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L'origine delle famiglie che dominano il mondo

L'origine delle famiglie che dominano il mondo

Scopri i simboli nell'araldica di coloro che si tramandano il potere dall'antichità ad oggi leggendo l'anteprima del libro di Riccardo Tristano Tuis.

Cripstosimbolismo

«Il turbine dell’Aquila e del Leone! L’Albero sulla Montagna di Sion!»
Aleister Crowley

In una nostra precedente opera, L’Aristocrazia nera, abbiamo presentato a grandi linee la figura delle dinastie aristocratiche che da secoli e secoli hanno avuto il controllo degli imperi d’Europa e che nel tempo lo hanno esteso a buona parte dei cinque continenti. In questo saggio approfondiremo la loro storia più antica, la loro inaspettata provenienza, i molti nomi che gli storici attribuiscono a queste famiglie, clan e popoli da loro controllati creandosi così una cortina fumogena utile a celare la continua presenza nel corso della storia di queste ascose eminenze grigie e il loro modus operandi di edificare o usurpare numerosi imperi e regni sviluppatesi in Asia, Africa, Europa e Americhe e creare culti con cui controllare i propri ignari sudditi. Alcune di queste casate sono alquanto camaleontiche e sfuggenti, altre invece sono al centro del mirino delle cosiddette “teorie del complotto”, che di teoria hanno purtroppo davvero ben poco. Quello che miliardi di persone ignorano di questo passato storico è che l’attuale società globale sia a “immagine e somiglianza” di questi Deus Ex Tenebris.

La storia ufficiale, mendace per sua natura, ha perlopiù suddiviso parte di queste dinastie, al cui interno sono incluse anche quelle dei più importanti banchieri “ebrei” residenti per lo più in Italia e in Germania, in due grandi schieramenti contrapposti legati alla Chiesa o all’imperatore: i guelfi bianchi e neri e i ghibellini. Nel nostro precedente saggio abbiamo segnalato come le più importanti dinastie di entrambi gli schieramenti si rappresentavano nella loro araldica esibendo prevalentemente l’effìgie dell’aquila oppure quella del leone.

Progenie del leone

Le progenie del leone sono chiamate così perché nel loro stemma famigliare compare il leone di Giuda, simbolo della casata di Giuda che ha dato vita a numerosi re-sacerdoti giudaici. Solitamente nell’araldica viene denominato “leone rampante” per far distogliere l’attenzione dalle origini di queste famiglie-clan che in realtà hanno una storia ben più antiche del periodo “ebraico”. Molte di queste casate sono di fatto le stirpi che danno il titolo a questo saggio. La loro storia dal periodo romano in poi è stata ben studiata dal revisionista storico Flavio Barbiero che afferma a chiare lettere:

«I loro discendenti cristiani dovevano affermare con forza il proprio diritto ad indossare una corona reale. Infatti, i primi “re” di stirpe sacerdotale di cui abbiamo notizia storica avevano come proprio emblema proprio il leone. Non occorre neppure arrivare al medioevo per ritrovarli; essi, infatti, fanno la loro comparsa in Britannia all’indomani stesso della partenza di Stilicone dall’isola, agli inizi del V secolo. Ce ne dà notizia il monaco Gildas: nella sua cronaca De excidio Britanniae ci informa che subito dopo la dipartita delle legioni romane un certo numero di “re” furono “unti” (secondo l’uso ebraico) in Britannia. Gildas ne nomina cinque e almeno due di essi avevano come proprio emblema il leone. Il primo è un certo Costantino, progenie della “leonessa Damnonia”, che regnava sulla Cornovaglia e il Devon; l’altro è Aurelio Canino, definito "whelp of the lion", progenie del leone, che aveva stabilito il proprio regno poco più a nord, nel Galles. Da notare che Aurelio Canino era quasi certamente figlio, o comunque parente, di Ambrosio Aureliano, che Gildas definisce “uomo modesto [...] i cui genitori erano stati rivestiti della porpora imperiale per i loro meriti...”.

Il leone, quindi, era l’emblema di alcune fra le prime case regnanti della Britannia e doveva trattarsi del leone di Giuda, dal momento che non era un emblema in uso fra le truppe romane. Né possiamo pensare che fosse un simbolo tratto dalla fauna locale. Verosimilmente era stato portato come simbolo in Britannia dal ramo spagnolo della Gens Flavia, il generale Flavio Teodosio (padre dell’imperatore omonimo), prima, e subito dopo il suo parente e corregionario Flavio Magno Massimo.

Essi provenivano da una regione della Spagna che era certamente un loro feudo incontrastato, dal momento che la sua capitale aveva il nome di Aquae Flaviae, ed il simbolo di famiglia doveva essere il leone, dal momento che successivamente la regione prese il nome di “Leon”, che porta tutt’ora; e il suo simbolo araldico, ovviamente, è il leone. Teodosio e Magno Massimo si impadronirono a titolo personale di vasti territori in Britannia e misero a capo di varie province britanniche propri familiari e parenti. Diversi re sorti dopo il ritiro delle truppe di Stilicone erano imparentati a vario titolo proprio con Magno Massimo; ed evidentemente il loro simbolo doveva essere il leone, come risulta dalla cronaca di Gildas. Anche alcune delle famiglie che abbandonarono la Britannia sotto la minaccia dei Sassoni e si trapiantarono in Bretagna e Normandia dovevano essere imparentate con Teodosio e Magno Massimo e dovevano avere quindi come proprio simbolo il leone. E infatti lo ritroviamo negli stemmi araldici di famiglie bretoni e normanne e proprio dalla Normandia ritorna successivamente in Inghilterra, entrando in maniera permanente nello stemma araldico della famiglia reale».

Passaggio della fiaccola

Nel saggio Gesuiti abbiamo presentato il concetto del “passaggio della fiaccola”, o luce prometeica, ove si dava l’incarico a un altro Ordine (cristiano, magico-pagano, cavalleresco, ecc.), società segreta od organizzazione di continuare l’agenda globalista, conosciuta come Novus Ordo Seclorum, Nuova Atlantide, ecc., di modo da confondere le acque e far perdere le tracce del millenario complotto ordito originariamente dal consorzio dei clan che regnarono prevalentemente nella Mezzaluna Fertile.

Già in precedenza abbiamo fatto notare come i regni e gli imperi avessero adottato come propri simboli quelli delle famiglie che li tiranneggiavano ove ritroviamo oltre all’aquila e al leone altri tre emblemi molto presenti, ossia la croce, che abbiamo trattato ne l’Aristocrazia nera, il fleur-de-lys e la stella, simboli che ritroviamo nei culti creati dalla stessa aristocrazia nera o nei nuovi regni che ora mascherano per democratiche repubbliche. L’araldica è la “pistola fumante” della provenienza dell’aristocrazia nera poiché il leone, l’aquila, il fleur-de-lys e molti altri sono simboli riconducibili ad antiche famiglie sacerdotali giudaiche del tempio di Gerusalemme e al Regno d’Israele.

Non a caso nel Vecchio Testamento si fa una delle prime menzioni di effìgi dinastiche patriarcali che rappresentano singoli individui, le loro famiglie e la tribù in cui sono al comando:

«Il Signore disse ancora a Mosè e ad Aronne: “Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni; si accamperanno di fronte a tutti intorno alla tenda del convegno”». (Numeri 2: 2)

«Gli Israeliti agirono secondo gli ordini che il Signore aveva dato a Mosè; così si accampavano secondo le loro insegne e cosi si mettevano in marcia, ciascuno secondo la sua famiglia e secondo il casato dei suoi padri». (Numeri 2: 34)

Dunque fin dai tempi di Mosè le famiglie sacerdotali si raffiguravano con una sorta di “simbolo totemico” d’appartenenza, e probabilmente anche con attributi gerarchici con cui riconoscersi, ma le loro origini sono ben più antiche di questo piccolo regno o di questo culto e per questo motivo il termine “giudeo” o “ebreo” sono etichette con cui si può rappresentare l’aristocrazia nera, al cui interno ci sono le stirpi degli Illuminati, ma il loro sacerdozio e la loro genesi affonda a periodi di gran lunga antecedenti nella Mezzaluna Fertile, nello specifico nell’area mesopotamica ed egizia e, ancor prima, in luoghi molto più distanti. Di fatto anche i simboli della stella o della croce, che ai giorni nostri associamo al cristianesimo, hanno la medesima origine. Non è certo un segreto che il cristianesimo affonda le radici nel mitraismo, nell’ebraismo, nel monoteismo atoniano e ancor prima nel zurvanismo e nello sciamanesimo ancestrale in cui era praticata la magia di contatto con le divinità astrali adorate dai popoli originari. I cosiddetti culti monoteistici originano dai culti panteistici e ne raccolgono l’eredità dei simboli, rituali e paramenti e questo vale anche per gli Ordini cavallereschi, società segrete, ecc. fondate dalla stessa rete di famiglie dietro alle grandi religioni secolari.

Carlo Magno impiegherà il fleur-de-lys come sigillo di proprietà decine di città francesi, fra cui Parigi, Versailles, Reims, Bordeaux, Lille, Brest, Caen, Poitiers, Niort, Tours, Blois, Angers, Orleans, Frejus, Le Havre, Laon. Anche la dinastia capetingia, succedutasi ai Carolingi, si fregerà dell’effìgie del fleur-de-lys e attraverso i matrimoni dinastici il “sangue del giglio” apparirà in Inghilterra, Italia e in altri Paesi, palesando così quali case regnanti o aristocratiche si erano imparentate con la dinastia “francese”. Anche il casato degli Angioini, che fu rivale ai Carolingi e ai Capetingi, adotterà il fleur-de-lys una volta giunti al trono con Filippo II di Francia. Il simbolo originario degli Angioini, conosciuti come conti d’Angiò in Italia ove regnarono a Napoli e in Sicilia e divennero anche re di Gerusalemme, era il leone palesando come anch’essi provenissero dal regno di Giuda. Carolingi, Capetingi e Angioini dovevano ritenersi tutti diretti discendenti degli Asmonei della linea di Giuda Maccabeo, dal momento che l’epiteto “Martello” compare fra i capostipiti di tutte e tre le dinastie.

Nella grande e insanguinata scacchiera geopolitica che abbiamo presentato ne L’Aristocrazia nera è giunto il tempo di chiamare in causa un terzo gruppo di famiglie che si affermarono dal XV secolo in poi e che presentano stemmi dinastici molto diversificati tra loro, spesso dovuti al loro core business con cui la schiatta di mercanti, banchieri, proprietari terrieri e via dicendo si arricchiva, e che iniziava la propria scalata personale al potere, spessissimo in “cordata” con altre famiglie. Questo terzo gruppo, già accennato nel nostro saggio Gesuiti, un po’ alla volta si è fatto spazio tra i due principali contendenti, lavorando inizialmente per loro, fino a raggiungere il vertice stesso. A differenza di parte dell’aristocrazia nera più antica, le “nuove” famiglie erano più prolifiche e anziché scontrarsi tra di loro preferivano unirsi in matrimonio unificando i loro capitali e competenze commerciali. Viceversa l’aristocrazia nera da secoli e secoli era dilaniata da lotte clandestine che l’aveva portata a scontri tra casate imparentate tra loro, appartenenti allo stesso schieramento o in circoscritte coalizioni tra famiglie contrapposte, con morti da entrambe le parti, e persino in guerre fratricide e smembramenti di imperi per far regnare i diversi figli maschi, come accadrà anche in quella che allora era la più potente dinastia del mondo, i Carolingi appunto.

Nel corso del tempo alcune importantissime linee dinastiche eurasiatiche sono scomparse ma non la loro genetica che è confluita in altre schiatte, compreso le “nuove” famiglie intrecciatesi con le famiglie secolari. Le stirpi degli Illuminati, come da noi già accennato nel saggio Gesuiti, appartengono ad alcune delle dinastie più antiche appartenenti a loro volta a un antico consorzio operante nel vasto territorio della Mezzaluna Fertile e a quelle più “recenti” - sempre se ci si attiene alla base alla documentazione nota, dei banchieri internazionali, appartenenti alle cosiddette famiglie di ebrei aschenaziti operanti in Germania, Inghilterra e Austria che raggiunsero lo status di aristocratici solamente dal XVIII secolo in poi. Come andremo a vedere, in realtà la figura dei banchieri internazionali e delle banche ha origine nella Penisola italica ove ha anche avuto inizio l’usanza di matrimoni tra le diverse famiglie di banchieri al fine di unificare i capitali. In seguito queste dinastie, alcune ufficialmente ebree mentre altre cristiane, convogliarono a nozze con le casate aristocratiche e case reali europee cristiane, ma che in realtà avevano a loro volta un trascorso giudaico e non solo.

Banchieri “lombardi”

Tra i più noti gruppi di banchieri “italiani” troviamo i veneziani, i fiorentini, e più in generale, i toscani, e i genovesi mentre i grandi usurai venivano soprattutto dalla Lombardia, dal Piemonte e dall’Emilia e spesso all’estero erano denominati con il termine generico di “lombardi”, parola con cui solitamente erano chiamati tutti coloro che provenivano dall’Italia e praticavano il presto, cambio o usura. Nella seconda metà del XIII secolo i “lombardi” operavano in tutta Europa, dall’Alsazia alla Borgogna, dalla Lorena al Lussemburgo, ecc., e si insediarono stabilmente nelle Fiandre, divenuto uno dei principali centri industriali e commerciali dell’intero Nord Europa. Le Fiandre furono all’origine del cambiamento dell’Inghilterra da Paese feudale a Paese capitalistico. L’influenza degli usurai “lombardi” in Inghilterra la si palesa con la nota Lombard Street, importante strada del cuore di Londra, la City, ove nel Medioevo operavano gli usurai provenienti dall’Italia. Lombard Street, paragonata a Wall Street di New York, ha inizio nello slargo dove nove strade convergono di fronte alla sede della Banca d’Inghilterra, banca privata fondata dalle trame dei banchieri “veneziani” e “fiorentini” appartenenti alla nobiltà giudeoitalica. L’importanza della City è tale che nel tempo è diventato il centro mondiale finanziario e probabilmente Londra detiene il maggior numero di appartenenti alle famiglie residenti in una singola città.

“Illuminati” è oramai divenuto un termine internazionale ma palesa l’origine italiana della parola in quanto il Belpaese è stato il cuore da dove si è diramata la prima rete di servizi segreti europei connessa a quella società segreta di matrice misterica da cui gli odierni Illuminati sono una diretta emanazione e la cui internazionalità era ben più antica del periodo “italico”. Sempre dall’Italia si è creato il “nuovo culto giudeo” noto come cristianesimo, con cui assoggettare psichicamente le pagane popolazioni europee e poi una rete bancaria con cui assoggettarle finanziariamente, quest’ultima operazione purtroppo di gran attualità. Non solo, sempre da questo Paese si sono diramate le più importanti cellule esoteriche in cui si è veicolata in Europa la magia operativa caldeo-egizia, che hanno dato vita al moderno esoterismo.

Arte “all'italiana”

Dalla Penisola italica, da cui si è diramata in tutta Europa l’aristocrazia nera, si è dato i natali anche a cose meravigliose come l’orchestra, con la nascita del “Teatro all’italiana” che esporterà il “Melodramma” e l’“Opera lirica”, con in primis il Teatro Olimpico di Vicenza del 1580 del grande architetto Andrea Palladio. L’Italia allora vantava l’eccellenza delle maestranze costruttive e degli architetti, proprio perché in Italia si trovavano le famiglie più ricche d’Europa che richiesero strutture che fondevano la pratica del teatro di corte, svolta in cortili o stanze di forma rettangolare, e il teatro greco-latino e turco, di forma semicircolare. Tra le prime costruzioni troviamo il Teatro sul Campidoglio di Pietro Rosselli, costruito a Roma nel 1513, in occasione dei festeggiamenti pubblici per la ricca e potente famiglia Medici.

La grande orchestra prende forma in Italia proprio come la piccola o media, che prende il nome di “orchestra da camera”, per indicare un numero limitato di strumenti. Il termine “da camera” è attribuito alla Camerata de’ Bardi, gruppo di banchieri aristocratici fiorentini che coltivavano la passione per la musica e di cui i banchieri de’ Medici sono una loro diretta emanazione.

Dall’Italia, oltre ai teatri e alle prime orchestre musicali, si esporterà anche l’architettura palladiana, ossia lo stile delle lussuose ville che l’aristocrazia nera si farà fare prima in Italia, poi in tutta Europa e che porterà anche nel Nuovo Mondo con il noto esempio di stile palladiano della Casa Bianca.

Come scopriremo nel libro, le secolari famiglie primigenie sono state le promulgatrici delle religioni abramitiche e del monoteismo di facciata o dei misteri mitraici, rappresentazione delle loro accentratrici volontà globaliste e, in seguito, le “nuove” famiglie saranno in affari con la Chiesa, gestendone lo smisurato patrimonio, e contemporaneamente furono i mecenati del Rinascimento e promulgatoti dell’eresia nelle sue varie forme, dando vita al sotterraneo mondo esoterico. Le famiglie degli Illuminati finanzieranno e amplificheranno l’Illuminismo nella società e, mai stanche, saranno anche le dissimulate madrine delle moderne “religioni” quali lo scientismo e la tecnologia, che ora è divenuta la nuova “droga di consumo” che le loro intoccabili corporation smerciano all'homo tecnologicus. Queste famiglie sono i maghi della diversione strategica e del mimetismo ideologico, per questo le ritroviamo al comando della scienza e dell’ateismo mondiale con anche il loro nuovo golem, il transumanesimo, e contemporaneamente controllano da millenni le religioni secolari e molti dei nuovi culti e società segrete. Sono letteralmente i fondatori di numerosi partiti politici in Europa e Stati Uniti, specie quelli di “sinistra” che si celano dietro la maschera del socialismo-comunismo, della lotta sociale, del buonismo e contemporaneamente sono l’incarnazione del capitalismo più sfrenato, dando vita al grande Moloch in cui vengono sacrificate le masse: le banche centrali. Questi organismi privati stampano il denaro che crediamo pubblico e il controllo di questo permette loro di avere il controllo totale delle università, della cultura, della politica e di qualsiasi cosa possa essere comprata.

Il denaro però non è in grado di comprare realmente le persone per cui ancor oggi lo strumento principale resta il controllo mentale, sotto forma di indottrinamento ideologico che viene applicato nelle scuole o nei culti. Le varie forme di culto sono da sempre state per i detentori di potere lo strumento principe nel controllo delle masse nonché centri di reclutamento e addestramento dei loro operativi più motivati. A fronte del loro mimetismo ideologico e della loro logora ma ancora efficace tecnica del divide et impera non dovremmo stupirci se i vertici di potere dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islamismo convergono in un’unica cuspide poiché in queste e in precedenti culture troviamo sempre la presenza di antenati delle famiglie dell’aristocrazia nera. Il potere e le ricchezze di queste secolari stirpi derivano in parte dal controllo delle secolari religioni note a tutti, ma ben pochi posseggono le conoscenze segrete tramandate di generazione in generazione da queste famiglie, i loro mysteria, troppo spesso cruenti, e di come guerra e culto sono fondamentalmente l’olocausto in cui sacrificare il corpo e l’anima dell’umanità.

Data di Pubblicazione: 4 gennaio 2021

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