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La Luce dell'Occidente

Antichi Maestri - Anteprima del libro di Linda Johnsen

Gli eruditi del passato

Quasi nessuno legge più gli antichi greci perché, nel secolo scorso, gli studiosi sono riusciti in un’impresa che stupirebbe gli eruditi del passato: hanno reso i greci “noiosi”. Fino al Rinascimento i filosofi dell’antica Grecia erano riconosciuti come maestri spirituali di primaria importanza in tutto il mondo cristiano e in quello islamico. Platone era ritenuto uno dei più grandi mistici della storia della civiltà occidentale e Plotino, che continuò la tradizione platonica, un gigante della spiritualità dell’Occidente. Questi uomini non erano solo dei pensatori, ma erano ritenuti dei saggi che trasmettevano una profonda e ispirata tradizione mistica simile a quella dell’India.

Io non avevo molta pazienza con i testi greci, e mi ci volle del tempo per rendermi conto che non erano né noiosi né irrilevanti. All’università mi addormentavo durante le lezioni di filosofia ed ero risentita perché il mio professore infliggeva a noi studenti del primo anno i dialoghi di Platone e la metafisica di Aristotele.

Come altri figli degli anni Sessanta, per illuminarmi mi rivolsi alle Upanishad induiste e non alle Enneadi di Plotino, al Rama-yana e al Mahabharata dell’India e non dell'Iliade e all Odissea per trovare l'ispirazione, a Krishna e a Budda invece che a Omero o a Socrate come idoli. Rispetto ai veggenti induisti e ai siddha buddisti, i celebrati greci mi sembravano meno interessanti.

Alla fine però le mie ricerche indiane mi riportarono in Grecia. Appresi che un “mago” greco di nome Apollonio di Tania aveva visitato l’India nel I secolo d.C., e che un resoconto piuttosto dettagliato dei suoi viaggi era sopravvissuto. Leggere la stona di Apollonio fu un’esperienza eccitante, che mi rivelò sorprendenti collegamenti tra le culture della Grecia, di Roma, dell Egitto, della Persia e dell’India, ignorati dalla maggior parte degli storici moderni. Questo suscitò il mio interesse verso i filosofi greci: come mai molte delle loro dottrine e pratiche religiose corrispondevano agli insegnamenti dei saggi indiani? Aveva ragione Apollonio quando affermava che i greci avevano acquisito le proprie dottrine dagli egizi, che a loro volta le avevano apprese in India?

Cosi tornai a studiare i greci, leggendo le parti di Platone che il mio professore aveva consigliato di saltare. In quelle pagine trovai il nocciolo della questione, ossia la profonda spiritualità che oggi fa inorridire gli accademici, ma che affascinò le più grandi menti del mondo occidentale per più di mille anni.

Lessi gli storici greci come Erodoto, Diogene Laerzio, Diodoro Siculo e Plutarco, nel tentativo di scoprire cosa dicevano gli antichi della propria tradizione prima che gli studiosi moderni la reinterpretassero. Ero sbalordita dalle somiglianze tra il mondo greco di allora e l’India in cui viaggiavo oggi, dove la prospettiva degli antichi sopravvive nei villaggi bengalesi, nelle enclavi di Varanasi e nelle giungle di palme del Kerala. Il genere di pratiche spirituali che Plotino (uno dei più grandi maestri ellenistici) descrisse nelle sue Enneadi è vivo ancora oggi nelle grotte himalayane dove il filosofo è sconosciuto, mentre è moribondo nelle università americane ed europee in cui si studia il suo pensiero.

È sorprendente che oggi gli studiosi di yoga possano leggere Plotino e riconoscere immediatamente gli stati superiori di coscienza che descrive, correlandoli punto per punto con i livelli di meditazione elencati nello Yoga Sutra indiano del 200 a.C. Possiamo individuare l’influenza orientale in tutto il pensiero greco, anche se spesso gli studiosi occidentali ignorano questa contaminazione.

Rimasi così stupita dalle correlazioni tra la tradizione greca e quella yoga che cominciai a parlare degli antichi filosofi greci a tutte le persone che conoscevo. I miei amici si entusiasmarono quanto me ed esclamarono: “Queste informazioni sono incredibili! E inconcepibile non averne sentito parlare prima dora! Devi scriverci un libro!”. Ed eccolo qui.

Voglio far conoscere anche a te gli antichi maestri spirituali, i “guru” occidentali che purtroppo abbiamo dimenticato. Le loro vite, come quelle dei saggi di tutto il mondo, sono straordinarie. E il loro peculiare approccio alla spiritualità ricorda quello degli induisti, dei buddisti, degli yogi e dei tantrici. Quella indiana era una cultura molto più antica e i saggi greci si discostano dai guru indiani per molti aspetti importanti. Ma le differenze non sono così grandi. Anche le religioni misteriche che ispirarono la civiltà greca e romana erano collegate al misticismo indiano, specialmente alle dottrine del karma, della reincarnazione e della trascendenza spirituale.

Gli elleni

Vorrei spendere qualche parola sul periodo e suoi luoghi di cui si occupa questo libro. Durante l’Età ellenica ed ellenistica, in Grecia ci furono straordinari progressi intellettuali. L’Età ellenica (arcaica e classica) iniziò nell’800 a.C. circa, epoca in cui sono solitamente collocati i poemi epici attribuiti a Omero, e durò fino al 336 a.C. circa, quando Alessandro Magno (discepolo di Aristotele che a sua volta era discepolo di Platone) apparve sulla scena mondiale.

L’Età ellenistica iniziò con Alessandro che diffuse la cultura greca fino in Afghanistan. Le sue conquiste si fermarono solo quando i suoi uomini si rifiutarono di andare oltre, riconoscendo che era inutile tentare di conquistare l’India. C’è chi fa terminare questo periodo nel 31 a.C. circa, con la nascita dell’Impero romano; c’è chi invece ritiene che esso proseguì fino al 500 d.C. circa, quando i sovrani cristiani fecero chiudere le università ellenistiche. Fino a quel momento la maggior parte delle persone istruite scriveva ancora in greco e la visione del mondo dei greci dominava la coscienza occidentale. In questo libro ti farò conoscere alcuni dei più importanti maestri spirituali del periodo greco-romano, dall’Età ellenica fino al VI secolo d.C.

Gli scienziati, i filosofi, gli artisti e i saggi “greci” non venivano solo dalla Grecia. Alcuni dei più grandi provenivano dalla Turchia e dall’Egitto, dall’Italia e dalla Bulgaria, dalla Sicilia e dalla Siria. A quel tempo la “Grecia” era più uno stato mentale che un luogo fisico.

Ritengo che portare il punto di vista orientale all’interno della cultura dell’antica Grecia ci aiuterà a comprendere quali sono le radici spirituali dell’Occidente. Se recuperiamo il nostro patrimonio culturale europeo, ci riconnettiamo con la spiritualità che è al centro della nostra civiltà.

Credo sia arrivato il momento di riportare in vita gli Antichi Maestri della Grecia, per ascoltare di nuovo la loro perenne saggezza e per vivere ancora una volta le verità senza tempo della vita spirituale attiva che essi incarnavano.

Questo testo è estratto dal libro "Antichi Maestri".

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