SELF-HELP E PSICOLOGIA

Kintsugi: un'antica arte giapponese

Kintsugi: un'antica arte giapponese

Scopri come seguire e osservare la via che porta a trasformare ogni disagio in risorsa leggendo l'anteprima del libro di Gioacchino Allasia.

“Il mondo spezza tutti quanti, e poi molti diventano forti nei punti spezzati"
E. Hemingway

Ognuno di noi si trova ad affrontare nella propria vita situazioni di difficoltà e disagio fin dal periodo prenatale, passando attraverso l’esperienza del parto per poi sperimentare momenti di sofferenza fisica o emotiva di vario genere. Quante volte ci è capitato, durante il nostro percorso incarnato sulla terra di sperimentare problematiche complesse di varia origine che ci hanno messo a dura prova a ogni livello: fisico, psichico, emozionale e spirituale. Ogni volta ci chiediamo il perché di questi eventi che sembrano arrivarci dall’esterno. Quando tocchiamo da vicino il dolore reagiamo il più delle volte come se la cosa fosse di pertinenza esclusivamente nostra e di nessun altro. Poi, con l’esperienza diretta, ci rendiamo conto di non essere i soli in quanto qualunque essere senziente si trova a esperire la sofferenza nella sua vita. E così, una perdita improvvisa, una separazione affettiva, una malattia nostra o di un nostro caro, un incidente, un trauma inaspettato possono cambiare da un momento all’altro la nostra esistenza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha di recente stabilito che entro pochi anni la depressione sarà di gran lunga la malattia più diffusa sul globo terrestre. Patch Adams, il più grande medico clown del mondo (grande in tutti i sensi visto che è alto due metri), reso famoso dal bellissimo film recitato dal meraviglioso e sempre compianto Robin Williams, sostiene che quando parliamo di depressione dovremmo chiamarla solitudine. Ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere bene Patch e sono ovviamente assolutamente d’accordo con lui sulla causa reale della depressione; oltre alla solitudine mi permetto di aggiungere anche altre ragioni che la scatenano: le ferite emozionali. Molte persone che soffrono di depressione cronica spesso se non sempre, non sono state viste né ascoltate da bambine, hanno subito rifiuti, abbandoni, umiliazioni, tradimenti o ingiustizie. Molte volte le stesse ferite, i disagi anche più esacerbati possono essere forieri di grandi cambiamenti e trasformare il dolore in straordinarie risorse.

Nulla rimane uguale. Tutto cambia e si trasforma

Se esiste davvero una verità, questa è espressa dall’assoluta impermanenza di qualunque fenomeno che ci troviamo a vivere nel corso di tutta la nostra vita. Nulla rimane uguale, tutto cambia e si trasforma, non esiste un solo attimo, né un solo singolo respiro che sia uguale a quelli vissuti in precedenza e a quelli che verranno in seguito. Il vivere qui e ora diventa una sfida per la maggioranza delle persone alienate dal sempre più crescente stress della vita moderna. Fermarsi con regolarità ogni giorno anche soltanto per pochi minuti stando ad ascoltare in silenzio il proprio respiro, come fanno gli animali, è diventato un tabù per l’essere umano alienato dei giorni nostri. La maggioranza delle persone vive come se non dovesse morire mai e fa molta fatica a comprendere che, in realtà, sta morendo ogni giorno senza il vivere.

Mentre viviamo giorno dopo giorno facciamo sempre più fatica a renderci conto di qualunque cosa ci può succedere, nel bene e nel male, in qualunque istante della nostra vita. Pensiamo soltanto alle terribili esperienze vissute dalla gente che si ritrova coinvolta in tragedie improvvise come nel caso di calamità naturali, terremoti, alluvioni, ecc. Fino al giorno prima dell’evento queste persone vivevano una vita assolutamente normale e si ritrovano da un momento all’altro senza più una casa, con prospettive future incredibilmente incerte.

In qualunque argomento di discussione è sempre auspicabile evitare di generalizzare perché ogni situazione vissuta da un singolo individuo è assolutamente diversa da un’altra, sia per il vissuto del protagonista che per la situazione logistica e ambientale in cui si svolge l’esperienza. C’è da notare, però, un particolare evidente che balza agli occhi in qualsivoglia fenomeno di cambiamento radicale, anche il più drammatico, che molto spesso richiede tempo a manifestarsi ma alla fine arriva: il disagio, anche il più esasperato, si può trasformare in una nuova possibilità.

Questa reazione naturale viene definita in psicologia Resilienza, termine che indica la capacità dell’individuo di far fronte alle difficoltà ricavandone risorse positive che arrivano anche a mutare in meglio la propria vita pur mantenendo invariata la propria identità. Anche nello studio della tecnologia inerente ai metalli si parla di resilienza che, in questo caso, rappresenta la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Quindi possiamo dire che la resilienza rappresenta la capacità di adattamento ed è la base fondamentale della sopravvivenza di qualunque essere o oggetto fisico vivente.

Kintsugi. Un'antica arte giapponese

Un esempio straordinario, che rappresenta realmente l’essenza della resilienza, ci viene da un’antica arte giapponese di riparare oggetti di ceramica andati in frantumi: il Kin-tsugi. Mentre la maggioranza della gente una volta rotta una tazza o un qualunque oggetto di ceramica lo butta via, questa meravigliosa arte insegna a restaurare le crepe e le fratture con il metallo notoriamente più prezioso, l’oro.

E così, da un evento che sembrava disastroso, si arriva a creare il presupposto che esalta una nuova creazione, riportando in vita un modo diverso e anche assai più bello e prezioso di vedere le cose. Per cui la tazza, anche se diversa dall’originale, rimane tale ma appare in maniera diversa e sicuramente più interessante. Ogni ferita quindi, ogni crepa, ogni frattura, offre nuove possibilità di azione e di vita. Certamente ci vuole tempo e pazienza ma l’esempio del Kintsugi è davvero notevole e imparare a realizzarlo può rappresentare un ottimo modo per affrontare al meglio le ferite subite dalla vita.

Ogni disagio si può trasformare in risorsa, questa è la via da seguire e osservare. Lo sanno molto bene i popoli emigranti per necessità che si ritrovano a dover lasciare le proprie case e i propri luoghi natii alla ricerca di pace e lavoro. Prendiamo proprio l’esempio del popolo italiano che nel corso della sua storia ha dovuto affrontare a più riprese il tema dell’emigrazione di massa. Da nord a sud e soprattutto viceversa, gli italiani hanno dovuto lasciare le loro terre d’origine per affrontare terribili viaggi della speranza e, non a caso, ovunque nel mondo troviamo dei nostri connazionali che, a distanza di anni, vivono e lavorano e, superati i durissimi primi tempi di ambientamento e pregiudizio razziale, sono riusciti a realizzarsi degnamente e decorosamente. La maggioranza di queste persone adesso vive nel pieno rispetto delle comunità dove opera e vive. Questo fenomeno è avvenuto, come ben sappiamo, anche su scala nazionale con le notevoli emigrazioni del dopoguerra dalle terre del sud al nord Italia alla ricerca di fortuna e di un “lavoro sicuro”. Centinaia di migliaia di uomini e donne, prevalentemente di estrazione contadina, hanno lasciato i loro paesi di origine con le loro valigie di cartone per arrivare nelle grandi città industriali del nord Italia.

Tale avvenimento ha ovviamente creato un grosso disagio culturale e sociale per le innumerevoli difficoltà di ambientamento, ricerca di sistemazione, radicali cambiamenti climatici e capillare disagio nell’adattarsi a lavori alienanti di produzione. La gran parte degli emigrati dal sud verso i grandi agglomerati industriali del nord si è dovuta sistemare in quartieri urbani periferici desolanti e il gran parte delle volte isolati dal resto della città, ma tutte queste reali sofferenze hanno prodotto col tempo nuove culture che a loro volta si sono concretizzate attraverso fenomeni artistici di varia natura. Attraverso il mescolamento di etnie diverse sono nate famiglie oramai integrate e molte delle aree abitate negli anni cinquanta e sessanta dagli emigrati e considerate depresse all’epoca sono diventate adesso zone residenziali di elevato livello.

La storia si ripete nel corso del tempo

Quanto sta accadendo adesso soprattutto nel nostro paese con il complesso e complicato fenomeno degli emigranti extracomunitari provenienti dall’Africa è, con le dovute differenze di provenienza e scopo, è la dimostrazione che la storia si ripete nel corso del tempo. Basti pensare che molti dei primi emigranti albanesi arrivati in Italia negli anni novanta adesso sono affermati imprenditori e danno da lavorare a tanti italiani. Questa è una realtà inconfutabile in assoluto.

Ora va messa in chiaro una cosa che va posta sempre al di sopra di tutte le disquisizioni espresse fino ad ora. Il fatto che la gente, attraverso difficoltà e patimenti, sia arrivata a vivere un certo benessere non significa necessariamente che essa sia felice. La felicità è uno stato interiore che si raggiunge esclusivamente attraverso un lungo percorso interiore di ascolto e pratica mettendosi in discussione costantemente. Affronteremo in dettaglio il tema della sofferenza con un capitolo dedicato. Quello che però voglio sottolineare è che nella vita, anche quando tutto sembra perduto qualcosa può ancora e deve succedere per offrirci delle possibilità di cambiamento e permetterci spesso di trovare realmente la nostra strada. La storia è piena di episodi del genere legati a grandi personaggi che hanno subito grandi ferite ma attraverso esse stesse sono riusciti a realizzarsi e a creare opere straordinarie in tutti i campi: arte, cultura, sport ecc.

Per questo motivo sono assolutamente convinto che dobbiamo riappropriarci di un eccezionale strumento utilizzato dalle grandi culture dell’antichità: la mitologia. L’uso infatti di figure positive in situazioni di emergenza e disagio può essere di grande aiuto per chi si ritrova in difficoltà dovuta a cause improvvise di varia natura. Tali figure portano con sé una storia molto spesso di sofferenza, di ferite subite che hanno col tempo temprato il loro spirito trasformando il loro malessere reale in risorse straordinarie fino a diventare più forti ma soprattutto persone realizzate. Alla base di tutto questo procedere sta una risorsa importante che si chiama resilienza. La resilienza, abbiamo già detto, è una parola che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.

La straordinaria saggezza della natura

Questo libro vuole offrire un ampia visione su come sia possibile affrontare i momenti successivi al disagio utilizzando, da un lato, esempi tangibili di grandi personaggi della storia che dalle loro sofferenze hanno saputo trovare la loro vera strada rafforzandosi giorno per giorno. Da un altro lato nel testo troverete una serie di piccole e consistenti risorse che possono aiutare ad attraversare la sofferenza con meno disagio. Tali risorse attingono alla straordinaria saggezza della Natura attraverso l’uso di essenze floreali, cristalli, Biodinamica Craniosacrale e approcci psicocorporei. Dal rifiuto all’abbandono, dall’umiliazione al tradimento per arrivare al senso di ingiustizia, senza parlare dei traumi legati a perdite improvvise, incidenti o malattie che ci mettono a dura prova, chi più che meno passiamo attraverso grosse prove durante il nostro effimero e fugace passaggio terreno. Ovviamente esiste un chiaro grado di differenza nel percepire l’entità dell’evento, vissuto sempre soggettivamente e, naturalmente, dal grado di consapevolezza di ognuno che varia sistematicamente da persona a persona.

Ciò dipende in gran parte anche dall’età in cui si manifesta il disagio (per esempio se il problema nasce durante il periodo prenatale sarà assai difficile per il bambino elaborarlo), dalla costituzione psicofisica del soggetto e soprattutto dalla quantità di risorse a disposizione dello stesso. Seppure sia vero che non si debba mai generalizzare, molto spesso i disagi si possono trasformare in notevoli risorse e la fatica che facciamo a venire fuori da problematiche complesse dovute a traumi ci offre straordinarie e inaspettate possibilità di realizzazione.

Senza il disagio e le difficoltà non possiamo crescere e diventare forti, proprio come avviene in natura: una piantina cresciuta allo stato selvatico sarà assai più forte di un’altra vissuta in una serra protetta. La mia esperienza di vita è passata attraverso innumerevoli prove anche molto difficili e complesse, ho sempre tratto profondi insegnamenti da qualunque tipologia di evento accadutomi, in particolare quelli più difficoltosi dove mi è sembrato davvero di toccare il fondo. Da lì sono sempre ripartito con un bagaglio ancora più ricco onde alleggerire il cuore dal disagio e imparare qualcosa di nuovo da offrire a chiunque abbia poi incontrato sulla mia strada. Avere lavorato per decenni sul corpo come mezzo di consapevolezza, aver studiato e praticato discipline olistiche di varia natura mi ha consentito di accumulare una certa esperienza che con molta umiltà ho deciso di condividere con chi avrà voglia di leggermi.

Mi auguro di cuore che questo libro possa servire anche in minima misura a dare una mano e offrire aiuto a chi si trova a dover sperimentare afflizioni, disagi e ferite di varia natura. Con questo lavoro lungi da me l’idea di mettere a disposizione del lettore una panacea per i tanti mali della nostra vita, piuttosto vorrei che chi leggesse questa opera mi percepisse come un vecchio amico che dopo averne passate tante racconta senza enfasi ma in maniera naturale le proprie riflessioni esponendo delle possibilità di aiuto concreto. Il nostro passaggio sulla terra è notoriamente assai effimero e limitato nel tempo, per questo è importante cogliere ogni singolo momento della vita come unico e irripetibile, guardare con onestà alle nostre luci e ovviamente e soprattutto alle nostre ombre. Il compito di ogni individuo vivente deve essere quello di guardare il più possibile ai lati positivi di qualunque vicenda ci capiti, anche se in certe situazioni di estremo disagio questo è molto difficile da fare e pare spesso addirittura impossibile. Tutto cambia e si trasforma nel tempo e se siamo consapevoli della costante impermanenza di tutti i fenomeni la nostra vita allora potrà diventare, anche nei momenti più diffìcili come quando tutto sembra perduto, come nel Kintsugi, una rinnovata arte di ricostruzione e bellezza.

Data di Pubblicazione: 22 maggio 2019

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