Scopri i cambiamenti che attraversano il corpo femminile dall'infanzia alla menopausa leggendo l'anteprima del libro di Nadeswari Joythimayananda e Chiara Chiostergi.

Le fasi della vita della donna

Ogni donna, da che nasce, è sempre in evoluzione e si confronta ciclicamente con una natura in divenire: saranno questa sua unica storia con se stessa, le sue scoperte, le informazioni ricevute e quelle ricercate e molto di più a creare, giorno dopo giorno, la donna che vuole diventare o che già è.

Per questo continuo transitare da una fase all’altra e questa connaturale disposizione al cambiamento, sentiamo di frequente parlare di “iniziazione”, come se a ogni passaggio venissimo “battezzate o iniziate” per andare in una nuova e avvincente direzione, accompagnate da un corredo di consigli generosamente offerti dalle parenti più prossime o dalle amiche, da retaggi culturali, da informazioni tabù trasmesse in segretezza o tacitamente ricevute. Considerando questa visione trasformativa, potremmo immaginare che la donna attraversi importanti cambiamenti in determinate fasi della vita che sono anche cambiamenti ciclici, che si ripetono. Perciò, abbiamo quattro fasi del ciclo mestruale come esistono quattro stagioni e quattro fasi della Luna; allo stesso modo viviamo fasi di evoluzione ormonale e sessuale. Per questo motivo la donna viene considerata più soggetta e interdipendente rispetto ai cambiamenti stagionali della vita e della natura. Qui ti presentiamo alcune fasi della vita femminile sotto una nuova ottica.

Conoscere la dimensione trasformativa del corpo permette di arrivare “pronte” al salto o con una minima consapevolezza e conoscenza di ciò che accadrà senza temere il cambiamento, ma disposte verso di esso con una nuova serenità, essenziale per vivere con dignità e amore la vita!

Fanciullezza

Il tempo dell’infanzia viene spesso percepito come un momento neutro, di giochi e risate. Molte di noi raccontano di essere arrivate al menarca del tutto sprovviste di informazioni. Alcune riportano, nelle loro narrazioni, di avere vissuto relazioni madre-figlia ottimali, di contesti accoglienti e accomodanti e di accettazione del proprio essere nate femmine, di avere avuto un’infanzia spensierata o di essere arrivate al menarca pronte per il grande salto. Altre ancora riferiscono un inizio faticoso e, in molti casi, il racconto si fa confuso e contorto, si colora di relazioni madre-figlia assenti, latenti, rigide, dure, sofferte, poco accoglienti o semplicemente con un ridotto passaggio di informazioni. Ma è solo l’inizio di una storia che si deve ancora raccontare, una favola fatta di tranelli e streghe spaventose, boschi e deserti, ma anche di scoperte, amori e realizzazione. Per questo t’invitiamo a ripercorrere la storia dei tuoi ricordi d’infanzia, quelli che hai e quelli mancanti. Potresti così scoprire che tutto ciò che è accaduto in te è il frutto di un patto non suggellato, un patto di riconoscimento, amore e accettazione verso te stessa e di liberazione da chi ti ha accompagnato, come sapeva o poteva.

Ripercorrere la fanciullezza nel ricordo che hai e anche nel ricordo che hanno i familiari, e non solo, di te, ti consente di fare pace con quella bambina che più spesso sei solita silenziare e di cui, più tardi nella vita, ti rendi conto di avere bisogno come tua alleata. A tal proposito potrebbe risultarti utile non solo ricorrere alla ricerca personale del tuo albero genealogico, risalendo a ricordi, eventi, racconti che possano esserti di aiuto nel ricompattare te stessa e le donne che ti hanno preceduta e/o cresciuta, ma anche andare alla ricerca di ricordi che senti di non avere perché eri troppo piccola o perché li hai rimossi. Sapere come era la relazione fra i tuoi genitori prima che venissi concepita e al momento del concepimento, come sono stati il parto di tua madre, la gravidanza, i primi anni di vita, conoscere la storia familiare che ti ha preceduta, ma anche accompagnare questo tuo cammino con letture infantili viste con gli occhi della donna, come in Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés, sono tutte modalità valide ed efficaci di riappropriazione della te stessa bambina.

Un altro utile esercizio è recuperare disegni fatti e foto di te stessa e guardarti con occhi distanti e nuovi, riconoscere la bellezza e la dolcezza, la sete di conoscenza e la curiosità, la placidità o l’irruenza, e qualsiasi altro elemento che scorgi nello sguardo, nel sorriso, nell’espressione di quella te bambina e immaginarti di abbracciarla, baciarla e accoglierla come fai oggi con le bambine che incontri. Ricordati che non è tuo dovere sanare il lignaggio da cui provieni e che la linea di sangue delle donne che ti hanno preceduta è un tempo e uno spazio sacro da rispettare e con cui riconciliarsi. Questo sapere è un passo tuo, necessario per la riconciliazione con te stessa: perdonare il passato, incontrare te nel presente e volgere lo sguardo in avanti evitandoti, se puoi, di riprodurre le stesse dinamiche non funzionali di chi ti ha preceduta. Riconciliandoti saprai offrire una base e una spinta più forte per le donne che ti seguiranno nella genealogia.

Se invece hai la fortuna di conoscere una bambina (tua figlia, una nipote, la figlia di un’amica o vicina di casa, ecc.), sai che questo è un momento proficuo per prepararla, con le giuste parole, a conoscere ciò che significa nascere femmine. Non c’è nulla di vergognoso nel parlare già di mestruazioni alle piccolissime purché ciò accada con naturalezza e spontaneità, in un ambiente di reciproco rispetto e fiducia, evitando soprattutto di proiettare le tue paure, angosce, frustrazioni e i tuoi tabù, piuttosto liberando in lei la possibilità della scoperta e offrendoti come riferimento nei suoi momenti di smarrimento, senza sostituirti ai suoi necessari passi di crescita.

E molto utile spiegare che le donne, per loro natura, sono come la Luna che a volte risplende alta e altre volte si nasconde nell’oscurità e che, come le stagioni, attraversa cambiamenti che non sono solo fisici, ma anche emotivi ed energetici. Partire dall’esperienza diretta favorisce nei bambini una comprensione migliore. Se a una bambina o un bambino mostro un paesaggio che muta con il cambio delle stagioni, che in certi periodi fa freddo e ci si deve coprire e in altri fa caldo e ci si sveste, che la Luna si vede tonda e bianca e poi va a riposare nel buio del cielo, sarà più facile interiorizzare l’idea e la sensazione del cambiamento. Anche per i bambini, che non vivranno direttamente nel corpo i mensili cambiamenti a cui una donna va incontro, sarà possibile accettare e riconoscere questa naturalità. Sarà più semplice per loro arrivare alla pubertà con l’idea che il corpo cambia e che è qualcosa di naturale, con il quale faremo i conti per l’intera esistenza; comprenderanno che la trasformazione non è da temere e che non c’è un nemico da abbattere né qualcosa da nascondere, non ci sono minacce rilevanti né mostri terribili da cui scappare: è naturale, e ogni volta può sorprenderci nella sua ciclicità. Come la Luna siamo luminose e oscure, eppure perfette!

A tal proposito un testo che forse potrebbe interessarti è: Il tesoro di Lilith: un racconto sulla sessualità, il piacere e il ciclo mestruale di Carla Trepat Casanovas.

Menarca e pubertà

E' un momento che possiamo vedere con due sguardi diversi e cioè guardandolo attraverso l’ottica dell’esperienza avuta in prima persona oppure con lo sguardo di chi ha già superato questo momento, da donna adulta che si pone come punto di riferimento di figlie, nipoti, figlie di amiche, alunne, conoscenti.

Nel guardarsi indietro, è utile recuperare la memoria del tuo primo ciclo, ripercorrerne la sequenza esperienziale vissuta; aiuta molte donne a capire cosa è accaduto dopo quel momento. Sono numerose le donne che nei loro racconti riportano il tema della vergogna, del tabù, del finto segreto che faceva il giro sussurrato all’orecchio di tutti i familiari. Molte di queste hanno fatto esperienza di una vita mestruale dolorosa fisicamente o emotivamente, caratterizzata da fasi premestruali e mestruali cariche di rabbia o depressione. È solo quando ti allei con te stessa e accetti il compito che tua madre ha compiuto a metà, non ha saputo svolgere o ha cercato di svolgere al meglio non sempre riuscendo, che riesci a pacificare quella bambina arrabbiata e disillusa. Ma non basta questo, è necessario fare un passo in più e cioè perdonare le sue mancanze e le tue, smettere di giudicarti per ‘non essere stata all’altezza’. Di fatto nessuna di noi arriva del tutto pronta a questo salto, perciò rimproverarci non è utile per avanzare con leggerezza. Potrai trovare un equilibrio quando riconoscerai il nuovo ruolo che incarni verso te stessa e cioè che il tuo corpo, le tue mestruazioni, la tua storia sono una questione unicamente tua e non sovrapponibile a quella di nessun’altra! Come donna adulta, che guarda al passato, puoi solo fare pace con te stessa e accettare di essere tu la tua stessa madre!

Ora che sei donna sai darti consigli e suggerimenti, puoi studiare e informarti, puoi prendere per mano la bambina arrabbiata o sola e spaventata che eri e rassicurarla perché “Ora c’è mamma!”: Tu stessa per te!

Non ci sono più colpevoli né mostri né principi azzurri che vengano a salvarti, non c’è la matrigna cattiva che non sapeva capirti, non ci sono sgambetti: ci sei tu ed è ora il momento di riconoscerti capace di autodeterminare quel patto di alleanza e amore con te stessa. Nessuno può farlo per te. Tu sola puoi.

Ti ricorderai il disincanto di chi non si sentiva totalmente pronta ad affrontare ciò che stava per accadere, provando vergogna o repulsione. Potrebbe rievocarti sensazioni di incapacità, inappropriatezza, bruttezza, insofferenza o chissà cos’altro. Magari ti sarai sentita di avere un corpo improvvisamente deforme, con odori prorompenti e fuori controllo, peli da estirpare e avrai provato una più o meno latente idea di disamore verso il tuo corpo in evoluzione. Se poi il ricordo dell’infanzia apre un cassetto di pensieri amari fatti di disamore familiare, povertà economica, povertà nei sentimenti, solitudine, abbandono, rabbia, dolore, perdite, lutti, violenze, potrai dire di essere arrivata al menarca già claudicante.

Se ti poni, invece, come colei che accompagna lo sguardo di una giovane donna, comprendi che non è necessario essere madre per offrire supporto a chi te lo chiede e che questo sguardo trasformativo e ciclico, riguardante la natura femminile, può e deve essere insegnato anche ai figli maschi, educandoli alla normalità della trasformazione e al rispetto della propria e dell’altrui identità.

Si è portate a pensare che questo passaggio debba essere regolato e gestito dalla madre, in realtà in moltissime tradizioni ancestrali l’iniziazione dalla fanciullezza all’età fertile era appannaggio della zia materna. In tal senso appare fondamentale recuperare un senso di responsabilità comunitaria amorevole e disponibile ad accogliere una nuova componente del gruppo, offrendole conoscenze ed esperienze ed evitando di generare credenze su atroci dolori che magari sono solo frutto della nostra storia personale. A tal proposito può essere utile alle giovanissime suggerire o regalare letture che le avvicinino a questo grande cambiamento senza spaventarle. Sono stati anche recuperati rituali riguardanti il menarca e puoi, se hai voglia e interesse, allestire un vero e proprio cerimoniale. Se invece non è nelle tue corde, puoi sottolineare questo giorno con un regalo, una piccola festicciola, una torta o qualsiasi cosa senti possa far sentire la giovane donna accolta in questo grande gruppo di cui ora entra a far parte.

Nel capitolo Pratiche e rituali di autoguarigione ti offriamo dei suggerimenti per un semplice rito di passaggio che, se vuoi, puoi fare in corrispondenza del menarca.

Mestruazioni: il lungo cammino di consapevolezza

Ciò che caratterizza questo lunghissimo periodo della nostra vita è la presenza di due fattori fondamentali. Da un lato c’è tutto il corredo di “sintomi” ai quali, più o meno consapevolmente, assoggettiamo il nostro corpo e che divide le donne in tre grandi gruppi: quelle che soffrono molto, quelle che soffrono un po’ e quelle che non conoscono il dolore né i fastidi del ciclo mestruale. Dall’altro lato c’è il grande argomento della fertilità che include identità, sessualità e maternità. Qui trovano terreno fertile temi quali rifiuto-ricerca, desiderio-non desiderio, identità sessuale, sessualità appagante-disfunzioni sessuali, metodi contraccettivi, malattie dell’apparato genitale femminile, solo per citarne alcuni.

E come se all’improvviso scoprissimo, ognuna secondo sue personali tempistiche e percorsi, di avere un corpo che richiede conoscenza, intuito, alleanza, attenzione, informazioni, ricerca, studio, consapevolezza, autodeterminazione e capacità di compiere scelte.

Ciò di cui solo di recente si sta parlando, con una certa intensità, tanto da aver dato adito alla nascita di molte realtà femminili spontanee, è la questione identitaria della donna con se stessa. Cos’è per me essere donna? Che donna voglio essere? Ciò che scelgo è perché lo voglio realmente o per corrispondere a uno stereotipo sociale che da un lato mi rassicura, ma dall’altro costruisce una gabbia dorata che prima o poi mi andrà stretta? Non a caso si parla tanto di natura “selvaggia”, del risveglio del femminino sacro, del recupero di una coscienza individuale e collettiva che ci rende capaci di autodeterminarci per vivere questo momento della nostra vita come il più proficuo, gratificante e ricco e giungere alla menopausa con pienezza e radicamento.

A tal proposito ci sono molti libri che consentono un cammino di conoscenza non solo sul piano fisiologico ma anche e soprattutto su quello spirituale, come Donne che corrono coi lupi, Luna Rossa, Il risveglio della Dea, La profezia della curandera e Mestruazioni, solo per citarne alcuni. Non dimenticare l’importanza di informarti. Continuando nella lettura di questo libro puoi trovare una serie di elementi utili alla conoscenza del tuo apparato genitale, della tua sessualità, del tuo potere femminile.

Perimenopausa e menopausa

Facciamo chiarezza su un punto: perimenopausa e menopausa sono due momenti diversi. Nella perimenopausa, periodo che precede la menopausa, il corpo della donna si avvia, secondo i propri tempi, alla menopausa, periodo che segnerà la definitiva scomparsa del sanguinamento, che vale a dire cinque anni consecutivi senza mestruazioni.

La menopausa non è un fenomeno improvviso o inaspettato che si verifica di punto in bianco in una donna, ma piuttosto un processo graduale che potrebbe iniziare in lei una decina di anni prima della cessazione della mestruazione, dall’età di trentacinque anni fino a oltre quaranta. Molti fattori concorrono a determinare i cambiamenti ormonali che si manifestano nell’organismo femminile e tra questi rientrano l’ereditarietà, l’ambiente, lo stile di vita, l’età della prima mestruazione, l’insorgere di gravidanze e, eventualmente, il numero di parti e l’età in cui questi sono stati portati a termine.
Sherrill Sellman

Nel vissuto sociale molto di frequente si è portati a sovrapporre questi due periodi senza considerare che in realtà uno è la conseguenza dell’altro e che una donna in perimenopausa vivrà sensazioni, fastidi, sintomi e cambiamenti emotivi che poi troveranno ragion d’essere e pacificazione durante la menopausa.

Un altro aspetto importante è che sovente una donna che si avvia verso la menopausa vive un forte conflitto interiore che è frutto di una moltitudine di fattori, che di fatto permettono di vivere bene o male questo nuovo momento della vita. Detto ciò ci sembra utile quindi soffermarci sul periodo della perimenopausa, per alcune tanto temuto, per altre agognato e desiderato, sfatando quell’insolita frase che accompagna le “vampate”: “Sono in menopausa”. Potremmo immaginare che la menopausa sia la battuta finale di una lunga sceneggiatura nella quale hai incarnato un ruolo: la protagonista, la comparsa, la vittima, la guerriera... quale che sia il ruolo che hai deciso di interpretare con te stessa, anche mutandolo nel corso degli anni, stai pur certa che avrà un suo peso specifico nella qualità di apprezzamento della perimenopausa.

Per le donne che hanno avuto cicli molto dolorosi la menopausa è il paradiso a cui anelano. Ma hai bisogno di arrivarci radicata a questo momento così importante, perché la menopausa apre la via all’iniziazione al più importante gruppo di donne: le sagge, le anziane, le crone. Nell’antichità la donna saggia era colei che presiedeva e si occupava del passaggio di informazioni, della crescita spirituale delle altre giovani donne e si rendeva disponibile come punto di riferimento. Di fatto, oggi, ci siamo perse nelle varie fasi, considerandole non più con continuità e inclusione ma separandoci e distinguendoci. Eppure, l’isolamento, si sa, non è un bene utile.

La donna che si avvia alla menopausa, e che quindi attraversa la perimenopausa, fa fronte a una serie di cambiamenti fisici (aumento o drastica diminuzione del peso; caldane; possibile secchezza vaginale; dolori articolari), emotivi (sbalzi d’umore repentini; pensiero confuso; ridotta concentrazione) e sociali. In quest’ultimo caso intervengono tutti quei retaggi culturali che, più o meno esplicitati, collocano la donna in menopausa nello stanzino di chi già partecipa come co-protagonista allo spettacolo della propria vita definendola necessaria per i nipoti, i figli, la cura del partner o dei genitori anziani. Questo aspetto ha un grande peso sulla percezione che vivi in te, se vedi in questo momento un usurpatore di vita femminile, di indipendenza, di sessualità e bellezza, di sensualità e attrattività. E un po’ come se le luci della ribalta si spegnessero.

Per fortuna, se stai leggendo questo libro è perché sai che non è così. Oggi la questione si capovolge e si dà forza a un periodo che ogni bambina potrebbe voler sognare, così come sogna di avere le mestruazioni, di scoprire la sessualità, di sperimentare se stessa, di accrescere il proprio potere personale di autodeterminazione; allo stesso modo potrebbe finalmente desiderare di giungere alla menopausa come un periodo di forza massima perché incarna in sé tutto ciò che è già stato, come la Luna piena che ha in sé l’energia di tutte le fasi precedenti.

Allora perché molte donne vivono questa fase con tanta fatica, ricorrono a terapie ormonali sostitutive (TOS), iniziano a fare controlli su controlli terrorizzate che da questo momento in poi inizino i guai, quelli veri? Ci sono due elementi da tenere in considerazione.

Il primo riguarda la vita vissuta: quanto più ti sei rifiutata di donare amore a te stessa, tanto più il corpo sbraiterà e si ribellerà a questo stato di coscienza e ovviamente lo farà con l’unico mezzo che gli appartiene: il corpo. Una donna con disamore verso se stessa, sempre pronta a cedere, piegarsi, ingoiare rabbie e rancori, fingersi placida quando dentro ruggisce, potrebbe aver avuto problemi durante il periodo del sangue e potrebbe vivere con dolore e fatica anche questo periodo. Nonostante ciò, non esiste un copione che sia identico per tutte, la storia che raccontiamo è unica ed è in quella precisa sequenza di dettagli, emozioni, dolori, amori non corrisposti, poca cura verso te stessa, che vai disegnando la possibilità di vivere bene o male questa fase. Perciò, essere consapevole della storia che tesse le tue radici, ti offrirà la possibilità di meditare questa fase come un passaggio faticoso ma comunque ricco e unico.

Il secondo riguarda le conoscenze: le informazioni necessarie per affrontare questo momento. In tal senso è importante non rimandare a questo periodo i controlli necessari ma abituarti, e abituare le giovani donne, a farli di routine. Allo stesso modo, riuscire a stare nel fastidio fisico, tollerandolo, evitando di ricorrere immediatamente a cure ormonali o a integratori alimentari, perché nessuno si accorga di cosa ti sta accadendo, nascondendoti ancora nella vergogna, nella non accettazione di ciò che sei e vivi, non sempre è la risposta migliore. Non è infrequente, per le donne che iniziano ad avere i primi segnali della perimenopausa, pensare di dover richiedere una visita neurologica perché provano sensazioni di confusione, stanchezza, intorpidimento o capogiri. Preparare il corpo, lungo l’arco di tutta la vita, a questo evento è di fondamentale importanza, anche se certamente non eliminerà del tutto i disagi che potrai incontrare. E' un po’ come lo scalatore che vuole raggiungere la più importante vetta del mondo, l’Everest! Per riuscirci dovrà fare preparazione atletica, sarà consapevole di tutto ciò che questo comporta, tra cui il ridotto apporto di ossigeno, le fatiche fisiche, i dolori muscolari e via dicendo. Lo stesso vale per noi donne, se pensiamo alla menopausa come un luogo immanente, una meta ambita, ma che richiede allenamento e radicamento interiore.

In ogni caso ci sembra importante ricordare che l’attività fisica e lo stile alimentare hanno bisogno di variare nelle diverse età, anche a fronte dei cambiamenti ormonali che vivi. È sottovalutata, ma estremamente incisiva, la qualità del riposo durante l’arco della vita di una donna. Tante volte viene scambiato per disturbo ormonale da peri o menopausa ciò che in realtà è un esaurimento del sistema corpo-mente della donna, che per anni e anni ha tenuto il piede sull’acceleratore perché ritenuta eccellente nel multitasking. Ma essere in grado di attivare la modalità multitasking non vuol dire che lo devi fare di continuo. Hai bisogno di riposare: peri e meno... pausa... il corpo chiede semplicemente di fare di Meno e prenderti una Pausa! Ci sono pratiche adatte a ogni momento di vita della donna: l’alimentazione, il movimento e il respiro, il riposo e il rilassamento, la voce e la danza sono strumenti utili, a ogni età, per far fluire un’energia che si rinnova e, come tali, sono strumenti utili nel quotidiano sia nella gestione dei fastidi fisici, sia nell’accompagnarti nei vissuti emotivi, tra cui sempre più compare l’ansia. Camminare, bere molta acqua, mangiare frutta e verdura fresche e semi o frutti secchi permettono al corpo uno stato di salute migliore a ogni età. Starà a te comprendere, nella capacità di autoascolto, cosa ti permette di raggiungere uno stato ottimale. Perciò sperimenta e vedi!

Data di Pubblicazione: 23 dicembre 2020

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