Le Ferite Emozionali - Gianpaolo Giacomini
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Le Ferite Emozionali

Trattato di Alchimia delle Emozioni - Anteprima del libro di Gianpaolo Giacomini

Un cammino che riguarda tutti noi

Lo studio sulle Ferite emozionali è stato la conseguenza quasi ca­suale di una mia personale esperienza. Ha trovato terreno adatto al suo sviluppo nella mia personale predisposizione a indagare e com­prendere quale potrebbe essere la natura, lorigine mentale e/o spiri­tuale del problema che mi è stato esposto da una persona. Abbiamo accettato per anni che la religione si prende cura dellAnima. “Carte­sianamente” parlando, abbiamo separato la scienza da tutto quello che è religio, collegamento col Divino e questo, inevitabilmente, ci impe­disce una visione d’insieme. Nella pratica della cura e relazione d’aiu­to agli altri, trovo opportuno unire la parte densa, fisica e materiale con la parte sottile e spirituale di un essere vivente. La separazione analitica è senz’altro utile, ma è altrettanto fondamentale poi poter riunire il tutto.

Un grande errore

Un grande errore che la scienza moderna ha fatto e continua a fare è quello di separare senza poi riunire. Questo ha dato origine alle va­rie forme della scienza ma, il settorialismo, privo di un filo conduttore che unisca le varie discipline, risulta sterile e privo di frutti. Sarebbe come voler far maturare le parti costitutive di una pianta separatamente, pretendendo poi di coglierne i frutti. Impossibile! La separazione ana­litica è certamente utile nell’analisi di un problema, di una patologia che ci affligge. Così osserviamo come sta il corpo, sondiamo lo stato della mente, percepiamo il movimento dell’anima e infine tiriamo le somme: 1 +1 +1 =3. Ma è questa sommatoria che oggi manca!

Le figure mediche

Abbiamo la figura medica che cura lo stomaco, così come c’è la figura che cura il polmone; a volte facciamo fatica a relazionare un problema di stomaco con un problema di respirazione, perché nella medicina e nel­la scienza moderna è difficile che ci si metta a fare una somma aritme­tica o addirittura una moltiplicazione. Non sempre, infatti, la nostra natura si manifesta come somma, ma può manifestarsi secondo tutte le varianti aritmetiche: somma, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Se soffro di un problema allo stomaco e, contemporaneamente, ai bronchi, non è detto che la risultante di questi problemi sia 1 + 1; potrebbe in­vece essere lxl, oppure 1-1 o ancora 1/1. Tutto ciò dà un valore diffe­rente al nostro vissuto del problema, ed è questo vissuto a fare la differen­za tra una persona ed un’altra, tra un problema ed un altro.

Nel prendersi cura degli altri, che tu sia medico, naturopata, psicolo­go o terapeuta olistico, dovrebbero essere imprescindibili conoscenza, attenzione, coscienza, consapevolezza e responsabilità. Al di là della basi­lare conoscenza tecnica della materia, sarebbero altresì necessarie una se­rie di capacità e virtù che trascendono dall’analisi scientifica e fanno parte, invece, dell’umano “sentire”.

Le relazioni

Ho lavorato per anni cercando di separare e ricollegare, ma, ad un cer­to punto, nel relazionarmi con le persone mi sono reso conto che c’era qualcosa che non andava bene. Spesso, nonostante i rimedi utilizzati, la dieta prescritta, le terapie mediche allopatiche - a volte fin troppo inva­sive - le terapie vibrazionali o l’agopuntura, c era un qualcosa che faceva sì che la persona non andasse oltre un certo livello, ma anzi regredisse, te­rapeuticamente parlando, come bloccata da una sorta di limite invisibile.

Questo fenomeno avveniva sopratutto con chi si era sottoposto alle terapie tradizionali, complicate talora anche dagli effetti collaterali, oltre al fatto che, spesso, queste non davano risultati positivi. Trattavano sì i sintomi, ma il problema di fondo permaneva. Era come se il nocciolo del problema non fosse stato risolto, nemmeno dalle terapie più dolci e sottili quali la fiori terapia e/o l’agopuntura.

La radice del problema non era stata estirpata e nemmeno trasmutata. Tutto si trovava come in uno stato di ipnosi vigile, e il paziente, pur aven­do preso coscienza del suo problema, non riusciva ad uscire da alcuni schemi di pensiero che tendevano a bloccare il suo cammino verso la tras­formazione e la guarigione.

La medicina del domani

La medicina del domani dovrebbe andare alla ricerca della radice dei problemi piuttosto che “accanirsi” nel voler trattare un sintomo a tutti i costi. Gestire un sintomo quando è in pericolo la vita è un’ottima op­portunità, ma non riconoscere le cause primarie di uno squilibro, soppri­mendo un sintomo, è una forte limitazione alle possibilità che l’essere ha di conoscersi, capirsi, cambiare.

Questo testo è estratto dal libro "Trattato di Alchimia delle Emozioni".

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