SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 9 min

La svolta verso le Costellazioni Familiari

La svolta verso le Costellazioni Familiari

Scopri come Bert Hellinger ha compreso le leggi che agiscono all’interno dei sistemi familiari leggendo l'anteprima del suo libro "La mia Vita, Le mie Opere".

La svolta verso le Costellazioni Familiari

Le Costellazioni Familiari non caddero dal cielo come un’illuminazione. Piuttosto i lavori di Thea Schönfelder, di Virginia Satir, di Ruth McClendon e di Les Kadis mi avevano trasmesso la visione degli effetti di contesti concatenati a livello dell’anima del cliente che fino ad allora erano sfuggiti alla mia attenzione. L’accesso a questi contesti mi fu più accessibile essenzialmente attraverso l’analisi del copione che avevo per lungo tempo offerto durante i miei corsi. Il loro scopritore Eric Berne aveva notato che noi viviamo la nostra vita seguendo un piano segreto, come interpretando un copione che fedelmente recitiamo sul palcoscenico della vita. Notai, pertanto, che all’interno di questi script alcune frasi non appartenevano alla propria vita.

Questa comprensione mi sovvenne durante un colloquio con il mio amico, il dr. Rüdiger Rogoll. Egli mi raccontò dell’analisi di un copione di un suo cliente, che come storia della sua prima infanzia aveva la favola di Biancaneve e come storia degli ultimi due anni la saga di Cassandra. Nella mitologia greca, Cassandra è la bella figlia del re di Troia, Priamo. Il Dio Apollo s’innamorò di lei e le diede il dono della chiaroveggenza. Ma Cassandra lo rifiutò. Allora Apollo maledisse il dono a lei conferito: nessuno avrebbe creduto alle sue profezie. Fu inutile il suo presagio della distruzione di Troia. Dopo la conquista della città, Cassandra fu violentata da Achille locrese nel tempio consacrato ad Atena e, infine, condotta da Agamennone a Micene come schiava. Lì Agamennone fu assassinato da sua moglie Clitennestra e dal suo amante, Egisto. La stessa sorte toccò a Cassandra.

Nella favola di Biancaneve, la bella figlia del re deve essere assassinata per ordine della cattiva matrigna. Lei riesce a fuggire nascondendosi dai sette nani.

Facendo l’analisi del copione, la frase che unisce le due storie è: “Una giovane donna di sangue reale va via di casa”. Rüdiger Rogoll domandò quindi al giovane cliente di chiedere al padre a cosa si riferisse questa frase. Costui diede la seguente risposta: “È arrivato il momento di raccontarti una cosa. Prima del matrimonio con tua madre, stavo con un’altra ragazza. Con lei abbiamo avuto un bambino, una figlia. Abitavamo in campagna, tenere una bambina illegittima era impensabile, sarebbe stata vista come bastarda. Per proteggere la bambina, l’abbiamo mandata via, molto lontano, presso un’altra famiglia”. Il cliente non sapeva niente di tutto ciò. Ciononostante egli rappresentava sua sorella nello script.

Ascoltai questa storia tutto elettrizzato perché avevo fatto un’esperienza simile. Uno dei miei clienti disse che la tragedia di Otello era il suo script. Nella pièce teatrale, il comandante Otello indotto da un intrigo uccide sua moglie Desdemona per gelosia per poi suicidarsi. Eric Berne era partito dal presupposto che il copione si formava attraverso indicazioni negative rivolte dai genitori ai loro figli. Ma un bambino non può comprendere in prima persona il significato della figura di Otello. Ragion per cui chiesi al cliente: “Chi, all’interno della tua famiglia, ha ucciso chi per gelosia?”. “Mio nonno il suo rivale in amore” fu la risposta.

A un tratto per me fu chiaro: la maggior parte degli script non dipende dall’esperienza personale del cliente. È stata piuttosto vissuta da altri membri familiari. Il copione che recitiamo nella nostra vita è già stato recitato in precedenza da un altro membro della nostra famiglia. In fondo lo rileviamo e lo ripetiamo. È stato questo il momento in cui ho compreso che cos’è un irretimento: noi veniamo irretiti nel destino di persone che sono venute a mancare alla nostra famiglia perché dimenticate o escluse da essa. A un tratto compresi cosa accade all’interno delle Costellazioni Familiari. Attraverso i rappresentanti viene alla luce chi sono questi esclusi e come possono essere ricondotti in famiglia e nei cuori dei familiari - per il sollievo di molti.

Un ordine originario

Durante questo stesso periodo, mentre scrivevo un testo per una conferenza su colpa e innocenza nei sistemi, mi accorsi che esiste un ordine originario. Coloro che arrivano prima all’interno di un sistema hanno la precedenza rispetto a coloro che arrivano dopo. Questo per me fu il punto di svolta delle Costellazioni Familiari. Gli altri ordini, che ho definito Ordini dell’Amore, che regnano nei sistemi familiari mi si sono rivelati durante delle meditazioni. In effetti passo più ore al giorno meditando.

Come tutte le grandi rivelazioni, quella che poi ha portato al metodo delle Costellazioni Familiari si preannunciò contemporaneamente nella testa di tante persone intuitive. Un’idea di quello che di grande agisce nei sistemi familiari era, per così dire, già presente in più persone. Di questi fanno parte sicuramente Eric Berne, Thea Schönfelder e Virginia Satir, Ruth McClendon e Les Kadis, Jeff Zeig e Iván Böszörményi-Nagy.

Anche il grande psichiatra svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961) scrisse già nel 1962 nella sua autobiografia apparsa postuma: “Mentre lavoravo all’albero genealogico, mi divenne chiara la strana comunione di destini che mi lega ai miei antenati. Ho la sensazione molto forte di essere sotto l’influsso di cose o quesiti, che sono rimasti incompiuti o elusi dai miei genitori e dai miei nonni e dagli altri miei antenati. Spesso sembra che su una famiglia regni un karma impersonale che viene tramandato dai genitori ai figli. Ho sempre avuto la percezione che anch’io dovessi dare delle risposte a dei quesiti posti ai miei avi in termini di destino che invece non hanno trovato soluzioni, o come se dovessi portare a termine o continuare delle cose che il tempo precedente non ha risolto” (Carl Gustav Jung: Erinnerungen, Gedanken, Träume. Aufgezeichnet und herausgegeben von Aniela Jaffé. Walter Editore, Zurigo e Düsseldorf, edizione speciale, 13a ristampa 2003, pagina 237).

Per me è impressionante vedere quanto precocemente Carl Gustav Jung avesse sviluppato un sentire intimo riguardo agli irretimenti che si creano nelle famiglie, e cioè dieci anni prima della creazione della terapia familiare e quasi vent’anni prima delle Costellazioni Familiari. Ancora oggi sono molto grato a tutti i miei maestri che mi hanno condotto a comprendere le leggi che agiscono all’interno dei sistemi familiari e che mi hanno supportato. Il fatto che io abbia avuto modo di conoscerli lo considero un grande dono. Questa comprensione mi è stata donata da una forza, qualsiasi essa sia. Einstein forse direbbe che è stata la forza dei pensieri. Una volta, quando gli chiesero cosa lo avesse portato a formulare la teoria della relatività, egli rispose, testuali parole, che era stato il suo costante ragionare sul quesito.

Io personalmente credo che la comprensione di situazioni più ampie sia sempre anche una grazia ricevuta. Per questo guardo con grande umiltà a quello che ho potuto fare con le Costellazioni Familiari. Non mi sarei mai sognato che quelli che da me sono stati definiti “Aiuti alla vita”, un giorno sarebbero stati praticati in tutto il mondo. Il fatto che io abbia potuto aiutare tante persone attraverso le Costellazioni Familiari mi riempie di gioia e di profonda gratitudine nei confronti del destino.

Il più grande successo

Quando sentiamo di avere successo in un modo del tutto particolare? Quando quello che intraprendiamo è al servizio della vita. In questo senso, il successo più grande è un bambino, e poi tutto quello che permette al bambino di vivere e crescere, fino a quando potrà dare la vita a sua volta.

Tutto quello che riusciamo a fare per aiutare noi stessi e gli altri è un successo duraturo. Con esso la vita viene conservata e proiettata verso il futuro.

Siamo fieri di questi successi? Sì. I genitori sono orgogliosi dei propri figli, e noi, quando riusciamo in qualcosa che porta un buon raccolto, siamo fieri allo stesso modo. Da qui l’orgoglio e la gioia che mostriamo esteriormente per aver reso un servizio fatto bene alla vita. Questi successi sono duraturi perché la vita va avanti attraverso di loro.

Anche le vittorie sono successi. Vittorie personali, quando siamo stati i migliori in una gara. La competizione per il primo posto, e le energie che sprigiona, sono al servizio della vita. Tutti coloro che partecipano alla competizione, anche quelli che sono stati costretti a prenderne parte, per sopravvivere portano avanti la vita, anche quando, nel caso singolo, soccombono. Ogni vita deve affermarsi, riesce se si afferma. Dobbiamo affrontare la competizione in tutti gli ambiti della vita e acconsentire a essa.

Molti che erano in competizione l’uno contro l’altro possono unirsi per raggiungere insieme qualcosa di più importante; ciò non sarebbe stato possibile se ciascuno avesse continuato a competere da solo. Il loro successo è un successo condiviso. Del loro successo ne traggono beneficio molte persone. Allora, a essere orgoglioso di questo successo sarà, più che il singolo, tutto il gruppo. Molti successi svaniscono, soprattutto quelli egoistici, che non sono al servizio della vita. A patto che non poniamo anch’essi al servizio della vita.

Questi successi scaturiscono da prestazioni personali e richiedono impegno personale. Attraverso di loro siamo cresciuti personalmente.

È diverso il caso in cui il successo è a spese degli altri, soprattutto se è a costo della loro vita e di quella delle loro famiglie. Come possiamo avere successo senza danneggiare gli altri? Quando anche gli altri acquisiscono qualcosa per la loro vita attraverso il nostro successo. Questi successi rendono felici noi e gli altri.

Data di Pubblicazione: 19 febbraio 2020

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