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In Libreria con Barbara: 3 domande a Barbara Tamara Giorgis

Barbara ha intervistato Barbara Tamara Giorgis, autrice del libro "Alimentare le Emozioni".

Leggi l'intervista di Barbara a Barbara Tamara Giorgis, autrice del libro "Alimentare le Emozioni".

"Alimentare le Emozioni" di Barbara Tamara Giorgis

Questo libro nasce dalla ventennale esperienza professionale dell'autrice nel campo del benessere e del miglioramento personale.

Si tratta di un vero e proprio manuale che ci insegna a capire come alimentarsi bene sia una forma d'amore verso sé stessi e quali emozioni e disagi emotivi si nascondono dietro ad un comportamento alimentare sbagliato.

Nel libro, l'autrice parla anche della notevole importanza del potere terapeutico delle essenze floreali, che possono essere considerate un aiuto anche quando la vita scorre senza sufficiente piacere e non si riesce a trovare una via per stare meglio.

3 domande all'autrice

Barbara
Nel libro leggiamo che spesso si mangia troppo in risposta ad una vita nella quale non troviamo sufficiente piacere. Quanti momenti di piacere e di che tipo, basterebbe introdurre nella nostra quotidianità per diminuire questo tipo di fame?

Barbara Tamara Giorgis
Sì, in generale mangiamo troppo e male in risposta ad una vita che per qualche motivo non segue la “direzione” che vorremmo e dalla quale non traiamo sufficiente piacere.

La controprova è che quando siamo eccitati, felici, soddisfatti e ci poniamo degli obiettivi di vita, dimentichiamo di nutrirci!

Il cervello ama il piacere e punta a mantenerlo costante a “tutti i costi”; così facendo diffonde benessere, diventa più creativo ed evolve meglio.

Per ottenere il suo scopo, il cervello si affida ad un'area cerebrale specifica (Nucleo Accumbens), una centralina del piacere collocata in profondità vicino alle aree ipotalamiche che stimola e cerca di mantenere costante in circolo il livello di dopamina (mediatore chimico del benessere).

Eros e cibo sono due stimoli che agiscono con maggiore intensità sulla centralina nervosa del piacere e si intercambiano per mantenere alto e stabile il livello di dopamina che circola nel cervello.

Quando si parla di “Eros”, oltre ad intendere la sessualità che rappresenta la via privilegiata e più sicura per stimolare la produzione di dopamina, si comprendono anche quei comportamenti, atteggiamenti ed azioni che stimolano la persona ad aumentare il proprio grado di consapevolezza e l’effetto nel sentirsi sulla “strada” della creazione simula e stimola la produzione di dopamina, divenendo una buona alternativa alla via sessuale.

C’è una frase che cito spesso anche nei miei seminari:

"La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia." Carl Gustav Jung

Il pensiero del dottor Jung è nuovamente un faro nel buio, identifica il percorso che nella florialimentazione viene stimolato.

La ricerca del proprio talento, la possibilità di ripartire dal proprio “sé”, dalla semplicità della conoscenza e dalla gestione delle proprie emozioni, diventa il sostitutivo nell’introiezione compulsa o errata del cibo.

Ovvero, il cibo come meccanismo compensatorio del vuoto che viene avvertito in noi è via via sostituito dalla scoperta delle nostre attitudini, capacità e risorse. “Felice è chi è sazio in tutti i sensi”.

I “momenti di piacere” rientrano in un ventaglio vasto, possono essere intensi o brevi, brevi o lunga durata, frequenti o sporadici.

Li suddivido in due categorie:

  • piaceri di superficie
  • piaceri di profondità

I primi sono piaceri futili, provocano uno stato transitorio di soddisfazione: pensiamo al gioiello, alla macchina, all'abito firmato... Tutti perdono importanza nel tempo, ed appena ciò accade la nostra insaziabile “centralina del piacere” torna al cibo poiché è immediato, pronto, a portata di mano.

I piaceri del profondo, invece, ci fanno sentire al posto giusto, al momento giusto, proviamo “Eros”, ovvero godimento, eccitazione quando realizziamo i nostri desideri o i sogni più profondi.

Mentre leggiamo un libro che ci insegna qualcosa di importante, quando entriamo nella natura e ci sentiamo mancare il respiro, rapiti in uno stato meditativo di benessere.

Quando costruiamo, creiamo, con le nostre mani o il nostro corpo e a quel punto “l’eros” è in azione e il cervello non riesce ad impartire i propri ordini, “noi” rispondiamo a parti sconosciute del nostro “sé”, perché siamo connessi.

Io definisco i “5 gradini della Gioia”, per provare i momenti di piacere ed introdurli nella nostra quotidianità, per diminuire il segnale di fame.

  1. Aumentare la tua Energia vitale (porta il tuo stile di vita più vicino a quello di cui hai visione, dedicando tempo a te stesso).
  2. Ridurre le “cose” che sai che ti fanno male e aumentare quelle che ti fanno stare bene.
  3. Praticare la Gentilezza nel quotidiano (sentirsi generosi, meditare, abbracciare e abbracciarsi sono gesti che stimolano la produzione di ossitocina in particolare).
  4. Praticare la Tecnica della Gratitudine (prendi un foglio e una penna e scrivi da elenco tutte le cose per le quali puoi dire grazie e ripetilo ogni sera prima di coricarti).
  5. Visualizzare le difficoltà come risorse (alle cose spiacevoli alle quali non puoi evitare di pensare, sostituiscile ponendo attenzione al Risultato finale).

Barbara
I pensieri che facciamo determinano chi diventiamo e cosa attiriamo nella nostra vita. Quale cibo, in particolare, facilita una visione più positiva e costruttiva e quale tipo di alimentazione potrebbe predisporre alla negatività e al vittimismo?

Barbara Tamara Giorgis
L’alimentazione, insieme alla respirazione e ai nostri pensieri, rappresentano le principali fonti alle quali attingiamo.

Il cibo diventa un veicolo per la crescita personale e rappresenta uno dei migliori strumenti per esercitare su noi stessi la consapevolezza, la forza, la perseveranza, le attitudini ad evolverci.

Per rispondere a questa opportuna domanda, dovrei allungarmi nel differenziare le emozioni e di conseguenza i menù per attuare lo switch dallo stato negativo a quello positivo, aprendo un capitolo troppo vasto.

Inizio con alcune raccomandazioni.

Quando una persona esprime il proprio stato emozionale lo fa attraverso una forma astratta di parole che in realtà divengono promotori di sostanze chimiche nel nostro corpo, stimolando la produzione di ormoni.

Per avere una visione più nitida della propria direzione e crescita di vita oltre che del buonumore si parte così: innanzitutto, se si vuole aiutare la propria dimensione e consapevolezza, eliminiamo i primi quattro veleni che creano dipendenza e infiammazione.

  1. I grassi
  2. La carne animale (abuso del consumo di questa)
  3. Latte, latticini
  4. Sostanze acide

I sette nemici delle nostre cellule sono:

  • zucchero: raffinato, veleno concentrato
  • aceto: prodotto del decadimento, arresta la digestione dei carboidrati
  • sale: provoca la ritenzione dei liquidi, riduce la quantità di ossigeno che arriva alle nostre cellule
  • tabacco: provoca la ritenzione dei liquidi e riduce la quantità di ossigeno che arriva alle cellule
  • alcool, caffè, droghe o farmaci inappropriati: di ognuno potrei indicare un ventaglio di appunti e considerazioni.

Per evitare di entrare in un loop di cattivo umore e pessimismo, oltre che di vittimismo. Basta osservare la stragrande maggioranza della gente che abusa nell’uso di grassi, zucchero e sostanze che creano narcosi da dipendenza e compromettono l’organismo portandolo all’infiammazione del tessuto connettivale, oltre che alla ricorsività degli eventi infiammatori cellulari.

Inoltre conduce l’individuo all’incapacità di progettare un cambiamento di se stesso per uscire dal solito lamento del “non riesco a dimagrire, non riesco a cambiare lavoro, non riesco a creare progetti, non mi sento amato, non mi sento amata”.

Il cibo aiuta ad elevarci, a divenire più chiari, per poter perseguire i nostri risultati e soprattutto i nostri obiettivi.

Al contrario, aumentando l’assunzione dell’acqua iniziamo ad esprimere il desiderio di portare nitidezza e consapevolezza nel nostro periodo di vita.

Il nostro corpo è costituito da più del 70% di acqua: tramite questo fluido vengono veicolate sostanze costruttive e ossigeno per le cellule.

Ricordando che l’acqua oltre ad essere bevuta può essere mangiata, possiamo rifornirci dei cibi più comuni che contengono percentuali significative di questa.

L’acqua ha una sua memoria (di cui si è ampiamente studiato e trattato negli ultimi anni), è capace di portare con sé l’impronta energetica positiva del messaggio dei nostri pensieri, per questo uso semplici fogli di carta velina colorata con su scritto parole o frasi che stimolano e inducono alla gentilezza, all’amore, alla crescita di sé.

Aumentare le verdure fresche, biologiche, assumendole come apripasto iniziale, in particolare ortaggi e verdure particolari, carote, ravanelli, sedano, la vibrazione del colore distingue il nostro intervento nel nostro organismo.

Suggerisco di aumentare gradualmente nel quotidiano il quantitativo dei vegetali, iniziando (come sempre) da ciò che ci piace di più e ci crea meno fatica a farlo.

La frutta ricca di vitamine, minerali, oligoelementi, zuccheri semplici, fibre ed acqua è necessaria per dare un’azione antiossidante al nostro organismo e fornire la capacità di dedicarsi al nuovo progetto.

Si assume a stomaco vuoto poiché attraverserà velocemente lo stomaco e verrà digerita direttamente fornendo i nutrienti di cui è composta.

I cereali, in particolare integrali, quelli decorticati oltre a fornirci il quantitativo glucidico necessario, svolgono un’azione collante in noi, ci rafforzano la determinazione.

Le proteine che servono per fornirci focus ed azione vengono assunte da alcuni vegetali come i legumi, ceci, lenticchie nere, lenticchie rosse, fagioli, piselli.

Il cibo che ingeriamo riflette la situazione climatica di quel preciso momento dell’anno, ecco perché si devono consigliare cibi stagionali, quando ingeriti ci trasferiscono tutte le proprietà energetiche che hanno assorbito durante la loro crescita in quel dato periodo.

Thè e tisane di erbe e fiori, senza aggiunta di zuccheri, permettono al nostro organismo di attuare il drenaggio emozionale di cui parlo nel libro, portare fuori tossine organiche e pensieri ormai in via di sblocco e indurci al cambiamento.

I semi oleosi, una porzione al giorno, devono essere inseriti per garantire apporto di polinsaturi che ci offrono fermezza nella difesa dai radicali liberi per contrastare l’infiammazione oltre che dei tessuti anche dei nostri pensieri ancoranti.

Si possono inserire carni di pesce e derivati di origine animale come le uova in modo limitato durante il menù di cambiamento.

Barbara
Dalla sua esperienza, in quanto tempo le tecniche proposte in questo testo, ad esempio per ritrovare fiducia e favorire una nuova rinascita energetica, riescono ad apportare benefici proposti?

Barbara Tamara Giorgis

Dall’esperienza sviluppata in questi ultimi anni ed osservando i vari percorsi di crescita personale e il raggiungimento dei risultati voluti, posso affermare che per il cambio alimentare dal punto di vista sia biologico che fisiologico le sei settimane che propongo sono sufficienti per apportare il primo passo al cambiamento (preparazione del cibo, cottura, associazione dei vari gruppi alimentari).

Sul piano più sottile in tre settimane, ovvero quei famosi ventun giorni di cui si parla, servendomi delle tecniche (come quella del perdono, della visualizzazione energy) e con l’ausilio inderogabile dei fiori si hanno le prime svolte sul comportamento degli individui, ma in particolare sul linguaggio della persona che diventa più argomentato di propositi, viene colorato dal perdono di se stessi e, con molta attenzione, vengono sostituite le parole cosiddette scure, quelle che, purtroppo, portano all’autosabotaggio.

Si aprono quindi nuovi orizzonti. Molto potente è la tecnica del perdono esemplificata nel libro, che aiuta molto e in particolare le persone che sono poco inclini a visualizzare i propri risultati.

Questo libro ti piacerà se...

Vuoi uscire da schemi di pensiero e di comportamento che non ti fanno stare bene per trovare un rapporto più sano e felice con te stesso.

Buona lettura Amici! ;)

Barbara

Data di Pubblicazione: 3 aprile 2020

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