SELF-HELP E PSICOLOGIA

La stanza del lavoro: come realizzarci professionalmente

La stanza del lavoro: come realizzarci professionalmente

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La stanza del lavoro

Oggi più che mai, se vogliamo essere efficaci e produttivi, raggiungere gli obiettivi professionali e aziendali, dobbiamo assolutamente riconoscere l’importanza di quello che viene definito work life balance.

Il termine inglese esprime molto bene la necessità che ci sia equilibrio tra lavoro e vita privata, tra tempo ed energia investiti nella nostra attività e tempo residuo che ci rimane da dedicare agli altri aspetti della vita e alle relazioni extra-lavorative.

Il tempo dedicato al lavoro, calcolato in ore, rappresenta in percentuale una parte consistente dell’esistenza. Se immagini la tua vita metaforicamente come una casa, potrai osservare che al suo interno ci sono cinque stanze: la stanza dell’amicizia, quella della famiglia, quella del lavoro, quella dell’individualità e quella della spiritualità. Queste stanze sono comunicanti.

E' importante avere il giusto equilibrio e la giusta armonia nella gestione del tempo suddiviso tra queste stanze. A tutti è evidente che il tempo che trascorriamo nella stanza del lavoro è molto rispetto a quello che ci rimane da dedicare al benessere, alla salute e alle relazioni. Dobbiamo prendere consapevolezza di ogni cosa che viviamo: renderci conto di dove siamo apre la strada al raggiungimento dei nostri obiettivi.

La stanza del lavoro ha una grande importanza perché è la palestra in cui possiamo allenarci ogni giorno a essere migliori.

Certo, tutte le volte che entriamo in una palestra e vediamo i pesi e gli attrezzi non ci viene voglia di fare esercizio fisico, di sudare e faticare. Che cosa ci spinge ad andare oltre la fatica? La motivazione che abbiamo e l’intenzione che ci mettiamo: è questo che ci permette di superare la fatica e arrivare al traguardo; la stanza del lavoro rimane uno dei luoghi migliori per raffinare il carattere, equilibrare il temperamento, irrobustire i muscoli della mente per realizzare le performance più soddisfacenti. Se non ci fosse questa stanza, per quanto mi riguarda, non avrei vissuto esperienze di grande arricchimento; qui puoi sentire grande energia e forza.

Pensa che è lo spazio in cui hai la possibilità di creare idee, progetti che da zero possono arrivare a un valore milionario, hai la possibilità di espanderti, di innovare. Ma prima di tutto, per muovere passi significativi, devi avere ben chiara quale sia la tua situazione in questo momento, nel presente.

Osserva con attenzione la tua stanza del lavoro e domandati come sei arrivato ad avere questo tipo di stanza, con queste determinate caratteristiche. Esplorare la stanza è un passo necessario: non puoi cambiare e migliorare ciò che non conosci. Se ti domandi da dove potresti iniziare l’esplorazione ti consiglio di partire dalle tue radici.

L’approccio che abbiamo riguardo al nostro lavoro deve tenere conto delle radici, del passato.

Siamo sempre influenzati da ciò che hanno fatto i nostri genitori, da come abbiamo vissuto in famiglia la dimensione del lavoro: comprenderlo è la chiave che ti aiuterà a cambiare, a potenziare il business, a sbloccarti là dove ci sono ancora dei limiti.

Nella nostra vita viviamo modalità ed esperienze derivanti dall’energia che ci è stata tramandata; noi abbiamo, senza alcun dubbio, la possibilità di emanciparci dai limiti che hanno bloccato i nostri genitori ma - non dimenticarlo mai - possiamo utilizzare il loro successo, le loro qualità e attitudini come ispirazione: portiamo nel presente le soft skill che riconosciamo loro, come un bagaglio esperienziale a nostra disposizione.

Un fallimento a cui abbiamo assistito in famiglia può essere un fardello pesante da portare, ma non è detto che debba costituire per noi il limite per realizzarci professionalmente. Il vissuto dei genitori dovrebbe essere una leva propulsiva che ci aiuta a vivere le nostre esperienze: analizziamo e comprendiamo quali siano stati i fatti che hanno portato in errore i nostri parenti.

Il primo passo di comprensione riguardante la stanza del lavoro inizia da qui. Una cosa utile che puoi fare è pensare a come rappresenteresti questa stanza, identificandola con il tuo ufficio, quindi con un luogo fisico o con altro; in ogni caso, ricorda sempre che la stanza del lavoro è fatta da persone che sono con te, permeata dalla buona energia delle ambizioni e dei progetti.

L'energia a volte può cambiare. Quando capita di sentire un’atmosfera gravosa, pesante, che cosa facciamo? A livello istintivo puntiamo il dito contro gli altri ed è una forma di difesa. Allora iniziano le litanie con cui diamo la colpa ai collaboratori, ai politici, alle banche, ai fornitori. Ci sarà anche una parte di verità ma non puoi fermarti qui. Devi andare a fondo. Se rimani focalizzato su questo, considera che sei in superficie e da questa posizione è difficile avere la lucidità necessaria.

Preso atto del clima e dell’energia che si respirano in questa stanza, vai avanti e chiediti come sei arrivato al punto in cui ti trovi ora. Se la tua stanza è piena di luce, di bellezza, di aspirazione: che cosa hai fatto per arrivare a questo ideale, a creare una tale energia? Quali valori, quali talenti, quali azioni hai intrapreso per essere ciò che sei nella stanza del lavoro? Come sei riuscito a realizzare quello che hai realizzato?

E, allo stesso modo, se ti trovi in una situazione difficile, di crisi, devi rivedere con coraggio il tuo cammino per evidenziare i passi e le scelte che ti hanno condotto dove sei. In queste situazioni difficoltose puoi essere portato ad andartene, ad abbandonare. Non farlo prima di aver compreso le ragioni su cui si è costruita la situazione del tuo presente.

C’è una grande verità: superiamo solo quello che comprendiamo

Ti può capitare di sentire che il passato pesi ancora sulla tua attività, lo avverti nella mancanza di energia, di flusso creativo ed economico. Analizza con onestà che cosa ti stia condizionando, vai a fondo. Un consiglio che posso darti è quello di accompagnare la riflessione con la scrittura: scrivere porta a galla anche molti momenti che avevamo dimenticato, apre nuove strade per indagare noi stessi.

Rivedi i ricordi legati al passato che pensi possano averti influenzato. Non fermarti anche quando questo percorso diventa difficoltoso e vorresti lasciar perdere. Può succedere che tu ti renda conto quanto molti accadimenti vissuti nell’infanzia e nell’adolescenza abbiano minato la tua sicurezza, la tua autostima. Osservarsi, riflettere su se stessi senza giudizio ma con lo scopo di comprendere porta sempre cambiamento, evoluzione.

Quando mi trovavo in India, il mio maestro Sathya Sai Baba, un giorno, alla mia richiesta di poter essere ricevuto in interview mi rispose con un sorriso consigliandomi di dedicarmi invece alla innerview, cioè all’introspezione. Sul momento ci rimasi male ma poi compresi il valore del suo consiglio, che qui ripropongo a te: osservati dentro, in profondità. Nell’introspezione c’è un vizio di forma in cui ti esorto a non cadere. Le persone non si stimano perché la bilancia non è mai in equilibrio, i pesi tendono sempre verso il basso; in molti si sottovalutano, sminuiscono i loro talenti, le loro esperienze. Al contrario, a volte, si verifica l’effetto opposto: si tende a sopravvalutarsi, alimentando e gonfiando l’ego. L’autostima ti permette di scoprire il vero valore della persona che sei in relazione alle altre persone, alla tua capacità di soddisfare i bisogni, di essere utile e al servizio dei clienti e di chi ti incontra in questa stanza.

Quando ti stimi con equilibrio sei in grado di portare valore nei rapporti con le altre persone, aiutandole nel percorso che devono compiere nell’ambito lavorativo. Quando conosci te stesso, nelle tue potenzialità e nei tuoi limiti, allora saprai anche gestire situazioni di malessere con i collaboratori. Sai comprendere, la tua sensibilità ti permette di andare oltre le apparenze e le parole. Fai tutto il possibile per comprendere ma, allo stesso modo, impara a difenderti e a lasciar andare.

Seneca ci ricorda che se vuoi il successo ti devi preparare a subire attacchi, invidie, gelosie e stupidità. Non possiamo controllare tutto, non possiamo prevedere e pilotare le azioni degli altri, ma possiamo essere consapevoli e pronti a gestire quello che accadrà tornando sempre ai valori che ci guidano.

Se vivi in un ambiente di lavoro complicato non pensare che andartene o licenziarti sia sempre la soluzione migliore. Se non comprendi perché vivi una data situazione non andrai lontano. Le situazioni spesso hanno il compito di segnalarci che qualcosa deve cambiare in te, nel tuo sistema interiore. Non è scappando che risolverai. Così come non è attaccando gli altri che troverai la soluzione.

Mi è capitato, lavorando nelle organizzazioni e nelle aziende, di ricevere le confidenze di manager e dipendenti, di professionisti e collaboratori. Ci sono rapporti che possono essere curati e migliorati, altri che devono essere troncati per intraprendere strade differenti.

Nella stanza del lavoro ci misuriamo con gli altri che a volte sanno stimolare il peggio di noi ma - a differenza della stanza della famiglia - non possiamo sempre reagire con estrema libertà. Possiamo, invece, lavorare sul nostro carattere tanto da non permettere agli altri di infierire o di alienarci.

Non essere mai una vittima

Non consentire a nessuno di erodere i tuoi valori. Conserva l’entusiasmo, perché ti permetterà di mantenere alta l’energia. So bene che non è sempre facile conservare un atteggiamento equilibrato. Evita di cadere preda di pensieri depotenzianti; come esseri umani abbiamo una grande opportunità, quella di poter scegliere la qualità dei nostri pensieri che diventano azioni.

Mantieni il focus sul pensiero che ti donerà forza ed energia senza farti portare a fondo dalla zavorra dell’arrendevolezza.

Credo tu sappia bene che, in qualunque campo lavorativo, non troverai mai un ambiente idilliaco, la pace assoluta. Del resto forse non lo vuoi neanche: chi è imprenditore è mosso da uno spirito pionieristico e battagliero, in mancanza di sfide e di problemi non potrebbe realizzarsi a pieno; non siamo abbastanza allenati a gestire i momenti di conflitto, a portare un reale contributo nella risoluzione dei problemi, eppure siamo nella migliore delle palestre, dove affiniamo le nostre capacità per ottenere il meglio dalle esperienze che viviamo.

Abbi il coraggio di donarti ciò che meriti indagando il tuo passato per dare forte impulso al presente. Devi attraversare la memoria del passato e farti una serie di domande lasciando fuori rabbia o risentimento che non ti gioverebbero a nulla.

Ti ricordi che lavoro faceva tuo padre? Pensa se ricordi, per esempio, il suo timore di non farcela, che tipo di energia irradiava - paura, ira? - oppure se generava la virtù del denaro, se c’era prosperità nella tua casa. E' importante che analizzi quali fossero le capacità di tuo padre, il suo rapporto con le persone, con i suoi colleghi. Chiediti che cosa amasse del suo lavoro. Valuta bene il tuo sentire. Evidenzia quale delle sue qualità ricordi o che cosa non ti piaceva del suo modo di porsi, se dedicava troppo tempo al lavoro e se per te era un padre assente. Svolgeva un lavoro rischioso? Era portato ad andare oltre i limiti? Rivedi il suo rapporto con gli altri: era prepotente o invadente? Qual era il suo livello di autostima? Fai la stessa analisi riguardo al lavoro di tua madre. Scrivi tutto quello che ti viene in mente e osservando il risultato dell’analisi vedrai quanti elementi importanti emergeranno.

Non può essere un’analisi esaustiva se non guardi alla tua infanzia e ai tuoi desideri di bambino. Quello che è in te non è solo tuo, viene da lontano.

Che cosa immaginavi, che cosa volevi diventare da grande? Farti questa domanda significa andare molto in profondità, ritrovare i tuoi sogni, e questo non può che fare bene alla riflessione sulla tua stanza del lavoro. Riconnettersi con i propri sogni ci aiuta a capire quali siano i nostri veri e più profondi talenti.

Le esperienze che abbiamo vissuto sono state significative perché è nell’età adolescenziale che il carattere inizia a delinearsi, a prendere coscienza di sé. Nel nostro serbatoio subcoscienziale abbiamo immagazzinato delle esperienze che determinano ciò che stiamo facendo ora nella stanza del lavoro; allo stesso modo, altre energie e altre esperienze non ci permettono di compiere quel salto di qualità che desideriamo e sentiamo necessario per noi.

I bei momenti che vivi e che fai vivere agli altri sono legati al tuo vissuto ma possono crescere, essere potenziati. Nella stanza del lavoro la tua realizzazione potrebbe non essere legata al fatto che tu stia facendo la professione che sognavi da bambino, ma potresti accorgerti che di quell’energia, di quello stupore e immaginazione hai conservato l’imprinting, il valore intrinseco e profondo del tuo sogno.

Sei preminente quando hai conservato l’estro creativo del tuo talento originario. Quando il tuo agire risponde alla chiamata, alla vocazione interiore che hai sempre sentito.

Così come è utile domandarsi chi siano state le persone che ti abbiano ispirato e quanta gratitudine ti senti di provare nei loro confronti. Tutto quello che ti hanno insegnato ha valore, anche ciò che sembra piccolo e semplice assume grande importanza nella tua formazione. Da questa riflessione profonda puoi trarre grande energia. Pensa a tutto quello che ti hanno trasmesso: l’insegnamento, la passione, la determinazione, il sacrificio, la volontà di riuscire, la bellezza di essere al servizio degli altri, la capacità di generare prosperità e tanto altro.

Data di Pubblicazione: 16 dicembre 2019

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