SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

L'acqua e le sue proprietà nell’ambito delle terapie alternative

L'acqua e le sue proprietà nell’ambito delle terapie alternative

Scopri gli effetti dell’acqua caricata con gli archetipi ebraici leggendo l'anteprima del libro di Marco Marini e Giuseppe Demartis.

L'acqua e le sue proprietà

Da sempre l’acqua e le sue proprietà sono state oggetto di attenzione da parte di tutti coloro che si muovono nell’ambito delle terapie alternative. E' oramai noto, anche scientificamente, che l’acqua tende a trattenere le informazioni che le vengono inviate attraverso le parole e le vibrazioni sonore. La parola stessa è un contenitore di suoni che si esprimono attraverso il linguaggio archetipale che in ogni lingua del mondo esprime la forza e l’emanazione della potenza creativa.

L’espressione biblica contenuta in Genesi capi vers. 3 “Vi sia luce e Luce fu...” altro non esprime che il potere creativo della vibrazione sonora. Tale espressione racchiude dunque la possibilità non solo per il Creatore ma per tutte le creature umane di generare costantemente frequenze e vibrazioni con l’uso del linguaggio e delle parole. Uno dei più grandi esponenti in tal senso e in questo campo, il ricercatore Masaru Emoto, sin dagli anni ’80 sperimentava e scopriva la grande influenza che alcuni termini potevano avere se messi in relazione alle molecole d’acqua.

Esse cambiavano struttura all’interno dei propri cristalli, generando figure geometriche assolutamente perfette e armoniche con parole “positive” e al contrario totalmente disarmoniche utilizzando parole “negative”. Grazie agli studi di questo grande ricercatore e di coloro che successivamente hanno sperimentato e approfondito i suoi studi, si è giunti alla conclusione che la vibrazione emanata dal suono e dalla parola possa profondamente influenzare le molecole dell’acqua. Personalmente sono sempre stato affascinato da tali ricerche e considerando l’interesse personale e la pratica per molti anni del linguaggio e delle sue capacità trasformative, è stato decisamente consequenziale e inevitabile approfondire lo studio degli effetti trasformativi e terapeutici della vibrazione e dell’uso dell’acqua “informata” in tal senso.

Amante e curioso dello studio dei testi sacri e in particolar modo dell’Antico Testamento, vuoi per interesse personale, vuoi per la tradizione della Kabbalah ebraica dalla quale provengo, ho affrontato tale tematica con grande passione e desiderio svelando così il suo potenziale e la sua efficacia. A tale scopo sin dal 2005 ho iniziato a sperimentare prima su me stesso poi su alcune persone disponibili a tale indagine gli effetti dell’acqua caricata con gli archetipi ebraici, in particolare con le lettere ebraiche e con le simbologie dell’Albero della Vita, simbolo caro a tutti i cabalisti di ogni epoca.

Fui letteralmente sorpreso di come, sia per quanto riguarda me, sia per ciò che riguarda coloro che hanno sperimentato personalmente nel tempo tali archetipi, l’acqua fosse il vettore ideale per poter trasferire qualunque informazione nella struttura energetica dell’individuo in modo rapido e senza alcuna controindicazione. La scoperta dunque fu sorprendente non solo in termini d’efficacia ma anche e soprattutto nella dimensione della capacità trasformativa di tali informazioni. Ciò che prima era cristallizzato in comportamenti o blocchi energetici, veniva sciolto con grande facilità, permettendo prima alla psiche poi anche alla struttura psicologica di esserne influenzata inevitabilmente, con riflessi importanti sia nei comportamenti sia nell’attitudine al pensiero, che divenne così fluida e priva di ostacoli apparenti.

Una prima grande trasformazione

Una prima grande trasformazione, che avrebbe sicuramente avuto un impatto importante, soprattutto nell’ambito delle tecniche di trasformazione che solitamente venivano applicate per poter far uscire l’individuo dalle pastoie della propria oscurità e da atteggiamenti o pensieri ripetitivi. A tal proposito visti gli effetti incredibili di tale sistema cominciai a pensare come questo potesse essere connesso o quantomeno relato all’uso dell’acqua e alle sue proprietà, non tanto organolettiche ma energetiche.

Fu soltanto qualche anno dopo che ebbi l’intuizione, sempre veicolata da quella parte della coscienza superiore che ci permette di tirare fuori delle meravigliose idee nel momento in cui lasciamo libere le briglie all’immaginazione creativa, di sviluppare un progetto di “acque vibrazionali” di natura cabalistica. La grande passione per le lettere ebraiche mi portò ad immergermi in un mondo che pensavo di conoscere da tempo ma che a questo punto schiudeva nuovi stadi di comprensione e di opportunità.

Da sempre il mondo cabalistico conosce e pratica l’uso dell’acqua informata ed è espressione della vera “guarigione” che non può che avvenire attraverso la soluzione di conflitti di base che, per motivi vari, influenzano e determinano alle volte la creazione di vere e proprie patologie. E oramai accettato da più parti anche dalla medicina ufficiale che un buon stato psicologico, armonico e bilanciato, possa influire in modo decisamente positivo sul decorso di una patologia, indipendentemente dall’uso di farmaci allopatici o di altre terapie non ufficiali.

Spingendoci oltre, soltanto a livello speculativo, molti altri studi sono stati fatti relativamente alla corrispondenza tra stati mentali e manifestazioni patologiche. Dalla medicina di Hamer in poi negli ultimi decenni è accaduta una vera e propria rivoluzione in tal senso e medici ed eminenti terapeuti in tutto il mondo sono concordi con la teoria per la quale non può che esserci una corrispondenza profonda tra l’elemento patologico e l’aspetto psicologico dell’individuo. Nell’esperienza vissuta incontrando moltissime persone con disturbi di vario genere è sempre più balzata all’evidenza come tale connessione sia sostanzialmente inscindibile, generando una concatenazione tra cause ed effetti che determinano un percorso stabilito sia nella creazione che nel successivo scioglimento della questione che ha generato l’aspetto patologico.

Ad ogni sintomo corrisponde una causa, che sia di natura psichica o tossicologica, il corpo racconta senza ombra di dubbio come questa connessione sia non solo inevitabile ma assolutamente perfetta. È infatti il nostro corpo fisico che ci offre la possibilità di risolvere, facendo una lettura a ritroso, molte delle questioni mentali che viviamo quotidianamente e che per certi versi possono influenzare in modo più o meno deciso le nostre abitudini e i nostri atteggiamenti.

Tre elementi fondamentali

Vi sono tre elementi fondamentali che costituiscono la base di ciò che costantemente viviamo e di come siamo in grado di affrontare le problematiche che quotidianamente ci affliggono:

  1. Le parole che utilizziamo e che quotidianamente pronunciamo
  2. I pensieri che si formano nella nostra mente in base alle esperienze che viviamo
  3. Le nostre azioni

Mi riservo di approfondire nei prossimi capitoli questi concetti ma basti pensare a quante volte durante il giorno ripetiamo gli stessi pensieri o diciamo le stesse parole o frasi pensando a qualche evento che ci è accaduto o a alle persone che conosciamo. Considerando che alla base dell’esistenza vi sono questi elementi e che le azioni che poi compiamo non sono altro che il risultato del nostro pensare e delle parole che utilizziamo, è facile comprendere come cambiando il nostro pensiero e l’uso delle parole possiamo facilmente trasformare anche le nostre azioni e quindi i conseguenti effetti del nostro agire.

Vi sono numerosi condizionamenti che non ci permettono di esprimerci come vorremmo e spesso ripetiamo ciò che abbiamo imparato nei primi anni di età, soprattutto dai nostri genitori, nonni o da coloro che ci sono stati vicini quando eravamo piccoli, in modo particolare nella fase pre-adolescenziale. A partire dai nostri comportamenti di base, come amiamo, come ci relazioniamo, se abbiamo più o meno rispetto del nostro corpo, come ci confrontiamo con le difficoltà della vita., in ogni situazione tendiamo a ripetere quello che abbiamo imparato precedentemente.

Il nostro cervello fa esperienza, non solo accumulando informazioni che al momento giusto saltano fuori e ci permettono di ricordare eventi, date e situazioni emotive, ma anche e soprattutto ci ripropone schemi che potremmo definire sinaptici e che inevitabilmente ci portano poi a ripetere costantemente quel tipo di comportamento o atteggiamento.

Il bambino sin dall’inizio necessariamente impara termini, comportamenti e atteggiamenti che appartengono a coloro che lo educano e li mescola con le proprie informazioni di base, quelle animiche, che sono sue e sue soltanto. Adeguando tali informazioni ricevute con quelle in suo possesso attiva un processo interiore per il quale poi sceglie l’atteggiamento e le parole, soprattutto nel periodo di crescita successivo, con le quali pensa o ritiene di poter ottenere di più. E nella natura umana infatti adeguare le informazioni per poter ottenere il meglio possibile, da se stessi e dagli altri, generando così in automatico tutta una serie di atteggiamenti che, una volta imparati, difficilmente verranno abbandonati. Ovviamente tali informazioni sono difficili da modificare o sradicare e in alcuni casi è anche opportuno mantenerle.

Solo nel momento in cui l’individuo verifica che mantenere in vita questi comportamenti diventa nocivo per sé stesso allora può e deve scattare un campanello di allarme che lo possa mettere in guardia, generando così l’inizio di un percorso di inversione o sradicamento del comportamento. La prima cosa quindi da fare è prendere coscienza e verificare che la continuazione di tale atteggiamento possa realmente diventare nocivo, al vivere quotidiano, alla salute o più semplicemente allo stato di serenità interiore. Al fine di poter attuare una vera e profonda trasformazione è quindi necessario risalire agli schemi di base che hanno generato il terreno fertile affinché quel tipo di “carattere”, come solitamente viene definito, possa essere trasformato o rielaborato, non nuocendo così più alla vita quotidiana del soggetto, alla sua salute psico-fisica e alle relazioni esterne.

Spesso con questo termine si identifica qualcuno e i suoi atteggiamenti: “quella persona ha un bel carattere” oppure “ha un caratteraccio”. Di fatto il termine è utilizzato anche in genetica identificando il “carattere genetico” di un individuo. E dunque insito il concetto per il quale il carattere comportamentale di un soggetto non è solo frutto delle sue esperienze personali ma anche delle informazioni genetiche e comportamentali da cui deriva, ossia quelle dei suoi genitori. Vorrei anche puntualizzare che se vi è differenza nell’esperienza di vita del soggetto tra genitori biologici ed educativi (penso a coloro che vengono adottati sin da tenerissima età o a coloro che una volta nati vengono abbandonati dai genitori biologici) le influenze genetiche si fondono con quelle educative ed esperienziali, creando un crogiuolo di fattori che aprono la strada nel soggetto a nuove vie o opportunità, anche se più complesso diventa il fattore di identificazione dei “caratteri”, casi nei quali le informazioni creano inevitabili connessioni.

Un percorso trasformativo

Alcuni dei processi interiori che si manifestano attraverso l’uso dell’acqua informata costituiscono la base per attivare dunque un vero e proprio percorso che il nostro sistema fisico e psichico recepisce come trasformativo. L’informazione di base, come vedremo, viene recepita dalla cellula dell’acqua e così trasmessa a tutte le cellule del corpo in un reticolato di informazioni che in tempi millesimali reagisce all’ingresso della nuova informazione. Come detto precedentemente, seguendo le indicazioni degli antichi insegnamenti dei “maestri” che usavano l’acqua come strumento di “guarigione” e mettendola in relazione con gli archetipi della tradizione ebraica, come vedremo in specifico, informare vibrazionalmente l’acqua da bere costituiva e ancora costituisce un rimedio straordinario e molto valido al fine di permettere al nostro corpo, che per l’80 per cento è costituito d’acqua e fluidi, di ricevere velocemente le nuove informazioni e restituirle così all’intero sistema.

Un po’ come accade quando gettiamo un sasso in uno specchio d’acqua, quelle onde di risonanza che si propagano arrivano ovunque, anche se ad un certo punto non sono più visibili esse continuano ad essere presenti nell’intero specchio d’acqua, sia esso un piccolo stagno o un grande lago. Potremmo considerare il nostro corpo come un contenitore d’acqua ma nel nostro caso essa scambia informazioni con alcune strutture solide (la struttura scheletrica) e produce costantemente energia.

Tutte le grandi tradizioni curative del mondo, soprattutto le più antiche, considerano il corpo come energia. Esso infatti, come vedremo nel capitolo relativo ai meridiani cinesi, è circondato da un reticolato di meridiani o linee energetiche che lo attraversano, mettendo in relazione i diversi organi e sistemi. La vita, cosi come viene intesa, non è dunque soltanto la sopravvivenza del corpo fisico ovviamente, ma un insieme di interazioni intracellulari ed energetiche, gestite dal nostro computer centrale, il cervello.

In una visione dunque olistica dell’individuo, non più percepito come “macchina” ma come “entità vivente” ogni fattore influisce ed influenza ad ogni livello il formarsi di squilibri energetici, che solitamente vengono definiti patologie e il loro riequilibrio. La tradizione della medicina ebraica, come quella cinese, hanno dunque una visione molto ampia delle correlazioni tra l’uomo, la sua struttura fisica e quella energetica. Inoltre l’uso degli archetipi di cui abbiamo accennato aiuta ancor più a “sciogliere” i nodi emotivi e spirituali di cui l’uomo può farsi portavoce o farsi carico in un periodo della sua esistenza.

Ogni manifestazione patologica non è che un messaggio che l’anima grida affinché possa essere ascoltata. L’ascolto è il primo passo verso la vera guarigione. Per questo in entrambe le tradizioni, quella cabalistica e quella della medicina cinese, l’ascolto del corpo e degli stati energetici e psichici dell’individuo è il primo passo per poter avere una idea precisa di come agire. Nel momento in cui si affronta un processo di guarigione non si può pensare di prescindere da una trasformazione profonda delle cause che hanno generato l’elemento patologico.

Una analisi del sintomo e la cura di esso costituisce un momentaneo pagliativo, alle volte essenziale, per gestire una situazione di emergenza. Ma se si desidera entrare in un processo di guarigione più profonda e giungere alla radice della questione, una delle vie migliori è quella di entrare nella struttura energetica e psichica profonda. La comprensione delle cause è essa stessa la via per sciogliere la questione psichica o fisica relativa. E il nostro cervello infatti che attraverso i suoi processi sinaptici, profondi e complessi, ha in sé già tutte le informazioni per potersi attivare in tal senso.

Diverso discorso quello relativo a come poter diagnosticare o quali soluzioni adottare per attivare il processo omeostatico dell’uomo, ossia la sua capacità di auto-guarirsi o quantomeno di attivare tale processo. In questo l’antica tradizione della medicina cinese offre un sistema diagnostico straordinario per poter agire in modo profondo e analizzare le cause di una qualunque manifestazione patologica e agire verso la sua soluzione. Cosi come l’acqua informata agisce a livello profondo e intracellulare al fine di riportare un bilanciamento perfetto nella struttura energetica del corpo. Ma di questo parleremo in modo specifico nei capitoli successivi.

Data di Pubblicazione: 21 gennaio 2020

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