SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 6 min

Marte: astrologia e archetipi

Marte: astrologia e archetipi

Scopri Marte in astrologia e nel tema natale e la sua funzione archetipica leggendo l'anteprima del libro di Lidia Fassio.

Marte in astrologia e nel tema natale

La definizione più semplice che possiamo dare di Marte è: il guerriero che combatte per i principi del Sole, Marte infatti simboleggia la funzione psicologica più vicina al Sole e all’Io, anche se dal punto di vista astronomico è il più lontano dei tre pianeti personali ed è esterno alla Terra. Da una prospettiva psicologica, è l'archetipo che mantiene la più stretta collaborazione con l’Io perché ha il compito di rendere operativa l’energia del Sole, il quale, per crescere e strutturare un’identità solida, deve potersi avvalere di Marte per affermare e conquistare ciò che desidera attraverso azioni precise ed efficaci, occupandosi al tempo stesso di difendere il soggetto dai pericoli. Sarà proprio Marte a conquistare ciò che il Sole ha individuato come obiettivo, consentendogli di trovare nuovo vigore; si muoverà nell’ambiente circostante nelle fasi iniziali della vita, per poi addentrarsi nel mondo trovando il proprio posto.

Dopo la fase di discriminazione - legata a Mercurio - e quella di desiderio e di scelta - legata a Venere -, Marte diventa essenziale per procedere alla conquista di ciò che dopo si manifesta solo a livello di pensiero, di desiderio o di intenzione. E infatti attraverso questo archetipo che il Sole astrologico trasforma le intenzioni in azioni reali, ed è sempre Marte a fare da anello di congiunzione tra gli intenti del Sé (che giacciono nell’inconscio) e le finalità dell'Io conscio (rappresentate dal Sole).

Per questa ragione, in un tema natale i tre pianeti che simboleggiano l’energia maschile consentono all'intento creativo interno (Plutone) di trovare mete e scopi attraverso l’Io (Sole), procedendo con azioni coscienti e causative (Marte) che, a loro volta, rendono concrete ed evidenti le intenzioni dei primi due archetipi.

Come vedremo meglio nel prosieguo, le potenzialità che questo archetipo apporta a un individuo sono numerose. A seconda del segno solare in cui si trova, Marte caratterizzerà il tipo di energia e di forza di cui è dotata una persona, nonché il modo in cui tenderà a esprimerla. Riflette però anche il grado di passione che lo muove, nonché il tasso di aggressività che può mettere in campo qualora non riesca a farsi valere. Marte è diretto all’affermazione personale e alla difesa dell’Io e, a seconda degli aspetti che forma nel tema natale, potrà fotografare soggetti più o meno assertivi o rinunciatari che ingoieranno la rabbia e la frustrazione con esiti imprevedibili.

Senza dubbio Marte esprime il bisogno di affermarsi e di conquistare ciò che si vuole, nonché la capacità di difendersi: cose che fa qualunque sia il segno solare che occupa, anche se con modalità e comportamenti differenti. Ciò che invece può portare un individuo a rinunciare a ciò che desidera, è il blocco che può arrivare allorché il pianeta è toccato da quadrature e opposizioni che mettono in evidenza tematiche o conflitti infantili che ancora impediscono al soggetto di esprimere in modo corretto la sua energia vitale e propositiva. Le quadrature in particolare indicano conflitti che il soggetto dovrà imparare a superare; a volte questi nascono da un difficile rapporto con l’autorità e il potere, cosa che può inibire il desiderio di azione fino a rinunciarvi del tutto; altre volte i conflitti possono dipendere da un eccesso di razionalizzazione, che gradualmente ha bloccato la parte istintuale, creando veri e propri ingorghi energetici che possono portare l’interessato verso la totale inibizione oppure verso saltuarie e incontrollate esplosioni.

La funzione archetipica di marte

L’aggressività e la rabbia

La rabbia è l’espressione dell’istinto aggressivo, e non tutti la sanno gestire al meglio. Ogni essere umano la prova, ma ciascuno la agisce in modo differente: alcuni sanno controllarla, altri la lasciano esplodere e altri ancora la respingono; molto dipende dal modo in cui le persone si pongono e difendono i propri confini personali, siano essi esterni, psicologici, emotivi o fisici.

Durante il lungo processo educativo al bambino vengono impartite regole e leggi, che costituiscono dei limiti e che, come tali, possono essere considerati più o meno valicabili. Ovviamente nessun bambino vuole stare dentro a confini imposti da altri: con le capacità che possiede cercherà quindi di spostarli per andare sempre un po’ oltre. Ad esempio, quando si dice al proprio figlio piccolo che deve andare a dormire alle nove, dopo due o tre sere egli inizierà a cercare di spostare quel confine dalle nove alle nove e dieci, poi alle nove e quindici e così via. Si tratta di una cosa del tutto naturale perché ognuno vuole fissare da sé il limite di ciò che può fare e tracciare un confine ideale per difendere il proprio spazio. È esattamente come il confine esterno: se vogliamo andare oltre al nostro confine, inevitabilmente urteremo contro quello posto da qualcun altro. In fondo l’origine della conflittualità nasce dal fatto che, a partire dalla nostra preistoria, nessuno si è accontentato di stare dentro al proprio territorio: valicati i propri confini, sono iniziate le violazioni di quelli altrui con le conseguenze che ben conosciamo.

In questi frangenti, “conquistare” è sicuramente il termine più usato, anche se quando si conquista qualcosa spesso si urta contro lo spazio che qualcun altro ritiene proprio. Eppure, non vi è altro modo di aumentare il proprio senso di forza e di autostima se non conquistando ciò che si vuole e si desidera. Il bambino ha l'assoluta necessità di provocare qualcosa, altrimenti non potrà mai sapere se riesce ad avere un impatto sul mondo oppure se passa inosservato. Ognuno vuole sapere di essere in grado di ottenere o di modificare qualcosa, altrimenti si sente inutile e senza valore. Se si vive compressi perché l’autorità è troppo restrittiva, si proverà in ogni modo a ribellarsi pur di garantirsi uno spazio vitale accettabile.

L’istinto aggressivo è legato a Plutone e a Marte, e fa parte del set di cui, attraverso il dna, viene dotato ogni individuo affinché possa rispondere a tutte le esigenze di sopravvivenza. E l’emozione più facilmente connaturata a Marte è la rabbia, un’emozione molto complessa che può combinarsi con altre e creare nel soggetto una buona dose di imbarazzo dovuta alla difficoltà di padroneggiarla. Le emozioni complesse sono tante e vengono chiamate così perché necessitano di un’interazione tra diversi archetipi. A tal proposito ricordiamo:

  • la gelosia e la passione, che richiedono un’interconnessione tra Marte e Venere;
  • la frustrazione e la paura, che sono un misto tra Saturno e Marte;
  • l’invidia, che è un’interazione tra Plutone e Marte.

Tutte queste emozioni complesse hanno bisogno dell’intervento di Marte che simboleggia la rabbia, ossia l’emozione con cui siamo maggiormente in difficoltà proprio perché ci hanno insegnato a rimuoverla così spesso che, per tornare a sentirla, ne veniamo sfidati e siamo costretti a reazioni istintive e poco convenienti.

Data di Pubblicazione: 1 agosto 2019

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