SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 9 min

L’Intelligente Armonia della Vita - Uno Yoga al Giorno

7 pratiche yoga per 7 pianeti

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Jayadev Jaerschky e scopri come la scienza dello yoga contribuisce a comprendere la struttura del cosmo

L’intelligente armonia della vita

- Il macrocosmo -

«La confusione di aspetti benigni e terribili nella natura,
simboleggiata da Kali, ha suscitato lo sconcerto di menti ben più sagge della mia! Pochi sono in grado di risolvere il suo mistero! Il bene e il male sono l’oscuro enigma
con cui la vita, al pari di una sfinge, mette alla prova
ogni intelligenza. Non tentando neppure di trovare una soluzione, la maggior parte delle persone paga il fio
con la propria vita, oggi come ai tempi di Tebe.
Qua e là, si erge solitaria un’imponente figura che non
si dà mai per vinta. Nella maya del duale coglie
l’inscindibile verità dell’unità».
Autobiografia di uno yogi

La struttura cosmica

La vita, come afferma Yogananda in questo brano, è un “oscuro enigma”. È proprio così per tutti noi, non è vero?

In effetti, la vita è sempre stata un enigma: fisico («Come funziona il cosmo? E il nostro corpo?»), mentale («Come funzionano la nostra mente e le nostre emozioni?») e spirituale («Esistono realtà più elevate, dentro di noi e nel mondo? E se è così, come possiamo contattarle?»). Nel corso dei secoli, filosofi e scienziati, religiosi e occultisti hanno cercato di risolvere almeno in parte questi enigmi, ognuno con maggiore o minore successo. Siamo grati per tutto il loro prezioso lavoro.

Anche la scienza dello yoga ha dato e continua a dare il suo contributo: ci insegna a comprendere la struttura del cosmo e a vivere in armonia con essa; ci insegna anche a trascenderla completamente. È una struttura che non è ancora stata scientificamente dimostrata, ma... chissà? Molti degli insegnamenti millenari dello yoga sono stati confermati dalla scienza moderna.

Ecco alcuni esempi:

  • La scoperta di Einstein che la materia è energia, è antica saggezza yogica.*
  • Le più recenti teorie della fisica quantistica sembrano paginedelle Scritture dello yoga. Max Planck, per esempio, haaffermato: «Considero la coscienza come il fondamento.Considero la materia come una derivazione della coscienza.Non possiamo penetrare oltre la coscienza. Tutto ciò di cuiparliamo, tutto ciò che consideriamo esistente, postula lacoscienza».
  • Nel 1892, Sri Yukteswar (il guru di Yogananda) descrisse nelsuo libro La scienza sacra il centro della nostra galassia, chiamato Vishnu Nabhi (“l’ombelico di Vishnu”). Solo di recentegli scienziati hanno scoperto che le galassie hanno effettivamente un centro: un misterioso e gigantesco buco nero.

L’armonia originaria della creazione

Se osserviamo la vita sulla Terra con occhi umani, spesso non ha alcun senso: molto di ciò che vediamo appare del tutto ingiusto, a volte perfino crudele e privo di logica. La vita non sembra avere alcuno scopo. Peggio ancora, vi sono ciechi che guidano altri ciechi, ovunque. È tutto così disorientante che è facile diventare atei, nichilisti o materialisti.

Gli unici a non essere ciechi sono i grandi santi. Con una visione interiore più profonda, essi intravvedono una grande intelligenza nel cuore della vita, nel suo centro. Possiamo dare a questa intelligenza molti nomi: Dio, Spirito, Coscienza Cosmica, Sat-chid-ananda, qualunque definizione ci piaccia. Ogni cosa emana da quel centro d’Intelligenza, con grande ordine e perfezione.

Vediamo manifestarsi questo ordine naturale nell’equilibrio della Natura, nel movimento delle stelle, in ogni fiore, nelle stagioni, nell’alternarsi della danza del Sole e della Luna. C’è un’intrinseca armonia nel cuore di ogni cosa.

Il Mahatma Gandhi ha osservato con saggezza: «C’è ordine nell’universo, una legge inalterabile che governa ogni cosa e ogni essere che esiste o vive. Non è una legge cieca, perché una legge cieca non potrebbe mai governare la condotta degli esseri viventi».

L’armonia naturale: i sette elementi

Tutta la creazione è governata da leggi e si manifesta secondo un piano intelligente. Ogni cosa è matematica e rispecchia una geometria. Riconnettersi con la Sorgente e scoprire l’innata simmetria del mondo significa comprendere come ritornare al benessere di una vita di naturale equilibrio e armonia.

Esaminiamo, quindi, il piano cosmico originario, la struttura fondamentale dell’universo.

Come ho accennato in precedenza, gli antichi insegnamenti dello yoga affermano che l’intera creazione consiste di cinque grandi elementi, chiamati maha-tattva, maha-bhuta o pancha tattva. Tutta la materia, il nostro intero universo e anche i nostri corpi, sono fatti di questi elementi: terra, acqua, fuoco, aria ed etere.* Tutte le scienze vediche – Yoga (la scienza dell’unione), Ayurveda (la scienza della Vita e della guarigione), Jyotisha (la scienza dell’astrologia), Vastu (la scienza dell’architettura) – sono basate su questi cinque elementi.

In aggiunta, invisibile all’interno della creazione, c’è l’elemento “divino” che ha due aspetti: uno trascendente e uno immanente.

  • In India, l’elemento divino trascendente è chiamato SAT,Sat-chid-ananda, Purusha o Brahman. Yogananda lo descrive come Coscienza Cosmica, completamente oltre il tempo, lospazio e qualunque definizione. È l’origine segreta di ognicosa, lo Spirito, l’unica Sostanza Reale dalla quale tuttoemerge. In breve, è “Dio al di là della creazione”.
  • L’elemento divino immanente consta di due parti, l’unamaschile e l’altra femminile. In India, quella maschile èchiamata TAT, Kutashta Chaitanya o Saguna Brahman(Dio con delle qualità), cioè la coscienza di Dio proiettatain tutta la creazione. Yogananda la definisce Coscienza Cristica, presente nel cuore di ogni atomo, ovunque. In breve,è “Dio nella creazione”.*
  • Nelle Scritture indiane, la parte femminile è OM o Pranava. È il verbo di Dio, o Vibrazione Cosmica, o energia(Shakti),† che fa esistere la Natura. È Madre Natura. Inbreve, è “Dio come creazione”.

Vediamo così rappresentata l’antica trinità yogica di OM-TAT-SAT, che secondo Yogananda corrisponde alla Trinità cristiana di Padre, Figlio e Spirito Santo: l’OM è lo Spirito Santo; TAT è la Coscienza Cristica; SAT è il Padre.

L’arcobaleno

Durante la nostra settimana, non lavoreremo attivamente con l’elemento più alto, la Coscienza Cosmica, poiché è trascendente, al di là del tempo e dello spazio. La Coscienza Cosmica è rappresentata, qui sulla Terra, dall’immanente Coscienza Cristica (Dio nella crea-zione). La Coscienza Cristica, l’OM (la Vibrazione Cosmica, Dio come creazione) e i cinque “grandi elementi”, insieme costituiscono i sette elementi fondamentali della Creazione.

Per comprendere il motivo per cui la Coscienza Cosmica non è inclusa tra questi sette elementi, pensa ai sette colori dell’arcobaleno: la loro unione non esprime forse una completa bellezza e armonia? Quando guardiamo l’arcobaleno nel cielo, non ci sembra forse che provenga dal paradiso, come un segno o un disegno divino? L’arcobaleno è il simbolo perfetto per i sette elementi.

Al tempo stesso, osservando un arcobaleno nel cielo, non vediamo tra i suoi sette colori il colore bianco, e questo è significativo: di per sé, infatti, il bianco non è un colore, perché, come dicono gli scienziati, non ha una lunghezza d’onda specifica. Contiene, invece, tutti gli altri colori. Il bianco, quindi, è il simbolo perfetto per la trascendente Coscienza Cosmica, dalla quale emergono i sette elementi della creazione.

Questi sette elementi manifestano tutta la creazione con una straordinaria bellezza naturale. La vita e la natura sono la lila, o gioco, di Dio. Un amico di Yogananda condivise così le sue impressioni di questo coloratissimo gioco nell’Autobiografia di uno yogi:

«Risaie di un verde brillante alternate ad appezzamenti di canna da zucchero si annidano sotto le pendici protettive di alture rocciose – alture che punteggiano il panorama smeraldino come protuberanze di pietra nera – e il gioco dei colori è accentuato dalla scomparsa improvvisa e drammatica del sole, quando cerca rifugio dietro alle solenni colline.

Molti momenti di estatico rapimento sono trascorsi contemplando, quasi svagatamente, le mutevoli tele di Dio che si estendono per tutto il firmamento; solo il Suo tocco, infatti, è in grado di produrre colori che vibrano con la freschezza della vita. Quella gioventù di colori si perde quando l’uomo cerca di imitarli con semplici pigmenti, perché il Signore fa ricorso a un mezzo più semplice ed efficace: colori che non sono né oli né pigmenti, bensì meri raggi di luce. Egli getta uno spruzzo di luce qui ed esso riflette il rosso; agita ancora il pennello e il rosso sfuma gradualmente nell’arancio e nell’oro; poi, con tocco penetrante, infilza le nuvole con una stria purpurea che lascia un piccolo cerchio o una frangia di rosso stillante dalla ferita delle nuvole; e così, senza posa, Egli si trastulla, sia alla sera che al mattino, sempre mutevole, sempre nuovo, sempre fresco; non vi sono modelli, duplicati o colori che siano identici. La bellezza del transito dal giorno alla notte in India non ha pari altrove nel mondo; spesso il cielo appare come se Dio avesse preso tutti i colori della Sua tavolozza e li avesse scagliati nei cieli con un unico, potente lancio caleidoscopico».

Nei mondi astrali superiori – dove ci rechiamo dopo la morte –questo gioco di colori diviene ancora più intenso e splendente.Sempre nell’Autobiografia di uno yogi, Yogananda scrive: «I pianeti astrali sono ricchi di laghi opalini, mari scintillanti e fiumi dei colori dell’iride».

Nello stesso libro, egli descrive anche un’esperienza di meditazione, mostrandoci come, quando entriamo in profondità nel nostro intimo, troviamo un gioioso carosello di colori che ci incanta: «Tutto il resto appariva di dimensioni normali, benché ogni cosa fosse avvolta da un alone di luce calda, con sfumature bianche, blu e dei colori pastello dell’iride».

Data di Pubblicazione: 23 luglio 2018


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