SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

La meditazione: scienza e arte del vivere

La meditazione: scienza e arte del vivere

Scopri come sviluppare una profonda comprensione della tua personalità, dei comportamenti e delle relazioni leggendo l'anteprima del libro di Culadasa.

La meditazione: scienza e arte del vivere

La meditazione è una scienza, un processo sistematico di addestramento mentale. È proprio la «scienza» della meditazione che consente ai praticanti di ogni dove di sperimentare gli stessi sorprendenti benefici. È stato dimostrato che una pratica regolare di meditazione seduta aumenta la concentrazione, diminuisce la pressione sanguigna e migliora il sonno. La meditazione è stata impiegata per ridurre il dolore cronico, lo stress post-traumatico, l'ansia, la depressione e i disturbi ossessivo-compulsivi.

I meditanti giungono a sviluppare una profonda e preziosa comprensione della loro personalità, dei comportamenti e delle relazioni, così da riconoscere e cambiare facilmente i condizionamenti del passato e le visioni controproducenti che complicano l'esistenza. Grazie alla pratica meditativa hanno maggiore consapevolezza e sensibilità nei confronti degli altri, il che è enormemente utile tanto nel mondo del lavoro quanto nelle relazioni interpersonali. Inoltre, gli effetti rilassanti e calmanti della meditazione si traducono in una maggiore stabilità emotiva quando ci si deve confrontare con l'inevitabile stress dell'esistenza. Eppure, questi sono soltanto benefici accessori.

La piena realizzazione delle capacità meditative genera anche stati mentali unici e meravigliosi, caratterizzati da comfort fisico e piacere, gioia e felicità, profonda soddisfazione e pace interiore: tutti stati che predispongono la mente a un apprezzamento intuitivo della nostra interconnessione e fanno piazza pulita dell'illusione di separatezza creata dall'ego. È, inoltre, possibile godere dei suddetti frutti della meditazione per tutta la giornata, per più giorni di fila, e li possiamo rinnovare a piacimento, semplicemente sedendo e praticando. Descriverò tali stati mentali nel dettaglio, e l'addestramento sistematico qui presentato vi porterà a realizzarli con certezza infallibile. Tuttavia, anche in questo caso, le esperienze di picco non rappresentano lo scopo ultimo della meditazione. Sebbene beatitudine, gioia, tranquillità ed equanimità siano condizioni mentali molto piacevoli, sono anch'esse transitorie e facilmente perturbate dalla vecchiaia, dalla malattia e da circostanze esistenziali difficili. Inoltre, non garantiscono protezione dall'influenza corruttiva della brama, dell'avidità e dell'avversione, né dalle relative conseguenze. Ecco perché tali stati non rappresentano un fine in se stessi, ma soltanto uno strumento per giungere a uno scopo superiore.

Tale scopo superiore viene chiamato risveglio. Altri termini comunemente usati sono illuminazione, liberazione o autorealizzazione. Con ciò si intende una completa e duratura libertà dalla sofferenza, non contaminata dalla vecchiaia, dalla malattia e da circostanze avverse. La vera felicità, la beatitudine del perfetto appagamento dell'essere, scaturisce dalla liberazione dalla sofferenza. Il risveglio non rappresenta una qualche esperienza transitoria di unitarietà e dissoluzione temporanea dell'io. Si tratta della realizzazione di una saggezza genuina, una comprensione illuminata che sperimentiamo in virtù di una profonda realizzazione e del risveglio alla realtà ultima. È un evento cognitivo che dissipa l'ignoranza attraverso l'esperienza diretta. La diretta conoscenza della vera natura della realtà e la liberazione permanente dalla sofferenza sono l'unico obiettivo realmente soddisfacente del sentiero spirituale. Una mente dotata di questo insight sperimenta la vita, così come la morte, come una grande avventura, con il chiaro scopo di manifestare amore e compassione nei confronti di tutti gli esseri.

Se da un lato questo libro è una sorta di vademecum tecnico, dall'altro rappresenta anche una specie di manuale artistico. La meditazione è l'arte del vivere in piena consapevolezza. Quello che facciamo della nostra vita - la somma di pensieri, emozioni, parole e azioni, che colma il breve intervallo tra la nascita e la morte - costituisce il nostro grande capolavoro creativo. La bellezza e il significato di un'esistenza ben vissuta non consistono nei lavori che ci lasciamo alle spalle o in ciò che la storia potrà dire sul nostro conto. Dipendono dalla qualità dell'esperienza conscia che permea ogni istante del nostro stato di veglia e dall'impatto che abbiamo sugli altri.

Conosci te stesso

«Conosci te stesso» è il monito dei saggi. Per vivere in piena consapevolezza e creativamente come opere d'arte, dobbiamo comprendere il materiale grezzo di cui disponiamo. E ciò non è altro che il continuo dispiegarsi del flusso delle nostre esperienze consce. Sia che siamo svegli sia che stiamo sognando, tale flusso consiste di sensazioni, pensieri, emozioni, nonché delle scelte che compiamo in reazione a essi. Questa è la nostra realtà personale. L'arte e la scienza della meditazione ci aiutano a vivere una vita più soddisfacente, perché ci forniscono gli strumenti di cui abbiamo bisogno per esaminare ed elaborare le nostre esperienze consce.

Per dirla altrimenti, se vogliamo che la realtà personale sia modellata in direzione di un determinato scopo, anziché casualmente, dobbiamo comprendere la nostra mente. Ma il genere di comprensione richiesto non è soltanto quello intellettuale, che di per sé non sarebbe sufficiente. Come un naturalista che studia un organismo nel suo habitat, dobbiamo sviluppare una comprensione intuitiva della nostra mente. Ciò scaturisce soltanto dall'osservazione diretta e dall'esperienza. Affinché la nostra vita si trasformi in un capolavoro di arte e bellezza, creato in totale consapevolezza, dobbiamo per prima cosa realizzare la nostra capacità innata di essere pienamente coscienti. Poi, attraverso un'attività conscia adeguatamente organizzata, possiamo sviluppare una comprensione intuitiva della vera natura della realtà. È solo attraverso questo genere di profonda comprensione intuitiva che possiamo giungere a realizzare il più elevato scopo della pratica meditativa: il risveglio. L'obiettivo della nostra pratica dovrebbe essere proprio questo.

Quando la vita viene vissuta in modo pienamente cosciente, con saggezza, possiamo finalmente superare le emozioni e i comportamenti distruttivi. Non sperimenteremo più avidità, neppure in condizioni di bisogno. Né manifesteremo malanimo, se dovremo confrontarci con l'aggressività e l'ostilità. Quando le nostre parole e azioni scaturiscono dalla dimensione della saggezza e della compassione producono inevitabilmente risultati migliori rispetto a quando sono alimentate dall'avidità e dalla rabbia.

Tutto ciò è possibile perché la vera felicità scaturisce dall'interno, il che significa che possiamo sempre sperimentare la gioia, tanto nei momenti positivi quanto in quelli negativi. Anche se il piacere e il dolore fanno inevitabilmente parte del panorama delle esperienze umane, la sofferenza e la felicità sono del tutto opzionali. Sta a noi scegliere. Un essere umano pienamente risvegliato, che vive in piena consapevolezza, dispone dell'amore, della compassione e dell'energia per migliorare la situazione ogniqualvolta sia possibile, dell'equanimità necessaria per accettare ciò che non può essere cambiato e della saggezza per riconoscere la differenza.

Quindi, lo scopo finale della meditazione dovrebbe essere coltivare una mente capace di questo tipo di risveglio. È in tale prospettiva che ho scritto il libro. Spero sinceramente che la condividiate anche voi. Riguardo al risveglio, è talmente avvolto nel mito e nel mistero che molti tendono a confutarlo a priori. Non dubitate, è un obiettivo decisamente alla portata di tutti. Il Buddha ha detto che, con un addestramento adeguato, non dovrebbero essere necessari più di sette anni, e il frutto può maturare ancora più rapidamente. Nelle prossime pagine avrete modo di apprendere tutto ciò che avete bisogno di sapere su che cosa va fatto, come e perché. Considerate quest'opera come la guida di un viaggiatore che mette a vostra disposizione le mappe del territorio e le indicazioni dettagliate per giungere a destinazione.

Una tabella di marcia moderna per la meditazione

Questo libro è il risultato della scoperta che solo pochi praticanti esperti giungono a sperimentare gli stati più elevati della meditazione e le profonde realizzazioni che ne derivano. Mi sono reso conto che, anche dopo molti anni di tentativi, tanti non hanno realizzato il tipo di progresso che avrebbero dovuto raggiungere. Il problema non sta nella sincerità delle aspirazioni, né nella quantità di tempo dedicata alla pratica. Ciò che è loro mancato è stata una chiara comprensione delle precise capacità che vanno coltivate, in quale ordine e come fare per raggiungerle. In altre parole, ciò di cui avevano bisogno ma non disponevano era una mappa del processo.

Non dovete pensare che questo genere di tabelle di marcia non esista, perché indubbiamente non è così, ma è per lo più inaccessibile alla maggior parte dei meditanti. Circa 2500 anni fa, il Buddha ha offerto un addestramento meditativo basato su una sequenza di stadi descritti in una raccolta di versi conosciuta come Ànàpànasati sutta. Ognuno di essi descrive una fase di un metodo progressivo di addestramento della mente. Eppure quei versi non forniscono tanti dettagli pratici, e sono talmente criptici da risultare praticamente incomprensibili, almeno alla maggioranza dei praticanti meno esperti. Forse non occorreva che il Buddha entrasse nei dettagli, perché a quei tempi c'erano molte altre persone che potevano interpretare le sue parole e fornire chiare istruzioni.

Circa otto secoli più tardi, il monaco indiano Asanga identificò nove fasi distinte del processo dello sviluppo della concentrazione. Quattro secoli dopo di lui, un altro monaco indiano chiamato Kamalasila, che poi avrebbe insegnato in Tibet, descrisse le fasi di questo addestramento in un'opera in tre parti conosciuta come Gli stadi della meditazione (Bhàvanàkrama). Un'altra impareggiabile fonte di informazioni è Il sentiero della purificazione (Visuddhimagga), compilato nel V secolo da Buddhaghosa, grande commentatore theravada. Come tutti questi maestri hanno ben compreso, insegnare la meditazione attraverso varie tappe rappresenta un modo facile ed efficace per aiutare chiunque voglia ottenere i più elevati obiettivi della pratica.

Purtroppo queste eccellenti mappe del sentiero meditativo, come molte altre, sono state sommerse dal corpus di «letteratura di commento» delle diverse tradizioni buddhiste. Considerando la mole e la diversità di tali commentari, nonché il fatto che molti di essi devono ancora essere tradotti nelle lingue europee, non c'è da stupirsi che il meditante occidentale medio ne sia assolutamente all'oscuro. C'è poi la questione dell'interpretazione. Ben poche persone, a parte i grandi eruditi, sono in grado di interpretare l'oscura terminologia e il linguaggio complesso di certi densi testi provenienti da un periodo storico e una cultura molto lontani. Peraltro, gli insegnamenti tradizionali sulla meditazione non possono essere adeguatamente compresi senza avere una qualche esperienza del tipo di stati mentali descritti. A meno che i suddetti eruditi non siano anche grandi meditanti - il che spesso non è il caso - i loro tentativi di interpretazione saranno immancabilmente insufficienti.

La tabella di marcia moderna offerta in questo libro integra esperienza, tradizione e scienza. Si tratta di una sintesi basata sull'esperienza personale e alimentata dalle esperienze condivise con molti altri seri praticanti. Per dare un senso alle meditazioni che propongo e trovare le opportune indicazioni su come proseguire nel cammino, mi sono rivolto ai miei insegnanti, i sutta della tradizione pali, nonché ai commentari delle diverse tradizioni buddhiste. Queste fonti tradizionali mi hanno progressivamente fornito le informazioni di cui avevo bisogno e il contesto appropriato per far combaciare tutti i tasselli del mosaico. Integrando tali informazioni con le mie esperienze delle scoperte nel campo della psicologia e delle neuroscienze cognitive, ho compiuto un'operazione di «reingegnerizzazione» delle istruzioni tradizionali sulla meditazione, così da creare una mappa moderna del percorso meditativo. Tale mappa è suddivisa in Dieci livelli, grazie ai quali potrete tracciare i vostri progressi. Sebbene la struttura di questa presentazione discenda direttamente dagli insegnamenti tradizionali, e in particolare da quelli di Asanga, lo stesso non vale per le istruzioni sulla meditazione che l'arricchiscono.

Diverse tradizioni buddhiste

Inoltre, in questo libro trovate una fusione di insegnamenti provenienti da diverse tradizioni buddhiste. Pur essendo assolutamente coerente con ognuna di esse, non ne riflette nessuna in particolare. E credo che ciò costituisca uno dei suoi grandi vantaggi. Unisce gli insegnamenti sulla meditazione mahayana di origine indo-tibetana e quelli della tradizione theravada, mostrando come si completino a vicenda. Le tecniche qui illustrate si applicano a ogni genere di pratica meditativa.

Vi prego di tenere presente che tutti questi insegnamenti, originariamente, erano rivolti a monaci che vivevano protetti in comunità di meditanti. Non c'era quindi bisogno di dare istruzioni di base e dettagli pratici, o citare degli esempi. Si trattava di una situazione ben diversa rispetto a quella dei praticanti laici di oggi. Molti di loro si addestrano con una guida minima, e spesso per conto proprio. Quindi, pur attenendomi strettamente agli insegnamenti originali, fornisco un maggior numero di dettagli ed esempi. Inoltre, ho aggiunto un livello in più - «Porre le basi della pratica meditativa» - ai nove stadi di Asañga, per aiutare coloro che si cimentano nella sfida di trovare il tempo per meditare in una vita quotidiana oberata di impegni, tra lavoro, famiglia e responsabilità varie.

Queste e le altre difformità che troverete in quest'opera riflettono la differenza di praticare in un ambiente laico rispetto alle condizioni dell'ambiente monastico. Per aiutarvi a progredire nel contesto della vostra vita familiare, vi fornisco una chiara mappa del processo che descrive l'intero sentiero spirituale, passo dopo passo: ciò che dev'essere realizzato a ogni livello e come arrivarci, quali elementi sia più opportuno lasciare a uno stadio successivo e quali siano gli errori in cui è facile incorrere. Altrimenti, il sentiero contemplativo rischia di assomigliare a un trasferimento da New York a Los Angeles con indicazioni tipo «svolta a destra» o «svolta a sinistra», ma senza una mappa stradale, o una descrizione dei luoghi attraversati. Magari qualcuno riuscirebbe ad arrivare ugualmente a destinazione, ma la maggior parte si perderebbe per strada. Per contro, una mappa accurata vi consentirà di sapere con esattezza dove vi trovate, e verso che cosa dovrete poi dirigere la vostra attenzione. Ciò renderà l'intero percorso molto più rapido, facile e godibile.

Un libro come questo richiede inevitabilmente un suo specifico vocabolario tecnico. Alcuni dei termini utilizzati derivano dalla psicologia occidentale e dalle scienze cognitive, mentre altri provengono dalle antiche lingue dell'India: il pali e il sanscrito. Poi ci sono parole che vi risulteranno già familiari, e a cui avrete già fatto ricorso numerose volte, quali «attenzione» e «consapevolezza», anche se qui me ne servirò in un modo decisamente specifico. Concedervi un po' di tempo per prendere confidenza con il significato di questi termini vi sarà molto utile. Così, potrete disporre di un linguaggio preciso che descrive le pratiche e permette di comprendere nel dettaglio le esperienze e gli stati mentali. Definirò questi termini chiave nel modo più semplice e chiaro possibile, evidenziandoli in corsivo e grassetto ogni volta che faranno la loro comparsa in un nuovo contesto. Potete trovarli tutti quanti nel glossario alla fine del volume.

Data di Pubblicazione: 27 agosto 2019

Lascia un commento su questo articolo

Caricamento in Corso...