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La Ricchezza Istintiva

La Felicità Fa i Soldi - Anteprima del libro di Davide Francesco Sada e Enrico Garzotto

Guadagnare per sopravvivere

La ricchezza istintiva rappresenta l'infanzia della ricchezza. Nel viaggio verso la ricchezza consapevole, tutti coloro che non hanno ancora piena coscienza delle proprie capacità innate di produrre ricchezza a volontà, senza sforzo, si trovano nella fase della ricchezza istintiva: lavorano per arrivare a fine mese.

La ricchezza di tipo istintivo assomiglia allamore istintivo: ci serve per sopravvivere, o meglio, per far sopravvivere la nostra specie. Essa soddisfa un impulso naturale, anche se primordiale, della natura umana. Chi si trova in questa fase vive nella costante insicurezza circa le proprie capacità, e nel compiere ogni azione è totalmente dominato dalla paura. Paura di rimanere senza denaro per mangiare, di non avere un tetto, paura di crescere i propri figli e paura di non essere in grado di far fronte agli imprevisti.

Quasi sempre, l'attività alla quale dedichiamo la maggior parte del nostro tempo e delle nostre energie non ci piace. Eppure, andiamo avanti lo stesso. Nella maggior parte dei casi mentiamo a noi stessi: «Mo, in realtà il mio lavoro mi piace», ma, inesorabilmente, ci sorprendiamo a soffrire di sbalzi di umore, e a dire, ogni settimana: «Grazie a Dio, è venerdì».

Il 75%8 degli italiani si trova in questa condizione. Probabilmente, molti di noi si riconoscono almeno in parte in questa descrizione, ma non è un problema solo nostro, stiamo tranquilli. Megli altri Paesi non va molto meglio. In alcuni, la percentuale di insoddisfazione può arrivare addirittura al 99% della popolazione. In altri stati, magari un pochino più evoluti, può scendere al 75%, ma si tratta comunque di cifre molto alte. Come possibile?

Perché accade questo? Perché così tai "schiavi" del lavoro e della necessità?

Il motivo è molto semplice: abbiamo imparato a essere tali fin da piccoli. Ci hanno insegnato che le persone per bene lavorano per guadagnare, e più lavorano più guadagnano. L'energia era da destinarsi quasi interamente all'occupazione principale, quella che ci permette di comprare il pane e di avere un tetto sopra la testa. Così ci hanno insegnato, e così siamo cresciuti. Diventati adulti, abbiamo ovviamente riprodotto lo schema e lo abbiamo trasmesso ai nostri figli e ai nostri nipoti.

Un inferno necessario

La ricchezza istintiva ci serve per mangiare.

E già qualcosa, tutto sommato.

Infatti, in sé, questo tipo di ricchezza non è un vero e proprio "male". E propedeutica a soddisfare l'istinto; ci permette di mantenere il nostro corpo e la nostra mente funzionanti.

È il livello base della ricchezza. Se vogliamo scalare la vetta, dobbiamo partire da qui.

Più o meno, questo livello coincide con la base della Piramide di Ma-slow, uno psicologo americano che schematizzò in una scala i bisogni dell'essere umano, distribuendoli all'interno di una piramide. Si parte da quelli fondamentali - o fisiologici - per poi salire via via verso bisogni sempre più raffinati ed evoluti, fino ad arrivare al vertice, dove albergano quei bisogni e quelle necessità che sono legati all'autorealizzazione: la creatività, la spontaneità e l'assenza di pregiudizi.

Tutti noi conosciamo bene quali sono i bisogni primari dell'uomo, ne abbiamo esperienza diretta. A volte, ne siamo quasi schiavi e la loro soddisfazione riempie le nostre giornate, senza lasciarci tempo per altro. Parliamo di tutte quelle azioni che dobbiamo fare necessariamente ogni giorno, a meno che non decidiamo di lasciarci la pelle: respirare, alimentarci, dormire...

Spesso, in questa fase della ricchezza non c'è spazio per altro. La nostra vita è ridotta alla sopravvivenza biologica. Si cerca di lavorare il più possibile per guadagnare il più possibile; il prossimo mese, poi, si ricomincia da capo.

Istintivi, con i soldi e senza

Attenzione a non confondere i nostri tre livelli della ricchezza con la nozione marxiana di classe sociale. Le tipologie di ricchezza che stiamo analizzando non riguardano tanto lo spessore del portafoglio, E, soprattutto, chiediamogli se sarebbe disposto a sopportare lo stesso livello di stress e fatica percependo lo stipendio del suo segretario. Entrambi sono sulla stessa barca. Solo che quella del top manager è più lunga e necessita di molti più soldi per essere mantenuta.

Anche se conquistiamo una posizione elevata nella scala gerarchica dell'organizzazione sociale, se rimaniamo incatenati alle dinamiche usuranti della ricchezza istintiva, siamo pur sempre schiavi del lavoro, in balia di preoccupazioni e paure.

Come abbiamo già detto, il tipico stato emozionale di chi vive nella ricchezza istintiva è proprio quello della paura. Lo stesso identico livello dell'uomo primitivo, che non poteva mai sapere se avrebbe saltato il pranzo successivo. Ogni giorno doveva uscire dalla caverna e sperare di incontrare un'antilope nella savana. Che stesse bene o male, tirasse vento o piovesse, se voleva sopravvivere doveva uscire e andare a caccia. Una volta uccisa la preda, allora, e soltanto allora, poteva soddisfare il suo stomaco, sempre che non arrivasse un leone o un branco di iene a portargli via il pranzo.

Questo testo è estratto dal libro "La Felicità Fa i Soldi".

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