La Colonia di Api: un Mondo Affascinante - Henri Clément

La Colonia di Api: un Mondo Affascinante

L'Apicoltura - Manuale Pratico Illustrato - Anteprima del libro di Henri Clément

Lo sciame: una colonia notevolmente ben strutturata

Gli insetti costituiscono il gruppo zoologico più importante del nostro pianeta. Le api, come le formiche o le vespe, appartengono all’ordine più evoluto, quello degli imenotteri, il quale è composto da sette famiglie e riunisce più di centomila specie. Le prime api sono apparse contemporaneamente alle piante da fiore, con le quali hanno intessuto una relazione fruttuosa e indissociabile. Si tratta di più di cento milioni di anni fa, ben prima della comparsa dell’uomo...

A seconda della stagione, uno sciame d’api conta tra 10.000 (in inverno) e più di 50.000 individui (in primavera e all’inizio dell’estate). Costituito da una sola regina circondata da migliaia di api operaie, il gruppo si arricchisce della presenza di qualche centinaio di maschi durante i mesi della primavera per assicurare la fecondazione delle regine vergini che perpetueranno la colonia.

In questa società, ogni individuo deve partecipare alla vita della comunità secondo la sua età e la sua morfologia. Isolato, che sia regina, ape operaia o fuco, esso è condannato a perire.

La regina

La regina costituisce la colonna portante e l’anima dell’alveare. Può vivere dai quattro ai cinque anni - anche se oggi, di fronte al degrado ambientale, la durata della sua vita è in diminuizione - misura circa 25 mm di lunghezza ed è riconoscibile grazie al suo addome più voluminoso e allungato.

Essa passa il suo tempo a deporre uova, fino a circa 2000 al giorno in piena stagione. La regina è sempre circondata da una corte formata da più operaie a lei devote. Queste ultime provvedono alla sua nutrizione e procedono alla sua toilette. La regina esamina i favi e, dopo aver infilato la sua testa in un alveolo per verificarne la pulizia, ci fa scivolare sopra il suo addome e vi depone un uovo, prima di passare al seguente.

Garante del dinamismo della colonia

La qualità di una colonia dipende dal valore della sua regina. Se essa è feconda e sviluppa una deposizione delle uova considerevole e concentrata, l’alveare sarà popolato e darà un’importante produzione di miele. Al contrario, una regina non buona, poco prolifica, farà vegetare la colonia e annienterà tutta la speranza di buone raccolte. Inoltre, se una regina è aggressiva o poco avvezza alla pulizia, essa trasmetterà i propri geni sfavorevoli a tutta la sua discendenza.

Il solo modo di cambiare queste caratteristiche consiste nel sostituire la regina con un’altra più giovane, molto prolifica e mite.

Certi apicoltori si specializzano nell’allevamento delle regine e in tutto il mondo si sta ormai sviluppando un importante commercio a questo riguardo. Bisogna provvedere a prenotare le regine parecchio in anticipo!

La fecondazione

Nel corso della sua lunga vita, la regina esce dall’alveare solo una volta, quando compie il volo di fecondazione. Solitamente in una bella giornata di sole la giovane regina, ancora vergine, si leva infatti in volo e subito un drappello di maschi, i fuchi, guidati da sostanze volatili o “feromoni”, si affrettano ad accompagnarla.

La fecondazione ha luogo a parecchie decine di metri di altezza, in un vortice alato. La competizione tra i pretendenti è forte. Eppure la loro sorte non è invidiabile. Fin dall’inizio della fecondazione, il fortunato eletto ci rimette i suoi attributi maschili e una parte del suo sistema digestivo, e ciò che comporta la sua caduta e morte.

Dopo il primo accoppiamento, i fuchi devono liberare il passaggio ostruito dal loro predecessore prima di potere a loro volta fecondare la regina. E subito dopo morire... Nel corso del suo volo nuziale, la regina riempie quindi la sua spermateca (detta anche ricettacolo seminale, è una struttura tipica dell’apparato genitale femminile degli artropodi) di milioni di spermatozoi, grazie alle sue relazioni successive con quattro e sino a sei maschi o addirittura oltre.

La deposizione delle uova

Tre giorni dopo la fecondazione, la regina comincia rapidamente a effettuare l’unico, ma determinante, compito della sua esistenza: la deposizione delle uova. Essa produrrà da qualche centinaio a circa 2000 uova al giorno, a seconda delle stagioni.

Le uova fecondate da parecchi spermatozoi daranno vita a delle api operaie; quelle non fecondate, a dei fuchi. Questo fenomeno, denominato partenogenesi, designa la comparsa di generazioni senza fecondazione: l’uovo transita dalle ovaie della regina direttamente nella sua vagina, senza ricevere lo sperma. Le api operaie hanno dunque tutte una sola madre, ma possono avere padri differenti. In un alveare coabitano quindi diversi fratelli e sorelle. Quando la spermateca è vuota, la regina non depone più uova di api operaie ma unicamente di fuchi. Diventata “fucaiola”, essa mette dunque in pericolo l’avvenire dell’intera colonia. E decisamente tempo allora che una nuova regina fecondata di recente la rimpiazzi.

Dall'uovo all'insetto

Steso nel fondo della sua cella, l’uovo biancastro lascia uscire dal guscio una larva meno di 72 ore più tardi: nutrita con la pappa reale, parzialmente per un’ape operaia, integralmente per una futura regina, essa si svilupperà a una velocità straordinaria fino a occupare in meno di quattro giorni la totalità dell’alveolo. A questo punto, la larva non necessita più di cure e le api operaie ostruiscono la cella con una pellicola fine di cera, “l’opercolo”.

Protetta quindi la larva, essa si trasforma in ninfa. A questo stadio prendono forma per prima cosa la testa, il torace e l’addome, poi le ali, le zampe, gli occhi...

Ventuno giorni dopo la deposizione delle uova, l’ape operaia lacera da sola l’opercolo, si trascina fuori dalla cella e compie i suoi primi passi. Tuttavia, essa dovrà ancora nutrirsi di polline per qualche giorno per perfezionare la sua crescita. Il fuco, deposto in celle un po’ più grosse, deve pazientare invece ventiquattro giorni.

Le uova che danno origine ad api regine sono depositate in alveoli specifici, verticali, a forma di bocciolo e facilmente riconoscibili, sospesi molto spesso sul bordo esterno della covata. La regina nasce al termine del sedicesimo giorno e la sua prima attività consiste nelfeliminare le sue concorrenti straziandole con il suo pungiglione retrattile.

Questo testo è estratto dal libro "L'Apicoltura - Manuale Pratico Illustrato".

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