Leggi in anteprima un estratto dal libro di Carole Dougoud Chavannes e scopri l'importanza della fermentazione e della germinazione nella storia umana.

La storia dei semi germogliati

Numerose antiche civiltà conoscevano il valore dei cibi germogliati per guarirsi o per nutrirsi. Le loro pratiche alimentari includevano la fermentazione e la germinazione per ragioni pratiche: una serviva alla conservazione in un’epoca in cui la refrigerazione era sconosciuta; l’altra, ancora in auge nei paesi tradizionali, serviva e precuocere il cibo per ridurre il suo tempo di cottura (risparmio di legna) e facilitarne la digestione.

La fermentazione era legata alla germinazione in numerose ricette. È ad esempio il caso delle bevande nate più di 6000 anni fa e perfezionate nel tempo sino ai nostri giorni: birra di mais (Inca e Aztechi), birra densa d’orzo e di grano (Sumeri). In Africa, si producono ancora birre a partire dal miglio germogliato e dei pani a base di orzo fermentato.

La prima farmacopea cinese, che data al II secolo, cita la soia germogliata. Un medico di Baghdad menziona verso l’anno 1200 el neideh, un pane cotto di grano germogliato.

Nel Vangelo della pace di Gesù Cristo del discepolo Giovanni, Gesù spiega la panificazione con grano germogliato: lo zur esseno, gallette essiccate su pietre al sole (a seguire la traduzione dei testi a cura di E. Szekely):

«Lasciate che siano gli angeli di Dio a preparare il vostro pane. Bagnate il vostro grano affinché possa penetrarvi l’angelo dell’acqua, quindi disponetelo all’aria affinché sia abbracciato anche dall’angelo dell’aria; poi lasciatelo al sole dal mattino alla sera affinché possa discendervi anche l’angelo della luce del sole. E la benedizione di questi tre angeli farà sbocciare in fretta nel vostro grano il germoglio della vita. Poi macinate il vostro grano e ricavatene delle cialde sottili come fecero i vostri padri quando lasciarono l’Egitto, la dimora della schiavitù. Quindi disponete di nuovo quelle cialde al sole fin dal mattino e a mezzogiorno giratele affinché, prima del tramonto, l’angelo del sole possa abbracciarle anche dal lato opposto. Perché il vostro pane deve essere preparato da quegli stessi angeli che hanno nutrito e maturato il grano nei campi. E lo stesso sole che, grazie al fuoco della vita, fece crescere e maturare il grano dovrà, con quello stesso fuoco, cucinare anche il vostro pane. Perché il fuoco del sole dà la vita al grano, al pane e al corpo; ma il fuoco della morte uccide il grano, il pane e il corpo. E gli angeli viventi del Dio vivente servono solo gli uomini vivi, perché Dio è il Dio della vita e non il Dio della morte».

Alcuni tipi di germogli fanno ancora parte dell’alimentazione odierna: nei paesi dove si consumano Leguminose queste sono sempre pregerminate prima della cottura. Al mercato si trovano fagioli freschi e germinati.

In Africa del Nord e in Medio Oriente: hummus ai ceci germogliati; cure di pulizia al fieno greco germogliato in Egitto; grano germogliato e disidratato detto bulgur.

In Asia: germogli di soia e tempeh (soia germogliata e fermentata); kimchi a base di cavolo fermentato.

In Europa: germogli per il bestiame (ruota di sette scomparti: ogni giorno, la rastrelliera dei semi germogliati pronti viene mescolata al foraggio); pregerminazione delle lenticchie fino alla seconda guerra mondiale, crauti, insalatini di verdure, crescione e giovani butti noti sin dal Medioevo.

Gli Hunza, un popolo del Pakistan, noti per la loro longevità, sfruttano al massimo i semi germogliati.

Raw Living Food

Al giorno d’oggi, occorre rendere omaggio a persone come il dottor Maximilian Bircher-Benner o Ann Wigmore.

Il dottor Bircher-Benner constatò che l’alimentazione cruda favoriva il processo di guarigione. Egli dimostrò che i fotoni della luce solare si accumulano nelle cellule viventi allo stesso modo di un laser e che i sistemi enzimatici biologici sono attivati da questo effetto luminoso in maniera molto più intensa che dall’energia calorica. Egli suddivise le cellule vegetali in quattro gradi di ordine secondo la loro prossimità biologica alla fotosintesi. Questi quattro gradi divennero la base più importante della sua dietetica.

Ann Wigmore è guarita da numerose malattie nella sua casa di cura a Boston, The Red House, grazie a un consumo esclusivo di semi germogliati, giovani germogli, succhi verdi a base di erbe di cereali e cibi crudi misti e appetitosi. Dalla sua ispirazione sono nati numerosi istituti americani che accolgono centinaia di pazienti ogni mese. I centri salutistici di Viktoras Kulvinskas, Anna-Maria e Brian R. Clement, Gabriel Cousens lavorano senza sosta per far conoscere questa dietetica d’avanguardia basata sulla nutrizione cellulare e che mette in primo piano l’efficacia del cibo vivo. L’Istituto Hippocrates in Florida è conosciuto a livello internazionale per il suo programma “Life Change” in cui si impara a preservare il proprio capitale di enzimi e a prevenire le malattie della civiltà: diabete, squilibri del colesterolo, intossicazioni, dipendenze, fatica cronica, sovrappeso, invecchiamento precoce e cancro. Questo movimento di ritorno alle fonti è nato cinquant’anni fa e conta oggi due milioni di aderenti. Si nota un’espansione rapida di questo movimento in tutti i paesi occidentali che hanno un orientamente comune al cibo spazzatura.

Il più vecchio laboratorio del mondo è quello della Natura

Da un seme piccolo come una ghianda nascono una quercia o una sequoia. Non è incredibile? Esso possiede l’intero codice dello sviluppo della pianta che può essere sfavillante.

Cosa fa l’uomo in tutti i suoi tentativi se non riprodurre questo meraviglioso campo di esperienze?

Nell’epoca in cui realizziamo finalmente fino a che punto abbiamo deviato dalle leggi della Natura, l’azione di far germogliare semi in casa nostra è un primo passo di riconciliazione, un gesto semplice in un angolo del nostro habitat che ci riconduce nella magia della vita.

Un’ottima notizia che ho constatato parecchie volte è che colui o colei che mette a germogliare con successo uno o due tipi di semi allarga presto il suo ventaglio, ne consuma di più, sentendone gli effetti vigorosi sulla salute, e con gioia fa adepti nella sua cerchia di amici. Sono rari coloro che non suscitano emulazioni. Si fanno gustare dei germogli in famiglia, agli amici. Poi si regala un germogliatore con dei semi e un libro... e il cambio della guardia è assicurato.

È un grande movimento di ritorno alla Natura, una rivoluzione verde che sta partendo dalle città, una risposta alla miserevole condizione dei cittadini, soffocati dalla carenza di ossigeno, principale causa dei loro problemi di stanchezza e di invecchiamento accelerato. Ci rendiamo conto di come la cementificazione della nostra terra ci soffoca poco a poco? Il riflesso di ciò che facciamo subire alla Terra è il male che facciamo a noi stessi. Lo stupro della Natura è legato a quello che ci autoinfliggiamo!

A contatto della vegetazione, l’organismo si carica di ossigeno e si acquieta (attraverso la retina del nostro occhio che vuole il verde): il nostro fegato va meglio e il carattere e il sonno pure.

Il verde della Natura e il ritmo della Terra sono più potenti di tutti gli integratori proposti dall’industria farmaceutica. E noi lo proveremo nel corso delle pagine seguenti.

I germogli sono una soluzione per combattere la fame in alcuni paesi

I dati parlano chiaro:

Grano e pane

  • 1 kg di grano fornisce 1 kg di pane e nutre 5-6 persone.
  • 1 kg di grano fornisce 4 kg di grano germogliato e nutre 40 persone.
  • 50 g di grano germogliato sono nutrienti come 200 g di pane integrale.
  • 50 kg di semi danno 200 kg di semi germogliati ossia 2000 porzioni!

Grano e carne

  • 10 kg di grano in chicchi per produrre semi germogliati = 400 porzioni.
  • 10 kg di grano in chicchi per produrre pane = 50 porzioni.
  • 10 kg di grano in chicchi per alimentare un pollo = da 2 a 4 porzioni.
  • 7 x 10 kg di grano in chicchi per produrre 1 kg di carne rossa = da 5 a 10 porzioni.

1 kg di hamburger distrugge 1 ha di terra rubata alla Foresta amazzonica rendendola sterile nel giro di due anni e rendendo foruncolosi e obesi 10 adolescenti.

Se ognuno diminuisse il proprio consumo di carne del 50% si metterebbe fine alla distruzione delle ultime foreste e si smetterebbe di affamare la metà della popolazione della Terra.

Com’è che si muore di fame su tutto il pianeta? Nei paesi po veri come in quelli ricchi! Gli uni mancano dell’essenziale, gli altri hanno carenze, squilibri o sono obesi.

Com’è possibile che non si possano modificare un pochino le nostre abitudini alimentari, all’origine della miseria dei paesi produttori di materie prime e delle malattie degenerative dei paesi ricchi a causa del cibo spazzatura? Chi può rispondere a queste domande, chi può agire da subito? Ognuno di noi.

Coltivare germogli è una soluzione per rispondere al problema della fame in alcuni paesi, ma anche alla fame qualitativa del mondo occidentale.

Due bicchieri di lenticchie non germogliate (500 g) danno origine a 10 bicchieri di lenticchie germogliate, ossia 15 porzioni, con valori nutrizionali decuplicati.

«In casi limite di isolamento, sopravvivenza, lunghi viaggi, spedizioni speleologi-che, a città sommerse, viaggi interplanetari, incidenti, miseria... le sementi germogliate, riserva di energia alimentare, importanti fabbriche di enzimi, possono essere utilizzate come piatto principale se non addirittura unico».

Max Labbé

Citiamo un produttore di germogli in Africa

«Utilizziamo una macchina completamente automatica (annaffiamento, illuminazione, rotazione, recupero dell’acqua) che produce 200 kg di semi germogliati in 4 giorni con soli 300 1 di acqua al giorno, ciò senza dover subire la siccità e gli insetti. Utili contro la fame, si stima che 200 kg di germogli possono nutrire 2000 persone al giorno con, in aggiunta, gli scarti per il bestiame».

Commento di Jacques-Pascal Cusin

I semi che germinano contengono la vita in potenza. Essi diventano erbe, piante, cereali, legumi, frutti, alberi. La loro presenza all’inizio della catena alimentare permette a tutti gli esseri viventi di funzionare e svilupparsi. Noi ne beneficiamo direttamente o indirettamente, ma senza di essi non ci saremmo. Il nostro cibo dipende da essi. Quando sono coltivati vengono chiamati sementi.

Alcuni hanno compreso la manna finanziaria e il potere che queste ultime possono rappresentare. Così, dopo qualche decennio e in nome del progresso, essi manipolano geneticamente i semi. Attribuiscono loro funzioni specifiche e se ne appropriano depositando brevetti. Facendo valere in seguito la loro proprietà intellettuale, mettono gli agricoltori sotto contratto, si assicurano l’esclusività e un riapprovvigionamento regolare. Queste creazioni geneticamente modificate, proprietà di qualche grande compagnia, minacciano il patrimonio, l’accesso e la sovranità alimentare dei popoli.

Coltivando o consumando semi germogliati, di provenienza biologica, contribuiamo personalmente alla perpetuazione della vita, della salute e della dignità sulla Terra.

I lavori di Jacques-Pascal Cusin (scrittore, esperto di nutrizione e sviluppo sostenibile) mettono in evidenza il legame organico tra gli usi alimentari e l’ecologia, tra la salute umana e quella del pianeta.

Ci sono ancora dei semi non modificati?

Non possiamo in un libro sui semi passare sotto silenzio lo scandalo delle sementi ibride e non riproducibili proposte in maniera preponderante sul mercato. È la grande invenzione dei sementieri professionisti. La genetica agraria ha permesso di far dimenticare la caratteristica principale di una pianta: quella di riprodursi gratuitamente. Risultato, l’ibridazione è diventata il paradigma che ha permesso a cinque società di appropriarsi di un bene vivente che tutti abbiamo in comune. Il 75% delle sementi di piante edibili commercializzate a livello mondiale è controllato da Monsanto, Pioneer Hi-Bred, Syngenta, KWS e Limagrain.

Dal 1999, un’associazione molto attiva, l’Associazione Kokopelli, ha lanciato una sfida ai giganti dell’agribusiness: liberare le semenze e l’humus. In parole chiare, difendere la libertà di accesso e di riproduzione alle e delle sementi, preservare la biodiversità e l’autonomia alimentare delle popolazioni, denunciare il dominio del vivente da parte degli onnipotenti padroni delle sementi.

Kokopelli dispone di un’arma preferita: la propria collezione, principale banca di sementi ad accesso pubblico in Europa, cugina dei Seed Savers statunitensi. Gli orticoltori amatoriali, i collezionisti e i grandi chef stellati la conoscono bene: 4000 varietà, soprattutto orticole, tutte riproducibili.

Le sementi utilizzate per germogliare sono prodotte da specialisti della moltiplicazione dei semi a partire da varietà non ibride.

Data di Pubblicazione: 20 luglio 2018

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