L’Invenzione del Popolo Eletto - Giuseppe Verdi
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L’Invenzione del Popolo Eletto

La Truffa del Popolo Eletto - Anteprima del libro di Giuseppe Verdi

Il “popolo eletto”: la madre di tutte le truffe

Il cristianesimo è figlio del giudaismo, l’antica religione degli Israeliti che venerava Yahweh come unico vero dio. Senza il giudaismo e, quindi, senza Abramo, Giacobbe, Mosè, Davide, Salomone, ecc., non esisterebbe l’intero edifìcio cristiano, a cominciare da Gesù fino a giungere alla chiesa e ai papi.

Se, infatti, è vero che per i cristiani Gesù è il messia atteso dal popolo eletto, nonché il figlio unigenito del dio d’Israele, appare evidente che il cristianesimo è in larga parte dipendente dal giudaismo e che gli eventi e i personaggi della storia antica di Israele sono la radice sulla quale si innestano gli eventi e i personaggi legati al Cristo.

Se crollano le fondamenta rappresentate dal giudaismo, crolla, pressoché in blocco, l’edifìcio eretto dal cristianesimo. Se, in breve, la storia del popolo ebraico narrata nell’Antico Testamento si rivela una congerie di miti e fantasie solo in minima parte legati a una storia più normale, anche la vicenda di Gesù (così come narrata nei vangeli) viene rimessa in discussione. Se, infine, Abramo, Mosè & Co. non sono altro che leggende, create dal potere politico e religioso per dare un passato a un popolo che ne era privo, allora anche Gesù, che della storia di quel popolo e di quella religione dovrebbe essere il momento culminante, finisce risucchiato nello stesso reame mitico al quale appartengono i suoi pretesi precursori. E questa la ragione per cui, sebbene questa “Commedia Divina” si occupi di falsificazioni di matrice cristiana, non possiamo non prendere le mosse dalla storia degli Israeliti, narrata nell’Antico Testamento, per dimostrare, dati storici e archeologici alla mano, che il mito di Abramo & Co. altro non è che “la madre di tutte le truffe”, grazie alla quale è stato poi possibile forgiare tutte le altre falsità e le altre menzogne che stanno alla base del cristianesimo.

Prima di iniziare, un chiarimento di tipo terminologico.

Nella lingua italiana, si utilizzano con lo stesso significato i nomi “Ebrei” e “Israeliti”, anche se, in realtà, sarebbe opportuno impiegare il primo per indicare, nel suo complesso, il popolo di origine nomade che, oltre un millennio prima della nascita di Gesù, occupava la regione della Palestina, mentre appare preferibile parlare di “Israeliti” per il periodo successivo, fino alla separazione del paese nei due regni di Israele e Giuda. Dopo la caduta del primo per mano degli Assiri, l’originario popolo ebreo si ridusse in pratica al solo regno meridionale, Giuda (poi divenuto Giudea); è da quel momento che, dunque, si può parlare più propriamente di “Giudei”.

La favola del “popolo eletto”

Nella storia degli Israeliti, mito e verità si sono intrecciati per secoli in maniera assai stretta. In passato, infatti, la Bibbia è stata quasi universalmente considerata una fonte storica, per di più ispirata da Dio stesso, con la conseguenza che le vicende in essa narrate sono state ritenute indiscutibilmente autentiche. In altre parole, ricostruire le origini del popolo eletto significa affidarsi esclusivamente a quanto narrato nella Bibbia; al di fuori di questa, infatti, non è dato trovare prove dell’esistenza di personaggi biblici come Àbramo, Mosè o gli stessi Davide e Salomone, né della realtà di episodi famosi come la fuga dall’Egitto.

Oggi, fortunatamente, siamo meglio in grado di discernere ciò che è reale da ciò che, invece, è mera leggenda. Se, infatti, sono da tempo confinate nel regno dei miti le storie di Adamo ed Èva, di Noè e del diluvio, della torre di Babele, nonché le gesta degli antichi patriarchi (a cominciare dal padre della razza ebraica, Abramo), in tempi più recenti la moderna ricerca ha messo seriamente in dubbio anche la realtà storica delle figure di Mosè e Giosuè, della schiavitù in Egitto e dell’esodo, tendendo a considerare questi personaggi e queste vicende come un guazzabuglio di leggende e di distorsioni storiche, privo di supporto di natura documentale e archeologica e, a tutt’oggi, considerato “verità ispirata” solo dalle chiese cristiane, per di più in maniera tutt’altro che coerente.

Gli eventi narrati nella Bibbia possono essere ritenuti pienamente storici solo a partire dalla caduta del popolo eletto sotto l’occupazione assira. Lo stesso racconto biblico dell’epoca monarchica è da considerare infatti solo parzialmente storico, essendo il risultato dell’amplifìcazione e dell’idealizzazione di figure e vicende di portata ben più modesta; basti pensare al leggendario e sfarzoso tempio di Salomone, descritto con dovizia di particolari, del quale però non è mai stato ritrovato neppure un sasso.

La maggior parte della gente non conosce la storia degli Israeliti o ne ha solo un’idea approssimativa: una lacuna che rende pressoché impossibile comprendere la Bibbia e il suo significato, nonché la stessa figura di Gesù e le origini del cristianesimo.

Appare pertanto opportuno aprire questo volume rendendo giustizia alla storia, quella vera, che è stata sacrificata sull’altare delle favole prima a vantaggio del clero giudaico e poi di quello cristiano che, in misura preponderante nella sua diramazione cattolica, grazie a quelle favole vive e prospera parassitando la società e spacciandosi - paradosso dei paradossi - per luce di giustizia e “verità”. Prima di smontare pezzo per pezzo questa bella favola, tuttavia, andiamo a ripassarla, così come ci è stata inculcata fin dall’infanzia per dare degno inizio al lavaggio del cervello al quale ogni bravo cristiano viene sottoposto nel corso della sua vita.

Il teatro degli eventi narrati nella Bibbia è un’area minuscola, ma situata in una posizione geografica talmente strategica da attirare gli appetiti di tutti gli imperi che si succedettero nella storia antica del Mediterraneo. Chiamata “terra di Canaan” dalla Bibbia, quattromila anni fa questa regione era posta in posizione di cuscinetto tra le due più grandi civiltà del mondo antico: a nordest quella mesopotamica e a sudovest quella egiziana, che a lungo se ne contesero il controllo.

Questo testo è estratto dal libro "La Truffa del Popolo Eletto".

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