Intervista di Barbara a Giuseppe Cloza, autore del libro "Zero Pensieri".
"Zero Pensieri" di Giuseppe Cloza
Il libro è dedicato alla dimostrazione di quanto tutti noi siamo vittime di pensieri inutili, deleteri, "massacranti" per il nostro benessere e la capacità di vivere nel momento presente ma anche di come di fatto sia sempre possibile vivere meglio se, anche grazie alla semplice lettura di queste pagine, iniziassimo a capire che non solo è possibile ma anche necessario imparare a farlo il prima possibile. A "pensarci bene", attraverso le divertenti pagine che ci offre l'autore, potremmo davvero farcela.
3 domande all'autore:
Barbara
Abbiamo visto quanto possano essere deleteri i pensieri disfunzionali, che preoccupano e tolgono energie senza aggiungere niente di utile, però a volte può succedere anche di avere idee utili derivanti proprio dalla nascita di un pensiero. Come si può riuscire a capire la differenza fra un pensiero potenziante, e quindi da "coltivare" dal suo esatto contrario?Giuseppe Cloza
In genere passiamo il 50% della nostra vita immersi nei pensieri, spesso creando film mentali, come fossero serie tv, che ci incasinano ulteriormente. Dopodiché passiamo buona parte del tempo che ci resta a lamentarci perché la realtà non corrisponde a ciò che avevamo pensato. Un disastro.Purtroppo, il nostro cervello è strutturato per pensare negativo. È una questione evolutiva legata all'istinto di sopravvivenza. Gli uomini delle caverne dovevano per forza concentrarsi sulle minacce, sui pericoli. Non potevano dilettarsi a raccogliere margherite o contemplare romanticamente il tramonto, con tutti i predatori in circolazione pronti ad azzannarli. In pratica, per sopravvivere dovevano pensare negativo.
Il problema è che il nostro cervello non è cambiato da allora, mentre è cambiato completamente il contesto in cui viviamo. Un altro problema è che è praticamente impossibile pensare di non pensare, o cercare di modificare il pensiero con la mente, che è la stessa che li crea. Ecco che nel libro cerco di dare suggerimenti pratici per non cadere in questa trappola.
In generale, secondo me, i pensieri da buttare nel cestino sono quelli che non ci danno niente di buono, che appesantiscono invece di alleggerire, che sono inutili. E andrebbero buttati anche tutti quei pensieri che in fondo non sono nostri, ma provengono dall'addomesticamento a cui siamo sottoposti fin da piccoli, quando ci viene insegnato il rapporto premio/punizione.
Quando in pratica impariamo a scodinzolare e cominciamo a comportarci come crediamo gli altri si aspettino da noi. Nella speranza di un riconoscimento, di ricevere in premio il croccantino… È quell'addestramento con cui i grandi (spesso inconsapevoli) cercano di trasformare un bambino felice e spensierato in un adulto stressato e insoddisfatto, facendo leva su una delle più grandi invenzioni del genere umano: il senso di colpa.
Barbara
Il libro presenta numerosissimi consigli e dimostrazioni di come sia possibile e certamente più utile smettere di alimentare pensieri "negativi". Ognuno certamente avrà il suo preferito, e con te, quale metodo ha funzionato?Giuseppe Cloza
Beh, prima di tutto il metodo di Teo, che è uno dei personaggi principali del libro, anche se è alto 25 centimetri e tende ad abbaiare se qualcosa non gli torna… Teo è un maestro naturale di Zeropensieri, un coach perfetto (anche perché è gratis). Lui sa esattamente come sbarazzarsi dei pensieri inutili e negativi per vivere con soddisfazione nel qui e ora.Lui non conosce il rancore, il rimpianto e tutte quelle cose che inquinano le nostre vite. Una delusione per lui dura 4 secondi. Dopodiché riparte felice come se niente fosse. Proprio come succede naturalmente ai bambini, prima di venire “addomesticati”. Credo che una delle cose più importanti per smettere di alimentare pensieri negativi sia scegliere bene chi avere accanto, perché purtroppo la tendenza al negativo della nostra mente ci fa avere un'attrazione per situazioni o persone che invece di alleggerirci ci appesantiscono e ci trascinano giù.
Io per fortuna sono contornato di personaggi che mi aiutano e che compaiono tutti nel libro… Come ad esempio lo Zio Tom, un mio parente africano, che ci guida con le sue perle di saggezza tipo: “Quando ti trovi in una buca, la prima cosa da fare è smettere di scavare”. Inarrivabile.
Barbara
Pensare che con la forza di volontà e con il pensiero si possano cambiare meccanismi e tendenze della mente sarebbe da illusi. Come quindi innescare il cambiamento in modo definitivo?Giuseppe Cloza
Dopo aver spiegato perché ci incasiniamo, quali sono le fregature e le sindromi che ci assalgono (come la Sindrome dell'Apocalisse, la Sindrome del Croccantino d'Oro, quella del “Si stava meglio quando si stava peggio”, quella del "Ho tutto sotto controllo", ecc.) si arriva alla domanda fatidica: E ora che si fa? Altrimenti rimarrebbe tutta teoria.Così delineo un percorso, molto semplice, in pochi step, con indicazioni e suggerimenti concreti per tornare a quando il futuro era più semplice. Cioè per tornare a quella condizione che un tempo avevamo, di maggiore serenità e leggerezza e semplicità. Perché, come dice lo Zio Tom: “Il futuro non è più quello di una volta”.
Questo libro ti piacerà se...
Vuoi finalmente iniziare a vivere e a goderti il momento presente senza più cupi pensieri che compaiono puntuali a distrarti e rovinarti la gioia ma anche la semplicità che ogni giorno porta con sé.
Buona lettura Amici! ;)
Barbara
Data di Pubblicazione: 12 settembre 2024