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Impara a Perdonare

Accedi al Tuo Immenso Potenziale - Anteprima del libro di Tiberio Faraci

Chiediti invece: accuserei me stesso per questo?

Potrebbe apparirti importante lasciare andare definitivamente il passato e tutto quello che di negativo ne deriva?

Veramente, sei pronto per questo viaggio allora! E quindi partiamo, vieni con noi, o se preferisci seguici alla distanza che ti rassicura, attraverso questo percorso interiore che ci condurrà a esplorare alcuni dei meccanismi (a volte perversi), che ci convincono che nessuno tra quelli che sono i pesi che ci portiamo sulle spalle (testimonianti tutto ciò che non ha funzionato nella nostra vita), valga la pena di essere abbandonato.

Fino a oggi non volevi sentir neanche nominare la parola perdono? Avevi deciso che di quello che non andava nella tua vita non si potesse parlare?

Qualcosa che non sa trasformarsi non accetta di continuare a vivere...

...e accettare che non possiamo opporci a quello che già è avvenuto è la trasformazione più grande che possiamo integrare: Se accetti che quella cosa sia accaduta smetterà di farti male... cominciamo così: fai una lista di cose che, anche se ti hanno fatto soffrire, oggi puoi affermare di aver accettato.

L’azione importantissima del perdono ha nelle due componenti della parola che ne indica lo svolgimento, l’informazione precisa che si tratta di qualcosa che viene attuato in cambio di nulla, così per regalo, per dono, per sciogliere, per lasciare andare, per non pensarci più. Per ricominciare e azzerare i conti in sospeso ... per riconciliarsi, per incontrarsi ancora, per... dono....

Se nel concetto di questa azione è insito il concetto del dono, chi pensi siano, fra le persone che conosci coloro che avrebbero bisogno di riceverlo, se tu avessi il potere di porgerlo come insegnamento da poter metter in scena?

Secondo te se proponessimo ai passanti di riempire un formulario attinente a tutto quello che riguarda il perdono, quanti di questi accetterebbero? Anche voi pensate che probabilmente ci sentiremmo dire da molti che non hanno proprio nulla da farsi perdonare e da perdonare? Forse risponderebbero che lo hanno già messo in atto con chi avrebbero dovuto, o semplicemente che non ne sentono il bisogno. (Anche se spesso è proprio quando abbiamo meno voglia di perdonare e abbiamo più difficoltà a vederne le motivazioni che ne avremmo più bisogno.)

Prendi ora carta e penna e stila un elenco delle persone che conosci, anche del tuo passato, che necessitano loro di perdonare qualcuno, che avrebbero bisogno di ricordarsi che perdonare porta nella Vita energia nuova e rigeneratrice! A chi credi avrebbero bisogno di porgere questo dono.

In realtà, molto profondamente, probabilmente sentono che l’unico elemento mancante e indispensabile sarebbe trovare la motivazione giusta per finalmente farlo davvero.

E se il passante interrogato fossi proprio tu? Saresti interessato all’argomento?

Nessun malessere interiore

Ti stupirebbe sapere che non esiste nulla che abbia a che vedere con un malessere interiore che non sia collegato a un rancore non risolto? Vuoi che le cose rimangano così? Non sei disposto a riflettere su questo e magari a valutare l’ipotesi che tu possa cambiare idea a riguardo?

Proviamo a voltarci indietro per un attimo a osservare la nostra Vita e i momenti di malessere e difficoltà, se dovessimo trovare una causa del nostro non star bene, una motivazione.... Potrebbe trovarsi forse in una questione di “non-perdono” verso qualcuno, qualcosa o verso te stesso? Solo questo, voltati indietro e osserva...

Occorre essere pronti e propensi a cavalcare l’onda del cambiamento che potrebbe investirci all’improvviso. Questo ci metterebbe al sicuro dalla rigidità e ci farebbe affrontare il nuovo in maniera flessibile, esorcizzando la possibilità di rimanere bloccati di fronte a ciò che non avevamo considerato. Per non provare rancori difficili da sciogliere che altrimenti, poi in un futuro che diventerebbe faticoso e triste. Di fronte al vento impetuoso il giunco si piega, ma quando la tempesta è finita è lui l’unico a svettare. *C’è un modo semplicissimo per trovare la porta del vero perdono: è percepire che è spalancata in segno di benvenuto. Quando senti che sei tentato di accusare qualcuno di un qualsiasi genere di peccato, non permettere alla tua mente di soffermarsi su ciò che pensi che egli abbia fatto, perché questo è autoinganno. Chiediti invece: «Accuserei me stesso per questo?»

Fai una lista di tutte le persone con cui sei entrato in conflitto nella tua vita sin da quando eri piccolo.

Con quanti di loro non hai potuto chiarire e come ti sei sentito quando la situazione è rimasta irrisolta?

Se vuoi dare e ricevere pace liberamente e sei interessato sopra a ogni cosa che questo avvenga, non hai nessun vantaggio ad alimentare ostacoli che ostruiscono il passaggio e il fluire dell’amore nella tua esistenza da e per la tua vita.

Chi sono queste persone? Che cosa è accaduto con loro? Qual è lo scenario? Che cosa avevi sottovalutato? Durante un percorso abituale che svolgi spesso, come per andare al lavoro o tornare a casa, ogni volta che la macchina si ferma pensa a una cosa della giornata che non ti è piaciuta, ma subito dopo mentre fai un passo avanti o con l’automobile vai oltre, o acceleri con la bicicletta o il bus prosegue nel suo percorso, senti che sei andato oltre quel pensiero, è più indietro di te, tu sei molto più avanti. Senza giudizi o inutili altri pensieri, semplicemente non sei più là. Abbiamo pronte per te ora una domanda facile e una difficile. Cominciamo con quella facile: «Chi dovrebbe chiederti scusa?»; «Che cosa vorresti sentirti dire e da chi? Che cosa avresti bisogno di sentirti dire e da chi? Che cosa ti farebbe bene sentirti dire e da chi?».

La situazione conflittuale esiste

Noi crediamo che la situazione conflittuale esista in quanto è stata voluta dall’altro. Dovremmo invece vedere in questa situazione l’opportunità di glorificare il Signore (o l’Universo o la Vita) che ce l’ha posta davanti come occasione di risoluzione di miglioramento e di esempio. Prenditi il tempo per pensare.

Vediamo ora l’altra: «A chi dovresti chiedere scusa tu?» «Che cosa dovresti dire tu a quel riguardo e a chi? Che cosa sarebbe necessario che tu dicessi e a chi? Che cosa sarebbe giusto che tu dicessi? E a chi?» Cosa ne pensi?

E dopo aver seguito queste suggestioni, prendi un respiro profondo e semplicemente lascia che come una nuvola passeggera, tutti i pensieri in un soffio se ne vadano e osserva ciò che è intorno a te in quel momento, una persona, un oggetto, il cielo, semplicemente osserva. Osservare è il lavoro più semplice e difficile al tempo stesso; sai perché? Perché ti tiene nel PRESENTE, nel QUI e ORA, ed è il mestiere più grande che tu possa svolgere nella tua Vita, il lavoro più proficuo che tu possa fare, perché ti regala la ricchezza unica del tuo vivere.

Quando non perdoni qualcosa che è avvenuto nella tua famiglia primaria, cercherai inconsciamente di ricrearlo nei tuoi legami affettivi, lavorativi e relazionali, tramite le tue proiezioni (al fine di risolvere il problema).

Ogni cosa irrisolta con i tuoi genitori emergerà in superficie nelle tue relazioni.

Infatti, senza saperlo, tendenzialmente imitiamo i nostri genitori e gli schemi che mettevano in atto.

Accade così che avremo la capacità di attrarre persone che meglio rispecchiano le possibilità di attuare le stesse situazioni. Forse potremmo riuscire a trasformare i nostri partner in qualcosa di comodo per noi, oppure purtroppo (e più spesso) creiamo situazioni disagevoli, che assomigliano a “qualcosa” che conosciamo bene. Eserciteremo incessantemente questa nostra capacità, fino a quando non vorremo tenere conto di questa dipendenza per poi finalmente risolverla e diventare noi stessi “risolti”.

Fare pace

Talvolta sentiamo che la cosa migliore sarebbe sciogliere i nodi e fare pace con la persona con cui abbiamo avuto un contenzioso che non ci ha permesso di comprenderci, poi però rimandiamo e ancora... In seguito magari sembriamo pronti e abbiamo già il telefono in mano, ma... In queste subdole trincee dell’indecisione, sul cercare la pacificazione o no, ci aspetta armata sino ai denti la parte meno nobile di noi che, più di ogni altra cosa, farà di tutto per convincerci che non dovremmo perdonare quanto accaduto e che, se lo facessimo, saremmo considerati deboli e vili e che, quindi, dovremo soffrire continuamente così, esposti senza difese.

Uno degli scopi di questa parte non positiva (che è in ognuno di noi), è quello di creare contrasti, quindi detesta risolverli (e vedere così vanificato il proprio triste lavoro di buona separazione). Non può esserci in nessun caso un perdono “salutare” e concreto che non implichi un serio riconoscimento delle nostre responsabilità.

Quello a cui resisti persiste e dovrai comunque risolverlo più avanti.

Rispondi spontaneamente:

  • Come ricordo mia madre nella sua relazione con mio padre?
  • Come ricordo mio padre nella sua relazione con mia madre?
  • Che cosa criticava mio padre a mia madre?
  • Che cosa criticava mia madre a mio padre?
  • Che cosa mia madre, a mio avviso, negava a mio padre?
  • Che cosa mio padre, a mio avviso, negava a mia madre?
  • In questa dinamica, secondo me, chi dei due sbagliava?
  • Quale era il mio ruolo nella loro relazione?
  • Quali sono le decisioni che ho preso sui rapporti affettivi?

Tu sei il miglior Maestro di te stesso/a, osserva le risposte, ti raccontano qualcosa? Guarda se c’è qualcosa che ti appartiene, che si ripete, che hai fatto tua, qualche credenza (pensiero, convinzione) che hai acquisito dalla tua famiglia e non osi o temi di mettere in discussione. Osserva!

Questo testo è estratto dal libro "Accedi al Tuo Immenso Potenziale".

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