SELF-HELP E PSICOLOGIA

La via della consapevolezza femminile

La via alla tua consapevolezza di donna

Intraprendi un viaggio intimo nel tuo cuore di donna alla ricerca del tuo autentico potere personale leggendo l'anteprima del libro di Roberta Bailo.

Il potere di lasciar entrare

Aprire le finestre, lasciare entrare l’aria, rinfrescare, respirare con la bocca aperta, sistemarsi bene con il corpo nella sedia, trovare il proprio posto comodo, lasciar entrare la luce, fioca o lampante che sia...

Facciamo spazio. Al nostro nuovo potere.

Spazio dentro perché possa entrare il nuovo potere da fuori, da quello che ci giunge perché possa nutrirci. Proviamo a non entrare nella realtà già pieni di roba dentro. Lasciamoci nutrire dal nuovo che può arrivare per nutrire la nostra energia.

Nelle nostre case “piene” di roba, nelle nostre vite “piene” di attività da fare, in noi stesse troppo piene di cibo e di sentimenti bui, nelle relazioni con le persone, piene o di nulla o di rancori, di piccole rabbie represse, di piccole delusioni mandate giù a mala pena.

Facciamo spazio allora. Lasciamo dei vuoti, fisici e non, facciamo silenzio.

Quanto può essere potente, rinfrescante e dilatante buttare via un barattolo che teniamo sulla mensola da anni anche se arrugginito e brutto, quanto alleggerente lasciar andare il solito arrovellamento quotidiano su qualcosa che vorremmo diverso, ma che non cambia. Cambiamo pensieri, lasciamo andare...

Se non facciamo spazio dentro di noi, nessuna novità potrà arrivare nelle nostre vite troppo chiuse e irrigidite e ferme sul vecchio. Lasciamoci scaldare.

Casa, corpo, emozioni e sentimenti sono un tutt’uno. La nostra casa specchio, esprime noi stesse e il nostro stato d’animo. Con essa entriamo in relazione, come con noi stesse. Possiamo iniziare da dove vogliamo per creare spazio.

Ogni atto, ogni parola, ogni spostamento, ogni NO, come piccoli grandi atti magici, di grande potere.

Regalare un libro che non leggeremo mai, spostare un mobile che sentiamo ci appesantisce ogni volta che entriamo in casa, dirci ‘adesso basta con questa lamentela, da oggi la smetto’, a dieta perché ci sentiamo appesantite dalla vita.

Cose, sentimenti, pensieri ed emozioni ognuna di noi ne ha. Quel peso sulle spalle che ci incurva e che ci fa scendere dal letto ancora più stanche e cupe di quando ci siamo addormentate.

Un debito economico che ci trasciniamo, quasi simbolo di altro ormai, un senso di colpa, un desiderio mai realizzato, un sogno nel cassetto che non ci ricordiamo più di aver fatto, delle parole mai dette a nostro padre che ci tormentano, un chiarimento con un nostro amico che non abbiamo mai il coraggio di fare per quella parola storta, il fare finta che ci vada tutto bene... e il nostro inconscio sa.

Lo dice il male alle gambe nella notte perché camminare nella nostra vita ormai ci è diventato difficile e arranchiamo; lo dice un’amicizia chiusa male e di fretta, lo dice tutto ciò che ritorna ogni tanto alla mente... "ah se avessi detto, ah se avessi fatto, ah se fosse andata così, ah se potessi... ma non posso”.

Appesantisce, tiene legate, ancorate, con le spalle curve, abbassate, con la morsa allo stomaco. Avanti nel tempo, ferme nel nostro tempo interiore.

Fai spazio non per punirti o per entrare in nuove regole rigide e autosabotanti, ma fai spazio per liberare il dentro e il fuori in modo che possano essere aperti al nuovo.

E così giungerà a te il ricevere.

Ricevere prima di tutto te stessa per quella che sei e il nuovo che è pronto lì, che non vede l’ora di raggiungerti.

Lasciati entrare

Libera, puoi accogliere il nuovo o l’imprevisto, quelle sorprese o cose belle improvvise che capitano sempre agli altri.

Chiusa, con le finestre sprangate di doveri e non posso e non avrei dovuto, blocchi la luce, i tuoi occhi non possono vedere perché stanno guardando altrove, nel tuo mondo fitto di immagini e parole denigranti e recriminatone. I tuoi suoni non possono essere sempre e soltanto "se avessi fatto, se avessi detto, non potrò mai, ecco vedrai cosa accadrà..."

Noia, polvere, aria chiusa.

E le briciole ti faranno sempre prudere gli occhi, la polvere ti farà sempre starnutire per tenere lontano gli altri, così come il prurito della pelle ti impedirà il contatto.

Ciò che fino ad oggi ti ha difeso così bene, oggi ti isola e ti preclude il ricevere.

Ricevere persino da te stessa quell’amore che ora tu potresti darti, ma che, troppo presa dalle tue preoccupazioni, sei convinta di non potere avere mai.

E così la catena è bella agganciata, e ti senti destinata. Ormai è così, è andata così, è troppo tardi. Accetto, quindi, mi rassegno.

Come sarebbe essere capace di ricevere? Ci hai mai pensato?

Come sarebbe vivere una vita in cui liberamente ricevi e ti lasci nutrire e prendi senza sentirti in colpa, ma in diritto per il semplice fatto che sei venuta al mondo per aprirti al ricevere?

Sei nata per soffrire?

Per mantenere viva la catena dei tuoi avi?

Inizia a darti un permesso.

Il permesso di essere felice. Di esistere semplicemente.

Cosa significa accogliere, cosa significa lasciar entrare??

Accogliere il potere che sei.

Se sei stata educata a devi dare, non puoi pretendere, prima il dovere poi il piacere, sarà difficile fare chiarezza, stanare le false credenze che abitano in te da quando sei nata e sintonizzarti su un nuovo modo di essere, perché di questo si tratta.

Orientate da sempre a dare, in una stridente a volte e spasmodica corsa a dover dare, ad essere intraprendenti, ad essere proattive, a fare, a dire, a proporre, a buttarsi in avanti, ad essere efficienti, sforzarsi, produrre.

Il salto richiesto, che sembra anche un salto nel buio, è da fare rimanendo in un altro luogo di se stesse, in cui non si fa, ma si è.

Un luogo dove si riceve, si fa spazio, si accoglie.

Si riceve per primo se stesse. Si fa spazio a chi si è.

Qui necessario un lavoro personale di consapevolezza: spostarsi sul versante della storia personale, in cui andare a caccia di tutti quei momenti in cui abbiamo scelto determinati comportamenti e operato scelte di fedeltà a sensi di colpa, a legami perdenti e di autosabotamento. È scritto nella nostra storia come siamo, abbiamo scelto noi quelle immagini e le abbiamo portate avanti.

Il percorso di liberazione dalle catene e da quei ganci ai quali noi abbiamo aderito, sempre credendo che così non avremmo perso l’amore e condannandoci così ad una vita di frustrazioni e di povertà.

Povertà in ogni senso. Povertà economica, spirituale, di amore, di relazioni, di assertività, come se avessimo inconsciamente già scritto tutta la storia, nel momento in cui abbiamo scelto di sposare quel copione di vita che ci avrebbe garantito (apparentemente) la maggiore probabilità di sopravvivenza.

Ma qui non stiamo cercando la sopravvivenza, stiamo cercando il nostro potere di essere pienamente noi, aderenti al nostro potere.

Quante volte ti sei sentita in colpa?

Quante volte ti sei chiusa dentro di te, pensando che non sarebbe cambiato nulla e che “mai più” avresti chiesto?

Quante volte ti sei sentita “non degna” di chiedere, di alzare la voce, di osare fare un passo in più fuori dai binari definiti?

“Memento audere semper"... osa andare da un’altra parte rispetto a quello che hai fatto finora, ma prima metti a fuoco e sii consapevole della strada che finora hai percorso.

Quali patti segreti hai stretto con i tuoi avi?

Io sono simile a mio padre, ecco in questo sono come mia madre, mio nonno diceva sempre... , sono come la mia bisnonna. Ma in che cosa sono simile? Quali caratteristiche ho sposato?

In particolare, in quanto sono simile nel mio vivere, a loro?

Ripercorrere, se non scrivere e disegnare il nostro albero genealogico aiuta a comprendere, a volte con grande sorpresa, quanto della nostra vita non è autentico, ma quanto stiamo ripercorrendo strade già intraprese dai nostri avi, quanti pesi e sensi di colpa e incapacità continuiamo a portare avanti da generazioni.

Tutto questo si è inscritto nel nostro DNA e nelle immagini di noi stessi e della nostra vita.

Se non sono capace di accogliere e di ricevere abbondanza e non riesco a produrre ricchezza e denaro e a far fruttare la mia vita, posso aver avuto un padre che ha fallito ad un certo punto della sua vita nel lavoro e che mi ha trasmesso un forte senso di colpa per la fecondità del mio lavoro; o ancora un padre ingombrante con il quale competere, ma insuperabile già in partenza.

Una madre sempre attenta al denaro può avermi trasmesso il messaggio che i soldi non sono cosa pulita, che bisogna pensare ad altro e che pertanto se io desidero essere ricca non sarò una brava persona.

Il denaro è la nostra cartina di tornasole, dietro al quale nascondere copioni e resistenze.

E tu?

Come stai quando chiedi, quando pretendi?

Come sarebbe immaginarti ricca?

Riesci a pensarti più ricca di tuo padre?

Come sarebbe per te immaginare una vita, la tua vita, facile, lieve, leggera, in cui quando compi atti in armonia con quello che sei autentica, arriva benessere, abbondanza, ricchezza senza sforzo, senza fatica, perché frutto della tua passione?

Chi senti che tradiresti? Quale resistenza senti immediatamente arrivarti allo stomaco o all’osso sacro? Quale paura nell’osso sacro ti frena le gambe?

Ascoltati

Nella nostra ombra c’è sempre un tradimento che sentiamo di non voler compiere, c’è una persona che temiamo di ferire e per la quale inconsciamente abbiamo deciso di sacrificare il nostro potere e la realizzazione della nostra vita. C’è sempre un giudizio.

Tradire un padre che ha sacrificato la sua vita per fare soldi per te, tradire una madre che è sempre stata paladina della giustizia e della povertà e che ha ammantato i soldi come cattivi e che ti ha trasmesso il messaggio: se vuoi fare soldi non sei una brava bambina e finirai all’inferno o comunque non avrai mai la mia approvazione.

Un genitore per il quale chiedere non era cosa buona, perché nella vita si deve fare tutto con le proprie forze, perché se osi scombini equilibri consolidati.

Ma tu che cosa vuoi veramente? Te lo sei mai chiesta?

Vuoi lasciar scorrere le giornate come sempre o vuoi pienezza?

Sei veramente sicura di volerla? O ne hai in fondo paura?

Diventare pienamente se stessa spaventa, perché comporta lasciar andare patti segreti stipulati nell’infanzia, rassicuranti coccole. Se io continuo così so che mamma e papà continueranno ancora a volermi bene, altrimenti sarò sola.

Ma tu hai ancora bisogno che siano loro a darti il permesso?

Creare lo spazio di accoglienza interiore per permettere che buono, bello, ricchezza, abbondanza, gioia, potere entrino in te e ti inondino, passa per primo attraverso la consapevolezza della presenza di tali resistenze, di questi patti e dei sensi di colpa che ostacolano come barriere naturali il flusso dell’energia vitale.

Diventane consapevole, volgiti indietro e osserva, ascolta, guarda con occhio attento, e passo passo il resto verrà da sé.

Tutto sta ad iniziare.

Sarà la stessa presa di coscienza a suggerirti quali parole dirti, quali lettere scrivere, quali atti psicomagici compiere, quali follie lasciar essere.

A chi vorrai scrivere una lettera?

A quella te stessa che a sette anni promise che avrebbe fatto qualsiasi cosa per far sentire la sua mamma amata, proprio come lei avrebbe voluto e non come papà che la faceva soffrire; a quella te stessa che alla prima delusione d’amore promise che mai più avrebbe permesso ad un’altra persona di vedere la sua anima; a te di diciassette anni che rubò dei soldi dal portafoglio di mamma e che continua a sentirsi in colpa ancora ora; in colpa ogni volta che suo padre doveva lavorare, perché lo stava facendo per lei, che lei che avrebbe voluto solo stare un po’ con lui... e si promise che lei non sarebbe mai stata così...

Con chi hai da fare pace? Con chi hai da sciogliere nodi?

Quale atto di amore puoi compiere oggi per te? con quanto amore ti puoi parlare oggi?

Parla alla bambina che sei stata, raccontale la storia, dille che ora si può liberare di quel fardello, comprendi perché ha fatto così, ma la libertà è da un’altra parte... comprendilo, ma ora sii tu genitore di te stesso.

E lei che possiede i segreti... è lei quella che fa i casini... è lei che può darti le chiavi di te. L’hai tenuta congelata nell’angolo fino ad ora. Tenuta zitta, vergognata, spaesata. Hai cercato in ogni modo di zittirla, perché i suoi bisogni non ti sono sembrati degni, ma troppo grandi, ingombranti. E lei invece, nel momento in cui te ne prenderai cura, che può svelarti la strada, snocciolarti piano piano i suoi segreti e realizzare i tuoi sogni. Prendila per mano, ascoltala con amore, guardala negli occhi, quanto amore c’è in lei per te? Da quanto tempo aspettava te? Quanto freddo ha avuto? Quanta solitudine... ma ora sei tornata, abbracciala, scaldala, insieme potrete volare. Integrala in te, abbracciala, non la lasciare più. Siete insieme ora. Unite sarete forza. Unirete i vostri poteri. Avrete vinto quelle forze che vi hanno voluto separare, quelle forze che ti dicevano che avresti dovuto crescere rinnegandola, perché non adatta.

Tu ora, oggi, hai questo potere, di assolverti

Fai memoria, ricorda, riascolta, e comprendi, assolviti, perdonati, perché non avresti potuto fare diversamente, amati come avresti voluto veramente essere amata e poi vivi, la tua vita come TU vorresti, corri in avanti nel tuo futuro. Immaginati e sii quell’immagine. Cambia immagine di te, sin d’ora. Sentila nel corpo.

Inizia a disegnare dentro di te la donna che hai sempre sognato di essere, perchè se quell’immagine è nei tuoi sogni significa che esiste già, altrimenti non potresti neppure immaginarla. Devi soltanto aderirvi, farla combaciare in ogni sua parte, e sentirla con tutti e cinque sensi, ma soprattutto partendo dal tuo sesto senso, quello più profondo, che coglie al volo con coraggio: il tuo intuito, il tuo canto potente.

Le forme giungeranno da quella parte profonda di te che piano piano sarà così liberata, sarà lei a parlare all’energia del tuo cuore, al tuo corpo, al tuo intuito. Sarà più semplice, una volta che sarai un po’ più leggera, con più spazio, ricevere la bellezza e l’abbondanza. Perché potrà giungere a te, ora che alcuni muri saranno stati abbattuti.

Ripercorrere e scrivere e vedere immagini, punti focali di snodo, copioni perpetuati segna l’inizio di questo cammino verso il tuo potere di ricevere, di fare spazio in te e nella tua vita per accogliere.

È sufficiente fidarsi che non è tempo perso, che puoi darti tempo, che puoi concederti noia e riposo, perché lì nascono le foglie migliori, è il tempo lento che fa sì che gli alberi si colorino, che il muschio cresca sopra alle pietre, che un fiore germogli, che una ghianda diventi albero.

Lascia al tempo il suo compito di raggiungerti, lascia che si compia quello che deve compiersi per te. Lasciati raggiungere dal futuro. Non spingerlo, altrimenti si allontana. Lascia che sia il futuro a raggiungere te.

Tu fai la tua parte, passo dopo passo, sciogli i ganci, entra nell’ombra e dipana la nebbia della tua vita, entraci come entreresti all’alba in un bosco una mattina di inverno, quando ancora è tutto silente, quando ancora il silenzio avvolge il tutto e anche uno scricchiolio di una foglia è parte di quella magia.

Entraci con il respiro leggero e pensato, a passi lenti, morbido nell’incedere.

Fidati del mondo intorno a te, ovattato come un nido morbido pronto ad accogliere un pulcino appena nato. Muovici i primi passi con lentezza, con ozio, con un altro ritmo.

Datti il permesso di perdere tempo, di annoiarti, di oziare, di non sapere cosa fare. Fermatici, non scappare.

Mantieni dei segreti, non dire al vento quotidiano cosa stai compiendo, tieni questo cammino custodito nel tuo cuore, è il cammino della tua anima che va scoprendo la sua strada. Non buttare le tue parole al vento degli altri che potrebbero non comprendere, semplice-mente perché in un altro punto della loro vita.

Scegli con cura a chi dire la tua anima, a chi lasciar vedere il tuo potere, soprattutto all’inizio. Anche questo è amore per te. Costruisci una serra all’inizio, che curerai con cura.

Soprattutto se sei stata svilita o umiliata o derisa davanti ad altre persone da bambina, ora puoi prenderti cura tu di te con il giusto rispetto e amore, ora sei tu che ti dai la tua sacralità e la tua misura.

Il tempo è tuo, non è di nessun altro. Lo è stato da sempre, da quando sei venuta al mondo, il tempo che ti è dato di essere su questa terra sei tu che puoi scegliere come amministrarlo.

E allora fallo, smetti di farti trascinare dai dovrei... stai piantata nei tuoi minuti, nelle tue ore, sentine il potere e la sacralità. Sono ore e momenti unici che non torneranno mai più e per questo sono così sacri e potenti.

In qualsiasi momento, alle tre del mattino, come alle tredici, puoi cambiare e scegliere. In qualsiasi momento ti si può manifestare il tuo momento, unico.

Sempre che tu sia sullo stesso flusso, con i sensi aperti, altrimenti potresti chiudere tu la porta, senza neanche saperlo. Lascia una connessione aperta. Lascia fluire la vita. Lasciati incontrare. Sii. Danza.

Sii vigile nell’anima, attendi, riposa, accogli, fai spazio, benedici, osserva il tuo passato, ascolta il tuo intuito, amati, sogna, guarda...

Data di Pubblicazione: 10 gennaio 2019

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