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Lavorazione Meccanica dei Blocchi in Pietra della Piramide di Akapana in Bolivia

Piramidi Perdute in Bosnia e Piramidi nel Mondo - Anteprima del libro di Semir Osmanagich

L’esistenza di una città sommersa

Il secondo lago più grande del Sud America è il lago Titicaca. Situato tra Perù e Bolivia, si trova a un’altitudine di 4.000 metri. Si ritiene che il lago si sia formato tra centomila e due milioni di anni fa. I dati mostrano che il lago, perdendo acqua nel corso delle ultime centinaia di anni, si è lentamente ritirato. Sulla costa sud vi è la penisola di Copacabana, dove di recente è stata condotta una vasta ricerca subacquea. Il risultato di una delle ultime spedizioni (1990) ha dato prove inconfutabili dell’esistenza di una città sommersa con templi costruiti con enormi blocchi in pietra, sentieri pavimentati in pietra lunghi centinaia di metri e scale, il tutto coperto da spessi strati di alghe e vegetazione.

Il lago Titicaca pone molti argomenti di discussione:

  • Titicaca significa “puma”. Anche se questo nome è usato da migliaia di anni dalla popolazione locale, l’uomo occidentale ha realizzato solo trentanni fa, da immagini satellitari, che questo grande lago ha la forma di un puma. Chi volava sopra il Titicaca migliaia di anni fa?
  • Flora e fauna marina sono presenti nel lago. Da dove proviene la vegetazione marina del lago a più elevata altitudine del mondo?
  • Quale tribù primitiva possedeva la tecnologia necessaria per costruire città sommerse qualche migliaio di anni fa?

La scandalosa “conquista” spagnola del continente sudamericano nel XVI secolo è una delle campagne europee più vergognose. I conquistadores furono accompagnati da cronisti che documentarono i miracoli in cui si imbatterono. Purtroppo, la maggior parte delle loro annotazioni rimase nascosta al pubblico. Tra i testi oggi disponibili vi sono quelli di Pedro Cieza de Leon, che nel 1540 visitò la zona del lago Titicaca. Venti miglia a sud del lago egli vide statue, monoliti e i resti di una città in pietra che la popolazione locale chiamava Tiwanaku. Questa fu un’importante città portuale nel lontano passato, con una popolazione di oltre 115.000 abitanti e circa il doppio nella zona circostante. Parlando con gli Incas egli apprese che queste rovine erano già presenti molto prima dell’arrivo dei primi Incas.

A distanza di cinquecento anni, la maggior parte degli archeologi concorda che Tiwanaku è quanto resta di una civiltà molto avanzata scomparsa senza lasciare tracce. Le sue rovine potrebbero essere le più antiche del pianeta. I tentativi di alcuni archeologi e storici di collocare questi monumenti in un periodo storico relativamente recente (circa 1200 a.C.) e di attribuirli a un’immaginaria cultura tiwanaku, sono facilmente confutati. Questa cosiddetta cultura non ha affatto radici in questa regione; non ci fu una crescita lenta e graduale, né l’ingresso a una fase più matura e avanzata. È troppo facile sostenere che una cultura molto avanzata sia emersa e poi sia misteriosamente scomparsa.

Le rovine iniziano con la Porta del Sole, un portale ricavato da un unico blocco in pietra del peso di quindici tonnellate. Poco più avanti, il tempio di Kalasasaya è una delle meraviglie archeologiche del pianeta. Le pareti del tempio sono costituite da monoliti, blocchi in pietra, che non sono scolpiti bensì “gettati in uno stampo”. Oggi non possediamo ancora i mezzi tecnologici per realizzare qualcosa di simile.

A un chilometro di distanza dal tempio principale, ci sono resti della piramide di Akapana, con giganteschi blocchi di pietra di colore grigio bluastro. Il tipo di lavorazione mostra chiaramente un procedimento meccanico! I blocchi sono collegati uno all’altro con anelli di metallo! Le due cave da cui provengono i blocchi sono a 15 e a 100 km di distanza. Una massa totale di diverse decine di tonnellate (fìgg. da 100 a 103).

La logica costruttiva

La logica costruttiva di questi edifìci in pietra si basa su astronomia, calendario, matematica, architettura e urbanistica. Il numero di blocchi e la loro disposizione sono determinati in base ai giorni dell’anno. Il Sole sorge, tramonta e sorge il giorno dopo con un piccolo spostamento all’orizzonte ogni giorno. Il primo raggio di Sole del primo giorno di primavera passa esattamente attraverso il centro della porta di Kalasasaya. L’Equinozio di Primavera (notte e giorno hanno la stessa durata) segna l’inizio di un nuovo anno. Ogni nuovo giorno il Sole colpisce un nuovo blocco di pietra. La posizione del blocco determina il giorno dell’anno. Nel primo giorno d’estate il primo raggio di Sole colpisce il blocco di pietra d’angolo. All’inizio dell’inverno il Sole colpisce l’estremità opposta della porta di Kalasasaya.

Oggi però i raggi del Sole non colpiscono esattamente il centro delle linee incise sui blocchi di pietra. Ciò dipende dalla lenta deviazione della posizione della Terra rispetto al Sole, dopo qualche centinaio di anni, questa deviazione diventa visibile a occhio nudo. In altre parole, all’Equinozio di Primavera il primo raggio di Sole passa sempre attraverso il centro della porta, ma con un piccolo spostamento. Dopo migliaia di anni questa deviazione diventa ancora maggiore.

Per poter determinare con precisione la quantità di tempo necessaria a ottenere una tale deviazione, gli archeologi (Posnansky/ Broznansky, Schindler-Bellamy) hanno coinvolto gli astronomi (Allen Steed). La risposta ovviamente determina la data di costruzione precisa di Kalasasaya.

Gli archeologi parlano di 17.000 anni! Gli astronomi, un po’ più cauti, la collocano a 12.000 anni fa.

Naturalmente non tutti accetteranno questa come prova che il tempio sia stato costruito molte migliaia di anni fa, poiché è basata sull’assunto che la porta di Kalasasaya sia un calendario astronomico. Il fatto che ai giorni nostri non esistano ancora i mezzi tecnologici per costruire una città come Tiwanaku, non cambierà certo la mentalità dominante.

Il Diluvio universale

Il Diluvio universale, causato da un cataclisma oltre 12.000 anni fa, portò alla distruzione della città. Il livello delle acque crebbe e la maggior parte delle strade e delle abitazioni furono allagate. Il mare portò con sé flora e fauna marine che si integrarono con la vegetazione del lago. Il deflusso delle acque lasciò pezzi di blocchi in pietra sparsi ovunque.

Sulle rovine di una civiltà precedente si stabilirono quindi le nuove civiltà inca e aymara. In seguito con i blocchi in pietra sparsi, gli spagnoli costruirono le loro chiese. Il ricordo del popolo di Tiwanaku si affievolì sempre di più, i miti divennero sempre più vaghi. La conoscenza si perse di nuovo nello spazio e nel tempo.

Questo testo è estratto dal libro "Piramidi Perdute in Bosnia e Piramidi nel Mondo".

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