SELF-HELP E PSICOLOGIA

La meditazione come superpotere

Meditazione Mindfulness

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Sonia Choquette e scopri Il primo dei tre superpoteri in grado di cambiare la tua vita: la meditazione

Il tuo primo superpotere: la meditazione

Tra i tre superpoteri più strabilianti che noi esseri umani possiamo sviluppare, a mio avviso la meditazione è il più importante: ci rende più consapevoli delle nostre capacità e crea anche i presupposti perché gli altri due superpoteri - immaginazione e intuizione - raggiungano il loro pieno potenziale.

Cominciamo con la meditazione per svariate ragioni. In primo luogo, i pensieri creano la nostra vita, nel bene e nel male: per questo, poterli scegliere, o almeno avere un certo controllo su quanto consentiamo loro d'influenzarci, incide moltissimo sulla nostra realtà.

La nostra vita migliora quando i nostri pensieri sono positivi, pieni d'amore, accettazione e compassione. Poche persone, però, si trovano sempre in questa disposizione mentale edificante: la maggior parte degli individui è invece distratta da troppe preoccupazioni, stress, sfiducia, critica, paura e isolamento. Se non controllate, queste idee negative finiscono per soggiogarci e renderci schiavi, facendo ammalare la nostra mente, il nostro corpo e la nostra anima.

Se praticata costantemente nel tempo, la meditazione ci libera dall'abitudine di lasciare che i nostri pensieri ci controllino. Ancora meglio, con certi tipi di meditazione cominciamo perfino a sostituire i nostri pensieri, scegliendone altri più benevoli, amorevoli e compassionevoli. Quando ciò accade, cominciamo a sentirci meglio, ad acquisire fiducia in noi stessi e a goderci la vita.

Che cos'è la meditazione?

La meditazione è una semplice pratica quotidiana che consiste nel calmare la mente e nel rilassarsi. Non ci fa smettere di pensare, ma ci aiuta a essere meno soggiogati dai nostri pensieri e ci rende più reattivi al mondo, tanto esteriore quanto interiore.

La meditazione ci ricorda di respirare, cosa che in sé è già un grande sollievo, soprattutto per chi di noi è spesso preso da mille impegni, nel tentativo di gestire più di quanto vorrebbe e in difficoltà nel soddisfare le richieste cui è sottoposto. In queste circostanze può capitarci di adottare la primitiva modalità di reazione del tipo "attacco o fuga", e ci ritroviamo con il fiato corto, il battito cardiaco accelerato e uno stato di allerta costante. Ovviamente nessuna di queste situazioni fa bene alla nostra salute, né mentale né fisica. Se ci sentiamo così, la meditazione diventa la nostra cura.

Meditare ci ricorda che noi non siamo i pensieri che vorticano nella nostra mente, molti dei quali negativi e pieni di paura, ansia e timore. Questa pratica c'incoraggia a fare un passo indietro per osservare pensieri ed emozioni con un certo distacco, come se non fossero altro che auto che passano per strada. Quando meditiamo, impariamo a lasciarli scorrere, invece d'inseguirli. Questo processo crea la giusta distanza da idee e sentimenti che ci fanno sentire stressati e insicuri.

La meditazione crea spazio nella mente e distende il corpo. Ci permette di respirare, di rilassarci, di rigenerarci, di calmarci, di passare da una reazione di "attacco o fuga" a uno stato di osservazione e obiettività e ci porta a reagire in maniera più consapevole. Ci aiuta a compiere scelte migliori.

La meditazione intenerisce il cuore, apre la mente, allevia lo stress e allontana da noi le "belve" mentali che ci molestano e ci vessano, di fronte alle quali ci mettiamo sempre sulla difensiva e ci sentiamo sotto assedio. Ci permette di abbandonarci tutti i giorni all'amorevole carezza del nostro Creatore, Madre e Padre. Quando meditiamo, usciamo dallo spazio tempo per entrare nel reame dell'eterno, dove vive il nostro spirito divino. E questo è davvero potente.

Il mio primo incontro in(canta)to con la meditazione

Il primo incontro con la meditazione per me avvenne attraverso la meditazione cantata, che imparai dal mio primo insegnante di sviluppo psichico, Charlie Goodman, quando ero appena adolescente.

Charlie mi disse che mi avrebbe insegnato a meditare: mi chiese di chiudere gli occhi e di seguire il suo esempio, inspirando profondamente, per poi lasciare andare un tonante "OOOMMM". Rimasi scioccata.

Scoppiai subito a ridere, senza riuscire a fermarmi. Non ero preparata a una cosa del genere e mi sorprese. Continuai a ridere per il disagio. Charlie m'ignorò del tutto, continuando a inspirare e a espirare ripetendo"OOOMMM".

Per cinque minuti continuai a ridere e lui a ripetere quel mantra, senza che nessuno dei due interrompesse l'altro. Poi, però, mi accadde qualcosa di strano. Smisi di ridere e provai. Inspirai, anche se il mio non fu un respiro proprio profondo ed emisi un insicuro "ooommm".

Quando il mio piccolo "om" entrò in connessione con il grande "OM" di Charlie, sentii le nostre vibrazioni unite fluire in tutto il mio corpo. Mi piacque la sensazione. Mi calmai. La mia mente si acquietò. E per questo continuai a provare. Stavo meditando. Continuai a ripetere quel mantra per altri dieci minuti.

All'inizio ripetevo l'"om" solo a lezione con Charlie, ma nel giro di qualche settimana mi trovai a cantilenarlo sottovoce la sera prima di andare a dormire. Era rilassante. Ero una ragazzina sensibile e quella meditazione mi aiutò a liberarmi delle mie angosce adolescenziali. Inoltre, quando meditavo, dormivo meglio e facevo sogni bellissimi.

In poco tempo mi ritrovai a ripetere "om" anche durante il giorno. Ripetevo "om" in auto, mentre andavo a scuola. Ripetevo "om" tornando a casa. Ripetevo "om" preparando la cena e lavando i piatti, lanciandomi perfino in una mia personale riedizione della canzone "Home on the Range" come "Om Om on the Range".

Mi piaceva quella meditazione. Smettevo di pensare e di preoccuparmi. Aveva su di me un effetto rasserenante e mi aiutava a sentirmi radicata e presente. Rendeva tutto più facile. Più a lungo continuavo ogni volta, più diventavo calma e rilassata.

Quest'esperienza fu la mia introduzione a questo superpotere e l'inizio dell'impegno di una vita verso la consapevolezza e la gioia della meditazione.

Meditazione. Inizia a recitare un mantra

Forse ti ho incuriosito un po' e adesso vorresti cominciare a recitare un "om" anche tu.

Dai, provaci.

Assicurati di essere solo, così da non sentirti in imbarazzo.

Comincia inspirando profondamente. Ma invece d'ingoiare l'aria, unisci le labbra e risucchiala come se stessi aspirando con una cannuccia, mantenendo nel frattempo la pancia morbida.

Quando raggiungi la capienza massima dei tuoi polmoni, forma una "O" con le labbra. A questo punto, lascia uscire lentamente l'aria dalle labbra emettendo un lungo "OOOO" e spingendo fuori il suono dall'addome finché arrivi quasi alla fine del respiro. Quindi serra le labbra e concludi con il suono "MMMM".

Tutto qui.

Ce l'hai fatta.

Ora ripeti, cercando la prossima volta di rilassare la gola e lasciare che il suono esca a partire dalla pancia e fluisca liberamente verso l'alto, attraversando la gola e la mandibola, come una sirena.

Goditi questa esperienza. Non prenderti troppo sul serio o non percepirai il piacere e i benefici della pratica.

Continua, tenendo questa volta gli occhi chiusi e concentrando lo sguardo sul punto centrale della fronte, sede del terzo occhio, l'occhio interiore intuitivo.

Assicurati di mantenere le spalle rilassate. Spingi l'aria nella pancia e, sempre dalla pancia, spingi fuori il suono "OOOOOOMMM".

Ripeti questo esercizio almeno dieci volte o anche di più, se riesci. A ogni "OM" inspira profondamente ed espira con lentezza, senza aver fretta di concludere la respirazione.

È possibile che, alla fine, provi una leggera vertigine. Quando termini l'ultimo "OM" e torni a respirare normalmente, tieni gli occhi chiusi finché non ti senti stabile e radicato.

A questo punto, strofina lentamente i palmi delle mani insieme e collocali sugli occhi. Picchietta con dolcezza sul terzo occhio con entrambi i medi, portando poi i palmi in grembo.

Apri gli occhi, lascia vagare lo sguardo sul pavimento e respira.

Al prossimo respiro trattieni l'aria, alza lo sguardo all'altezza degli occhi ed espira.

Permetti allo sguardo di spingersi nello spazio sopra di te ed espira ancora.

Per concludere, porta gli angoli delle labbra verso le orecchie, sorridi e inspira.

Trattieni il respiro per un attimo, poi espira e rilassati.

Tutto qui.

Hai appena concluso la tua prima semplice pratica di meditazione.

Se ti è piaciuta, ripeti la sequenza qualche volta durante la giornata.

Un altro motivo per meditare

Uno dei migliori motivi per meditare è che la meditazione frena la tendenza a reagire di scatto e aiuta a prendere decisioni migliori e più ponderate. Evita le reazioni affrettate o d'impulso, in cui finiamo per compiere scelte istintive e controproducenti o per mettere in atto comportamenti nocivi. La meditazione ti dà invece lo spazio per riflettere con calma e per esaminare appieno le tue opzioni e la situazione, e ti consente anche di accedere all'intuizione per capire cosa è meglio fare prima di agire.

Per esempio Robert, un counselor che lavorava in una scuola superiore pubblica del Michigan, aveva difficoltà a far sì che gli studenti mantenessero un certo equilibrio emotivo e si sentissero sostenuti quando attraversavano momenti difficili. Quasi tutti i giorni tornava a casa esausto, sopraffatto e con la sensazione di non essere stato all'altezza nell'aiutare i ragazzi quanto avrebbe voluto.

Non aveva però perso la speranza finché non era arrivata un'ambiziosa nuova preside. Ansiosa di migliorare le valutazioni generali sull'istituto, la preside cominciò a controllare tutti gli insegnanti e i counselor, tra cui anche Robert, criticandoli regolarmente perché, a suo dire, non facevano abbastanza. Si accanì particolarmente su Robert, incolpandolo di non prendere l'iniziativa e di non essere un membro del team scolastico abbastanza propositivo. Lo accusò, inoltre, di avere un atteggiamento negativo e di rendere difficile la comunicazione, accuse che a Robert non erano mai state mosse prima e che riteneva ingiustificate.

Giorno dopo giorno, sotto questo attacco continuo, Robert iniziò a sentirsi sempre più agitato e a mettersi sulla difensiva. In un'occasione, dopo che aveva gestito una situazione particolarmente difficile tra due studenti e la preside si era presentata nel momento peggiore con un altro giudizio negativo, perse la pazienza e le gridò di lasciarlo in pace.

Ovviamente la cosa non ebbe un buon esito: fu richiamato e gli fu comunicato che, per mantenere il posto di lavoro, avrebbe dovuto prendere parte a un corso per migliorare la comunicazione. Fuori di sé, Robert mi chiamò. Si sentiva offeso e perseguitato. Era arrabbiato e spaventato e non sapeva come risolvere la situazione. Chiaramente non poteva sbottare come aveva fatto e doveva tenere sotto controllo le proprie emozioni, nonostante le provocazioni e le critiche continue cui ora era sottoposto e che si aggiungevano al carico delle mansioni già molto stressanti del suo lavoro.

Consigliai a Robert di cominciare a meditare per alleviare parte dello stress e dell'impulsività. Gli spiegai chiaramente che, anche se la meditazione non sostituisce l'autocontrollo, avrebbe migliorato anche questo aspetto.

Disperato, accettò il mio suggerimento. Cominciò a meditare in maniera semplice, utilizzando una respirazione in quattro tempi che lo aiutasse a calmarsi. Gli raccomandai di praticare tutti i giorni e, tra una meditazione l'altra, di fare qualche respiro con quella tecnica prima di reagire a qualsiasi stress.

Sollevato all'idea di avere qualcosa cui aggrapparsi, decise di provare con gioia. Svariati mesi dopo, mi chiamò per raccontarmi che la meditazione stava salvando il suo lavoro e molto probabilmente anche la sua vita, dal momento che non era più così agitato da temere di essere sempre sul punto di avere un infarto.

Mi spiegò che, anche se la preside continuava a provocarlo, la meditazione gli aveva insegnato a non reagire d'impulso come faceva prima. Capiva che era l'ambizione della donna a spingerla a criticarlo, e non prendeva più i suoi commenti sul personale come aveva fatto in passato.

Per quanto continuasse a detestare quella persona, smise di permetterle di farlo dubitare del proprio valore e delle proprie capacità. Quando lei lo riprendeva, ora si limitava ad ascoltarla, rispondendo: "Va bene, farò del mio meglio." Al termine dell'ultima riunione mensile dei docenti, con grande sorpresa di Robert, la preside si complimentò con lui di fronte a tutti, definendolo un impiegato esemplare e ringraziandolo per aver accolto così bene i suoi suggerimenti.

Ovviamente gli altri insegnanti ora lo prendevano in giro ma, continuando con la respirazione, riusciva a tollerare anche questo. Sapeva che non era possibile piacere a tutti; inoltre, il suo lavoro consisteva nel prendersi cura degli studenti al meglio delle sue capacità, e questo era l'importante.

Con l'andar del tempo e continuando a meditare, smise di reagire in modo eccessivo, di stare sulla difensiva, di sbottare e di arrabbiarsi come faceva prima, e riuscì ad affrontare le giornate senza sentirsi sempre sul punto di scoppiare. Restò tanto colpito dai propri risultati da organizzare un corso di meditazione per i ragazzi della scuola e molti di loro ottennero esiti altrettanto positivi. La pratica equilibrò i loro sbalzi ormonali e li aiutò a sentirsi più stabili e concentrati, e questo, per un insegnante, è il regalo più prezioso. Mi disse anche che, con l'aiuto della meditazione, pensava che sarebbe riuscito a lavorare per i sei anni che gli mancavano alla pensione.

Il superpotere della meditazione è capace di farci prendere le distanze dai nostri stati mentali soggettivi e dalle reazioni impulsive, permettendoci di mantenere un certo equilibrio, indipendentemente dal comportamento degli altri. È possibile che il cambiamento che desideri non si verifichi in fretta o tutto in una volta ma, con la pratica regolare, avverrà di sicuro.

Data di Pubblicazione: 21 agosto 2018

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