SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

L’energia delle pietre e dei cristalli: pulizia e ricarica

L’energia delle pietre e dei cristalli

Scopri la forza e l’energia della forma-pensiero, i corpi sottili e i concetti energetici di base leggendo l'anteprima del libro di Diego Giaimi.

I concetti energetici di base

Nulla è in quiete, ogni cosa si muove, ogni cosa vibra.
Ermete Trismegisto

Per chi si avvicina per la prima volta al mondo dei cristalli, delle energie e dei corpi sottili è necessaria una breve introduzione ai concetti energetici di base.

Bisogna chiarire che tutti i termini inerenti all’energia non fanno stretto riferimento alle scienze della fisica, della matematica o della chimica, almeno non a quelle attuali, ma a un mondo ancora più vasto non catalogato con formule, leggi ed equazioni. Faremo riferimento a tutto ciò che c’è di invisibile e che da sempre accompagna l’uomo senza bisogno di strumenti e di verifiche scientifiche.

Chiameremo «sottili» tutte le energie non percepibili con i normali e attuali sensi fisici, tutto ciò che c’è oltre la realtà e la materia, ma che ci accompagna imprescindibilmente. Molti libri si riferiscono alle energie equiparandole a vibrazioni; in effetti tutto è in movimento, dagli atomi fisici fino alle particelle più sottili a noi invisibili. Prendendo per buono il parallelismo energia-vibrazione, quando si tratta di argomenti energetici si parla spesso di frequenze e trovo questo termine molto esplicativo volendo associare ogni tipologia di espressione sottile ad una specifica vibrazione energetica catalogabile in frequenza. Come ogni colore è associabile ad una frequenza, così ogni manifestazione, anche se invisibile, può essere associabile ad uno specifico stato vibratorio. Questo è un modo di ragionare ampiamente usato che penso si avvicini molto al funzionamento energetico e di conseguenza adotterò anche io questo tipo di definizioni e termini presi a volte in prestito dalla fisica senza però voler dare loro la stessa valenza nel campo esoterico.

Corpi energetici

L’uomo è un essere multidimensionale, pura vibrazione, del quale conosciamo maggiormente la parte vibrazionale più lenta: il corpo umano. Oltre al corpo fisico l’uomo presenta vari corpi energetici strutturati da un’anatomia vibratoria molto specifica. Per capire l’azione profonda dal lavoro con le griglie è necessario analizzare questi corpi almeno nei loro aspetti fondamentali. Riporto una delle classificazioni più usate che mi sembra più chiara e opportuna per lo scopo del libro e a cui faccio riferimento personalmente nel mio approccio energetico.

Possiamo dividere il campo energetico umano in 7 corpi: 4 inferiori (fisico, eterico, astrale e mentale inferiore) e 3 superiori (mentale superiore o causale, buddico e atmico) come mostrato nella figura sotto. Tutti i corpi sono interconnessi e la divisione è schematica per poter approcciare l’argomento.

Schematizzazione dei corpi sottili

I corpi inferiori sono inerenti alla materia e alla personalità; più ci si allontana dal corpo fìsico più aumenta il tasso vibratorio dei corpi in questione.

  1. Il corpo fisico è lo strumento necessario per interagire nel campo terrestre della materia, formato da miliardi di cellule che non sono altro che la manifestazione di luce condensata. E il più conosciuto e non credo necessiti ulteriori presentazioni.
  2. Il corpo eterico ricalca l’andamento e la forma del corpo fìsico al quale è strettamente connesso nelle funzioni e per questo, essendo la sua controparte più sottile, viene chiamato anche «doppio eterico». È fondamentale nella trasmissione di energia al corpo fìsico poiché assorbe particelle vitali dall’ambiente per distribuirle ai canali energetici, ai chakra e agli organi corrispondenti; per questa sua prerogativa Rudolf Steiner lo chiama anche «corpo vitale». È anche il ponte di comunicazione tra il corpo astrale e il corpo fìsico.
  3. Il corpo astrale o emozionale, meno denso del corpo eterico, riflette lo stato emotivo dell’individuo; è sede e motore dei sentimenti, dei desideri e delle emozioni. È molto sollecitato e poco controllato dall’uomo nella sua attuale evoluzione tanto da interferire molto sia con i piani superiori sia con quelli inferiori.
    Il corpo astrale può essere soggetto ad alcune sottodivisioni, ma ciò che importa sapere è che emozioni come la collera vanno a sollecitarlo con vibrazioni più lente nella sua parte più «bassa», quella più vicina al corpo eterico, mentre le frequenze generate dall’amore e dall’altruismo lo sollecitano nelle sue parti più «elevate», quelle vicine al corpo mentale. La vibrazione del corpo astrale quindi va aumentando gradualmente mano a mano che ci si allontana dal corpo eterico.
    Svolge inoltre la funzione di intermediario tra la mente, veicolata dal corpo mentale, e la materia fìsica; è implicato, assieme al corpo eterico, nei processi di creazione delle sensazioni e può servire da veicolo di azione indipendente in quelli conosciuti come «viaggi astrali», esperienze caratterizzate dallo spostamento della propria consapevolezza nel corpo astrale per esplorare e interagire direttamente con questo corpo sottile negli universi non fisici. Già a questo livello si possono trovare le «forme-pensiero»: agglomerati frequenziali di determinate emozioni che possono essere passeggeri se riflettono delle emozioni momentanee, oppure fissi e stabili se riflettono un accumulo e un consolidamento di sentimenti reiterati nel tempo, di cui riparleremo tra poco.
  4. Il corpo mentale inferiore, nonostante esprima già le dimensioni superiori della coscienza, va a completare insieme ai corpi fisico, eterico ed astrale, il quaternario inferiore. Tratta ed elabora idee e pensieri più inerenti al piano fisico; è sede dell’intelletto, veicolo per la concretizzazione e l’espressione del pensiero, corpo fondamentale nello sviluppo della memoria e dell’immaginazione. L’educazione, tutto ciò che impariamo e che ci viene detto da piccoli, gran parte di ciò che pensiamo di noi stessi e del mondo si strutturano e si condensano nel corpo mentale. Le influenze agiscono fin dal concepimento, molto probabilmente anche prima, arrivando anche ad un’eredità di alcune forme tramandate nelle generazioni familiari. Siccome allo stato attuale di evoluzione per quasi tutte le persone il corpo astrale e mentale funzionano in maniera sincronica, per l’incapacità di separare le emozioni dal pensiero, alcune scuole esoteriche considerano uniti questi due corpi parlandone come di un unico veicolo.

Anche nel corpo mentale, come nell’astrale, vi è la produzione di «forme-pensiero»: entità viventi temporanee, animate dalle idee che le hanno generate. Vista la difficoltà delle persone a separare intelletto ed emozione, anche le forme-pensiero sono spesso formate da materia sia mentale sia astrale. E possibile altresì che sia presente anche materia dei piani più elevati (causale, buddico o atmico) se la forma-pensiero è dotata di sfumature spirituali e altruistiche.

Le forme-pensiero consolidate influenzano i corpi inferiori e il modo di essere ed agire della persona, ma possono anche contribuire alla propria azione consapevole nel mondo come co-creatori della realtà. Il nostro pensiero modella noi stessi e il mondo circostante.

La forza e l’energia della forma-pensiero sono direttamente proporzionali alla volontà calma e sicura della persona che l’ha emessa. All’estremo opposto si possono trovare forme-pensiero mosse dal risentimento e dalla paura in stati di agitazione e queste sono percepite vibratoriamente come più confuse e caotiche. La reiterazione di un pensiero da parte di chi l’ha creato o da parte di altre persone con intenzioni comuni va ad alimentare la forza della forma-pensiero. Ci sono quindi forme puramente personali e altre più collettive, alcune più stabili se sollecitate nel tempo, altre di breve durata. Per esempio una forma-pensiero personale passeggera può essere creata dalla visione di un buon film, al quale posso magari anche pensare per più giorni, ma che però solitamente va sparendo. Al contrario l’affetto, l’ammirazione, il sostegno verso un figlio, un amico, un partner generano forme-pensiero più stabili. All’opposto anche l’odio e il rancore possono tessere forme-pensiero molto importanti che possono accompagnare anche per una vita intera. A livello più globale, forme-pensiero comuni possono essere generate da momenti di panico generale, creati per esempio da guerre e tragedie, ma anche in maniera più positiva da ritrovi in gruppi di discussione e di lettura, da aggregazioni in partiti, negli stadi o anche da eventi spiritualmente importanti. Gli esempi sono infiniti ed è stato scritto molto a riguardo (Besant, Leadbeater 2005, Powell 2011).

E' importante ricordare che le forme-pensiero, se continuative nel tempo, si stabilizzano, continuando a vibrare ad una specifica frequenza e, se poco funzionali al benessere della persona, possono essere analizzate ed approcciate con lavori energetici, psicologici o di altro tipo. Anche le griglie di cristalli, come vedremo, possono avere un ruolo importante nell’interazione con questi agglomerati vibratori.

Dopo il quaternario inferiore troviamo la triade superiore, chiamata anche triade divina perché un pieno controllo dei tre corpi energetici superiori permetterebbe di esprimere delle potenzialità «divine» attualmente in attesa di essere gradualmente risvegliate.

  1. Il corpo mentale superiore (o corpo causale) elabora e struttura principi e idee astratte. E il regno della creazione e della trasmissione del pensiero, sede delle intuizioni che arrivano dai livelli più alti, quindi il veicolo dell’intelletto, a differenza del corpo mentale inferiore che è il veicolo della mente. Il corpo causale raccoglie tutte le esperienze vissute, vita dopo vita, ed è composto dalle qualità più elevate del Sé. E influenzato diretta-mente dalle vibrazioni alte del corpo astrale che esprimono sempre buone qualità come l’amore, l’altruismo, la compassione ecc. I due corpi seguenti rientrano nei mondi dei risvegliati viventi, degli Illuminati.
  2. Il corpo buddico, definito come la sede della Comunione, dell’Unità, dell’Amore e della Saggezza, è veicolo per intuizioni superiori.
  3. Il corpo atmico, forse definibile come l’Io cosmico, l’Essenza Divina in ogni essere umano, è sede dell’energia dinamica dello Spirito.

Chakra

Oltre alla nozione di corpi energetici è molto utile un breve accenno ai chakra, ruote energetiche presenti nei corpi sottili deputate alla ricezione di energia vitale e alla sua trasmissione specifica nei vari distretti, organi e canali energetici. Esiste un parallelismo tra i vari chakra e le principali ghiandole endocrine del corpo umano, ma questi centri sono molto di più: sono responsabili della corretta irrorazione energetica di tutto il corpo e anche collegati a specifiche qualità emozionali, psicologiche e spirituali. I chakra principali, secondo la tradizione indiana sono 7, nonostante ce ne siano molti altri secondari. L’apertura dei chakra dovrebbe avvenire armoniosamente nel corso della vita dell’uomo; si dice, indicativamente, che il primo settennio di vita è deputato al lavoro sul primo chakra, il secondo settennio sul secondo chakra e così via, per poi ricominciare dal primo chakra dopo aver terminato la salita fino al settimo. Anche nel caso dei chakra, frequenza e vibrazione aumentano gradualmente salendo dal primo verso il settimo. Ogni corpo energetico è fornito dei suoi «centri di forza», punti di congiunzione principali attraverso cui passano le informazioni tra i vari corpi sottili. I corpi energetici e i chakra sono tutti correlati, in entrambe le direzioni.

Non mi soffermo ad analizzare ogni singolo chakra in maniera esaustiva anche perché l’argomento è così vasto che sono stati scritti interi libri su ogni centro, ma poiché ogni chakra è caratterizzato da un’iconografia specifica che racchiude sempre dei rimandi alla geometria e alla numerologia, aspetti fondamentali delle griglie, quando sarà opportuno tornerò ad analizzarli brevemente.

L’energia delle pietre: pulizia e ricarica

Ogni pietra ha una propria energia, un proprio campo vibrazionale che veicola specifiche tipologie di informazioni; non esiste pietra migliore o peggiore, ma a seconda dell’utilizzo che se ne deve fare o di chi deve utilizzarla è più indicata una pietra rispetto ad un’altra.

Le pietre interagiscono con il campo energetico delle persone veicolando informazioni che potremmo ricondurre a frequenze specifiche. Risulta di fondamentale importanza capire di quale messaggio e su quale livello energetico ha bisogno la persona, in modo da poterne codificare la vibrazione e scegliere la pietra esatta, portatrice di quello specifico messaggio. La pietra risulta quindi un aiuto esterno, come qualsiasi rimedio vibrazionale, per contattare al meglio alcune frequenze latenti ed innescare al meglio un processo di autoguarigione. Uno dei protagonisti delle griglie su cui ci soffermeremo successivamente nelle spiegazioni è il quarzo ialino, tra i più importanti rappresentanti dei minerali in cristalloterapia.

Uno dei modi classici di utilizzare le pietre è quello di metterle a contatto con il corpo della persona, ma ce ne sono anche altri come ad esempio bere l’acqua informata con l’energia della pietra lasciata in infusione. Noi, grazie a nuove informazioni, analizzeremo un modo innovativo.

Trovo importante accennare i punti essenziali riguardanti la pulizia e l’energizzazione dei cristalli. Tutte le pietre immagazzinano informazioni dalle persone che le tengono in mano e con cui vengono in contatto, non solo fisico-corporeo, ma anche visivo ed energetico, quindi, specialmente dopo l’acquisto, bisogna assicurarsi di disattivare e purificare la pietra dalle energie esterne che ha assorbito per beneficiare al meglio del suo spettro energetico senza interferenze. È bene purificare le pietre anche dopo un uso prolungato sul proprio corpo, dopo averle utilizzate come supporto per malattie o per periodi stressanti e ogniqualvolta si dovesse percepire e intuire che necessitino di un reset vibrazionale perché sovraccariche. E doveroso ricordare che quando vengono utilizzate in terapia su altre persone vanno pulite dopo ogni trattamento, soprattutto se poste a contatto con il corpo. Tutti i metodi di pulizia vanno abbinati ad uno stato mentale focalizzato sull’intento così da amplificare l’effetto dell’intero procedimento.

Per capire l’importanza di questa fase si può pensare ad una radio che dopo essere stata usata riporta le programmazioni dei canali preferiti che il vecchio proprietario aveva inserito. Così succede anche alle pietre che dopo l’estrazione vengono a contatto con varie persone e possono essere soggette a correnti energetiche di bassa frequenza che vengono registrate e che, come con il reset della radio, vogliamo annullare. Per annullare queste frequenze sfruttiamo la potenza e la qualità energetica di alto livello di alcuni materiali o oggetti esterni rinomati per le loro qualità purificatrici. Recuperare l’originale purezza della pietra è come ripristinare le impostazioni di fabbrica della radio.

Un metodo consiste nell’immergere la pietra sotto l’acqua corrente di un ruscello, di una cascata o di un fiume e lasciarla immersa anche per un giorno intero per avere una pulizia profonda. Se non si avesse questa possibilità si può sciacquare la pietra qualche minuto sotto l’acqua corrente del rubinetto, ma in tal caso si tratta di una pulizia grossolana che sarebbe meglio abbinare ad un altro procedimento. È possibile sotterrare la pietra, per un giorno o più, sfruttando così le qualità purificatrici della terra. Altri metodi utilizzabili prevedono la purificazione passando il fumo dell’incenso circolarmente intorno alla pietra, oppure uno dei metodi più usati richiede di lasciare la pietra immersa per qualche ora in acqua e sale. Va ricordato al riguardo che alcune pietre, ma non il quarzo, si rovinano nell'immersione in acqua e sale. Ulteriori alternative prevedono di utilizzare la campana tibetana e l’energia delle sue onde attraverso due modalità distìnte: posizionando la pietra, se sufficientemente piccola, all’interno della campana per poi suonarla, oppure appoggiando la pietra all’esterno e girandoci intorno mentre si suona la campana. Un altro metodo prevede, se le dimensioni delle pietre lo permettono, il posizionamento del quarzo sopra una drusa o dentro un geode di ametista (io lo lascio solitamente almeno ventiquattro ore): questa metodica oltre a produrre un effetto purificatore consente contemporaneamente di energizzare la pietra.

Le pietre, infatti, necessitano anche di essere caricate prima del loro utilizzo affinché tutte le frequenze siano risvegliate in modo da rendere tutti i messaggi veicolati il più forte e chiaro possibile, attingendo a tutte le vibrazioni latenti. Per analogia è come se allungassimo o girassimo l’antenna della radio per migliorare la ricezione e captare al meglio tutti i canali trasmessi. Il confine tra pulizia e ricarica della pietra è lieve, perché già con la pulizia le si permette un’espressione maggiore del suo potenziale, ma alcuni accorgimenti possono aiutare ulteriormente in questo processo.

Oltre al metodo dell’ametista (sostituibile naturalmente con una drusa o un geode di quarzo ialino), ce ne sono altri che prevedono, sempre mantenendo ben chiaro l’intento durante la procedura, l’attivazione tramite il fumo di incensi, soffiando sulle proprie mani nell’atto di tenere la pietra, lasciando la pietra in carica alla luce dell’alba, del tramonto o della luna piena.

Personalmente per la purificazione utilizzo l’acqua corrente e il sale, mentre per l’energizzazione utilizzo la drusa di ametista oppure una griglia di cristalli che ho chiamato «griglia di attivazione»: una griglia molto semplice, ma assai efficace e specifica per permettere la piena espressione delle potenzialità di un minerale, che verrà affrontata nello specifico nel capitolo.

Data di Pubblicazione: 1 febbraio 2019


Torna su
Caricamento in Corso...