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L'intestino, un congegno magico

La Terapia Anti-Acidosi - Anteprima del libro di Barbara Simonsohn

L'intestino, un congegno magico

Un detto popolare tedesco recita: “la morte sta nell’intestino”. Se l’intestino è ammalato, anche l’uomo si ammalerà. Ciononostante, le nostre viscere rimangono un tema poco conosciuto dalla maggior parte delle persone; per secoli i disturbi intestinali sono stati considerati tabù, fino al best-seller di Giulia Enders, L’intestino felice, che ha ridato voce e dignità a quest’organo così importante.

Franz X. Mayr ha descritto varie forme di pancia che permettono di riconoscere i sintomi di determinati disturbi intestinali e che sono facilmente riconoscibili in piscina o in sauna. Per esempio, le persone con la pancia “a grancassa” hanno un intestino pesante e ingrossato a causa dei resti fecali e dei gas, mentre chi ha una postura “da rincorsa”, ossia leggermente incurvata, soffre spesso di infiammazioni croniche dovute ai gas intestinali. Invece, la “posizione dell’anatra” con il petto in fuori e il sedere all’indietro indica che il contenuto intestinale si è ingrossato e la muscolatura è debole, a cui si associano spesso dolori alla schiena. Curando l’intestino la colonna vertebrale torna dritta e la muscolatura addominale riacquista tonicità. Non a caso, una persona in forma con una postura diritta è percepita da chiunque come armonica e bella.

Il pacchetto intestinale di una persona sana dovrebbe essere compatto e con una dimensione massima pari ai due pugni uniti. Se pensiamo alla Venere di Milo, ricorderemo tutti i bei solchi circolari che lo scultore evidenzia su entrambi i lati della regione intestinale. Più in basso troviamo l’intestino crasso che si suddivide in colon ascendente sul lato destro del corpo, colon trasverso e colon discendente sul fianco sinistro e termina nel retto.

L’intestino trasforma l’energia introdotta con i cibi in energia utilizzabile dal nostro organismo e alimenta cosi i circa 60 miliardi di cellule di cui siamo formati, a cui si aggiungono 100 miliardi di batteri intestinali. L’intestino tenue è caratterizzato dalla presenza di villi o evaginazioni della mucosa che gli consentono di assorbire i nutrienti degli alimenti. Le sostanze filtrate entrano nel sistema venoso e linfatico attraverso le cellule che rivestono le pareti intestinali. Il cuore pompa il sangue fino ai vasi arteriosi minori (capillari) dove le cellule assorbono le sostanze nutritive.

La culla del nostro sistema immunitario

L’intestino è la culla del nostro sistema immunitario poiché produce l’80% delle cellule preposte alla difesa dell’organismo. È importante, quindi, che sia corretta la composizione della flora intestinale, che può essere influenzata attraverso l’alimentazione. Se l’intestino è sano (e con esso la flora, che costituisce 1,5 chili del nostro peso corporeo complessivo) sarà in grado di difendersi adeguatamente da vermi, funghi, virus e batteri. In caso di costipazione le sostanze nocive contenute nelle feci rimangono troppo a lungo in contatto con le mucose sensibili e, alla lunga, possono provocare danni. I prodotti metabolici acidi dei batteri intestinali “cattivi” costituiscono un vero e proprio veleno. “In un’alta percentuale della popolazione dell’Europa centrale sono noti disturbi delle colonie batteriche che provocano lo sviluppo di forme degenerative e parassitarie. In caso di stitichezza il contenuto stagnante e in parte aderito alle pareti intestinali marcisce producendo sostanze tossiche”.

Già Friedrich F. Sander stigmatizzava la presenza di batteri non fisiologici ritenendola la causa principale della formazione di acidi: “La maggior parte dei batteri intestinali si cibano prevalentemente tramite la fermentazione che, per ragioni chimiche, è sempre correlata alla formazione di acidi”. Il dott. Sander fu uno dei primi a riconoscere un collegamento causale tra dismicrobismo e cattiva alimentazione, mentre riteneva che la vera origine dell’acidosi latente o tissutale fosse una “flora intestinale degenerata”. L’assunzione di troppe proteine denaturate di natura animale comporterebbe il proliferare di batteri saprogeni. Sander riteneva che grazie a una sana alimentazione, digiunando e masticando sufficientemente fosse possibile sanare la flora batterica. Chi è affetto da disturbi patologici a livello intestinale potrebbe essere soggetto a immunodeficienze, infezioni intestinali e altre malattie. Vista la sua funzione di barriera protettiva dovremmo, pertanto, prestare enorme attenzione al nostro intestino.

Se lo stendessimo completamente vedremmo che il nostro intestino è più grande di un campo da tennis; infatti, rappresenta il maggior organo di contatto con il mondo esterno. Continuando a mangiare lo inquiniamo perché non gli lasciamo il tempo necessario per autodepurarsi: ecco perché tra un pasto e l’altro dovremmo attendere almeno quattro ore. Inoltre, se è costretto a lavorare continuamente l’intestino perde di vigore e rallenta la peristalsi (costipazione). Il contenuto intestinale dovrebbe essere espulso dall’organismo entro 24 ore; per testare la permanenza delle feci all’interno del nostro corpo basta aggiungere della polvere di spirulina a un pasto o mangiare dell’insalata verde o degli spinaci e poi osservare quando le feci si colorano di verde. “Feci sane” dovrebbero avere una forma allungata con estremità arrotondate e una superficie liscia e non dovrebbero avere pressoché alcun odore. Richiedono pochissima carta igienica e lasciano solo lievi tracce semitrasparenti.

La costipazione cronica

Un intestino ammalato è in grado di autoavvelenarsi. Chi soffre spesso di singhiozzo, mal di pancia, gonfiore, iperacidità, costipazione, diarrea, emorroidi o sangue nelle feci potrebbe essere affetto da disturbi intestinali. Il gonfiore è indicativo del processo fermentativo del chimo che provoca la formazione di gas nell’intestino tenue e crasso. La costipazione cronica è un problema di salute da non sottovalutare: frequenti irritazioni delle mucose possono sovraffaticare l’intestino che perde via via tono e vigore. Se il contenuto intestinale rimane per troppo tempo bloccato in un’area si producono sempre più gas e sostanze nocive che, attraverso le pareti intestinali, potrebbero diffondersi nel sangue e provocare infiammazioni. Già cent’anni fa Franz X. Mayr diceva: “Sono le sostanze nocive che si formano in un apparato digerente malfunzionante che ci fanno ammalare, invecchiare e imbruttire precocemente”. Inoltre, se questo stato di sovraffaticamento dell’intestino si protrae molto, assorbiamo sempre meno nutrienti fino a portare in sofferenza anche altri organi, compreso il cervello. Poiché la costipazione causa la deformazione e l’afflosciamento delle pareti intestinali, si innesca un meccanismo senza via d’uscita peggiorato ancor più dall’utilizzo di lassativi che, oltre all’acqua, sottraggono all’organismo importanti minerali favorendo cosi l’insorgere dell’acidosi.

Nelle persone sane il colon trasverso dovrebbe essere palpabile nella fossetta epigastrica tra le costole; in caso di funzionalità intestinali ridotte o compromesse, invece, può scendere fino a sotto l’ombelico o entrare nella piccola pelvi. Il mio era andato addirittura oltre e si era portato dietro all’osso pubico! La depurazione intestinale, che fa parte della cura anti-acidosi, permette di far risalire lentamente verso l’alto il colon trasverso; inoltre, gli automassaggi al ventre ci aiutano a ristabilire il contatto con l’intestino e iniziare a conoscerlo meglio. Laddove lo sentiamo teso riusciremo a rilassarlo, mentre dove lo percepiamo afflosciato riusciremo man mano a ridargli tono per permettergli di far fronte al meglio alle sue numerose funzioni.

L’importante è prendersi il tempo ogni mattina di svuotare completamente l’intestino. Secondo l’orologio degli organi cinese l’“ora giusta per l’intestino crasso” è tra le 5 e le 7 di mattina. Chi non si concede questo tempo, spesso non riesce più a evacuare adeguatamente durante la giornata favorendo uno stato di costipazione. Al contrario, sarebbe utile ascoltare ogni stimolo a defecare senza cercare di reprimerlo. Tuttavia, i water moderni sono in gran parte troppo alti; teoricamente la posizione ideale sarebbe a gambe piegate, come fanno gli indiani nei loro bagni. Per riuscire ad avere l’angolo giusto, tuttavia, non serve procurarsi un bagno orientale: sarà sufficiente posizionare uno sgabellino davanti al water sul quale poter appoggiare i piedi o, se le nostre articolazioni ce lo permettono, sollevare le gambe verso il ventre appoggiando i piedi sul bordo della tavoletta. In questo modo faciliteremo lo svuotamento completo dell’intestino, ci sentiremo leggeri e liberi e potremo iniziare la giornata carichi di energia.

Questo testo è estratto dal libro "La Terapia Anti-Acidosi". 

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