SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

Video-Intervista a Salvatore Brizzi: il Lavoro su di Sé

Salvatore Brizzi: Lavoro su di Sé

Percorso di Risveglio, l'Evoluzione, le Emozioni negative... e molto altro!

Salvatore Brizzi, uno degli autori italiani più seguiti, autore di tanti bestseller, ci ha concesso una video-intervista esclusiva (risale all'estate 2012) rispondendo ad alcune domande selezionate tra quelle poste dai partecipanti al seminario "Pinocchio, la trasmutazione alchemica di un burattino che diventa individuo".

Il seminario si basa sulla storia del burattino Pinocchio, che non è altro che la storia di un essere umano "meccanico" che attraverso numerose peripezie (le cosiddette iniziazioni) diviene infine un essere consapevole.

Un tema molto affascinante, così come lo sono i temi trattati nelle risposte di Salvatore Brizzi alle domande dei partecipanti: il Percorso di Risveglio, l'Evoluzione, il Lavoro su di Sé...

Buona visione e buon ascolto! 
E ricorda di condividere e commentare l'intervista (in fondo alla pagina)!

Ecco la video-intervista a Salvatore Brizzi

 

 

(Trascrizione dell'intervista)

Salvatore Brizzi risponde ad alcune domande selezionate tra quelle poste dai partecipanti al seminario "Pinocchio".

Il Percorso di risveglio e la libertà

C'è chi dice che la democrazia è solo un illusione di libertà. Una persona che fa un percorso di risveglio rimarrà comunque nell'illusione di essere diventato libero?

Una persona che fa un percorso di Risveglio, se è un vero risveglio quindi un autentico risveglio interiore, ottiene una libertà che è una libertà dell'anima. La libertà dell'anima va distinta rispetto alla libertà della personalità.

Una persona che è in prigione, per esempio come Pinocchio che ad un certo punto si ritrova nel mondo di mangiafuoco, dove come burattino viene utilizzato da mangiafuoco... una persona del genere è prigioniera però a livello di personalità, non è prigioniera a livello di anima. Io posso essere in prigione ed essere libero. Quindi se mi sono svegliato interiormente, io sono diventato libero perché sono diventato libero dal punto di vista dell'anima.

Viceversa uno può credere di essere libero a livello di personalità, semplicemente perché libero di muoversi all'interno della sua città, è libero di muoversi sul pianeta, però è prigioniero all'interno. Quindi paradossalmente io posso essere sotto una dittatura ed essere libero, posso essere messo in una prigione ed essere libero interiormente... perché mi sono liberato.

Oppure posso essere in un paese dove il governo apparentemente mi rende libero, però interiormente essere un completo prigioniero... perché sono prigioniero dei miei meccanismi, sono prigioniero dei miei bisogni, sono prigioniero dei miei attaccamenti. Una persona del genere al di là di quanto guadagna, al di là del dell'occupazione che svolge, al di là della posizione gerarchica all'interno di un'azienda... è comunque prigioniera perché prigioniera di un attaccamento interiore. È come dire che è prigioniera di se stessa, quindi è prigioniera di se stessa prima ancora di essere prigioniera di qualcuno all'esterno.

Evoluzione cosciente e non cosciente

È possibile evolvere senza fare un lavoro su di sé, cioè senza esserne cosciente?

Si, è possibile evolvere anche senza esserne cosciente. Dov'è la differenza? La vita mi fa evolvere quindi anche una persona che non è cosciente di stare facendo un lavoro su di sé in quel momento della sua vita, può evolvere. Perché è la vita stessa che ti porta ad evolvere.

In che modo però? Attraverso degli shock per cui vengo letteralmente preso dalla vita e scaraventato da una parte all'altra. Per esempio una malattia mi permette di evolvere. È vero, ma anche un licenziamento mi permette di evolvere. Però che modo è di evolvere? Attraverso la sofferenza.

Quindi dobbiamo distinguere: c'è un modo di evolvere che ci viene dato, regalato dalla vita che però passa attraverso la trasmutazione del piombo in oro. Cioè io nella mia vita ho del piombo ovvero ho della sofferenza e devo trasmutare questa sofferenza in un'emozione di cuore. E questa sarebbe l'alchimia. Però in questo caso è un'alchimia incosciente, quindi faccio tutto nella sofferenza senza capire perché l'esistenza mi sta trattando in questo modo.

Nel lavoro su di sé si evolve, ma si evolve coscientemente. Cioè io provoco dentro di me una trasmitazione alchemica, trasmuto il piombo in oro, però so che lo sto facendo. Sapere che lo sto facendo mi rende in qualche modo meno sofferente rispetto a chi invece non ne ha nessuna coscienza.

In qualche modo io sono in grado di gestire la mia trasmutazione, so che cosa sta accadendo e soprattutto dal momento che è un lavoro interiore, io smetto di dare la colpa agli altri.

In questo senso mi rendo libero già da subito, anche se ancora soffro... anche se ancora sto continuando a soffrire, per via della malattia, per via dell'abbandono sentimentale, per via di un licenziamento... è vero che sto soffrendo, però allo stesso tempo sono libero, perché so che sono io ad averlo causato. Sono io che sto causando tutto questo, sono io che sto causando la mia sofferenza e io posso uscire da questa sofferenza. Quindi posso trasmutare il piombo in oro.

Per tutte le altre persone è possibile, anzi è sicura l'evoluzione, è sicuro il lavoro su di sé, ma su tempi lunghissimi e solamente attraverso una sofferenza di cui non riescono a capire il significato.

Vi sono almeno due vie per raggiungere le qualità dell'anima e lo sviluppo dell'anima. La prima via è appunto quella della sofferenza, quindi è la via più dura, è la via della trasmutazione. Questa via si chiama l'alchimia inferior, la trasmutazione del piombo in oro.

L'altra via c'è ed è la via della gioia. La via della gioia implica le emozioni superiori... lo sviluppo delle emozioni superiori e l'utilizzo delle emozioni superiori una volta che queste sono state sviluppate.

Per esempio io posso evolvere anche frequentando musei, andando a vedere dei bei film, ascoltando della musica che mi piace... Tutto questo crea in me una vera e propria trasmutazione alchemica che però riguarda l'ingresso di energie dall'alto... quindi dall'alto verso il basso, dai piani superiori verso l'apparato psicofisico. E questo non implica sofferenza, questa è l'alchimia superior.

Mentre l'alchimia inferior implica la trasmutazione dal basso quindi dai piani inferiori, dall'apparato psicofisico, verso i piani superiori.

In questo modo io posso allo stesso tempo utilizzare due diversi metodi, perché si possono utilizzare insieme. Io posso in alcuni casi, quando soffro e attraverso la mia attenzione e attraverso l'amore, riuscire a trasmettere dal basso verso l'alto. Oppure quando sto provando emozioni superiori particolarmente intense, posso operare la trasmutazione dall'alto verso il basso.

Lavoro su di sé sul piano mentale e sul piano emotivo

Visto che nel lavoro su di sé ci sono alti e bassi, cosa si può fare per mantenere il livello alto per passare ad un'ottava superiore ed evitare di retrocedere?

Innanzitutto c'è da dire che è impossibile retrocedere. Nel lavoro su di sé non è possibile tornare indietro. Tutto ciò che viene acquisito dall'anima, quindi tutte le qualità superiori, il livello di attenzione superiore che viene acquisito dall'anima nel momento in cui si fa un lavoro su di sé, questo rimane per sempre.

Anche in eventuali successive incarnazioni, tutto ciò che qui ho conquistato rimane una conquista permanente. Però si può avere l'impressione di retrocedere, o l'impressione di rimanere fermi... questo sì, a livello di personalità, ma perché la mente non è ancora abbastanza sensibile da capire quando comunque sta andando avanti anche nei periodi di riposo.

Se la personalità fosse sufficientemente sensibile, se la mente fosse sufficientemente sensibile, si renderebbe conto che comunque sta evolvendo in ogni caso. Perché è un'evoluzione dell'anima, quindi per la mente stessa è difficile capire quando l'anima che sta all'interno sta evolvendo, ma avviene sempre, l'evoluzione continua.

Nei periodi di riposo, quindi nei periodi in cui ci si sente stanchi, non si riesce a lavorare su se stessi in maniera abbastanza consistente, si può procedere sul piano emotivo. Il risveglio è qualcosa che deve essere ad un certo punto sentito emotivamente, non solo mentalmente.

Se io cerco di risvegliarmi solo utilizzando la mente, quindi decido di svegliarmi dal punto di vista mentale, comincio a leggere dei libri, comincio a partecipare a dei seminari... per comprendere qualcosa a livello mentale, questo può servire e serve sicuramente all'inizio... però a un certo punto non si può più procedere... Deve accadere qualcosa di emotivo. Cioè ad un certo punto mi devono accadere delle esperienze per cui desidero svegliarmi con tutte le mie forze. Produco un'emozione interiore, una passione interiore che è proiettata verso il risveglio. Fin quando non accade questo il risveglio continua a essere un desiderio di tipo mentale, non un desiderio di tipo emotivo. Ed è meno forte, perché l'energia che arriva dalla mente è un'energia che è più lenta sul piano delle frequenze.

Mentre l'energia emotiva è un'energia molto più veloce sul piano delle frequenze e quindi quasi mi costringe a svegliarmi. Comincio a sentire un'esigenza interiore irrefrenabile che mi porta verso il risveglio. Allora questo è uno shock che mi consente di continuare ad andare avanti anche nei periodi di stanca, anche nei periodi in cui potrei cadere nella depressione, nella stanchezza...

Questo quindi è il mio consiglio: lavorate anche sul piano emotivo, arrivate a sentire la passione per il risveglio. È come se un certo punto uno sentisse una necessità interiore... Non posso continuare a vivere se non mi sveglio. Quando uno sente questo interiormente allora recupera l'energia per continuare andare avanti.

Come trattare le emozioni negative

Il prendere consapevolezza di essere l'artefice e il responsabile al cento per cento di tutto ciò che mi accade produce rabbia. Come devo trattare e gestire questa emozione negativa affinché non diventi poi senso di colpa o tristezza?

Comprendere che sei tu il responsabile di tutto quello che ti succede... facciamo un esempio... hai un fidanzato e questo fidanzato a un certo punto ti tradisce, ti abbandona eccetera eccetera... tu sei consapevole, se fai un lavoro su di te... sei consapevole che hai creato tu questa situazione. Hai creato tu l'abbandono così come puoi aver creato tu anche una défaillance di tipo economico, oppure per esempio una situazione nella quale tu ti sei sentita in imbarazzo e così via...

La colpa non è mai dell'altro, ma non è neanche tua, però la responsabilità è tua. Non stiamo parlando infatti di colpa, stiamo parlando di responsabilità. Quando ti rendi conto che la responsabilità è sempre tua, ed è sempre tua al cento per cento, può nascere... ripeto può, perché può anche non succedere... un senso di colpa, può nascere un senso di rabbia verso se stessi, verso la vita.

Come ci si lavora? Ci si lavora come si lavora su tutte le altre emozioni. La trasmutazione. Cioè devo guardarla, non devo neanche cercare di cacciarla via. La rabbia è inutile cacciarla via, è inutile cominciare a odiare la rabbia, perché significherebbe odiare una parte di sé. È come odiare un proprio figlio... Se io incomincio a odiare la rabbia, la rabbia è un qualcosa che ho prodotto io, esattamente come faccio nascere un figlio... un bambino... se comincio a odiarlo è come se lo rendessi ancora più forte, perché lui vorrà fare di tutto per farsi sentire. Esattamente come farebbe un bambino. Quindi continua a bussare alla mia porta, mi dice "senti guarda che ci sono anch'io!". Guarda che questa aggressività fa parte di te, questo senso di colpa a fa parte di te e così via...

Per cui distinguiamo i due argomenti: il primo è la consapevolezza che sto creando tutto io, quindi sto creando io sia un problema di tipo economico, sia un problema di tipo sentimentale... Letteralmente sono io che faccio fare determinate cose agli altri in modo da poter lavorare su di me. Quindi mi crea una realtà affinché io possa lavorare meglio su di me.

Il secondo aspetto è come faccio a trattare con le emozioni che nascono nel frattempo? Ed è quello che abbiamo detto. Sto in uno stato di osservazione costante e nei limiti del possibile, cioè di quello che riesco, mando amore a queste emozioni cioè mando amore a queste parti di me esattamente come manderei amore e tratterei con amore un bambino, un figlio che è particolarmente agitato. Devo trattare nello stesso modo, perché sono esattamente delle parti della mia personalità che semplicemente non ho ancora riconosciuto completamente come mie e quindi le rifiuto. È come un figlio che non viene riconosciuto. Quindi lo riconosco, lo amo e questo amore che riesco a dare alle emozioni inferiori, quindi anche alle mozioni negative, trasmuta quelle emozioni negative. Quindi a un certo punto a forza di guardarle e di guardarle con una certa compassione queste si sciolgono. Mi rendo conto che non c'erano neanche prima.

Genitori, parenti e amici... e il lavoro su di sé

Quando inizi un lavoro su te stesso e vedi che attorno a te gli altri, genitori, parenti, gli amici... non stanno evolvendo e la loro vita ti reca danno è giusto staccarsi da loro e lasciarli andare?

Innanzitutto diciamo che gli altri non esistono... non esistono all'esterno per lo meno... sono sempre parte di te. Quindi tu inizi un lavoro su te stessa. Che cosa succede? Che ci sarà qualcuno che comincerà a dirti: "Ma cosa fai, ma sei sicura, ma stai attenta a dove finisci... Stai attenta a non finire nella solita setta..." e così via.

Quelle non sono altro che parti di te che rappresentano i tuoi dubbi. Quindi nella misura in cui tu hai ancora un dubbio, quel dubbio non lo riconosci dentro di te. Che cosa succede? Che emerge all'esterno. Per cui arriva un tuo parente, un tuo amico che ti fa semplicemente vedere quali sono le tue domande inconsce interiori. Quindi fino a che punto hai ancora dei dubbi nell'affrontare un lavoro interiore.

Per cui non è utile, anzi è controproducente cercare di eliminare la causa all'esterno, perché la causa l'esterno è finta. La vera causa è sempre all'interno. Dovrei lavorare su di me, cioè dovrei lavorare sui miei dubbi. Come mai ho ancora questo dubbio inconscio, interiore, profondo... che mi impedisce di avanzare? Non occorre ricevere una risposta, basta porsi la domanda. Ancora meglio, non c'è nemmeno bisogno di porsi la domanda, ma capire semplicemente che è un dubbio mio e non suo, che l'apparente ostacolo che arriva da un parente o, per esempio, l'ostacolo che arriva da un collega di lavoro... è un ostacolo che è mio ed è interiore.

Nel momento in cui io mi rilasso completamente, riguardo al lavoro su me stesso, spariscono questi ostacoli all'esterno. Questo l'ho provato anch'io nella mia esperienza, man mano che sono entrato all'interno del lavoro su di me e ho cominciato a realizzare determinate tappe, letteralmente sono sparite delle persone dalla mia vita.

Quindi non è neanche il caso di abbandonare qualcuno, di lasciare indietro qualcuno... semplicemente chi non è più adatto alla tua vibrazione che sta cambiando, da solo si allontana. Ti risulterà normale cominciare a frequentare alcune persone e non frequentarne più delle altre. Semplicemente spariscono. Oppure ti succederà che a un certo punto ti verrà il desiderio di cambiare casa o di cambiare il lavoro... Però senza nessuna forzatura, senza considerare gli altri come se fossero inferiori... sono rimasti indietro... quindi li condanno, me ne vado, li rifiuto, gli volto le spalle... No, quello che deve accadere accade spontaneamente, ma perché è diventata diversa, è diventata superiore la frequenza vibratoria all'interno.

Data di Pubblicazione: 26 agosto 2018


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