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Le Ipotesi della Loro Esistenza

Incontri Ravvicinati non Autorizzati - Anteprima del libro di Marco Pizzuti

La prima ipotesi

Una volta scoperto e compreso che esistono troppe prove oggettive per continuare a liquidare l’esistenza degli oggetti volanti non identificati con delle banali battute di spirito, possiamo finalmente iniziare a indagare seriamente sulla loro provenienza. Le possibili spiegazioni del fenomeno sono molto diverse tra loro, ma è assai probabile che alcune di esse siano complementari poiché non si escludono a vicenda.

La prima ipotesi da prendere in considerazione riguardo la loro origine è che almeno una parte degli UFO sia il prodotto di avanzate tecnologie top-secret di fabbricazione terrestre, in quanto esistono alcune autorevoli prove testimoniali e una notevole serie di indizi sul fatto che i nazisti, negli ultimi anni di guerra, avevano già realizzato dei rivoluzionari velivoli hi-tech dalla forma discoidale ad alte prestazioni (più veloci di qualsiasi velivolo convenzionale a reazione). Fino ad ora però, questa tesi è stata respinta dalla larga maggioranza dei ricercatori, poiché la storiografia ufficiale ha sempre descritto i proclami di Hitler sulle armi segrete come una mera invenzione della propaganda militare nazista. Nell'immaginario collettivo inoltre, si suppone che se gli uomini disponessero davvero di una simile tecnologia, le grandi potenze l’avrebbe già utilizzata negli ultimi conflitti bellici (dal Vietnam all’Iraq e all’Afghanistan). Questo tipo di confutazioni, però, non tiene conto del fatto che la realtà del fenomeno è molto più complessa di come viene descritta solitamente. Prima di saltare alle conclusioni, infatti, bisogna avere bene compreso che i cosiddetti UFO nazisti (la cui effettiva costruzione è stata accertata dall’inviato di Mussolini Luigi Romersa e poi confermata da alcuni ufficiali tedeschi) non rappresentavano solo un nuovo tipo di velivoli (come fu per esempio per l’introduzione degli aerei a reazione), bensì anche la scoperta di proprietà della materia, della gravità e dell’energia del vuoto (una risorsa energetica inesauribile), che se fosse stata divulgata liberamente, avrebbe rovesciato l’intero sistema economico mondiale ancora basato sui carburanti fossili e sul concetto di scarsità delle risorse.

Non solo velivoli hi-tech

Nel XVIII secolo, l’invenzione dei motori a vapore rese possibile la rivoluzione industriale e la costruzione dei primi treni, che fecero del carbone il combustibile più prezioso per l’uomo. Nel successivo XIX secolo, venne inventato il motore a scoppio e l’industria abbandonò rapidamente il carbone per sostituirlo con il petrolio. La storia, quindi, ci insegna quanto sia relativo il valore delle risorse considerate primarie, poiché viene sempre determinato dal tipo di sviluppo tecnologico raggiunto dalle nazioni. Ciò significa che una singola invenzione o scoperta scientifica sono sufficienti a ribaltare l’attuale sistema di sfruttamento delle risorse e a mandare in bancarotta le lobby più ricche e potenti del mondo. Di conseguenza, se le grandi corporation dell’energia vogliono mantenere i privilegi acquisiti nell’attuale status quo, devono prestare sempre la massima attenzione a tutte le novità scientifiche in grado di rendere improvvisamente obsoleta la tecnologia dei motori a scoppio, insieme a prodotti come il gas e il petrolio. In tale contesto, non va sottovalutata l’importanza del dibattito sulla tecnologia UFO, perché la comprensione delle leggi della fisica che permettono di rimanere sospesi in aria senza eliche o motori jet consentirebbe incredibili progressi nel campo scientifico e tecnologico, rivoluzionando anche i nostri sistemi di sfruttamento dell’energia.

Secondo alcune fonti scientifiche considerate “eretiche” dall’establishment accademico, la scoperta della vera essenza della gravità sarebbe la chiave d’accesso per lo sfruttamento dell’energia del vuoto. L’esistenza di questa energia, che permea tutto lo spazio dell’universo, era stata teorizzata dai fisici dell'Ottocento con il nome di “etere” ed è poi stata effettivamente scoperta dalla fisica moderna con il diverso nome di “fluttuazioni quantistiche del vuoto”.

Per la scienza ufficiale si tratterebbe solo di energia virtuale che non può essere sfruttata dall’uomo e che non avrebbe nessuna relazione con la gravità, ma Nikola Tesla (1856-1943, inventore dei moderni motori a corrente alternata e autore di più di settecento rivoluzionari brevetti, tra cui le lampade al neon, le porte logiche, gli aerei a decollo verticale e la candela dei motori a scoppio),61 il più grande studioso dei fenomeni elettrici di tutti i tempi, sosteneva che le proprietà della materia, dell'inerzia e della forza di gravità possono essere modificate agendo direttamente sull'energia del vuoto, poiché tutto trae origine da essa.

Le sue affermazioni non sono mai state prese seriamente dalla comunità scientifica, ma il celebre hacker informatico Gary McKinnon (rinchiuso in prigione dal 2002 per avere spiato 1 server della NASA e del Pentagono) ha confermato quanto scoperto da Nikola Tesla dopo avere letto i documenti governativi classificati “top-secret”, che citano espressamente l’esistenza di velivoli militari dotati di tecnologia antigravitazionale basata sulle proprietà dell'energia del vuoto (anche detta “free energy”, in quanto disponibile in quantità illimitata).

Indagando approfonditamente su indizi frammentari e fumosi come questi, si arriva inaspettatamente a scoprire l’inimmaginabile, compresi dei buoni motivi per cui i governi dovrebbero censurare sistematicamente la realtà dei velivoli non convenzionali. Se infatti l’esistenza degli oggetti volanti non identificati venisse riconosciuta a livello istituzionale, la comunità scientifica non potrebbe più ignorarli come ha fatto finora e sarebbe costretta a rivedere 1 attuale teoria della gravità (intesa come curvatura geometrica dello spazio anziché come vera e propria forza), insieme alla presunta impossibilità di sfruttare l’energia del vuoto per fini d’interesse collettivo.
Tuttavia, anche in assenza di riconoscimenti ufficiali, gli avvistamenti più documentati costituiscono una prova più che sufficiente per considerare gli UFO un fenomeno fisico reale che dovrebbe appassionare tutti gli scienziati dalla mente più brillante e curiosa. Gli studi che ricevono ingenti finanziamenti pubblici e privati, invece, vanno sempre nella direzione opposta della totale negazione e un simile comportamento può essere spiegato solo se si ammette l’esistenza di un sistema di censura internazionale di altissimo livello, che si manifesta anche e soprattutto sulla ricerca accademica.

Il lato oscuro dell'informazione scientifica

Spesso sentiamo dire che la scienza è sempre obiettiva, in quanto fondata sul metodo galileiano della ripetibilità e della verificabilità in laboratorio. Di regola però, chi fa queste affermazioni in buona fede non è al corrente del fatto che il risultato di molti esperimenti è opinabile, come sono opinabili le cause di taluni fenomeni. Per questo motivo l’opinione scientifica dominante può non coincidere affatto con la verità e gli interessi umani (accademici e/o socio-economici) fanno spesso da ago della bilancia per l’affermazione di una teoria piuttosto che un’altra. Tale situazione è stata saggiamente descritta da Thomas Kuhn (medaglia George Sarton per la storia della scienza) con il concetto di “scienza post-normale”, che denuncia i limiti dell’obiettività scientifica ogni volta in cui si è in presenza di un significato sperimentale dubbio e di un alto interesse umano verso una determinata interpretazione. Kuhn, ha così tranquillamente ammesso che “l’attuale ‘scienza normale’ può ottenere buoni risultati solo finché i livelli d’incertezza sono limitati e gli interessi coinvolti nei diversi tipi d’interpretazione possibili sono bassi. Viceversa, nei contesti in cui vi sono alti livelli d’incertezza ed enormi interessi umani in ballo, il ‘paradigma scientifico normale’ produce semplificazioni e/o complessità che saranno sempre condizionate da tali interessi. Ciò rende inaffidabili i risultati scientifici e i loro effetti sul progresso umano sono disastrosi”.

Non è quindi solo un caso se nella storia della scienza alcuni stimati studiosi accademici sono ingiustamente caduti in disgrazia subito dopo avere effettuato delle straordinarie scoperte che avevano il “difetto” di ledere gli interessi economici delle lobby più potenti del mondo. Un esempio emblematico di come l’establishment di potere eserciti enormi pressioni sulle gerarchie accademiche per pilotare i risultati della ricerca scientifica nella direzione voluta è la scoperta delle reazioni nucleari a debole energia (acronimo inglese LENR da Low Energy Nuclear Reaction) realizzata nel 1988 dall’elettrochimico Martin Fleischmann e dal chimico Stanley Pons. La loro triste vicenda è in grado di spiegare perfettamente anche il motivo per cui assistiamo a un progresso scientifico a due velocità: incredibilmente rapido nel settore dell’informatica ed eccezionalmente lento nel campo dello sviluppo delle energie alternative.

Il 23 marzo 1989 i due eminenti scienziati organizzarono una conferenza stampa internazionale per annunciare al mondo la possibilità di produrre energia da reazioni nucleari pulite (prive di scorie e di emissioni di radiazioni ionizzanti nocive) e a bassissimo costo. Tale processo fisico venne inizialmente chiamato “fusione fredda” dai due scienziati, che all’epoca dei fatti non avrebbero mai immaginato di vedere la propria carriera accademica distrutta proprio a causa della scoperta del secolo. Poche settimane dopo il clamoroso annuncio, infatti, i più prestigiosi centri di ricerca del mondo bollarono i risultati dei loro studi come la più grande frode scientifica di tutti i tempi.

A seguito di quanto accaduto, le reazioni nucleari a debole energia (LENR) sono state bandite da tutti i libri di testo universitari. Tuttavia, nel 2012 la stessa NASA ha ammesso ufficialmente che si tratta di una scoperta rivoluzionaria in grado di produrre energia pulita da reattori nucleari “tascabili” (con dimensioni talmente ridotte da poter essere collocati su una scrivania), sicuri e dai costi irrisori.

Questo testo è estratto dal libro "Incontri Ravvicinati non Autorizzati".

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