Scopri il Mondo di Malkuth, la Soglia dell'Albero della VIta

Anteprima del libro "Le Chiavi del Tempio" di Ian Rees e Penny Billington

Entrare in Malkuth e il dio dal piede caprino

Malkuth e la soglia dell'Albero della Vita. È l’àncora e il punto di connessione che scandisce un passaggio nel nostro movimento dal regno delle Qliphoth o dei gusci, un mondo di frammentazione e confini interrotti senza contenimento né sicurezza. Veniamo a Malkuth che, invece, prende il nome di Regno. È un luogo infuso dal senso di collegamento a un regno vivo, cui accediamo portando la consapevolezza nel corpo e nei sensi.

L'esperienza di Malkuth comincia nella presenza e nell'ancoramento al corpo e alle sue sensazioni, connettendoci al contempo a una vita interiore davvero profonda, che offre possibilità più vaste di quelle del mondo esterno. In un certo modo ci sentiamo radicati, parte integrante dell’Albero della Vita: un legame che cresce man mano che approfondiamo la nostra esperienza di questa sfera e seguiamo il viaggio di Hugh Paston.

Come tutte le sfere dell’Albero della Vita, Malkuth presenta quattro livelli che possiamo allineare alle sfere del pilastro mediano dell’Albero.

Il mondo del corpo e dell’azione, Malkuth di Malkuth.

  • Il mondo dell'energia e della formazione sottile, Yesod di Malkuth.
  • Il mondo della creazione, della generazione e del bilanciamento degli opposti, Tiphareth di Malkuth.
  • Il mondo dell’esperienza divina non duale del triangolo spirituale, Daath di Malkuth.

Questi quattro livelli in effetti creano un Albero in miniatura dentro quella sfera che agisce come un mandala tridimensionale, consentendo al lettore di incorporare le energie di Malkuth al loro Yesod di Malkuth: il negozio di Jelkes

La discesa nell’Ade ci porta nella sfera di Yesod, lo stagno della vita soggettiva talvolta chiamato la Dimora dei tesori delle immagini, che si dice contenga l’immagine di noi stessi e quella del mondo. La Dimora dei tesori delle immagini è il negozio di Jelkes. Sebbene qualsiasi libreria raffiguri perfettamente la sfera di Yesod, una di seconda mano, con testi di diverse epoche e storie, rappresenta perfettamente la mente subconscia. In questo negozio Hugh trova l'immagine chiave, il mito di Pan, il Dio dal piede caprino.

Si imbatte nel negozio al tramonto e, frugando nel cesto di libri da due penny, trova una copia de Il prigioniero nell’opale di A. E. Mason, che si rivela per lui un libro magico: Quel fatto mi permise di acquistare una nuova visione del mondo, lesse. Lo vidi come un enorme opale dentro il quale mi trovavo prigioniero. Un opale luminosamente opaco, tanto che ero vagamente consapevole dell'esistenza di un altro mondo al di fuori del mio.

Acquistato il libro, si reca in un hotel per leggerlo e viene immediatamente sedotto dalla messa nera e daU’immagine del diavolo. Qui ritroviamo l’ombra di Pan dal piede caprino, l'archetipo chiave dell’intero romanzo. Il prigioniero nell’opale parla a Hugh della sua rabbia e del suo senso di inutilità.

Emergono, nello specifico, due aspetti:

  • L’immagine stessa del prigioniero nell’opale convoglia sia il senso di una dimensione più profonda che l’esperienza della reclusione.
  • L’idea della messa nera allinea Hugh alla figura del diavolo e a una forma segreta di sacerdozio.

L’immagine centrale della messa nera raffigura il sacerdote che posa il vino e il pane sul corpo nudo di una donna, assistito dal diavolo cornuto.

Hugh si identifica con la figura del sacerdote. Sente che la sua strada per la libertà, e per quel mondo profondo che può appena percepire, sarà celebrare la messa nera. Presa questa decisione, si muove più a fondo nell’esperienza di Yesod, avendo scelto un mito come modello con cui lavorare. Si ricorda che Jelkes aveva menzionato un libro di Huysmans sulla messa nera intitolato Là Bas, letteralmente Laggiù ma più comunemente tradotto Il dannato. Sul piano mitologico, Hugh si muove verso l’interno e in profondità. Entra laggiù quando, tornato alla libreria, accede alla stanza sul retro e inizia il suo apprendistato con il libraio Jelkes, sacerdote cattolico fallito.

La serie di libri che riceve in lettura e per le sue contemplazioni - Là Bas di Huysmans, The Devil’s Mistress [L’amante del diavolo, N.d.T.] di Brodie Innes e The Corn King and the Spring Queen [LI re Grano e la regina Primavera, N.d.T.] di Naomi Mitchison - illustra la trasformazione delle immagini su cui Hugh si concentra. Queste vanno dal satanismo integralista di Huysmans all’introduzione della strega Isobel Gowdie e dei suoi incontri con il mondo fatato, fino al matrimonio sacro del Dio e della Dea nell’antica Grecia descritto da Naomi Mitchison. Le letture e le meditazioni si fondono in un momento cruciale, quando Hugh dichiara a Jelkes che vorrebbe integrare Huysmans, Ignazio di Loyola e Giamblico. È intenzionato ad arredare un tempio seguendo le modalità descritte da Giamblico per dimorarvi giorno e notte, potenziandolo con la sua immaginazione, come fa un sacerdote quando recita una messa in base a quanto indicato da Loyola e Huysmans. Sente che così riuscirà a far manifestare gli antichi dèi.

Qui, sotto la tutela di Jelkes, Hugh lavora con le immagini e la storia, cominciando a comprendere il metodo per invocare le divinità del passato esattamente come insegnato da Dion Fortune. Questa esperienza apre il varco alla comparsa di Mona Wilton, che incarna la qualità dell’Anima e il principio femminino. È, in un certo senso, l’anima di Hugh o la musa che lo guida.

Hugh la incontra nel negozio e dopo aver deciso di acquistare e arredare il suo tempio, la coinvolge affinché lo aiuti a sceglierlo e allestirlo.

Il Percorso alchemico: da Yesod a Tiphareth

Il movimento da Yesod a Tiphareth implica non solo un senso di discesa ma anche il risveglio degli opposti e la risoluzione di antichi dilemmi. È un processo più attivo di quello contemplativo perseguito finora. Mona, in quanto anima di Hugh, rappresenta quell’energia propulsiva e sfidante che lo spinge a procedere. Lo vedremo infatti cercare e trovare casa tanto rapidamente quanto l'evolversi della sua relazione con Mona, le sue emozioni e la sessualità. Le energie irruenti di Netzach portano risveglio, calore ed energia nel processo interiore.

Questo testo è estratto dal libro "Le Chiavi del Tempio".

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