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In Libreria con Barbara - 3 domande a Daniel Lumera

Leggi l'intervista di Barbara a Daniel Lumera, autore del libro "Biologia della Gentilezza".

Leggi l'intervista di Barbara a Daniel Lumera, autore del libro "Biologia della Gentilezza".

"Biologia della Gentilezza" di Daniel Lumera

Questo è un saggio sorprendente e piacevolissimo da leggere, scritto da una scienziata, docente universitaria ad Harvard e da un autore fra i massimi esperti in benessere e qualità della vita.

Capitolo dopo capitolo vengono analizzati in modo medico scientifico, 5 valori in apparenza "solo" morali come la gentilezza, l'ottimismo, la gratitudine... ma che portano anche un profondo e concreto impatto positivo sulla salute e la longevità.

Nella seconda parte del libro troviamo invece gli strumenti a nostra disposizione per vivere una vita di qualità.

Primo fra tutti il contatto con la Natura, principale alleata per raggiungere uno stato di vera gioia, una quiete interiore che diventa felicità.

3 domande all'autore:

Barbara 
I grandi vantaggi che si ottengono nel vivere in mezzo alla natura (anche solo nel riuscire a fare una passeggiata nel verde e all'aria aperta con immediatezza e allontanarsi dai palazzoni grigi o le atmosfere cariche di smog delle grandi città) sono ormai evidenti in tutti gli studi scientifici.

Bisogna però anche tenere conto che spesso chi vive in campagna tende ad isolarsi.

Quale potrebbe essere una giusto equilibrio fra vita nel verde e rapporti sociali?

Daniel Lumera
Per rispondere a questa domanda, trovo molto interessanti gli studi scientifici che collegano nostra salute fisica e mentale relazionata all'ambiente. I risultati sono stati  finora sorprendenti.

In Biologia della Gentilezza, insieme alla professoressa Immaculata de Vivo citiamo diversi studi tra i quali uno studio della Harvard School of Public Health diretto da Francine Laden, in cui sono stati analizzati i dati di 108.630 donne del Nurses' Health Study, residenti nelle più disparate aree degli Stati Uniti.

Il risultato più eclatante è stato che le donne che vivono in aree con una maggiore presenza di verde entro un raggio di 250 metri dalla loro abitazione tendono ad avere un tasso di mortalità più basso del 12% rispetto a chi vive in aree più cementificate.

Nello specifico, si è registrato un decremento della mortalità pari al 13% per il cancro, 35% per le malattie respiratorie, 41% per le patologie renali.

Sono numeri impressionanti che ci fanno capire quanto la presenza della natura ci riporti ad una condizione di equilibrio.

Premesso questo ed entrando nel vivo della sua domanda, credo che possa essere molto benefico alternare dei periodi ben definiti di isolamento completo di immersione nella natura a dei momenti in cui si offre un servizio disinteressato restituendo alla società valori naturali quali l’empatia, la compassione e la consapevolezza dell'interconnessione e dell’interdipendenza che ci unisce all'intero creato.

Un esercizio che consiglio è di abituarsi a praticare tre atti consapevoli di gentilezza ogni giorno: il primo rivolto a un essere umano, il secondo verso un animale, il terzo verso un vegetale.

Barbara 
Chi pratica la meditazione è più felice, risponde meglio allo stress, ha una maggiore capacità di risolvere i problemi, è più presente e più attento alle opportunità che offre la vita...

Dopo quanto tempo di pratica della meditazione, e quanto tempo quotidiano ad essa dedicato, si possono iniziare a notare in se stessi, questi indubbi, grandi vantaggi?

Daniel Lumera
Per rispondere a questa domanda è necessario innanzitutto chiarire che non è necessario diventare dei monaci per ottenere grandi benefici dalla meditazione.

Studi scientifici effettuati dicono che già con due mesi di pratica di  20 minuti al giorno, si possono rilevare già dei grandi benefici.

Nel libro Biologia della Gentilezza approfondiamo quanto scienza abbia ampiamente dimostrato il potere della nostra mente sui geni e sulla biologia del nostro corpo.

Basta pensare che servono solo pochi minuti di meditazione per "spegnere" i geni legati ai processi di infiammazione e alla morte cellulare, regolare l'umore e inibire la produzione di citochina e di altre sostanze chimiche che possono essere dannose per la nostra salute e a trasformare il nostro cervello sviluppando nuove abilità cognitive.

Il segreto sta però nella costanza, nella perseveranza, nella pazienza, nella regolarità al fine di introdurre la meditazione come una sana abitudine consapevole quotidiana.

Dobbiamo però distinguere la meditazione fatta per gli effetti collaterali che essa produce dalle tecniche superiori di meditazione che ci portano a maturare ed esplorare degli stati superiori di coscienza gli stati; stati presenti in ognuno di noi e di cui tutte le filosofie sapienziali antiche hanno parlato nel corso millenni.

Grazie al Filo d'Oro in questi anni abbiamo portato la meditazione nelle carceri e nelle scuole, nell'accompagnamento morente, nella formazione del personale medico e sanitario coinvolgendo migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo per rendere alla società un servizio di innalzamento del livello di consapevolezza collettivo che la vera pratica meditativa, inevitabilmente produce.

Barbara
Nel libro leggiamo che secondo numerosi studi è ormai assodato che praticare la gentilezza, sia verso estranei che verso i familiari, ci rende più felici oltre che più sani (abbassa il livello di stress  con conseguente riduzione di cortisolo, regolarizza pressione e frequenza cardiaca etc.) da molti punti di vista.

Ma forzare un "egoista", un narcisista, o semplicemente un menefreghista a voler essere gentile, otterrebbe ugualmente simili risposte o potrebbe solamente innervosirlo e frustrarlo?

Daniel Lumera
Se vogliamo piantare il seme della gentilezza nel Narcisista dobbiamo innanzitutto partire dal donare.

Forzare infatti un narcisista o un egoista ad essere superficialmente gentile credo che produrrebbe dei risultati superficiali.

La gentilezza, così come l’empatia ed il perdono possono essere allenati proprio come facciamo con un muscolo.

Come in palestra però, prima di iniziare l’allenamento vero e proprio dobbiamo prendere consapevolezza del nostro corpo, degli strumenti e degli esercizi.

Questo vale anche per la biologia dei valori di cui parliamo nel libro. Piccoli gesti quotidiani di gentilezza come quelli di cui parlavamo nella precedente domanda, possono migliorare notevolmente la qualità della nostra vita e di chi ci sta attorno.

Uno studio californiano di cui parliamo nel libro, ha analizzato 5630 persone impegnate in attività di volontariato e ha osservato che i soggetti più attivi, ad esempio coloro che prestavano servizio per più di un’organizzazione, avevano un rischio di mortalità più basso del 60% rispetto a coloro che non svolgevano alcuna attività.

Il risultato è stato confermato da uno studio svolto a Hong Kong nel 2018 in cui si è visto che in una popolazione di 1504 adulti coloro che facevano volontariato avevano uno stato di salute migliore: più bassa incidenza di depressione, migliore benessere fisico, più alti livelli di soddisfazione verso la propria vita e maggiore integrazione sociale.

Sconsiglio quindi di obbligare un narcisista o un egoista ad essere gentile ma piuttosto consiglierei alle persone che gli stanno attorno di fargli sperimentare cosa significa ricevere degli atti gentili disinteressati che, in questo contesto, potrebbero essere delle piccole medicine naturali spontanee in grado di far germogliare in lui i semi della gentilezza.

Questo libro ti piacerà se...

Vuoi raggiungere un concreto e duraturo benessere nel fisico, nella mente e nell'anima.

Buona lettura Amici! ;)

Barbara

Data di Pubblicazione: 4 settembre 2020

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