SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 6 min

Lo shinrin yoku come strumento terapeutico

Lo shinrin yoku come strumento terapeutico

Scopri gli effetti positivi che il bosco può esercitare su noi esseri umani leggendo l'anteprima del libro di Bettina Lemke.

Un sapere antico per la nostra epoca moderna

Lo shinrin yoku, in Giappone da tempo riconosciuto come strumento di provata efficacia nella prevenzione sanitaria, si avvale di antiche conoscenze utili per la nostra epoca moderna e anche in Germania si innesta sull’incessante desiderio di molte persone che, a fronte di una vita quotidiana spesso frenetica e stressante, aspirano a rigenerarsi nella natura, riacquisire l’equilibrio e darsi un nuovo orientamento. La cosa non stupisce visto che, secondo una statistica della Banca Mondiale risalente al 2016, oltre il 75 per cento della popolazione tedesca risiede nelle città o nei loro dintorni, e questo numero aumenta di mese in mese.

Molti di noi conducono una vita in cui manca una sana e regolare compensazione nella natura. Ci siamo evoluti fino a diventare una specie che trascorre la maggior parte del proprio tempo in ambienti chiusi. Alcuni escono ogni giorno di casa solo per recarsi al lavoro o per andare a fare la spesa. Lungo il tragitto che porta al lavoro, la maggior parte delle persone è di nuovo seduta al chiuso, in auto o sui mezzi di trasporto pubblici. Quasi tutti i giorni si susseguono notizie negative sull’aumento dell’inquinamento da polveri sottili nelle città. Il ritmo frenetico, il rumore, una costante sovrabbondanza di stimoli esterni e le incessanti richieste della vita professionale e privata fanno il resto. In quest’epoca digitale, cellulari, e-mail & Co. fanno sì che la maggior parte di noi sia costantemente raggiungibile, e, quindi, in un certo senso sempre a disposizione. A lungo andare, questa condizione può incidere pesantemente sul nostro stato di salute e in ultima analisi farci ammalare. Il crescente numero dei casi di burn out e delle malattie da stress ne è un segnale inequivocabile.

In tutta franchezza, con che frequenza ti concedi consapevolmente un po’ di tempo da trascorrere in mezzo alla natura per staccare dalla faticosa quotidianità? Ogni quanto i tuoi polmoni possono permettersi di respirare aria davvero pura e pulita, e quante volte i tuoi occhi hanno l’opportunità di ammirare il verde intenso di un bosco e l’azzurro luminoso del cielo sopra le corone degli alberi? Con che frequenza cogli l’occasione di lasciar vagare la mente in questo ambiente naturale, rallentare i tuoi ritmi in modo rilassato e ricaricare le batterie?

Nel nostro profondo è ben radicata l’antichissima consapevolezza di quanto sia importante per noi trascorrere del tempo nella natura. Sfortunatamente, molti evitano troppo spesso di prendere in considerazione il bisogno innato di riequilibrio e rilassamento nel verde. Eppure è proprio in quest’era moderna, così carica di strapazzi e stress, che dovremmo ricordarci dell’antico sapere, confermato anche da studi recenti.

Nel prossimo capitolo scoprirai quali effetti sorprendenti il bosco esercita sulla nostra salute e sulla nostra psiche secondo le conoscenze scientifiche. Le prove dimostrano ancora una volta quanto sia importante ascoltare la nostra voce interiore e recarci con regolarità nel bosco per trovare un luogo di riposo e di cura.

Il potere terapeutico del bosco

In Giappone, lo shinrin yoku è ormai una tradizione da svariati decenni. Da quando, nel 1982, l’ente forestale statale ha introdotto questo concetto nella foresta ricreativa di Akazawa, numerosi boschi sono stati ufficialmente riconosciuti come centri terapeutici. In questi boschi è possibile fare passeggiate individuali o di gruppo, come pure prendere parte a programmi sanitari. Nel 2004, in Giappone si è finalmente iniziato a sottoporre ad approfondite ricerche scientifiche gli effetti della foresta sugli esseri umani, allo scopo di comprovare con dati empirici le osservazioni condotte nel corso di molti anni e acquisire nuove conoscenze. Dal 2012, in alcune università giapponesi è stato istituito un apposito settore di ricerca in “Forest Medicine”. Nel frattempo, i risultati delle ricerche nell’ambito della medicina forestale vengono tenuti in grande considerazione in tutto il mondo, e a ragione, poiché sono sorprendenti.

La permanenza nel bosco riduce la produzione di ormoni dello stress, regola la pressione sanguigna e il tasso glicemico, previene le malattie cardiocircolatorie, potenzia le difese immunitarie e aiuta la prevenzione del cancro. E inoltre utile in caso di malattie respiratorie, artrosi e problemi come disturbi del sonno e iperattività. Nelle pagine seguenti viene fornita una descrizione più dettagliata di alcuni di questi stupefacenti effetti salutari.

Efficaci abbattitori dello stress e ipotensivi

Gli effetti del bosco su corpo, mente e spirito sono molteplici. Al momento la scienza sta indagando in maniera approfondita su questo argomento ed è più che lecito aspettarsi risultati sorprendenti nei prossimi anni. Qui di seguito ancora un paio di esempi relativi agli effetti positivi che il bosco può esercitare su noi esseri umani.

La permanenza nel bosco è in grado di controbilanciare molte emozioni opprimenti con cui di tanto in tanto dobbiamo lottare. Il bosco quindi riduce le sensazioni di paura, rabbia e depressione. Nel complesso svolge un’azione vitalizzante ed è inoltre un efficace abbattitore dello stress. Il professor Li ha per esempio fatto notare che è sufficiente una giornata nel bosco per ridurre del 50 per cento il cortisolo e l’adrenalina, i cosiddetti ormoni dello stress.

Secondo le indagini condotte da alcuni ricercatori britannici, l’effetto rilassante subentra già dopo cinque minuti trascorsi nel bosco. Inoltre le passeggiate silvestri non si limitano a risollevare l’umore, ma aumentano anche l’autostima. Altri studi documentano gli effetti positivi della permanenza nel bosco su creatività, concentrazione e percettività.

Un altro effetto importante è che la medicina forestale favorisce perfino la sintesi di sostanze cardioprotettive endogene, rallenta la frequenza cardiaca ed è anche in grado di abbassare il tasso glicemico nei diabetici, come ha dimostrato il professor Yoshinori Ohtsuka dell’Università di Hokkaido.

Uno studio condotto da alcuni scienziati coreani fornisce le prove di altri successi terapeutici del “dottor Bosco”: un team di ricercatori aveva chiesto a 43 donne anziane di passeggiare nel bosco per un’ora, mentre un gruppo di controllo composto da 19 donne aveva fatto una passeggiata in città. Al termine dell’esperimento, la pressione sanguigna delle persone appartenenti al primo gruppo era scesa in modo significativo. Inoltre si era registrato un incremento della capacità polmonare e dell’elasticità delle arterie. Di sicuro intuite già che cosa è successo nel secondo gruppo: nessun parametro è cambiato.

Data di Pubblicazione: 19 febbraio 2019

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