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Il tutto nel piccolo

Il Piccolo Libro del Grande Potenziale Quantico - Anteprima del libro di Melissa Joy Jonsson

Frattali d’amore

"La più grande illusione in questo mondo è l’illusione della separazione. Ciò che pensi sia separato e diverso, in realtà è unico ed è la stessa cosa."
Guru Pathik

124 campi di M-Joy sono campi d’amore che comprendono verità universali e principi scientifici fondamentali della teoria olografica e della risonanza morfica. Faremo leva su queste informazioni per migliorare la nostra capacità di creare consapevolmente la realtà, in qualsiasi modo scegliamo di farlo.

Spesso le nostre esperienze individuali e collettive sono il risultato di campi con i quali siamo consapevolmente o inconsapevolmente in risonanza attraverso l’ologramma della coscienza. Se modifichi un campo di risonanza nell’ologramma, tutto può cambiare.

Anche se non è necessario comprendere le leggi scientifiche per utilizzare e fare esperienza dei campi, qui troverai una panoramica generale dei principi relativi alla scienza della coscienza e alla natura della realtà per sostenerti nella creazione di una realtà interattiva. Se non t’interessa la scienza, passa direttamente al Capitolo 4, che introduce il primo dei 24 campi che trovi nel libro. Puoi tornare alle informazioni contenute nei primi tre capitoli in qualsiasi momento, per una comprensione più estesa di come funzionano, interagiscono e sono connessi i campi (e tutti noi).

Non c’è bisogno di capire la scienza per sperimentare la potenza, l’amore e la grazia dei campi, l'esperienza stessa è una forma di comprensione. Incarnare l’esperienza accende la curiosità che determina la nostra consapevolezza. Nel momento in cui pensiamo di aver capito o di sapere tutto, limitiamo quello che potremmo scoprire. Nel momento in cui c’immergiamo nell’esperienza, creiamo riferimenti e riconoscimenti per noi stessi come variabili nelle nostre mappe personali della realtà.

La scienza spiegata in questo libro è un linguaggio per mappare il cuore inteso come coscienza. La scienza ci offre la strada verso la verità interiore, ossia verso la saggezza. Il cuore conosce e comprende ciò che la mente non riesce ancora a vedere. Apriti alla scienza e permetti che sia il cuore a guidare la tua comprensione. Lascia che la conoscenza ti sia rivelata dalla saggezza del cuore, in equilibrio con tutto ciò che è amore. Non esiste un criterio giusto o sbagliato per leggere questo libro. Scegli quello che ritieni giusto per te e mettiti in gioco.

Dialoghi con la coscienza

La scienza è un dialogo tra verità e realtà.
Glenda Green, Love without end [Amore senza fine]

La scienza della coscienza è un campo di studio vasto, complesso e in continua evoluzione, che comprende una grande varietà di teorie. Il vero spirito della scienza è sempre stato la ricerca della conoscenza. La parola scienza deriva dal termine latino scientia, che significa “conoscenza”.

La scienza stessa è stata definita come “lo stato del sapere: conoscenza distinta dall’ignoranza o dall’incomprensione”. Considera la possibilità che gran parte di ciò che è stato dimostrato nella cosiddetta scienza potrebbe essere stato equivocato alla radice. Una falsa premessa dimostrata come vera è comunque falsa. Forse la scienza ha commesso un errore nella dicotomia vero-falso? Forse vero o falso nella scienza sono più una questione di ciò che è già stato scoperto o meno? Forse vero o falso sono più una funzione della risonanza e della rivelazione?

Le nostre rivelazioni ci possono portare a un nuovo livello di consapevolezza, una comprensione non tanto a livello di conoscenza, ma di saggezza. La verità della scienza basata sulla conoscenza è vera solo in parte. Ciò che viene respinto come falso potrebbe essere qualcosa che non è ancora entrato in risonanza, che non è stato riconosciuto, reso evidente e/o sperimentato dalla consapevolezza. Quello che può apparire falso da un certo punto di vista, può essere del tutto vero visto da un’altra angolazione, prospettiva o esperienza della coscienza.

La scienza della coscienza

Le parole coscienza, consapevole e consapevolezza derivano tutte dallo stesso termine latino conscire, che significa “con” e “sapere”. Quindi, se la coscienza significa “con” e “sapere”, e letteralmente la scienza della coscienza ha lo stesso significato della scienza stessa, che cose la coscienza?

Una definizione di coscienza comune nei dizionari è: “La capacità di prendere coscienza ed essere consapevoli del proprio ambiente” o “la capacità di essere consapevoli ed essere in grado di percepire la relazione tra se stessi e il proprio ambiente”. La definizione più elementare è “consapevolezza.”

Secondo gli antichi Veda, la definizione di coscienza è “essere consapevole di sé”, e una funzione primaria dell’auto-consapevolezza è l’autoreferenzialità.

Che cose dunque la scienza della coscienza? Secondo il dottor Christian de Quincey, professore di filosofia e studi sulla coscienza alla John F. Kennedy University:

“La scienza riguarda il mondo oggettivo esterno; ma la coscienza è interiore, è soggettiva. Ci rivolgiamo alla scienza per una conoscenza affidabile del cosmo fisico esterno, e ci rivolgiamo alle tradizioni spirituali per la conoscenza e la saggezza riguardanti il ‘cosmo interiore della coscienza, della mente, dellesperienza.

Per sapere come la scienza conosce qualcosa, abbiamo bisogno di un diverso tipo di scienza - una scienza della coscienza, una scienza ‘noetica’. Tutta la conoscenza del mondo oggettivo esterno si basa in ultima analisi su una coscienza non oggettiva.”

In altre parole, tutta la conoscenza oggettiva si basa su un’interpretazione soggettiva. Così, anche attraverso la scienza, non possiamo mai veramente conoscere la realtà oggettiva. Possiamo però fare esperienza della realtà attraverso la realtà soggettiva. Le aperture della nostra consapevolezza servono come finestre per le percezioni soggettive. La nostra esperienza della realtà è influenzata dalla percezione che ne abbiamo.

Essere consapevoli dell’avventura della coscienza

Questa idea riguardo la natura soggettiva-oggettiva della realtà e della scienza della coscienza evoca il ricordo di un’attrazione del parco di divertimenti Disneyland, in California, che mi piaceva da bambina: Adventure Thru Inner Space (avventura nello spazio interiore).

Bambini e adulti salivano su un vagone mobile aperto chiamato “Atom-mobile”, che si spostava lentamente dentro a un microscopio gigante. Ricordo la sensazione di aspettativa ogni volta che il viaggio iniziava.

Mentre eravamo in fila in attesa di salire, guardavamo con curiosità dentro un microscopio gigante in base al quale i visitatori davanti a noi sembravano rimpicciolire e scomparire alla vista. Quando era il nostro turno di salire sugli Atom-mobili, avevamo l’illusione di rimpicciolire fino a raggiungere dimensioni microscopiche.

Dopo essere passati attraverso quel grande microscopio, venivamo proiettati al centro di un fiocco di neve. Questa esperienza di realtà virtuale è stata creata facendo oscillare i veicoli da un lato allaltro mentre si spostavano in avanti attraverso un tunnel buio. Non era certo una tecnologia all’avanguardia, ma davanti alla percezione innocente e al cuore aperto di un bambino, l’esperienza virtuale sembrava del tutto reale.

Quando uscivamo dal tunnel buio, venivamo accolti da giganteschi fiocchi di neve che cadevano intorno a noi. Man mano che ci rimpicciolivamo,

cambiavano gli scenari: i fiocchi di neve giganti diventavano molecole, e le molecole atomi. Eravamo consapevoli della presenza di un occhio gigante che osservava il nostro viaggio dall’alto attraverso un microscopio.

Quando la corsa finiva, misteriosamente tornavamo alle nostre dimensioni normali. Per qualche istante, mentre regolavamo le nostre lenti della percezione, non eravamo più così sicuri di essere stati di dimensioni microscopiche. La realtà sembrava... diversa. Ci chiedevamo se eravamo gli stessi di prima dell’avventura o se l’aver visto il tutto in dimensioni ridotte ci avesse cambiati.

Questa attrazione Disney ricalca il criterio di osservare la vita tramite un ologramma. Quando guardiamo attraverso il microscopio, vediamo riflessi degli aspetti di noi stessi. Lbggetto della nostra consapevolezza non è separato da noi: siamo il soggetto che osserva e siamo ciò che osserviamo, oggettivato attraverso la lente della nostra consapevolezza in un universo olografico interconnesso.

Questo testo è estratto dal libro "Il Piccolo Libro del Grande Potenziale Quantico".

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