in cui reagirete a quella dolorosa esperienza dipende da voi. Se volete raggiungere gli obiettivi dovete essere calmi e analitici per riuscire a diagnosticare correttamente il problema, elaborare un progetto per aggirarlo e agire secondo necessità per ottenere i risultati. Poi osserverete i nuovi risultati raggiunti e ricomincerete il processo da capo. Per evolvervi rapidamente dovrete fare tutto ciò in fretta e senza sosta, prefìggendovi obiettivi progressivamente più elevati.

Se volete avere successo dovrete riuscire bene in tutti e cinque i passi; dovete applicarli uno alla volta e nel giusto ordine. Per esempio, quando fissate gli obiettivi, limitatevi a fissare gli obiettivi: non pensate a come li raggiungerete o a cosa farete se qualcosa va storto. Quando diagnosticate i problemi, non pensate a come risolverli; diagnosticateli e basta. Fare confusione tra i passi conduce a risultati subottimali perché interferisce con la scoperta dei veri problemi. Il processo è iterativo: ciascun passo fornisce le informazioni necessarie per il successivo.

È essenziale che affrontiate questo processo con lucidità e razionalità, osservandovi dall’alto e con spietata sincerità. Se le emozioni minacciano di sopraffarvi, fate un passo indietro e aspettate finché non riuscirete di nuovo a riflettere chiaramente. Se necessario, chiedete aiuto a persone calme e riflessive.

Per stimolare la concentrazione, immaginate che la vostra vita sia un’arte marziale o un gioco il cui obiettivo è aggirare una sfida e raggiungere un obiettivo. Accettando le sue regole vi abituerete al disagio che deriva dalla frustrazione ripetuta. Non riuscirete mai a fare tutto alla perfezione: nella vita gli errori sono inevitabili ed è importante riconoscere e accettare questa realtà. Il risvolto positivo è che ogni errore ha qualcosa da insegnarci, quindi non si finisce mai di imparare. Presto capirete che scuse come «Non è facile», «È un’ingiustizia» o anche «Non posso farcela» non valgono niente: vale la pena di insistere e sforzarsi.

Dunque, che succede se non avete tutte le capacità necessarie per riuscire? Non vi preoccupate, è così per tutti. Dovete solo sapere quando vi serviranno e dove andare a procurarcele. Con la pratica imparerete a giocare a questo gioco mantenendo una calma incrollabile di fronte alle avversità. Vi meraviglierete della facilità con cui riuscirete a realizzare i vostri desideri.

Ora vediamo come affrontare ciascuno dei cinque passi.

Prefiggetevi obiettivi chiari

a. Stabilite delle priorità: potete avere quasi ogni cosa che volete, ma non potete avere tutto ciò che volete. La vita è come un gigantesco buffet pieno di deliziose alternative. Spesso, scegliere un obiettivo significa rinunciare ad alcune cose che volete per ottenerne altre che volete ancora di più o di cui avete bisogno. Alcune persone falliscono in questa fase, cioè prima ancora di iniziare. Temendo di rigettare un’alternativa valida in favore di una migliore, cercano di perseguire troppi obiettivi insieme e non ne raggiungono nessuno. Non lasciatevi scoraggiare e paralizzare dall’imbarazzo della scelta. Potete avere molto più dello stretto necessario per essere felici. Fate la vostra scelta e andate avanti.

b. Non confondete obiettivi e desideri. Un buon obiettivo è una cosa di cui avete bisogno. I desideri sono le cose che volete e che possono impedirvi di raggiungere gli obiettivi. Tipicamente i desideri sono conseguenze di primo ordine. Per esempio, il vostro obiettivo può essere la forma fisica, mentre il vostro desiderio è mangiare alimenti che hanno un buon sapore ma fanno male alla salute. Non fraintendetemi: se volete essere grassi e sedentari a me sta benissimo. Potete prefiggervi gli obiettivi che volete. Ma se non volete essere grassi, sarà meglio che non apriate quel sacchetto di patatine.

c. Decidete cosa volete davvero dalla vita conciliando obiettivi e desideri. Prendiamo la passione, per esempio. Senza passione la vita sarebbe noiosa; non vorreste vivere senza. Ma l’importante è come la usate. Lasciate che vi consumi e vi conduca ad atti irrazionali, oppure la imbrigliate perché vi motivi e vi guidi verso i veri obiettivi? In ultima analisi, a farvi sentire appagati saranno le realtà che vi appaiono giuste su entrambi i livelli, come desideri e come obiettivi.

d. Non scambiate gli aspetti esteriori del successo per il successo in sé. Essere orientati ai risultati è importante, ma le persone che si ossessionano per un paio di scarpe da 1200 dollari o per un’auto di lusso sono raramente felici, perché non sanno cosa vogliono davvero e quindi cosa può farle sentire soddisfatte.

e. Non scartate mai un obiettivo perché vi sembra irraggiungibile. Siate audaci. C’è sempre un percorso migliore: il vostro compito è trovarlo e avere il coraggio di imboccarlo. Quello che pensate sia raggiungibile dipende soltanto da ciò che sapete al momento. Quando iniziate la ricerca imparerete molto, soprattutto se vi triangolate con gli altri; emergeranno percorsi di cui ignoravate l’esistenza. Ovviamente alcuni traguardi sono inattingibili o quasi, per esempio diventare giocatori professionisti di basket se siete bassi o correre un miglio in meno di quattro minuti a settant'anni.

f. Ricordate che grandi aspettative generano grandi capacità. Se limitate gli obiettivi a quello che sapete di poter fare, vuol dire che state fissando l’asticella troppo in basso.

g. Quasi nulla può impedirvi di avere successo se siete a) flessibili e b) responsabili. La flessibilità vi permette di accettare ciò che la realtà - o persone informate - vi insegnano; la responsabilità è essenziale, perché se credete davvero che il mancato raggiungimento di un obiettivo sia un vostro fallimento personale, penserete di non essere stati creativi, flessibili o determinati a sufficienza per fare quello che andava fatto. E sarete molto più motivati a trovare la strada.

h. Saper affrontare bene le battute d’arresto è altrettanto importante che saper andare avanti. A volte sapete che state per precipitare dalle cascate e non c’è modo di evitarlo. La vita vi presenterà di queste sfide e alcune di esse vi sembreranno devastanti. Nei periodi brutti potete puntare a conservare ciò che avete, a limitare i danni o semplicemente a fare i conti con una perdita irrevocabile. La vostra missione è fare sempre le scelte migliori possibili, sapendo che se le fate verrete ricompensati.

Identificate e non tollerate i problemi

a. Vedete i problemi dolorosi come occasioni di miglioramento che vi chiedono a gran voce di essere implementate. All’inizio non vi sembrerà che sia così; ma ogni problema che incontrate è un’opportunità, quindi è essenziale portarli in superficie. A molte persone non piace farlo, soprattutto se mette in mostra i loro punti deboli o quelli di una persona cara, ma le persone di successo sanno di doverlo fare.

b. Non sottraetevi al confronto con i problemi, perché sono radicati nella cruda realtà, che è spiacevole da guardare in faccia. Pensare ai problemi difficili da risolvere può rendervi ansiosi, ma non pensarci (e quindi non affrontarli) dovrebbe farvi stare ancora peggio. Quando un problema deriva dalla mancanza di talento o di abilità, la maggior parte delle persone si vergogna. Dovete superare la vergogna. Non lo ripeterò mai abbastanza: ammettere le vostre debolezze non equivale ad arrendervi, anzi è il primo passo per superarle. Le sofferenze che provate ora sono «dolori della crescita» che metteranno alla prova il vostro carattere e vi ricompenseranno se riuscirete ad andare avanti.

c. Identificate con esattezza i problemi. Dovete essere precisi, perché problemi diversi hanno soluzioni diverse. Se un problema è dovuto a una carenza di competenze, può rendersi necessario un intervento formativo; se sorge da una debolezza intrinseca, forse dovrete chiedere aiuto a qualcun altro o cambiare il ruolo che svolgete. Ovvero: se non siete portati per la contabilità dovete assumere un contabile. Se un problema deriva dai punti deboli di un’altra persona, sostituitela con qualcuno che se la cavi meglio in quelle aree. È così che va il mondo.

d. Non scambiate una causa del problema per il vero problema. «Non riesco a dormire abbastanza» non è un problema: è una causa potenziale (o forse il risultato) di un problema. Per chiarire i pensieri, provate a identificare per primo il risultato negativo, per esempio: «Non riesco a lavorare bene». La causa di questo problema può essere la carenza di sonno, oppure può essere un’altra; ma per scoprirlo dovete prima sapere esattamente qual è il problema.

e. Distinguete i problemi grandi da quelli piccoli. Avete una quantità finita di tempo ed energia; assicuratevi di investirli per analizzare i problemi la cui risoluzione vi frutterà i rendimenti maggiori. Assicuratevi però anche di dedicare abbastanza tempo ai problemi più piccoli, per accertarvi che non siano sintomi di problemi più grandi.

f. Una volta identificato un problema, non tolleratelo. Tollerare un problema ha le stesse conseguenze che non identificarlo. Sia che lo tolleriate perché pensate che non sia risolvibile, o perché non vi importa abbastanza per risolverlo, o perché non trovate le risorse sufficienti per risolverlo, se non avete davvero la volontà di riuscire vi troverete in una situazione disperata. Dovete sviluppare una profonda intolleranza per la negatività di qualsiasi tipo, a prescindere dal grado di gravità.

Diagnosticate i problemi per individuarne le cause di fondo

a. Concentratevi sul «cos'è» prima di decidere «cosa fare». È un errore frequente: passare in un nanosecondo dall’identificazione di un problema spinoso alla proposta di una soluzione. Il pensiero strategico richiede sia la diagnosi sia la progettualità. Un buon esame diagnostico richiede solitamente tra i quindici minuti e un’ora, a seconda di quant’è svolto bene e di quanto è complesso il problema. Richiede di parlare con le persone coinvolte e di esaminare insieme i dati a disposizione per determinare le cause di fondo. Come i principi, così anche le cause di fondo si manifestano ripetutamente in situazioni apparentemente diverse. Trovarle e affrontarle può fruttare dividendi periodici.

b. Distinguete le cause immediate dalle cause di fondo. Le cause immediate sono solitamente le azioni (o mancate azioni) che conducono ai problemi, quindi sono descritte da verbi {Ho perso il treno perché non ho controllato l’orario). Le cause di fondo corrono molto più in profondità e sono spesso descritte da aggettivi (Non ho controllato l’orario perché sono smemorato). Per risolvere davvero i problemi dovete rimuovere le cause di fondo e per farlo dovete distinguere i sintomi dalla malattia.

c. Riconoscete che sapere com’è fatta una persona (voi compresi) vi dirà cosa potete aspettarvi da lei. Dovrete superare la riluttanza a valutare la natura delle persone se volete circondarvi di individui che possiedano le qualità di cui avete bisogno. Questo vale anche per voi stessi. Quasi tutti trovano difficile identificare e accettare i loro errori e debolezze. A volte è perché non li vedono, ma più spesso è perché il loro ego è d’intralcio. Probabilmente i vostri colleghi sono altrettanto restii a puntare il dito sui vostri errori, perché non vogliono danneggiarvi. Dovete superare tutti questo blocco. Più di ogni altra cosa, ciò che differenzia le persone che realizzano il loro potenziale è la volontà di guardare se stesse e gli altri in modo spassionato e comprendere le cause di fondo che intralciano il loro cammino.

Elaborate un piano

a. Tornate indietro prima di andare avanti. Ripercorrete la storia degli eventi e delle azioni passate che vi hanno condotto dove siete ora e poi visualizzate cosa voi e gli altri dovrete fare in futuro per raggiungere gli obiettivi.

b. Pensate al vostro problema come a una serie di risultati prodotti da un processo. Praticate il pensiero di livello superiore guardando il vostro processo dall’alto e pensando a come si potrebbe modificare per produrre risultati migliori.

c. Ricordate che solitamente ci sono molte strade per raggiungere i vostri obiettivi. Dovete solo trovarne una che funzioni.

d. Pensate al vostro piano come alla sceneggiatura di un film: visualizzate chi farà cosa nel corso del tempo. Iniziate con un sommario generale (per esempio «assumere ottimi dipendenti») e poi rifinitelo. Potete discendere dal quadro complessivo ai dettagli concreti delle mansioni e delle tempistiche stimate (per esempio: «Nelle prossime due settimane, scegliere i selezionatori che troveranno quegli ottimi dipendenti»). I problemi del mondo reale legati a costi, tempo e personale si presenteranno inevitabilmente durante questa operazione, inducendovi ad affinare ulteriormente il progetto finché tutti gli ingranaggi della macchina non girano alla perfezione.

e. Mettete per iscritto il vostro piano, affinché tutti possano vederlo e misurare i progressi fatti. Inserite tutti i dettagli su chi deve fare cosa e quando. Le mansioni, la narrazione e gli obiettivi sono aspetti diversi, quindi non confondeteli. Ricordate, le mansioni sono ciò che collega la narrazione ai vostri obiettivi.

f. Riconoscete che non ci vuole molto tempo per elaborare un buon piano. Un piano può essere abbozzato e affinato in poche ore oppure gli si possono dedicare giorni o settimane. Ma è essenziale, perché determina cosa dovrete fare per essere efficaci. Troppe persone commettono l’errore di dedicare poco tempo alla progettazione perché si concentrano sull’esecuzione. Ricordate: prima progettare, poi fare!

Continuate a impegnarvi fino al traguardo

a. I grandi pianificatori che non mettono in pratica i loro progetti non vanno da nessuna parte. Dovete andare avanti, essere disciplinati e attenervi alla sceneggiatura. È importante ricordare le connessioni tra le mansioni da svolgere e gli obiettivi a cui tendono. Quando vi sembra di averle perse di vista, fermatevi e chiedetevi: «Perché?» Se perdete di vista il perché, perderete di vista anche gli obiettivi.

b. Le buone abitudini lavorative sono molto sottovalutate. Le persone che raggiungono i loro traguardi hanno liste delle cose da fare organizzate secondo priorità ragionevoli e si assicurano di depennare una voce dopo l’altra.

c. Stabilite unità di misura chiare per essere certi di attenervi al piano. Idealmente dovrebbe essere qualcun altro a misurare obiettivamente e riferire sui vostri progressi. Se non centrate gli obiettivi è un altro problema da diagnosticare e risolvere. Ci sono molte persone creative di successo che non sono brave nell’esecuzione ma sopperiscono al problema forgiando relazioni simbiotiche con persone affidabili e orientate all’azione.

Ecco qui, non serve nient’altro!

Ricordate che tutti i 5 Passi partono dai vostri valori. Sono i vostri valori a determinare ciò che volete, ovvero i vostri obiettivi. Tenete anche a mente che i 5 Passi sono iterativi: quando ne completate uno, avrete acquisito informazioni che con tutta probabilità vi condurranno a modificare gli altri. Quando li avrete completati tutti e cinque ricomincerete da un nuovo obiettivo. Se il processo funziona, i vostri obiettivi cambieranno più lentamente dei vostri progetti, che cambieranno più lentamente delle vostre mansioni.

Un ultimo punto importante: dovrete imparare a sintetizzare eplasmare. I primi tre passi - fissare gli obiettivi, identificare i problemi e diagnosticarli - consistono nel sintetizzare (cioè sapere dove volete andare e cosa sta succedendo). Progettare soluzioni e assicurarsi che vengano implementate sono azioni che conducono a plasmare.

Data di Pubblicazione: 13 novembre 2018

Lascia un commento su questo articolo

Caricamento in Corso...